Diario quotidiano del 7 luglio 2015: ecco tutti i software aggiornati dall’Agenzia

Pubblicato il 7 luglio 2015



aggiornato software modello 730/2015; aggiornato software di compilazione e controllo Irap 2015; entrate tributarie in leggero aumento; congedo parentale, elevazione dei limiti temporali di usufruizione: modalità di presentazione della domanda nel periodo transitorio; commercialisti: DURC on line, un debutto brillante; Assonime commenta le misure urgenti in materia di fallimento e giustizia; pubblicate le linee guida ANAC per le società controllate e partecipate dalle pubbliche amministrazioni; accertamento nullo se le perdite in bilancio sono giustificate da investimenti

 

 Indice:

 1) Aggiornato software modello 730/2015

 2) Aggiornato software di compilazione e controllo Irap 2015

 3) Entrate tributarie in leggero aumento

 4) Congedo parentale, elevazione dei limiti temporali di usufruizione: modalità di presentazione della domanda   nel periodo transitorio

 5) Commercialisti: DURC on line, un debutto brillante

 6) Assonime commenta le misure urgenti in materia di fallimento e giustizia

 7) Pubblicate le linee guida ANAC per le società controllate e partecipate dalle pubbliche amministrazioni

 8) Accertamento nullo se le perdite in bilancio sono giustificate da investimenti

 

 

1) Aggiornato software modello 730/2015

L’Agenzia delle entrate ha aggiornato il software di controllo Modello 730/2015, si tratta della versione 1.0.5 del 06/07/2015.

Le procedure di controllo consentono di evidenziare, mediante appositi messaggi di errore, le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli. Nel caso di specie, il software consente il controllo del modello 730/2015

Ecco gli aggiornamenti della versione 1.0.5 del 06/07/2015

Aggiornato il controllo del rigo 13 del prospetto di liquidazione rideterminato ai fini del calcolo degli acconti Irpef, in presenza di un importo nella col. 3 del rigo E31 (Fondo pensione negoziale dipendenti pubblici).

Nel caso di dichiarazione congiunta senza sostituto d’imposta, aggiornato il controllo dei righi 241, 242 e 243 del mod. 730-3 nel caso di domicilio fiscale del dichiarante uguale a quello del coniuge.

Aggiornato il controllo relativo alla corretta impostazione della casella casi particolari IMU nel caso in cui l’abitazione principale sia cambiata nel corso dell’anno e sia relativi ad immobili situati in comuni diversi.

Aggiornato il controllo dei campi da 161 a 164, 172 e 173 nel caso di modello 730 integrativo.

 

2) Aggiornato software di compilazione e controllo Irap 2015

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile il software di compilazione modello Irap/2015 versione 1.0.2 del 06/07/2015, nonché il relativo programma di controllo.

Il software Irap 2015 consente la compilazione del modello Irap 2015 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Irap 2015 utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all'utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.

Questi gli aggiornamenti della versione 1.0.2 del 06/07/2015

Corretto controllo nel Frontespizio per la casella firma dell’organo di controllo

Corretto il controllo dell’ulteriore deduzione.

Corretto il controllo del codice ZFU del quadro IS.

Corretto il controllo sui Corrispettivi per i quadri multi modulo.

Corretto il controllo di IS38.

Quadro IR - sezione III, corretto il codice aliquota.

 

3) Entrate tributarie in leggero aumento

Entrate tributarie: nel periodo gennaio-maggio 2015 aumentano dello 0,9%. Si conferma positivo il gettito IVA (+0,7%)

Nei primi cinque mesi del 2015 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 151.680 milioni di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+1.338 milioni di euro, pari a +0,9%).

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un gettito complessivamente pari a 77.378 milioni di euro, in aumento del 3,6% (+2.681 milioni di euro) rispetto agli stessi mesi del 2014.

