Diario quotidiano del 3 luglio 2015: modello 730 arrivata la proroga ufficiale al 23 luglio

Pubblicato il 3 luglio 2015



Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio; novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato; nuova rateazione fiscale; voucher con la nuova disciplina: intervento della FIT; riforma del Fisco: sanzioni soft; accertamento fiscale giustificato dal Pos; modificato il software di compilazione del Modello Iva Tr; via libera definitivo al Decreto Legge di rilancio del settore agricolo; corresponsione della quattordicesima per l’anno 2015: circolare INPS; assunzioni congiunte in agricoltura; versamenti volontari del settore agricolo - Anno 2015

 

 Indice:

 1) Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio

 2) Novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato

 3) Nuova rateazione fiscale

 4) Voucher con la nuova disciplina: intervento della FIT

 5) Riforma del Fisco: sanzioni soft

 6) Accertamento fiscale giustificato dal Pos

 7) Modificato il software di compilazione del Modello Iva Tr

 8) Via libera definitivo al Decreto Legge di rilancio del settore agricolo

 9) Corresponsione della quattordicesima per l’anno 2015: circolare INPS

 10) Assunzioni congiunte in agricoltura; versamenti volontari del settore agricolo - Anno 2015

 

 

1) Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio

E’ ora ufficiale la proroga dal 7 al 23 luglio della scadenza per l’invio del 730/2015.

Il rinvio riguarda CAF e intermediari a condizione purché, alla data del 7 luglio, abbiano già trasmesso almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Dunque, il MEF concede due settimane di tempo in più per CAF e professionisti per l’invio del Modello 730/2015.

Viene, pertanto, disposto il rinvio del termine di presentazione dal 7 al 23 luglio 2015.

Il differimento della scadenza era stato invocato nelle scorse settimane dalla Consulta dei CAF e accoglie le esigenze dei contribuenti e degli operatori alle prese con le novità del 730 precompilato.

Tuttavia, come anticipato nei giorni scorsi, il differimento riguarderà soltanto i CAF e i professionisti abilitati che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Le ragioni di tale “limitazione” risiedono nell’esigenza di contenere al massimo il disagio determinato in carico ai contribuenti e i loro sostituti derivanti dal ritardato invio.

Il differimento del termine, infatti, comporterà inevitabilmente il differimento da luglio ad agosto delle operazioni di conguaglio.

Comunicato

I Caf e i professionisti abilitati hanno più tempo per completare l’assistenza fiscale e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i modelli 730. Con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato prorogato dal 7 luglio al 23 luglio 2015 il termine per la consegna al contribuente di copia della dichiarazione elaborata e del relativo prospetto di liquidazione nonché per la comunicazione del risultato contabile delle dichiarazioni e per la trasmissione in via telematica all'Agenzia delle Entrate dei modelli 730.

La disposizione si applica a condizione che entro il 7 luglio 2015 i Caf e i professionisti abbiano effettuato la trasmissione di almeno l’ottanta per cento delle dichiarazioni.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato n. 137 del 1 luglio 2015)

 

2) Novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato

Il contribuente potrà richiedere la sospensione dell’atto impugnato in presenza di un danno grave ed irreparabile; le parti in causa potranno inoltre richiedere la sospensione degli effetti della sentenza, sia quella di primo che di secondo grado. Sono queste due delle principali novità insite all’interno del Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri, in tema di riforma del contenzioso tributario, che ha esteso la tutela cautelare a tutte le fasi del processo. Una riforma complessa, quella approvata dal Governo, che dà la possibilità all’appellante (che non è detto sia il contribuente, ma anche l’Ufficio) di sospendere in tutto o in parte la sentenza sfavorevole; certo, qualora sussistano motivi validi e fondati.

Tale modifica è inserita all’interno dell’art. 9, comma 1, lett. v) dello schema di Decreto Legislativo, laddove esso analizza le misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario. Esso va a modificare l’art. 52 del D.Lgs. n. 546/92, specificando la sospensione della sentenza laddove esistano gravi e fondati motivi, come già osservato dall’art. 283 del c.p.c.

In Appello, la sospensione della sentenza favorevole al contribuente permetterà la riscossione delle somme esigibili nella pendenza del giudizio di primo grado, come già avviene nel giudizio amministrativo, laddove la sospensione della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato riporta in auge l’esecutività dell’atto annullato con la sentenza sospesa.

