Diario quotidiano dell’8 luglio 2015: la revoca dell’autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

Pubblicato il 8 luglio 2015



niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili; modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.; revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze; expo Milano 2015: ecco gli ultimi chiarimenti dalle Entrate; sportello unico: richieste del 1° luglio 2015 - rilascio versione 4.0.1.34 del 1.7.2015; imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 2012: definita la percentuale massima del credito d’imposta spettante; INPS: aggiornate le FAQ ISEE 2015; revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante; lavoro, niente più limiti per i cittadini Croati; valido l’accertamento settoriale operato nei confronti del contribuente “irragionevole”

 

 Indice:

 1) Niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili

 2) Modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.

 3) Revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

 4) Expo Milano 2015: ecco gli ultimi chiarimenti dalle Entrate

 5) Sportello unico: richieste del 1° luglio 2015 - rilascio versione 4.0.1.34 del 1.7.2015

 6) Imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 2012: definita la percentuale massima del credito d’imposta spettante

 7) INPS: aggiornate le FAQ ISEE 2015

 8) Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante

 9) Lavoro, niente più limiti per i cittadini Croati

 10) Valido l’accertamento settoriale operato nei confronti del contribuente “irragionevole”

 

 

1) Niente sanzioni penali per la mancata tenuta delle scritture contabili

Per la mancata tenuta delle scritture contabili non sono applicabili pene disciplinate dal codice penale.

In tale evenienza, il contribuente viene punito solo con le sanzioni amministrative.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28581 del 6 luglio 2015. Dunque, l’imprenditore che non tiene le scritture contabili incorre solo in una sanzione amministrativa e non in una condanna penale. Secondo quanto viene ora affermato dalla Suprema Corte, l’articolo 10 del DLgs 74 del 2000 punisce soltanto chi occulta o distrugge la contabilità.

La Cassazione ha, così, annullato con rinvio la condanna a nove mesi di reclusione inflitta a un imprenditore di Milano che, rimasto in carica come prestanome per meno di un anno, era finito nel mirino degli inquirenti per l’occultamento delle scritture contabili.

Detto soggetto si è difeso sostenendo di non aver avuto colpa della mancata tenuta dei documenti dal momento che non era il vero amministratore.

Ma questa prima tesi sostenuta dalla difesa non ha convinto i giudici supremi i quali hanno precisato come anche in questi caso il reato si potesse comunque configurare.

Infatti, su questo versante il ricorso è risultato infondato quanto alla pretesa che dalla qualifica meramente formale di amministratore per conto di altri non dovrebbero eventualmente derivare responsabilità per il reato di occultamento di scritture contabili.

Per la Cassazione, tuttavia, mancava la prova del dolo della distruzione delle scritture. Su questo punto la sentenza di condanna è stata infatti annullata con rinvio alla Corte d’Appello di Milano.

In proposito la terza sezione penale ha chiarito che la condotta sanzionata dall’art. 10 del DLgs 74 del 2000 è indubitabilmente solo quella, espressamente contemplata dalla norma, di occultamento o distruzione delle scritture contabili obbligatorie e non anche quella della loro mancata tenuta, espressamente sanzionata in via meramente amministrativa dall’art. 9 del DLgs. n. 471 del 1997. In altre parole, la fattispecie criminosa dell’art. 10 cit. presuppone l’istituzione della documentazione contabile, nel caso di specie, mai avvenuta.

 

2) Modello 730: rinvio dei termini pubblicato in G.U.

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 154 del 6 luglio 2015, il D.P.C.M. 26 giugno 2015 che dispone la proroga al 23 luglio del termine per l’invio del modello 730/2015. Il rinvio riguarderà i CAF e gli intermediari, a condizione che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

I contenuti del decreto adesso approdati in Gazzetta Ufficiale erano stati anticipati nei giorni scorsi dal MEF con un comunicato del MEF che ha disposto il rinvio del termine di presentazione del 730/2015 al 23 luglio 2015.