L’introito dell’IRPEF cresce dell’1,1% (+753 milioni di euro) principalmente per effetto delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (+3,5%) e di quelle dei lavoratori autonomi (+1,7%). In calo, invece, le ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (–2,0%). Tale variazione negativa è tuttavia attribuibile al meccanismo di regolazione contabile del bonus degli 80 euro fino ad oggi corrisposto (950 milioni di euro), che per il settore pubblico avviene l’anno successivo a quello di attribuzione.

L’IRES presenta un gettito di 1.118 milioni di euro (-297 milioni, pari al – 21,0%). I versamenti nella prima parte dell'anno non sono particolarmente significativi e l'andamento tendenziale del gettito potrà essere valutato solo nei prossimi mesi a seguito dei versamenti in autoliquidazione.

Tra le altre imposte dirette, aumenta del 67,5% (+562 milioni di euro) il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze e del 92,3% (+529 milioni di euro) quello dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione. Il gettito di entrambe le imposte è sostenuto dagli incrementi delle aliquote di tassazione dei redditi di natura finanziaria, rispettivamente dal 20 al 26 per cento e dall’11,5 al 20 per cento, adottati per finanziare le misure di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. L’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha registrato una crescita di 946 milioni di euro (+27,6%) dovuta alla variazione di aliquota, dal 12,5 al 20 per cento prevista dal D.Lgs. n.44/2014, sulla tassazione dei proventi derivanti dalla partecipazione ad OICVM (Organismo di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) di diritto estero.

IMPOSTE INDIRETTE

Il gettito ammonta a 74.302 milioni di euro con una diminuzione dell’1,8% (–1.343 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2014. Si confermano in aumento le entrate dell’IVA che crescono di 287 milioni di euro (+0,7%) per effetto dell’andamento positivo della componente relativa agli scambi interni e dei versamenti dovuti in base all’applicazione del meccanismo dello “Split Payment”[1] (+0,9%, pari a +329 milioni), mentre risulta negativa la variazione registrata dalle importazioni dai Paesi extra-UE (–0,8%, pari a –42 milioni di euro).

Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) segnano un decremento di 269 milioni di euro (–2,8%). In flessione anche il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 1.028 milioni di euro (–860 milioni di euro, pari a –45,6%). Il meccanismo di versamento dell’imposta prevede rate di acconto mensili calcolate in base ai consumi dell’anno precedente e un saldo che viene versato l’anno successivo a quello di riferimento, entro fine marzo, in base ai consumi effettivi. Per effetto di tale meccanismo, la flessione del gettito registrata è stata determinata dalla variazione negativa del conguaglio versato a marzo 2015 sulla base dei consumi effettivi di tutto l’anno 2014, risultati inferiori a quelli del 2013.

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 3,9% (+189 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo risulta in aumento del 3,7% (+122 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio–maggio 2015, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

A partire da questo mese, il Dipartimento delle Finanze rende disponibili, con nuovi strumenti grafici interattivi e dinamici, i dati aggiornati delle Entrate tributarie. Vengono pubblicati cruscotti in grado di dare una visione d'insieme più chiara e più rapida e nuovi percorsi di analisi dinamica dei dati. Ciò permette all'utente di effettuare confronti immediati sulle variazioni del gettito rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e di approfondire l’analisi dei dati mediante la selezione del periodo temporale di riferimento e dell’imposta di interesse. Successive implementazioni consentiranno, tra l’altro, l’esportazione e la stampa di report con le tabelle e i grafici impostati in modo interattivo.

Si ricorda che la legge di stabilità 2015 ha introdotto il meccanismo dello “Split Payment” che prevede che le pubbliche amministrazioni versino direttamente all'Erario l'imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori.