 

3) Nuova rateazione fiscale

La bozza di decreto di riforma del sistema della riscossione introduce novità sulla rateizzazione delle cartelle di pagamento.

Rimane la possibilità di fruire della dilazione in 72 rate mensili, dietro presentazione di idonea documentazione sulla temporanea difficoltà economica in caso di debiti superiori a 50.000 euro. Cambia, però, la procedura per l’iscrizione del fermo; ancora, viene stabilito che, in presenza di richiesta di dilazione, non possono essere avviate azioni esecutive e soprattutto, viene ammessa la possibilità di presentare una nuova rateazione in caso di decadenza. Sulle rateizzazioni si cambia ancora. Il decreto di riforma della riscossione, approvato, in via preliminare dal governo il 26 giugno 2015 contiene una norma che modifica l’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 sulla dilazione dei pagamenti didebiti fiscali.

L’intento è quello di snellire la procedura anche per tener conto della grave congiuntura economica: si va, quindi, nella direzione di una maggiore facilità di ottenere la dilazione, accompagnata da norme di favore per i debitori in difficoltà, quali, ad esempio la possibilità di chiedere una nuova rateazione anche in caso di decadenza dalla precedente.

Norme attuali

L’art. 19, nella versione attualmente in vigore (l’ultima modifica si è avuta con il D.L. n. 69/2013, decreto del Fare), stabilisce che l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 72 rate mensili.

In caso di comprovato peggioramento della situazione di difficoltà, la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza.

Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, invece di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno.

Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede (art. 77, D.P.R. n. 603/1973) solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza. Sono fatte comunque salve le ipoteche già iscritte alla data di concessione della rateazione.

La rateazione, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, può essere aumentata fino a centoventi rate mensili (c.d. “piano straordinario di rateizzazione”).

In caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria (120 rate), si può chiedere una rateazione ordinaria (72 rate).

Si ricorda che l’importo minimo di ogni rata è di regola pari a 100 euro.

Inoltre, anche se non sono state pagate le rate degli avvisi bonari dell’Agenzia delle entrate è possibile chiedere a Equitalia la rateazione, una volta ricevuta la cartella.

Per quanto riguarda la procedura, rimanendo nell’ambito della rateizzazione ordinaria, è necessario presentare una istanza tenendo conto che:

- se il debito è inferiore a 50.000 euro è possibile richiedere la rateazione con una domanda semplice, senza allegare alcuna documentazione. In questo caso si accede automaticamente al piano ordinario per pagare il debito fino a un massimo di 72 rate.

- se il debito è superiore a 50.000 euro è, invece, necessario presentare alcuni documenti che attestino lo stato di difficoltà economica e la situazione della famiglia.

Inoltre:

- l’istanza non deve essere corredata da alcuna garanzia, nemmeno qualora il debito sia di ammontare superiore a 50.000 euro;

- la stessa può essere presentata anche a esecuzione avviata;

- si applicano gli interessi di dilazione (art. 21, D.P.R. n. 602/1973).

Per la rateazione straordinaria è necessario rispettare le indicazioni operative di cui al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 novembre 2013.

Valgono, infine, le seguenti ulteriori regole:

- se il contribuente ha una rateizzazione in corso e riceve successivamente una nuova cartella, è possibile chiedere un nuovo piano di dilazione con gli importi da pagare, sempre che si sia in regola con i pagamenti delle rate ottenute in precedenza;

- in caso di peggioramento della situazione economica che non consente più di sostenere il piano di rateizzazione in corso, ordinario o straordinario, è possibile chiedere all’agente della riscossione una proroga delle rate, ma ciò si può fare una sola volta;

- si decade dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di otto rate, anche non consecutive. In tal caso l'intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione e il debito non può più essere rateizzato.

Su questo ultimo aspetto si ricorda che i contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2014 da un precedente piano di rateizzazione possono richiedere una nuova rateizzazione fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il 31 luglio 2015 (D.L. n. 192/2014).

Però, il nuovo piano concesso non è prorogabile e decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive (anziché 8 rate).

Nuova rateizzazione

Le nuove disposizioni che dovranno essere introdotte intervengono direttamente sulla suddetta procedura contenuta nell’art. 19, D.P.R. n. 602/1973.