Il differimento della scadenza era stato invocato nelle scorse settimane dalla Consulta dei CAF e accoglie le esigenze dei contribuenti e degli operatori alle prese con le novità del 730 precompilato.

Tuttavia, la proroga riguarderà soltanto i CAF e gli intermediari che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Le ragioni di tale “limitazione” risiedono nell’esigenza di contenere al massimo il disagio determinato in carico ai contribuenti e i loro sostituti derivanti dal ritardato invio. Il differimento del termine, infatti, comporterà inevitabilmente il differimento da luglio ad agosto delle operazioni di conguaglio.

 

3) Revoca autorizzazione Entratel solo per gravi inadempienze

Per i troppi errori commessi viene revocata l’autorizzazione per accedere ad Entratel.

Si finisce con il cartellino “rosso” per gli intermediari professionisti che trasmettono le dichiarazioni al Fisco con troppi errori.

Alcune Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle entrate, riscontrate gravi incogruenze, inviano agli intermediari abilitati ad operare su Entratel una comunicazione nella quale mettono in evidenza il rapporto percentuale tra le dichiarazioni trasmesse telematicamente e le comunicazioni di irregolarità ad esse collegate. In particolare gli intermediari sono stati invitati “ad effettuare una ricognizione delle criticità emerse dalle comunicazioni di irregolarità e dei relativi esiti nel frattempo intervenuti, che solo in parte sono imputabili al carente e/o mancato versamento eseguito dal contribuente”.

In particolare, “nell’ottica di una fattiva collaborazione e di un confronto costruttivo”, l’Agenzia delle entrate vuole “responsabilizzare” l’intermediario rispetto ad una parte delle comunicazioni di irregolarità emesse nei confronti dei contribuenti, di cui ha provveduto alla trasmissione telematica delle dichiarazioni dei redditi. Nel caso perdurasse la trasmissione di dichiarazioni con conseguenti comunicazioni di irregolarità - specifica nella comunicazione l’Agenzia delle entrate - il professionista potrà vedersi revocata l’abilitazione ad Entratel, ai sensi dell’art. 8 del DM 31/07/1998.

L’art. 8 del DM 31/07/1998 specifica che l’abilitazione alla trasmissione telematica può essere revocata dall’amministrazione finanziaria in caso di gravi inadempienze agli obblighi imposti dal DM stesso e fa un preciso elenco di circostanze al verificarsi delle quali avverrebbe tale revoca:

- cessazione dell’attività;

- decesso dell’intermediario persona fisica;

- inizio di una procedura concorsuale;

- presenza di provvedimenti di sospensione per almeno 12 mesi o di radiazione dall’Albo professionale di appartenenza;

- revoca dell’autorizzazione a prestare assistenza fiscale da parte dei CAF;

- mancato invio delle dichiarazioni o trasmissione di dati difformi da quelli contenuti nelle copie rilasciate al contribuente o al sostituto d’imposta, ovvero da quelli contenuti nelle copie da questi ultimi consegnate all’intermediario, in percentuale superiore al 5% delle dichiarazioni complessivamente ricevute, in riferimento ai dati relativi al soggetto che effettua la trasmissione o che incidono sulla liquidazione del tributo in misura superiore al 10% dell’imposta correttamente liquidata o delle ritenute dichiarate;

- aggiramento degli obblighi di trasmissione in via telematica;

- mancato rispetto delle disposizioni previste in materia di trattamento dei dati personali.

E’ chiaro che l’Amministrazione finanziaria può disporre della facoltà di revocare le abilitazioni ad Entratel nei casi di gravità e ripetute inadempienze agli obblighi derivanti dal Decreto del 31/07/1998, tuttavia, come è stato rilevato in dottrina, desta qualche perplessità il riferimento al quale sembrano ricondursi gli avvisi di cui al suddetto articolo.