(MEF, comunicato stampa n. 140 del 06/07/2015)

 

4) Congedo parentale, elevazione dei limiti temporali di usufruizione: modalità di presentazione della domanda nel periodo transitorio

Congedo parentale – elevazione dei limiti temporali di usufruizione. L’Inps, con il messaggio n. 4576 del 6 luglio 2015, in merito alla elevazione dei limiti temporali di fruibilità del congedo parentale da 8 a 12 anni ed elevazione dei limiti temporali di indennizzo a prescindere dalle condizioni di reddito da 3 a 6 anni, comunica che nelle more dell’adeguamento degli applicativi informatici utilizzati per la presentazione della domanda on line, è consentita la presentazione della domanda in modalità cartacea utilizzando il modello rinvenibile sul sito internet dell’Istituto seguendo il seguente percorso: www.inps.it > modulistica > digitare nel campo “ricerca modulo” il seguente codice: SR23.

L’Istituto, inoltre, precisa che la domanda cartacea va utilizzata solo dai genitori lavoratori dipendenti che fruiscono di periodi di congedo parentale dal 25 giugno 2015 al 31 dicembre 2015, per figli in età compresa tra gli 8 ed i 12 anni, oppure per minori in adozione o affidamento che si trovano tra l’8° ed il 12° anno di ingresso in famiglia. La domanda cartacea può riguardare anche periodi di congedo parentale fruiti in data antecedente alla data di presentazione della domanda cartacea, a partire comunque dal 25 giugno 2015.

Per tutti gli altri genitori lavoratori dipendenti aventi diritto al congedo parentale per figli di età inferiore agli 8 anni, la domanda continua ad essere presentata in via telematica.

La presentazione delle domande cartacee, per i genitori interessati da questa modalità, è consentita per il solo mese di luglio 2015.

Con apposito messaggio pubblicato su Internet, l’Inps darà notizia dell’aggiornamento della procedura di presentazione della domanda on line. A seguito dell’aggiornamento della procedura non sarà più possibile utilizzare il predetto modello cartaceo.

 

5) Commercialisti: DURC on line, un debutto brillante

Il terzo giorno dall’entrata in vigore sono state più di 50mila le domande presentate. I numeri annunciati durante la videoconferenza organizzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti. Oltre 100 gli Ordini territoriali che hanno seguito l’evento in diretta streaming

Semplificazione del processo, tempestività e facilità di accesso. Sono questi i principali vantaggi del Durc on line, il documento unico di regolarità contributiva che, dallo scorso 1 luglio, è disponibile solo on line accedendo ai siti di Inps, Inail e Casse edili. Il Durc, inoltre, sarà disponibile in tempo reale e gratuitamente per tutti coloro che, muniti di pin, avranno interesse a consultarlo. E, se regolare, avrà una validità di 120 giorni per ogni tipologia di richiesta, mentre il Durc negativo varrà solo per il giorno in cui è stato emesso.

“Il primo giorno sono arrivate più di 4mila richieste – ha affermato Giovanna Del Mondo, responsabile Inps per l’architettura del DurcOnLine, durante la videoconferenza “Durc on line: l’Inps sede centrale risponde ai commercialisti”, organizzata dal Consiglio nazionale dei commercialisti con l’Inps e trasmessa in diretta streaming da Reteconomy. “Di queste 4mila, la metà ha generato come esito un’attestazione di regolarità con conseguente generazione automatica del Durc. Stamattina, invece, le domande sono state più di 50mila”.

All’evento hanno partecipato per l’INPS anche il direttore centrale Gabriella Di Michele, Vincenzo Tedesco e Maria Gabriella Ricossa. Per il Consiglio nazionale dei commercialisti il consigliere Vito Jacono, delegato all’area “Commercialista del lavoro”, insieme a Cinzia Brunazzo e Lorena Raspanti, componenti dell’omonima commissione.

Durante la videoconferenza sono stati illustrati il Durc on line e le relative modalità operative, nonché le problematiche emerse in questa fase di collaudo e le soluzioni adottate per un’iniziativa che, numeri alla mano, è partita alla grande.