In particolare, viene espressamente stabilito che l’agente della riscossione concede, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in temporanea situazione di difficoltà, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo (restano esclusi i diritti di notifica iscritti a ruolo) fino ad un massimo di 72 rate mensili.

Nel caso in cui il debito sia di importo superiore a 50.000 euro, la dilazione può essere concessa solo se il contribuente fornisce idonea documentazione che dimostri tale difficoltà temporanea.

Resta confermata la possibilità di chiedere:

- una proroga in caso di peggioramento della situazione economica (art. 19, comma 1-bis);

- rate variabili e non costanti (art. 19, comma 1-ter);

- la rateazione straordinaria di 120 rate (art 19, comma 1-quinquies).

Cambia, invece, la procedura (art. 19, comma 1-quater). Infatti, ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere il fermo amministrativo (art. 86, D.P.R. n. 602/1973) solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza.

Inoltre viene disposto che:

- a seguito della presentazione dell’istanza di rateazione, eccetto che per le somme oggetto di verifica da parte delle P.A. (art. 48-bis) che non possono essere rateizzate, non è possibile avviare azioni esecutive sino all’eventuale rigetto della stessa;

- in caso di accoglimento della domanda, solo il pagamento della prima rata determina l’impossibilità di proseguire le azioni di recupero coattivo precedentemente avviate; ciò a condizione che, alternativamente:

a) non si sia ancora tenuto l’incanto con esito positivo;

b) non sia stata presentata istanza di assegnazione, ovvero il terzo non abbia reso dichiarazione positiva;

c) non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Mancato pagamento delle rate

Un’altra importante novità riguarda gli effetti del mancato pagamento delle rate.

Attualmente, se non si pagano 8 rate anche non consecutive si decade dal beneficio e non è possibile chiedere una nuova rateazione.

Per venire incontro alle difficoltà economiche che si registrano a causa del persistere della crisi, si cambia radicalmente approccio.

Con le nuove norme, se confermate, in caso di decadenza da una rateazione concessa a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto, si potrà nuovamente accedere ad una nuova dilazione ma a precise condizioni.

Innanzitutto, occorre che al momento della presentazione della nuova istanza, le rate del precedente piano di rateazione, già scadute alla data di tale presentazione, siano integralmente saldate.

La nuova dilazione, naturalmente, sarà concedibile per un numero di rate non superiore a quello delle rate del vecchio piano non ancora scadute alla medesima data.

In secondo luogo, per evitare azioni elusive, si restringe il numero delle rate “insolventi” che passa da 8 a 5, anche non consecutive.

Ciò perché c’è il rischio che l’istanza possa essere reiterata ogni qual volta sia stato dato avvio all’azione di recupero, per beneficiare, con il pagamento della prima rata, della revoca delle procedure nel frattempo intraprese e poi sospendere, per almeno altri otto mesi, il versamento delle somme a debito.

Infine, di rilievo anche la novità che riguarda la riscossione degli interessi relativi al periodo di sospensione.

Attualmente la norma (art. 39, comma 2, D.P.R. n. 602/1973) prevede che essi vengano riscossi mediante ruolo formato dall’ufficio che ha emesso il provvedimento di sospensione.

Questa norma viene abrogata, consentendo, così, la riscossione di tali interessi direttamente da parte dell’agente della riscossione, analogamente a quanto avviene per gli interessi di mora.

 

4) Voucher con la nuova disciplina: intervento della FIT

Nuovi voucher INPS: chiarimenti dalla Federazione italiana tabaccai. L’articolo 49, del Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015, in vigore dal 25 giugno 2015, ha stabilito che l’erogazione dei voucher INPS ai committenti imprenditori e liberi professionisti possa essere effettuata esclusivamente per modalità telematica, mentre ai committenti privati sia in modalità telematica che attraverso le “rivendite autorizzate”.

In relazione alle numerose voci sorte riguardo l’interpretazione delle suddette novità apportate alla disciplina del lavoro accessorio, e conseguentemente dei voucher INPS, la suddetta Federazione ha precisato che la convenzione in essere con l’INPS, rinnovata dalla FIT lo scorso febbraio, identifica l’emissione dei voucher in tabaccheria come servizio svolto “con modalità telematica”.