Infatti, nell’elenco dei suddetti casi di revoca non viene elencato il caso in cui l’intermediario riceva un avviso di irregolarità nonostante la dichiarazione sia “conforme” alla relativa copia cartacea consegnata al contribuente. Per tale motivo, come viene ritenuto in dottrina, l’Agenzia delle Entrate non può procedere con la revoca dell’abilitazione ad Entratel adducendo come unica motivazione il fatto che l’intermediario abbia ricevuto numerose comunicazioni di irregolarità relative alle dichiarazioni trasmesse in via telematica.

 

4) Expo Milano 2015: ecco gli ultimi chiarimenti dalle Entrate

Expo Milano 2015: L’Agenzia risponde ai dubbi dei partecipanti. Sono, infatti, arrivati ulteriori chiarimenti per i soggetti che partecipano a Expo Milano 2015.

In particolare, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 25/E del 7 luglio 2015, ha raccolto in un pratico vademecum le risposte fornite alle domande più frequenti, ricevute sia tramite interpello, sia attraverso il Desk dedicato all’evento (Expo2015@agenziaentrate.it). Dalle regole di applicazione dell’Iva ai vari obblighi contabili, passando per la rivendita dei biglietti di ingresso all’Esposizione, il documento di prassi ripercorre le risposte fornite negli ultimi mesi dall’Agenzia delle Entrate alle Frequently asked questions (Faq) dei partecipanti.

Realizzazione dei padiglioni e non imponibilità Iva

In base all’accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Bureau International des Expositions (BIE), i Commissariati Generali di Sezione possono usufruire del regime di non imponibilità Iva per la realizzazione del proprio Padiglione espositivo. Questa agevolazione si applica sia agli acquisti di beni e servizi, che alle importazioni di beni relativi alla costruzione dell’intero Padiglione, inclusa la parte che viene adibita alle attività commerciali (quali il ristorante, il bar e il negozio). Invece, ne sono esclusi il rifornimento, il vettovagliamento e l’arredo degli spazi adibiti allo svolgimento delle attività commerciali, nonché le importazioni di articoli da vendere nel Padiglione. Ad esempio, gli acquisti delle cucine, degli utensili e delle uniformi del personale addetto alle attività di ristorazione e/o di vendita di prodotti non possono fruire di tale trattamento fiscale di favore.

Rientra nel regime di non imponibilità Iva anche la locazione di appartamenti, da parte di un partecipante ufficiale, per ospitare il proprio personale durante il periodo di svolgimento di Expo.

In caso di erronea applicazione dell’imposta, la stessa può essere recuperata emettendo una nota di variazione in diminuzione entro un anno dall’effettuazione dell’operazione.

Il Commissariato generale di sezione può usufruire del regime di non imponibilità anche per i servizi di somministrazione di gas, elettricità e le altre utenze, a condizione che i relativi contratti siano allo stesso intestati. Se le utenze sono intestate al proprietario degli appartamenti, i servizi vanno fatturati a quest’ultimo con applicazione dell’Iva; il proprietario, a sua volta, riaddebita il costo al Commissariato in regime di non imponibilità.

Regime di non imponibilità anche per l’acquisto di un’autovettura da parte di un Commissariato generale di sezione, a condizione che il veicolo sia utilizzato esclusivamente nell’ambito dei fini istituzionali espositivi non commerciali.

Rivendita di biglietti da parte di terzi

L’ente organizzatore di Expo Milano 2015 può emettere i biglietti e consegnarli a terzi per la rivendita. In questo caso, i biglietti devono però riportare l’indicazione dei dati identificativi del soggetto che si occupa della successiva distribuzione. A questo proposito, l’Agenzia chiarisce che la cessione dei biglietti a terzi per la rivendita non necessita di fattura, proprio perché i biglietti di accesso a Expo Milano 2015 sono essi stessi dei documenti fiscali (soggetti ad IVA con aliquota del 10%).