“Si tratta di una semplificazione tangibile – afferma il consigliere dei commercialisti Vito Jacono –. Certo, come per tutte le rivoluzioni ci sono dei problemi, ma contiamo che verranno risolti presto. Chiediamo solo che ci venga dato più tempo per rispondere agli avvisi di irregolarità. Si tratta quindi di un’iniziativa che accogliamo a braccia aperte perché ci permette di evitare una serie di adempimenti burocratici, tornando a fare consulenza vera senza essere semplicemente dei passacarte. Mettere in comune le banche dati Inps, Inail e Casse edili è stato un lavoro immane che aiuta i 117mila commercialisti che assistono tre milioni di aziende”.

“Ai commercialisti mi lega un’antica simpatia – ha detto il direttore centrale Inps, Gabriella Di Michele – visto che insieme abbiamo costruito uno degli sportelli unici nel Lazio, a dimostrazione di uno spirito di collaborazione in cui credo fermamente. Il Durc on line è un momento di reale semplificazione grazie al quale l’Italia è più vicina all’Europa. Smettere di far girare le carte è sicuramente il dato positivo di questa operazione perché il primo Durc richiesto durerà 120 giorni e sarà a disposizione di tutti gratuitamente. Inoltre, tenendo conto che si tratta di una costruzione informatica che solo per il nostro istituto riguarda 15 archivi, credo che il debutto della nuova procedura sia stato brillante”. Il direttore Di Michele ha anche annunciato la nascita, presumibilmente da novembre, di una white list delle aziende virtuose all’interno della quale l’Inps inserirà le imprese in ordine con la regolarità contributiva, aggiornando l’elenco ogni quattro mesi. Senza dimenticare un altro obiettivo: realizzare entro l'anno lo sviluppo di un Durc specifico per gli appalti e di uno per le grandi aziende.

I partecipanti all’iniziativa hanno dedicato la seconda parte della videoconferenza a rispondere ai quesiti pervenuti dagli oltre 100 Ordini locali dei commercialisti che hanno seguito la diretta streaming.

Un problema emerso riguarda le richieste che, non generando automaticamente il Durc, vanno in istruttoria perché la procedura ha rilevato negli archivi di una o più gestioni degli Enti coinvolti anomalie o irregolarità e non è riuscita a fornire in tempo reale un esito positivo. In questi casi, le sedi competenti dovranno verificare, entro 72 ore, se le inadempienze segnalate siano solo l'effetto di evidenze di archivio non corrette o se siano davvero reali. Nel primo caso si determineranno le condizioni per la formazione del Durc on line, mentre nel secondo caso verrà invitato l’interessato a regolarizzare la propria posizione entro 15 giorni dalla notifica o, comunque, prima di 30 giorni dalla data della prima richiesta (termine entro il quale l'intero iter deve necessariamente concludersi).

Un'ulteriore novità su cui ci si è soffermati è la creazione, nell'ambito del portale Inps, del profilo "Altro delegato" con cui viene data la possibilità a imprese e lavoratori autonomi di delegare alla richiesta della verifica della regolarità contributiva chiunque vi abbia interesse, ossia qualsiasi soggetto munito di pin. Si tratta di un profilo che interessa anche i commercialisti che potranno, ad esempio, essere investiti di una delega finalizzata alla richiesta del Durc on line da aziende per le quali non abbiano la delega generale ad operare nel Cassetto previdenziale.

E visto che i quesiti in merito sono ancora molti, l’incontro si è concluso con l’auspicio da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti e dell’Inps di organizzare dopo l’estate altre iniziative simili, con momenti di aggiornamento formativo condiviso utile ai commercialisti iscritti all’Albo.

(CNDCEC, comunicato stampa del 6 luglio 2015)

 

6) Assonime commenta le misure urgenti in materia di fallimento e giustizia

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2015, n. 147, il decreto legge 27 giugno 2015, n. 83, contenente misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile.