Lo stesso Istituto Previdenziale, come confermato per le vie brevi, nelle sue comunicazioni al competente Ministero del Lavoro durante l’iter di approvazione di detto decreto, ha sempre individuato il servizio svolto dai tabaccai come servizio svolto in modalità telematica.

Pertanto, i tabaccai, salvo diverso esplicito chiarimento o decreto del Ministero del lavoro, continueranno ad erogare il servizio sia per i committenti privati che per i committenti imprenditori e liberi professionisti.

La FIT conclude il proprio intervento affermando che il riferimento alle “rivendite autorizzate” contenuto nel citato art. 49, in relazione alla vendita di voucher ai soli privati, è da intendersi come rivendite autorizzate individuate dal concessionario del servizio e non già come rivendite di generi di monopolio che quindi possono continuare la consueta attività.

 

5) Riforma del Fisco: sanzioni soft

Le dichiarazioni presentate oltre 90 giorni dopo la scadenza, anche se considerate omesse dalla legge, avranno effetti favorevoli per i contribuenti: le sanzioni amministrative saranno dimezzate se la dichiarazione viene presentata spontaneamente entro il termine di scadenza per la presentazione di quella dell’anno successivo.

Pertanto, le sanzioni prevista dal 120% al 240% passeranno dal 60% al 120% delle imposte dovute. Dunque, con sanzioni mitigate, almeno rispetto a prima.

Tutto questo potrebbe arrecare anche benefici anche sul piano penale, fermo restando che, sul versante amministrativo, l’omissione rimane comunque tale, anche ai fini dell’accertamento induttivo. La novità sulle modifiche alle sanzioni amministrative viene prevista dallo schema di D.Lgs. approvato in prima lettura dal governo il 26 giugno 2015.

In atto, il comma 7 dell’art. 2 del DPR n. 322/98, stabilisce che sono considerate valide le dichiarazioni (delle imposte dirette, delle ritenute e dell’Iva) presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine, salva l’applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Dette sanzioni, attualmente variabili tra un minimo di 258 al massimo di 1.032 euro, sono ridotte ad un decimo del minimo, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. c) del dlgs n. 472/1997, se il contribuente perfeziona il ravvedimento operoso nel medesimo termine di novanta giorni; quella della lettera c), com’è noto, è l’unica previsione riguardante l’inosservanza del termine di presentazione della dichiarazione, violazione che pertanto non può essere regolarizzata al di fuori di tale previsione. Questa limitazione è coerente con il citato comma 7 dell’art. 2, Dpr n. 322/98, il quale stabilisce infatti che le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse, ma costituiscono titolo per la riscossione delle imposte e delle ritenute che ne risultano dovute.

Per il calcolo dell’imposta evasa si considerano anche le perdite subite

Dal decreto di riforma delle sanzioni emerge anche che per il calcolo dell’imposta evasa ai fini della configurabilità dei reati tributari subordinati al superamento della soglia, occorrerà scomputare le perdite eventualmente conseguite nell’esercizio ovvero quelle pregresse spettanti e utilizzabili. Ne consegue che l’imposta evasa non è più quella teorica derivante dalla violazione contestata ma quella effettiva dopo il computo delle perdite stesse.

In caso di dichiarazione infedele, dichiarazione fraudolenta mediante artifici e omessa presentazione il reato si concretizza al superamento di una determinata soglia di imposta evasa. Il decreto ha aumentato l’importo della soglia nella maggior parte di queste ipotesi delittuose e ha previsto anche una differente modalità di calcolo dell'imposta evasa a tali fini. Non si considera imposta evasa quella teorica e non effettivamente dovuta collegata a: una rettifica in diminuzione di perdite dell'esercizio; perdite pregresse spettanti e utilizzabili.

 

6) Accertamento fiscale giustificato dal Pos

Va bene l’accertamento induttivo applicato dall’Amministrazione finanziaria avvalendosi soltanto dell’ausilio del Pos.

E’, infatti, legittimo induttivo motivato sulla base dei pagamenti e dei prelievi del Pos.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13494 del 1 luglio 2015 che ha, così, accolto il ricorso presentato dal Fisco.

Si tratta di presunzioni semplici che sono comprovate da elementi di gravità, precisione e concordanza. Spetta, quindi, al contribuente fornire la prova contraria.