Comunicazioni black list e prestazioni di servizi

L’Agenzia poi si sofferma sul caso delle prestazioni di servizi relative alla costruzione di uno stand fieristico presso Expo Milano 2015, fornite da un’impresa italiana ad un soggetto passivo Iva residente all’estero in uno Stato black list. A riguardo, le Entrate confermano che i dati relativi alle operazioni effettuate dall’impresa italiana nei confronti del soggetto passivo Iva con sede nel Paese black list devono essere comunicati secondo le regole e le scadenze ordinarie, non essendo prevista nessuna deroga. Allo stesso tempo, il documento di prassi ricorda che queste prestazioni sono da intendersi fuori campo Iva, in quanto non sono territorialmente rilevanti in Italia in base alle disposizioni del Dpr n. 633/1972.

Obblighi contabili o dichiarativi

Altro aspetto evidenziato nel documento di prassi è relativo agli obblighi contabili o dichiarativi ai fini fiscali del Commissariato generale di sezione, semplificati qualora lo stesso non svolga alcuna attività commerciale in Italia, ad esempio mediante una stabile organizzazione. Lo stesso dovrà conservare i moduli che compila e consegna ai fornitori per usufruire del regime di non imponibilità Iva con le stesse modalità previste per i documenti ufficiali emessi, unitamente alla documentazione dei relativi pagamenti.

La circolare, inoltre, precisa che è possibile compilare il form (allegato alla risoluzione 10/2014) con cui si comunicano le informazioni riguardanti beni e servizi rientranti nell’oggetto di un contratto di appalto, in maniera semplificata, senza elencarli, ma fornendo gli estremi del contratto stesso e allegandone copia, a condizione che lì siano dettagliatamente indicati.

Per gli acquisti di beni e servizi effettuati dalla Commissione Ue, in alternativa al regime di non imponibilità Iva di cui all’articolo 10, comma 5, dell’accordo Bie, si potrà applicare il regime di non imponibilità di cui all’articolo 72, comma 1, lettera c), del Dpr 633/1972, qualora ne ricorrano i presupposti: inerenza degli acquisti all’attività istituzionale della Ue, valore minimo dell’operazione superiore a 300 euro.

Allo stesso modo, in alternativa al regime di non imponibilità Iva di cui all’accordo Bie, è applicabile il regime di non imponibilità di cui all’articolo 72, comma 1, lettera a), del Dpr 633/1972 (riservato agli acquisti di beni e servizi effettuati dalle sedi e dai rappresentanti diplomatici e consolari a condizioni di reciprocità), quando il ruolo di Commissariato generale di sezione è affidato alle sedi diplomatiche e consolari. Questi, per provare la reciprocità, devono esibire ai propri fornitori il modello predisposto dal Comitato europeo, allegato alla circolare 78/1998.

Le prestazioni di servizi per la costruzione di uno stand fieristico fornite da un’impresa italiana a un soggetto passivo estero sono fuori campo Iva, in quanto non territorialmente rilevanti in Italia (articolo 7-ter del Dpr 633/1972). Tuttavia, i dati relativi a tali operazioni, effettuate nei confronti di una società con sede in un Paese black list, devono essere comunicati secondo le regole e le scadenze ordinarie.

Attività commerciale

Il Commissariato generale di sezione che svolge un’attività commerciale all’interno del padiglione è considerato un soggetto passivo Iva stabilito in Italia, tenuto quindi ad assolvere i relativi adempimenti, come la presentazione, entro trenta giorni, della dichiarazione di inizio attività tramite modello AA7/10.

Se il Commissariato è già in possesso di un codice fiscale italiano, l’Agenzia delle Entrate, a seguito della presentazione del modello AA7/10, rilascia un nuovo identificativo valido come partita Iva. Nel modello deve essere indicata la persona fisica (verosimilmente, il Commissario generale di sezione) che ha la rappresentanza della stabile organizzazione e il relativo codice fiscale personale.

