Diario quotidiano del 10 luglio 2015: le lettere di anomalie sugli studi di settore sono disponibili nel proprio cassetto fiscale

 

 Indice:

 1) Monito dalla Cassazione: l’invio telematico esige la ricevuta

 2) Ok al ricorso contro la cartella anche solo per l’ipotesi degli omessi versamenti

 3) Fisco: sono validi documenti di prova prodotti per la prima volta in giudizio

 4) Lavoro accessorio: comunicazione preventiva all’INPS

 5) Studi di settore: lettere di anomalie disponibili nel proprio cassetto fiscale

 6) Salvi i vecchi contratti di associazione in partecipazione

 7) Modificato il software di compilazione modello 770 semplificato e ordinario 2015 e pure quello di controllo

 8) La violazione dei requisiti formali non mette in discussione la detrazione Iva

 

 

1) Monito dalla Cassazione: l’invio telematico esige la ricevuta

Se manca la ricevuta definitiva, l’invio telematico non è servito a nulla. E’ questo il monito che giunge dalla Suprema Corte che nei giorni fatidici in cui gli intermediari fiscali procedono ad inviare alle Entrate i vari modelli Unico devono tenerne assolutamente conto, poiché non sono ammesse eccezioni neppure per il caso della ricevuta di scarto preceduta comunque dal versamento delle imposte.

In particolare, senza la ricevuta delle Entrate di ricezione del file, la dichiarazione deve considerarsi omessa, anche in presenza di versamenti dovuti, regolarmente eseguiti. Non basta, perciò, il mero adempimento materiale dell’invio.

Sono, dunque, le indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione e rinvenibili nella sentenza n. 14197 del 8 luglio 2015 sull’impugnazione di una cartella esattoriale, emessa a seguito di un controllo della dichiarazione telematica, scartata dall’ufficio.

Il contribuente aveva ottenuto due pareri favorevoli da entrambe le commissioni di merito e, in particolare, la Commissione tributaria regionale della Lombardia, confermando la decisione di primo grado, aveva affermato che, nella fattispecie, non si poteva trattare di dichiarazione omessa, giacché il contribuente aveva dimostrato che, nella ricevuta telematica delle Entrate, non erano stati indicati gli errori bloccanti e che, comunque, aveva proceduto al versamento delle imposte dovute.

I giudici di secondo grado avevano solo rilevato che, a loro parere, si era verificata una mera incomprensione tra il contribuente e l’ufficio, in violazione del comma 5, dell’art. 6, legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), poiché l’ufficio avrebbe dovuto convocare il contribuente per ottenere i necessari chiarimenti.

I giudici di legittimità, richiamando le disposizioni contenute nel comma 2, dell’art. 3, dpr 322/1998, hanno affermato che in tema di dichiarazioni trasmesse telematicamente, la prova della presentazione si deve considerare al momento della comunicazione dell’Amministrazione finanziaria, anche in presenza di errori bloccanti, di avvenuta ricezione (ricevuta).

Pertanto, secondo la Cassazione, l’intermediario incaricato avrebbe potuto rendersi conto degli errori bloccanti tempestivamente, grazie alla comunicazione del sistema telematico (circ. 35/E/2002), e avrebbe dovuto ripetere la trasmissione grazie, appunto, alla comunicazione di scarto.

Pertanto, secondo i giudici di legittimità, l’invio telematico presuppone non solo la mera trasmissione del file, ma l’ottenimento della ricevuta che attesta la corretta ricezione del file, come generata dal sistema stesso.

 

2) Ok al ricorso contro la cartella anche solo per l’ipotesi degli omessi versamenti

Si può ricorrere contro la cartella per gli omessi versamenti. Per la Corte Suprema anche tale atto ha natura impositiva se è il primo con cui l’Agenzia ha esercitato la propria pretesa e vi sia una effettiva controversia.

La definizione delle liti pendenti è applicabile anche in relazione a quelle aventi ad oggetto una cartella di pagamento emessa per imposte dichiarate, ma non versate. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14196 del 8 luglio 2015.

Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento che recava, oltre alle…

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