Svalutazioni: limite del 5% calcolato in base al bilancio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13458 del 1 luglio 2015, ha stabilito che le rettifiche dei crediti risultanti in bilancio non sono più deducibili quando l’ammontare complessivo delle svalutazioni e degli accantonamenti abbia raggiunto il 5% del valore nominale dei crediti stessi. A tal fine, il limite del 5% va calcolato con riferimento all’ammontare del fondo svalutazione crediti risultante in bilancio, a prescindere dalla circostanza che il fondo sia stato costituito da accantonamenti dedotti o tassati. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, cassando con rinvio la sentenza della Ctr di Perugia n. 43/2007.

Controlli anche con unica presunzione

Anche un’unica presunzione può fondare l’accertamento di maggiori ricavi purché sia idonea a fondare il convincimento del giudice, dovendo cioè avere i requisiti di gravità e precisione. Lo sostiene la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13459 del 1 luglio 2015. Il caso riguarda un accertamento di maggiori ricavi fondato esclusivamente sulla disponibilità di materiale per l’imballaggio dei beni commercializzati. In particolare, l’ufficio, dopo aver determinato la parte di materiale utilizzato per ciascuna confezione venduta, aveva concluso che l’acquisto fosse eccessivo rispetto ai ricavi dichiarati. Il provvedimento veniva impugnato dalla contribuente. I giudici di merito confermavano l’illegittimità della pretesa. Per la Cassazione una sola presunzione è idonea a formare il convincimento del giudice ma senza i requisiti di gravità e precisione l’accertamento è infondato.

Fallimenti: alla Corte Ue l’estinzione dei debiti Iva

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 13542 del 1 luglio 2015, rinvia l’esdebitazione all’esame della Corte di giustizia europea. Gli eurogiudici dovranno esaminare la questione della compatibilità con il diritto comunitario della disposizione della nuova Legge fallimentare che comprende i crediti tributari, tra quelli di cui il debitore può essere liberato al termine della procedura. Per la Corte il legislatore che ha riscritto larga parte della Legge fallimentare ha ritenuto “che al soggetto ritenuto dall’autorità giudiziaria meritevole del beneficio dell’esdebitazione non deve farsi carico del pagamento dei debiti fiscali, in una prospettiva dell’estinzione dei propri debiti e a un ripristino di una soggettività economica ritenuta socialmente utile”.

 

7) Modificato il software di compilazione del Modello Iva Tr

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile la versione software 5.0.2 del 02/07/2015, ovvero del software Modello Iva Tr che consente ai contribuenti di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello Iva Tr da utilizzate a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito Iva relativo al primo trimestre 2014.

Aggiornamenti

Versione 5.0.2 del 02/07/2015: La versione 5.0.2 consente l’acquisizione delle correttive dei modelli IVA TR relativi al 2014 nell'anno 2015.

Procedura di controllo Iva Tr

Disponibile anche la versione di controllo software: 5.0.2 del 02/07/2015. Le procedure per il controllo consentono di verificare la correttezza formale dei dati contenuti nei files relativi alle istanze di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA. Il soggetto che effettua la trasmissione telematica è tenuto, pertanto, a utilizzare detta procedura prima dell’invio stesso.

 

8) Via libera definitivo al Decreto Legge di rilancio del settore agricolo

Nella seduta di giovedì 2 luglio 2015, il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl n. 1971 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto n. 51, in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali.

L’Assemblea ha approvato in via definitiva il ddl n. 1971 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 5 maggio 2015, n. 51, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi, di sostegno alle imprese agricole colpite da eventi di carattere eccezionale e di razionalizzazione delle strutture ministeriali.