Sostituto d’imposta

Per stabilire se i Commissariati generali di sezione siano oppure no sostituti d’imposta, occorre verificare la loro natura giuridica e il tipo di attività svolta. In particolare, sono tenuti a operare le ritenute per i compensi corrisposti in occasione di Expo 2015 qualora, pur non svolgendo attività commerciale, già operino in Italia come sostituti d’imposta. In caso contrario, possono non assolvere neanche agli obblighi di sostituto che deriverebbero dall’attività istituzionale svolta in occasione dell’esposizione.

Ovviamente, se il Commissariato svolge in Italia un’attività commerciale (ad esempio, di ristorazione o vendita gadget, anche se limitata alla durata di Expo), tale circostanza determinerebbe l’esistenza di una stabile organizzazione ai fini sia delle imposte sul redditoche Iva, con conseguente obbligo in capo a essa degli adempimenti dettati dagli articoli 23, 24, 25 e 25-bis del Dpr 600/1973, in riferimento a lavoratori dipendenti, collaboratori e lavoratori autonomi che prestano attività lavorativa presso di essa.

Personale dei partecipanti

Il personale delle sezioni, se non ha cittadinanza italiana o residenza in Italia, fruisce dell’esenzione da ogni forma di tassazione diretta su salari, emolumenti e indennità corrisposti dal Commissariato generale (il periodo di permanenza per la partecipazione a Expo 2015 non fa acquisire la residenza fiscale in Italia). Pertanto, l’esenzione non si applica se il personale assunto dal Commissariato ha la residenza in Italia e presta la sua attività lavorativa in Italia, anche se impiegato per Expo 2015.

 

5) Sportello unico: richieste del 1° luglio 2015 - rilascio versione 4.0.1.34 del 1.7.2015

A seguito dell’avvio del nuovo servizio Durc On Line, sono stati effettuati alcuni adeguamenti in www.sportellounicoprevidenziale.it e sono state disabilitate le richieste di DURC finora previste.

Nonostante l’avviso pubblicato nell’home page dell’applicativo, nella giornata del 1° luglio alcuni utenti, soprattutto stazioni appaltanti, hanno continuato ad effettuare richieste di Durc selezionando le nuove tipologie disponibili, indicando dati incongruenti con le stesse.

Per impedire l’inoltro di ulteriori richieste anomale alle ore 18,30 del 1° luglio 2015 l’applicativo è stato reso disponibile agli utenti esterni per la sola consultazione. Come specificato nell’avviso, per tutte le richieste con data 1° luglio 2015 pervenute tramite Sportello Unico Previdenziale che non riportano le specifiche previste per ciascuna delle tipologie disciplinate dall’art. 9, comma 1, del D.M. 30.1.2015 non deve essere effettuata alcuna istruttoria e non sarà emesso alcun certificato, in quanto gli utenti devono verificare la regolarità contributiva esclusivamente con il nuovo servizio Durc On Line.

Non sarà emesso alcun certificato nemmeno per le richieste inoltrate dagli utenti tramite Sportello Unico prima delle ore 9 del 1° luglio, utilizzando le tipologie (appalti pubblici, lavori edili privati, attestazioni SOA, ecc.) previste prima del rilascio dell’ultima versione dell’applicativo.

Si fa riserva di notizie circa la ripresa dell’operatività di Sportello Unico, che dovrebbe rimanere attivo in via transitoria non oltre il 1° gennaio 2017 esclusivamente per le verifiche di regolarità contributiva in presenza di certificazione di crediti, per il pagamento di fatture relative a debiti della P.A. scaduti al 31.12.2012, per la regolarizzazione di lavoratori extracomunitari di cui al D.Lgs. 109/2012 e per la ricostruzione privata in Abruzzo.

Si descrivono gli adeguamenti apportati all’applicativo con la versione 4.0.1.34 per le richieste di Durc – temporaneamente inibite - previste dall’art. 9, comma 1 del decreto, già illustrate al paragrafo 6 della circolare Inail 61/2015 e al paragrafo 8 della circolare Inps 126/2015.

L’unica richiesta effettuabile in www.sportellounicoprevidenziale.it è “Altra Tipologia” per “Altri usi consentiti dalla legge”, impostata automaticamente dal sistema. L’utente deve quindi selezionare una delle seguenti opzioni inserendo un flag nella corrispondente casella:

DURC con certificazione crediti P.C.C.