Il provvedimento contiene un folto numero di misure volte ad affrontare le cause a monte della crisi economica e, in particolar modo, di quella creditizia.Il decreto interviene in materia di procedure concorsuali (Titolo I), dispone interventi in materia di procedure esecutive (Titolo II), introduce nuove disposizioni per il processo telematico (Titolo IV). Il provvedimento dispone inoltre un nuovo regime fiscale per la deducibilità delle svalutazioni e perdite su crediti di enti creditizi e finanziari (novità, peraltro, già commentate in precedenza) .

Interventi in materia di procedure concorsuali

Il Titolo I del decreto legge è dedicato agli interventi in materia di procedure concorsuali ed è composto di 10 articoli. Tra le principali novità si segnalano:

- Semplificazione dell’accesso al credito nella crisi d’impresa (art. 1): si agevola la concessione di finanziamenti urgenti in favore dell’imprenditore in concordato. La nuova disciplina, infatti, dispone che il Tribunale può autorizzare finanziamenti interinali anche nel caso di concordato in bianco e in via d’urgenza, senza che sia necessaria l’attestazione di un professionista, sentiti i creditori principali.

- Offerte concorrenti (art. 2): si introduce un procedimento competitivo per massimizzare la liquidazione dei beni dell’imprenditore in concordato. La nuova disciplina, infatti, prevede che, quando il piano di concordato presentato dall’imprenditore contiene un’offerta di acquisto dell’azienda da parte di un terzo, il Tribunale può disporre, su istanza del commissario giudiziale, l’avvio di un procedimento competitivo, permettendo a terzi interessati di presentare ulteriori offerte, purché migliorative e comparabili.

- Proposte concorrenti (art. 3): l’intervento di riforma – che introduce un procedimento competitivo tra proposte di piani di concordato – prevede: (i) che uno o più creditori, che detengono almeno il 10% del debito complessivo, possono presentare un piano di concordato alternativo (e, dunque, concorrente) a quello presentato dall’imprenditore; (ii) tali piani alternativi, però, sono ammissibili solo ove non risulti che il piano di concordato originario, predisposto dall’imprenditore, non assicuri il pagamento, ancorché dilazionato, di almeno il 40% dei crediti chirografari; (iii) i piani di concordato concorrenti sono sottoposti al voto dei creditori insieme a quello originario predisposto dall’imprenditore; (iv) in sede di voto, i creditori proponenti possono votare il piano di concordato da loro suggerito solo ove collocati in una autonoma classe; (v) il piano che registra la maggioranza più elevata di voti è poi presentato al Tribunale per l’omologa; (vi) ove a essere omologato sia un piano di concordato concorrente, l’imprenditore è comunque obbligato a darne esecuzione; in difetto, il Tribunale può attribuire i necessari poteri di intervento al commissario giudiziale o a un amministratore giudiziale.

- Curatore fallimentare (artt. 5 e 6): la figura del curatore viene distinta – disponendone l’incompatibilità – da quella del commissario giudiziale e si prevedono termini può stringenti per la predisposizione, a lui demandata, del programma di liquidazione. La nuova disciplina, infatti, da un lato impedisce che possa essere nominato curatore chi abbia svolto la funzione di commissario giudiziale in relazione a procedure di concordato relative allo stesso imprenditore; dall’altro lato, prevede la revoca per giusta causa del curatore qualora non abbia predisposto il programma di liquidazione «al più presto» e, in ogni caso, non oltre 180 giorni dalla dichiarazione di fallimento.- Crisi d’impresa con prevalente indebitamento verso intermediari finanziari (art. 9): si introducono due istituti volti ad agevolare le ristrutturazioni concordate fra l’imprenditore e la maggioranza dei creditori finanziari. In primo luogo, la nuova disciplina prevede una nuova forma di accordo di ristrutturazione dei debiti accessibile alle sole imprese esposte nei confronti di banche e intermediari finanziari per un ammontare non inferiore al 50% dell’indebitamento complessivo (c.d. «accordo di ristrutturazione con intermediari finanziari»). In tal caso, l’imprenditore può chiedere al Tribunale di estendere gli effetti dell’accordo di ristrutturazione ai creditori finanziari dissenzienti, a condizione, però, che quelli consenzienti rappresentino almeno il 75% del debito compreso nelle classi rilevanti. Al Tribunale, è lasciato il compito di accertare che i creditori finanziari dissenzienti siano stati messi in condizione di partecipare alle trattative che hanno preceduto la conclusione dell’accordo e che siano soddisfatti in misura non inferiore alle alternative praticabili.In secondo luogo, la suddetta disciplina si applicherà anche alle convenzioni, sempre tra imprenditore e creditori finanziari, che prevedono moratorie temporanee degli stessi crediti (c.d. «convenzioni di moratoria»). Anche tali convenzioni, infatti, in presenza del medesimo largo consenso da parte dei creditori finanziari, potranno estendere i loro effetti agli eventuali creditori finanziari che non vi abbiano aderito.