Provvedimento

Il provvedimento, che introduce norme per governare il passaggio graduale dal regime delle quote latte a quello della liberalizzazione; prevede un piano di interventi per il settore olivicolo; contiene misure a sostegno delle imprese colpite da emergenze alluvionali e sanitarie. L’articolo 1 disciplina la possibilità di rateizzare, in tre rate annuali senza interessi, il prelievo dovuto per la campagna di produzione lattiera 2014-2015. L’articolo 2 contiene norme per il superamento del regime delle quote latte e il riordino di relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari. L'articolo 3 introduce una nuova disciplina delle organizzazioni interprofessionali, che sono autorizzate a chiedere contributi obbligatori. L’articolo 4 istituisce il Fondo per la realizzazione del piano di interventi nel settore olivicolo-oleario, con una dotazione di 4 milioni di euro per il 2015. L’articolo 5 autorizza le aziende agricole, non coperte da polizze assicurative agevolate, a richiedere contributi compensativi a carico del Fondo di solidarietà nazionale in agricoltura. Le aziende interessate sono quelle colpite da eventi alluvionali e da avversità atmosferiche, verificatesi tra il 2014 e la data di emanazione del decreto, e le aziende colpite da infezioni di organismi nocivi ai vegetali negli anni 2013-2015. L’articolo 6 sopprime la gestione commissariale delle attività ex Agensud e trasferisce le relative funzioni, con particolare riguardo alle gestione dei servizi idrici, ai competenti Dipartimenti e alle Direzioni del Ministero delle politiche agricole. L’articolo 7 prevede per le filiere più rappresentative l’istituzione di commissioni uniche nazionali chiamate a determinare quotazioni di prezzo cui far riferimento nei contratti di compravendita e cessione dei prodotti agricoli.

(Senato, nota del 2 luglio 2015)

 

9) Corresponsione della quattordicesima per l’anno 2015: circolare INPS

Corresponsione della somma aggiuntiva per l’anno 2015 (c.d. quattordicesima).

Si questo tratta l’INPS con la circolare n. 130 del 2 luglio 2015. L’articolo 5, commi da 1 a 4, della legge 3 agosto 2007, n. 127, che ha convertito, con modificazioni, il decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, prevede a partire dall’anno 2007 la corresponsione di una somma aggiuntiva, in presenza di determinate condizioni reddituali, a favore dei pensionati ultra sessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.

Si ricorda che la somma aggiuntiva è determinata con le modalità indicate nella Tabella A allegata alla legge in funzione dell’anzianità contributiva complessiva e della gestione di appartenenza a carico della quale è liquidato il trattamento principale.

Requisiti di età

Il beneficio spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età. Per l’anno 2015 sono interessati tutti i soggetti nati prima del 1° gennaio 1952.L’aumento spetta, in misura proporzionale, anche a coloro che compiono il 64° anno di età entro il 31 dicembre dell’anno di erogazione, con riferimento ai mesi di possesso del requisito anagrafico, compreso il mese di raggiungimento dell’età.

Analogamente, il beneficio viene attribuito in maniera proporzionale sulle pensioni spettanti per un numero limitato di mesi, come ad esempio in caso di pensioni di nuova liquidazione con decorrenza diversa dal 1° gennaio.

Requisiti di contribuzione

Il beneficiario deve possedere i requisiti di contribuzione previsti dalla Tabella A allegata della legge 127/2007 e che di seguito si riepilogano.

Lavoratori   dipendenti

Lavoratori   autonomi

Somma   aggiuntiva

Anni   di contribuzione

 

anno   2015

Fino   a 15

Fino   a 18

€   336,00

Oltre   15 e fino a 25

Oltre   18 e fino a 28

€   420,00

Oltre   25

Oltre   28

€   504,00

Per la corresponsione dell’aumento viene considerata tutta la contribuzione (obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto), nonché quella utilizzata per la liquidazione di supplementi.

Nel caso di pensioni liquidate in regime internazionale deve essere considerata utile solo la contribuzione italiana.

Per quanto riguarda le pensioni in regime di totalizzazione e di cumulo, di categoria 070 (VOTOT) , 071 (IOTOT), 072 (SOTOT), 170 (VOCUM), 171 (IOCUM) e 172 (SOCUM), la contribuzione utile per l’attribuzione del beneficio è quella accreditata nelle gestioni degli enti pubblici (INPS-ENPALS-INPDAP-IPOST), mentre sono escluse le anzianità relative agli enti e casse privati.

Nel caso in cui il pensionato è titolare di più trattamenti previdenziali, il beneficio sarà erogato unicamente sul trattamento previdenziale principale. Per trattamento principale deve intendersi quello con maggiore anzianità contributiva.