DURC fatture P.A. debiti scaduti 31.12.2012

DURC regolarizzazione extracomunitari

DURC ricostruzione privata sisma Abruzzo

DURC con certificazione crediti P.C.C.

La casella è selezionabile solo da un utente SA/AP o da un utente Azienda o Intermediario (sono escluse le SOA); se la richiesta è effettuata da un soggetto diverso la procedura propone il messaggio “La richiesta non può essere accettata, utilizzare il servizio Durc On Line attivo dal 1° luglio 2015 in www.inps.it e www.inail.it

L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare i dati della certificazione, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

Si ricorda che nel certificato di regolarità emesso da Sportello Unico devono essere indicati i dati identificativi della “Richiesta Durc” prodotta attraverso la “Piattaforma per la certificazione dei crediti” appositamente istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’importo disponibile dopo l’attivazione della funzione “Verifica la capienza per l’emissione del Durc” e quello del debito contributivo accertato nei confronti del contribuente, in modo che la stazione appaltante possa procedere all’attivazione dell’intervento sostitutivo.

DURC fatture P.A. debiti scaduti 31.12.2012

La casella è selezionabile solo da un utente SA/AP (sono esclusi Aziende, Intermediari e SOA).

L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare la data della fattura, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

Per questi Durc, rientranti nell’ambito applicativo dell’art. 6, comma 11-ter, del DL 35/2013 convertito con modificazioni dalla legge 64/2013, la regolarità deve infatti essere accertata alla data di emissione della fattura.

DURC regolarizzazione extracomunitari

La casella è selezionabile solo dalle utenze rilasciate agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare i dati del lavoratore extracomunitario oggetto della dichiarazione di emersione, in quanto la verifica della regolarità è limitata agli obblighi contributivi relativi allo specifico lavoratore indicato (art. 5 D.Leg. 109/2012 e art. 5, comma 2, lettera a) del DM 29.8.2012).

Anche in questo caso in mancanza della compilazione è proposto il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

DURC ricostruzione privata sisma Abruzzo

La casella è selezionabile solo da un utente SA/AP con sede nella provincia dell’Aquila.

Si ricorda che ai sensi dell’art. 10 del DPCM 4 febbraio 2013, questi Durc sono richiesti dal Comune dell’Aquila e dagli altri Comuni del cratere per verificare la regolarità delle imprese affidatarie o esecutrici dei lavori di ricostruzione e riparazione di edifici privati danneggiati dal sisma del 6.4.2009 per l’erogazione dei contributi alla ricostruzione privata dei centri storici.

L’utente deve obbligatoriamente compilare il campo “specifica uso” a testo libero per indicare la data di ultimazione dei lavori, in caso contrario la procedura propone il messaggio “E’ obbligatorio inserire la specifica dell’uso”.

Per tutte le suddette richieste il sistema richiede la compilazione telematica dei quadri previsti dall’attuale modulo C (richiesta “semplificata”).

Il testo della “specifica uso” inserito nel campo a testo libero non è riprodotto sul CIP e sul DURC.

Nel CIP e nel DURC è riportata sempre la descrizione della casella selezionata, cioè DURC con certificazione crediti P.C.C., DURC fatture P.A. debiti scaduti 31.12.2012, DURC regolarizzazione extracomunitari, DURC ricostruzione privata sisma Abruzzo o DURC art.9 co.2 DM 30.1.2015.

I DURC emessi con esito regolare riportano la dicitura “Il presente certificato ha validità di 120 giorni dalla data della richiesta e non può essere utilizzato per finalità diverse da quella per cui è stato rilasciato”.

