Diario quotidiano dell’8 luglio 2015: la revoca dell’autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

Pubblicato il 8 luglio 2015

niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili; modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.; revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze; expo Milano 2015: ecco gli ultimi chiarimenti dalle Entrate; sportello unico: richieste del 1° luglio 2015 - rilascio versione 4.0.1.34 del 1.7.2015; imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 2012: definita la percentuale massima del credito d’imposta spettante; INPS: aggiornate le FAQ ISEE 2015; revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante; lavoro, niente più limiti per i cittadini Croati; valido l’accertamento settoriale operato nei confronti del contribuente “irragionevole”

 

 Indice:

 1) Niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili

 2) Modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.

 3) Revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

 4) Expo Milano 2015: ecco gli ultimi chiarimenti dalle Entrate

 5) Sportello unico: richieste del 1° luglio 2015 - rilascio versione 4.0.1.34 del 1.7.2015

 6) Imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 2012: definita la percentuale massima del credito d’imposta spettante

 7) INPS: aggiornate le FAQ ISEE 2015

 8) Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante

 9) Lavoro, niente più limiti per i cittadini Croati

 10) Valido l’accertamento settoriale operato nei confronti del contribuente “irragionevole”

 

 

1) Niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili

Per la mancata tenuta delle scritture contabili non sono applicabili pene disciplinate dal codice penale.

In tale evenienza, il contribuente viene punito solo con le sanzioni amministrative.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28581 del 6 luglio 2015. Dunque, l’imprenditore che non tiene le scritture contabili incorre solo in una sanzione amministrativa e non in una condanna penale. Secondo quanto viene ora affermato dalla Suprema Corte, l’articolo 10 del DLgs 74 del 2000 punisce soltanto chi occulta o distrugge la contabilità.

La Cassazione ha, così, annullato con rinvio la condanna a nove mesi di reclusione inflitta a un imprenditore di Milano che, rimasto in carica come prestanome per meno di un anno, era finito nel mirino degli inquirenti per l’occultamento delle scritture contabili.

Detto soggetto si è difeso sostenendo di non aver avuto colpa della mancata tenuta dei documenti dal momento che non era il vero amministratore.

Ma questa prima tesi sostenuta dalla difesa non ha convinto i giudici supremi i quali hanno precisato come anche in questi caso il reato si potesse comunque configurare.

Infatti, su questo versante il ricorso è risultato infondato quanto alla pretesa che dalla qualifica meramente formale di amministratore per conto di altri non dovrebbero eventualmente derivare responsabilità per il reato di occultamento di scritture contabili.

Per la Cassazione, tuttavia, mancava la prova del dolo della distruzione delle scritture. Su questo punto la sentenza di condanna è stata infatti annullata con rinvio alla Corte d’Appello di Milano.

In proposito la terza sezione penale ha chiarito che la condotta sanzionata dall’art. 10 del DLgs 74 del 2000 è indubitabilmente solo quella, espressamente contemplata dalla norma, di occultamento o distruzione delle scritture contabili obbligatorie e non anche quella della loro mancata tenuta, espressamente sanzionata in via meramente amministrativa dall’art. 9 del DLgs. n. 471 del 1997. In altre parole, la fattispecie criminosa dell’art. 10 cit. presuppone l’istituzione della documentazione contabile, nel caso di specie, mai avvenuta.

 

2) Modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 6 luglio 2015, il D.P.C.M. 26 giugno 2015 che dispone la proroga al 23 luglio del termine per l’invio del modello 730/2015. Il rinvio riguarderà i CAF e gli intermediari, a condizione che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

I contenuti del decreto adesso approdati in Gazzetta Ufficiale erano stati anticipati nei giorni scorsi dal MEF con un comunicato del MEF che ha disposto il rinvio del termine di presentazione del 730/2015 al 23 luglio 2015.

Il differimento della scadenza era stato invocato nelle scorse settimane dalla Consulta dei CAF e accoglie le esigenze dei contribuenti e degli operatori alle prese con le novità del 730 precompilato.

Tuttavia, la proroga riguarderà soltanto i CAF e gli intermediari che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Le ragioni di tale “limitazione” risiedono nell’esigenza di contenere al massimo il disagio determinato in carico ai contribuenti e i loro sostituti derivanti dal ritardato invio. Il differimento del termine, infatti, comporterà inevitabilmente il differimento da luglio ad agosto delle operazioni di conguaglio.

 

3) Revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

Per i troppi errori commessi viene revocata l’autorizzazione per accedere ad Entratel.

Si finisce con il cartellino “rosso” per gli intermediari professionisti che trasmettono le dichiarazioni al Fisco con troppi errori.

Alcune Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle entrate, riscontrate gravi incogruenze, inviano agli intermediari abilitati ad operare su Entratel una comunicazione nella quale mettono in evidenza il rapporto percentuale tra le dichiarazioni trasmesse telematicamente e le comunicazioni di irregolarità ad esse collegate. In particolare gli intermediari sono stati invitati “ad effettuare una ricognizione delle criticità emerse dalle comunicazioni di irregolarità e dei relativi esiti nel frattempo intervenuti, che solo in parte sono imputabili al carente e/o mancato versamento eseguito dal contribuente”.

In particolare, “nell’ottica di una fattiva collaborazione e di un confronto costruttivo”, l’Agenzia delle entrate vuole “responsabilizzare” l’intermediario rispetto ad una parte delle comunicazioni di irregolarità emes