Come indicato nella circolare 119 INPS del 8 ottobre 2007, nel caso di pensionato titolare di sola pensione ai superstiti la contribuzione complessiva utile ai fini dell’applicazione della tabella A viene ridotta in aliquota di reversibilità.

Requisiti reddituali

La quattordicesima viene erogata sulla base del solo reddito personale, che deve essere inferiore ai limiti sotto riportati, in relazione agli anni di contribuzione.Anni di contribuzione

Anno 2015

Lavoratori dipendenti

Lavoratori autonomi

TM mensile

TM annuo

TM annuo x 1,5

Somma aggiuntiva

Limite massimo

< 15 anni

(< 780 ctr.)

< 18 anni  (< 936 ctr.)

€ 501,89

€ 6.524,57

€ 9.786,86

€ 336,00

€ 10.122,86

> 15 < 25 anni

(> 781 < 1.300 ctr)

> 18 < 28 anni

(> 937 <1.456 ctr.)

€ 420,00

€ 10.206,86

> 25 anni   (> 1.301 ctr.)

> 28 anni

(> 1.457 ctr.)

€ 504,00

€ 10.290,86

Importi determinati con il coefficiente di perequazione   definitivo per l’anno 2015 pari a 0.2%

 

 

 

 

 

 

Valutazione dei redditi

Sono da considerare nel computo i redditi assoggettabili all'IRPEF, nonché i redditi esenti da imposte e quelli soggetti a ritenuta alla fonte o ad imposta sostitutiva, compresi i redditi conseguiti all'estero o in Italia presso Enti ed organismi internazionali.

Sono invece, per espressa previsione normativa, esclusi:

i trattamenti di famiglia comunque denominati;

le indennità di accompagnamento;

il reddito della casa di abitazione;

i trattamenti di fine rapporto comunque denominati;

le competenze arretrate sottoposte a tassazione separata. Sono altresì da non considerare i redditi:

delle pensioni di guerra (Circ. 268 del 25 novembre 1991);

delle indennità per i ciechi parziali e dell'indennità di comunicazione per i sordi prelinguali (msg. 14878 del 27 agosto 1993)

dell'indennizzo previsto dalla L. 210 del 25 febbraio 1992 in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (Circ. 203 del 6 dicembre 2000);

della somma di 154,94 euro di importo aggiuntivo previsto dalla L. 388 del 23 dicembre 2000 per espressa previsione normativa (Circ. 9 del 16 gennaio 2001);

dei sussidi economici che i Comuni ed altri Enti erogano agli anziani per bisogni strettamente connessi a situazioni contingenti e che non abbiano caratteristica di continuità (msg. n.362 del 18 luglio 2000).

Limiti di reddito

La somma aggiuntiva viene erogata in misura tale da non comportare il superamento dei limiti massimi stabiliti.

Il beneficio viene concesso interamente fino ad un limite di reddito uguale a 1,5 volte il trattamento minimo. Oltre tale soglia, l'aumento è corrisposto in misura pari alla differenza tra la somma aggiuntiva e la cifra eccedente il limite stesso (clausola di salvaguardia).

Anno di riferimento del reddito

Anche per la corresponsione della somma aggiuntiva si applicano le disposizioni di cui ai commi 8 e 9 dell’art. 35 della legge 27 febbraio 2009, n. 14, e successive modifiche.

La verifica reddituale viene pertanto effettuata in maniera differenziata, a seconda si tratti di prima concessione del beneficio, o di corresponsione successiva alla prima.

Nel caso di prima erogazione (rientrano in tale ipotesi tutti coloro che negli anni precedenti non abbiano percepito la somma aggiuntiva), il reddito complessivo da prendere a riferimento è quello dell’anno in corso.

Qualora si tratti di erogazione successiva alla prima, il reddito da prendere a riferimento è così costituito:

- redditi per prestazioni per le quali sussiste l’obbligo di comunicazione al Casellario centrale dei pensionati di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1388 e successive modificazioni e integrazioni (di seguito denominato Casellario centrale dei pensionati), conseguiti nello stesso anno;

- redditi diversi da quelli di cui al punto precedente conseguiti nell’anno precedente.

Vengono pertanto sempre utilizzati i redditi da prestazione memorizzati nel Casellario centrale dei pensionati al momento dell’elaborazione, riferiti all’anno di erogazione.