Contestualmente sono state disabilitate tutte le seguenti richieste di DURC previste in precedenza:

Tipologia  

Motivazione/Appalto

Fase

Lavori

Appalto

Subappalto

Affidamento

Stipula   contratto/convenzione/ concessione

Stato   di avanzamento lavori

Liquidazione   finale/Regolare esecuzione

Forniture

Appalto

Subappalto

Affidamento

Stipula   contratto/convenzione/ concessione

Emissione   ordinativo/Liquidazione fattura

Servizi

Appalto

Subappalto

Affidamento

Stipula   contratto/convenzione/ concessione

Emissione   ordinativo/Liquidazione fattura

Altre   Tipologie

Verifica   autodichiarazione

 

Partecipazione/Aggiudicazione   appalto

 

Attestazione   SOA/Iscrizione albo fornitori

 

Lavori   privati in edilizia

 

Contratti   pubblici di forniture e servizi in economia con affidamento diretto

 

Agevolazioni/finanziamenti/sovvenzioni/autorizzazioni

 

Altri   usi consentiti dalla legge

 

Le richieste per le suddette tipologie presentate dagli utenti tramite Sportello Unico con data di protocollo/CIP anteriore al 1° luglio 2015 ancora in istruttoria devono essere definite con l’emissione del relativo certificato in Sportello Unico.

Per quanto riguarda i requisiti di regolarità contributiva da applicare ai casi in questione, occorre fare riferimento all’art. 10, comma 5, del D.M. 30.1.2015 secondo cui “le disposizioni di cui al presente decreto divengono efficaci decorsi 30 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, fatte salve le disposizioni di cui all’art. 3, commi 2 e 3, e agli articoli 5 e 8”.

Da quanto sopra deriva in particolare che le richieste di regolarità ancora in istruttoria riguardanti le verifiche di autodichiarazioni, nelle quali le stazioni appaltanti e le amministrazioni procedenti hanno indicato la data alla quale deve essere verificata la regolarità stessa, devono essere definite con esito regolare se alla data indicata nella richiesta:

risultano rateazioni concesse dagli enti ovvero dagli Agenti della riscossione, sospensioni dei pagamenti in forza di disposizioni legislative, crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la quale sia stato verificato il credito e che sia stata accettata dagli Enti, crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso e in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza (salva l’ipotesi di cui all’art. 24, comma 3, d.lgs. 46/1999) o infine risultano crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario (ipotesi previste dall’art. 3, comma 2, lettere da a) a f) del decreto);

risulta uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascuna Gestione nella quale l’omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad € 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge (art. 3, comma 3, del decreto);

risultano sussistenti i requisiti previsti in presenza di procedure concorsuali (art. 5 del decreto).

Resta fermo che, stante la portata generale della previsione di cui all’art. 4, comma 1, del D.M., l’eventuale situazione di irregolarità rilevata in sede di verifica alla data indicata nella richiesta, comporterà l’attivazione del procedimento di regolarizzazione come disciplinato dalla medesima norma. L’intervenuta regolarizzazione, nei termini precisati dalla circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 19 dell’8 giugno 2015, consentirà l’attestazione della regolarità.

(INPS, messaggio n. 4580 del 6 luglio 2015)

 

6) Imprese e lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 2012: definita la percentuale massima del credito d’imposta spettante

Sisma del maggio 2012: Credito d’imposta nella misura del 43% per imprese e autonomi danneggiati.

Si tratta, in particolare, del credito d’imposta per le imprese e i lavoratori autonomi danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, istituito dall’articolo 67-octies del D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla Legge 7 agosto 2012, n. 134.

Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 91825 del 7 luglio 2015, definisce la misura percentuale massima del credito d’imposta spettante ai soggetti che hanno presentato la richiesta nel 2015 per i costi agevolabili sostenuti nel 2014 e per quelli non indicati nelle eventuali richieste presentate in precedenza.

Sisma del maggio 2012: Credito d’imposta nella misura del 43% per imprese e autonomi danneggiati

È il 43,0133% dell’importo richiesto la misura massima del credito d’imposta spettante alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati dal sisma del 20 e 29 maggio 2012 che hanno presentato la domanda nel 2015.