Interventi in materia di esecuzioni

Il Titolo IV del decreto legge introduce importanti novità in tema di esecuzioni, andando a modificare il codice civile e quello di procedura civile. Tra le principali riforme si segnalano:

- Azione revocatoria semplificata per i beni oggetto di vincoli di indisponibilità o per le alienazioni a titolo gratuito (art. 12): la modifica attiene al codice civile e introduce una tutela rafforzata per il creditore in caso di pignoramento, grazie alla c.d. «revocatoria semplificata». In base alla nuova disciplina il creditore, qualora si ritenga pregiudicato da un atto di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, potrà dare corso all’esecuzione forzata indipendentemente dall’ottenimento di una sentenza dichiarativa d’inefficacia del trasferimento (c.d. «revocatoria»). Al creditore, infatti, sarà sufficiente essere titolare di un credito sorto prima dell’atto pregiudizievole, nonché di essere munito di titolo esecutivo contro il debitore, per poter agire esecutivamente sui beni oggetto del trasferimento.

- Pignoramenti immobiliari (art. 13): sono previste una serie di modifiche al codice di procedura civile tra le quali si segnalano alcune disposizioni volte ad accelerare i tempi per la procedura di pignoramento, altre volte ad aggiornare la determinazione del valore dell’immobile pignorato. Con riguardo al primo profilo, la nuova disciplina prevede che la documentazione ipocatastale deve essere depositata dal creditore procedente, che abbia richiesto l’istanza di vendita dell’immobile, entro 60 giorni, in luogo dei precedenti 120. Con riguardo alla determinazione del valore dell’immobile pignorato, si passa dal calcolo del valore dell’immobile in base alla rendita catastale (o al reddito dominicale) a quello di mercato. Si dovrà, pertanto, procedere a una stima, calcolando il valore al metro quadro, con le opportune correzioni anche in base alla situazione edilizia, stato d’uso e manutenzione, vincoli giuridici e morosità di spese condominiali.

- Ricerca dei beni pignorabili (art. 14): la modifica interviene sulle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile. Si prevede la possibilità per il creditore, debitamente autorizzato dal Presidente del Tribunale, di rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati (Anagrafe tributaria, Inps, PRA), senza attendere l’emanazione del decreto attuativo da parte del Ministero della Giustizia (cfr. il d.l. n. 132/2013). Ciò, potrà avvenire nel termine di un anno, scadenza assegnata per l’adozione del decreto dirigenziale che assicuri la piena funzionalità del sistema.

Novità in tema di processo civile telematico

Il Titolo III, da ultimo, introduce importanti novità in tema di efficienza della giustizia e del processo civile telematico. Il decreto legge, infatti, attribuisce valore legale al deposito con modalità telematica degli atti introduttivi dei procedimenti di cognizione e di volontaria giurisdizione, quando effettuati dai difensori o dai dipendenti pubblici. Resta ferma la facoltatività del processo civile telematico, che diverrà obbligatorio a decorrere dal 1° gennaio 2017, e per la cui definitiva implementazione sono stati stanziati 44, 85 milioni di euro per il 2015.