La percentuale si riferisce ai costi agevolabili sostenuti nel 2014 e a quelli non indicati nelle eventuali richieste presentate in precedenza. L’Agenzia, infatti, determina il credito d’imposta che spetta a ciascun soggetto sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate per il 2015 e l’ammontare complessivo richiesto per i costi sostenuti nel 2014 e per quelli non indicati nelle eventuali richieste presentate in precedenza, risultante dalle domande trasmesse nel 2015.

A partire dal 8 luglio 2015, i contribuenti interessati potranno utilizzare il credito d’imposta presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate: in caso contrario l'operazione di versamento verrà scartata. Il codice tributo da utilizzare è “6844”, istituito dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 63/E del 7 luglio 2015.

In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento dei costi, nel formato “AAAA”.

 

7) INPS: aggiornate le FAQ ISEE 2015

Il Ministero del Lavoro e l’Inps hanno aggiornato, al mese di giugno, le FAQ ISEE: le domande più frequenti pervenute sul nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Le F.A.Q aggiornate sono disponibili sul portale ISEE 2015.

 

 8) Revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante

Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 154 del 6 luglio 2015, il Decreto di revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo.

A decorrere dal 1° gennaio 2016, i divisori e i coefficienti di trasformazione, di

cui alla Tabella A dell’Allegato 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 247 e alla Tabella A della legge 8 agosto 1995, n. 335, sono rideterminati nella misura indicata dalla tabella allegata al Decreto.

 

9) Lavoro, niente più limiti per i cittadini Croati

Dal 1° luglio 2015 libero accesso al lavoro per i cittadini Croati. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed il Ministero dell’Interno hanno emanato la circolare congiunta prot. 3233 del 3 luglio 2015 con la quale comunicano che l’Italia ha deciso di non prorogare, oltre la scadenza del 30 giugno 2015, il regime transitorio, relativamente alle limitazioni per l’accesso al mercato del lavoro nei confronti dei lavoratori subordinati della Croazia.

Pertanto, dal 1° luglio 2015, per effetto del meccanismo automatico previsto dal Trattato di adesione all’Unione Europea della Croazia, le limitazioni all’accesso al lavoro nei settori produttivi per i quali operava la restrizione, devono ritenersi decadute.

 

10) Valido l’accertamento settoriale operato nei confronti del contribuente “irragionevole”

L’accertamento induttivo del reddito è consentito anche in presenza di scritture contabili formalmente corrette qualora la contabilità possa essere considerata complessivamente inattendibile. E ciò si verifica nel momento in cui tali scritture non siano sorrette dalle regole fondamentali di ragionevolezza.

In particolare, la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13734 del 3 luglio 2015, ha rimarcato che la procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici la cui gravità, precisione e concordanza non è determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce in esito al contraddittorio con il contribuente. Orbene, fermo che nel caso di specie il contraddittorio è stato regolarmente costituito, sono emersi una pluralità di elementi evidenziati dall’Ufficio che non sono stati in alcun modo valutati dalla CTR, quali l’assoluta antieconomicità dell’attività esercitata dal contribuente alla luce dell’esiguità del reddito dichiarato, la superficie effettiva dell’officina, risultata di gran lunga superiore a quella dichiarata (128 mq. a fronte di 50 mq indicati nel questionario allegato alla dichiarazione dei redditi), l’irregolare indicazione delle rimanenze, in violazione dell’art. 59 TUIR, non essendo stato indicato né l’anno di formazione, né la suddivisione delle stesse in categorie omogenee.

Il giudice di appello ha invece erroneamente affermato la necessità di una ricostruzione sistematica dei ricavi fondata su dati precisi, ed ha omesso di valutare, dandone conto in motivazione, le specifiche risultanze del caso concreto e l’idoneità delle diverse presunzioni allegate dall’Ufficio, dando rilievo al solo elemento della resa oraria.

Per tutto questo la Cassazione ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate.

 

Vincenzo D’Andò