(Assonime, nota del 6 luglio 2015)

 

7) Pubblicate le linee guida ANAC per le società controllate e partecipate dalle pubbliche amministrazioni

L'Autorità nazionale anticorruzione ha definitivamente approvato, con la determina n. 8 del 17 giugno 2015, le "Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici" (G.U. 3 luglio 2015, n. 152).

Il documento finale è stato adottato tenendo conto delle osservazioni pervenute durante la consultazione pubblica avviata dall'Autorità dal 25 marzo al 15 aprile 2015.

Le linee guida sono rivolte alle società e agli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni, nonché agli enti pubblici economici. Esse intendono fornire un ausilio nell'applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione (legge 6 novembre 2012, n. 190) e di trasparenza (decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33). La determina contiene inoltre un allegato che indica i principali adattamenti degli obblighi di trasparenza contenuti nel decreto legislativo n. 33/2013 ai quali le società controllate o partecipate dalle pubbliche amministrazioni devono dare seguito.

Le misure indicate nelle linee guida integrano e sostituiscono, laddove non compatibili, i contenuti del PNA in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza. Le società in controllo pubblico sono chiamate a procedere tempestivamente a nominare il responsabile della prevenzione della corruzione, affinchè entro il 15 dicembre 2015 predisponga una relazione recante i risultati dell'attività di prevenzione svolta sulla base di quanto già previsto dal PNA e dando conto delle misure già adottate in attuazione delle linee guida. Il completo adeguamento alle misure indicate nelle linee guida dovrà avvenire entro il 31 gennaio 2016.

Per quanto riguarda gli obblighi di trasparenza, le società in controllo pubblico e le società partecipate sono tenute ad adeguare tempestivamente i propri siti web con i dati e le informazioni da pubblicare.

Per le misure di prevenzione della corruzione e di trasparenza da introdurre nelle società partecipate, le amministrazioni partecipanti promuovono tempestivamente, e comunque entro il 31 dicembre 2015, la stipula di protocolli di legalità con l'indicazione temporale delle misure da adottare. L'applicazione delle linee guida è sospesa per le società con azioni quotate e per le società con strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati nonché per le loro controllate. La disciplina applicabile a tali soggetti sarà oggetto di specifiche linee guida che saranno adottate, entro luglio 2015, dall'ANAC e dal MEF a conclusione dei lavori avviati con la CONSOB.

(Assonime, nota del 6 luglio 2015)

 

8) Accertamento nullo se le perdite in bilancio sono giustificate da investimenti

E nullo l’accertamento effettuato dal Fisco, con recupero a tassazione basato sulle perdite di bilancio, se la società dimostra di avere investito delle somme che hanno generato utili negli esercizi successivi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13468 del 1 luglio 2015, con la quale ha dichiarato illegittimo l’accertamento basato sulle perdite di bilancio nel caso in cui si siano verificati investimenti che hanno generato benefici negli esercizi successivi.

In particolare, la Suprema Corte ha accolto il ricorso di una società cui era stato presentato avviso di accertamento per l’antieconomicità della propria condotta. Difatti, l’Agenzia delle entrate aveva accertato maggiori ricavi in seguito alla rilevata incongruenza tra i costi di gestione ed i componenti positivi di reddito giustificando il recupero a tassazione “da irregolarità documentali o dalla violazione del principio di competenza”.

Le spese ritenute eccessive derivano da ingenti investimenti finalizzati a cambiamenti gestionali (introduzione del telemarketing) che per tre anni hanno comportato perdite rilevanti. Tali spese di ricerca, sviluppo e pubblicità hanno, però, generato utili negli anni a seguire. Le motivazioni presentate dalla società accertata, su cui ricadeva l’onere delle prova, erano state rifiutate dalla CTR.

La Cassazione ha, invece, dato ragione al contribuente: il recupero a tassazione basato sulle perdite di bilancio, infatti, è nullo se la società dimostra di aver investito delle somme che hanno generato utili negli esercizi successivi.

 

Vincenzo D’Andò