Per i redditi diversi, vengono presi in esame quelli dell’anno 2014 ovvero 2015 per prime concessioni. Se tali dati non sono disponibili, vengono utilizzati quelli relativi agli anni precedenti.

Per tale ragione, la somma aggiuntiva viene corrisposta in via provvisoria, e il diritto sarà verificato sulla base della dichiarazione dei redditi definitiva.

Pensioni delle gestioni private

Prestazioni escluse dall’attribuzione del beneficio

L’importo aggiuntivo non spetta alle prestazioni delle seguenti categorie:

044 (INVCIV), 077, (PS), 078 (AS), 030 (VOBIS), 031 (IOBIS), 035 (VMP), 036 (IMP), 027 (VOCRED), 028 (VOCOOP), 029 (VOESA), 010 (VOSPED), 011 (IOSPED), 012 (SOSPED), 043 (INDCOM), 032 (VOBANC), 033 (IOBANC), 034 (SOBANC), 198 (VESO33), 199 (VESO92).

L’importo aggiuntivo in argomento non viene erogato, inoltre, sulle pensioni interessate da sostituzione Stato o rivalsa Enti locali, sui trattamenti pensionistici ai lavoratori extracomunitari rimpatriati e sulle pensioni della ex SPORTASS.

L’aumento infine non è stato attribuito sulle pensioni per le quali non era stato corrisposto a seguito di segnalazione da parte delle sedi (messaggio n. 9380 del 23 aprile 2008).

Aggiornamento del data base

Il data base è stato aggiornato con le modalità illustrate di seguito:

- su tutte le pensioni del soggetto, prese in esame dall’elaborazione, è stata memorizzata la “movimentazione” nel segmento GP1 del data base delle pensioni:

GP1CMPNTIP il valore QA (Elaborazione somma aggiuntiva pensioni basse);o GP1FMPNTIP il valore 1;

GP1DMPN la data di elaborazione;

- sulla sola pensione sulla quale viene corrisposto l’aumento è stato memorizzato l’importo corrisposto nel segmento GP3, sezione CUD del data base delle pensioni:

GP3EDISP importo della somma aggiuntiva corrisposta

- nel segmento GP8 della pensione sulla quale viene corrisposto l’aumento viene memorizzato:

- nel campo GP8MD52 il codice 841- nel campo GP8MD53E l’importo corrisposto.

- codici diario

codice

Descrizione

0710

elaborazione somma aggiuntiva pensioni basse AAAA:   conguaglio € 000,00

0711

elaborazione somma aggiuntiva pensioni basse AAAA:   conguaglio corrisposto su pensione ccc/ssss/nnnnnnnn

0712

elaborazione somma aggiuntiva pensioni basse AAAA:   scartata al calcolo per xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

La somma aggiuntiva è inoltre visualizzabile con la procedura ARTE sulla pensione sulla quale viene corrisposta.

Pensioni delle gestioni pubbliche

Requisiti contributivi

Nel caso in cui il pensionato è titolare di più trattamenti previdenziali, il beneficio sarà erogato unicamente sul trattamento previdenziale della gestione privata

Requisiti reddituali

Per la verifica dei requisiti reddituali vengono sempre utilizzati i redditi diversi da pensione dichiarati dai pensionati in sede di richiesta di attribuzione della somma aggiuntiva. Per i redditi da pensione vengono invece considerati quelli presunti, che il pensionato sta conseguendo nel corso dell’anno 2015.

La somma aggiuntiva viene comunque corrisposta in via provvisoria, e il diritto sarà verificato sulla base della dichiarazione dei redditi definitiva.

Sulla intranet della gestione pubblica, nella sezione PROSPETTI EROGAZIONE PENSIONI, sono stati pubblicati i nominativi dei pensionati nei cui confronti non si è proceduto al pagamento della somma aggiuntiva per carenza dei requisiti prescritti, con l’indicazione della relativa motivazione. La sede, pertanto, dovrà provvedere a notificare tempestivamente agli interessati la mancata corresponsione della somma aggiuntiva indicando le relative motivazioni.

Pensioni dei lavoratori dello spettacolo e degli sportivi professionisti

Requisito contributivo

La somma aggiuntiva varia in funzione dell’anzianità contributiva maturata alla data di decorrenza della pensione, come già indicato nella Tabella A allegata alla legge 127/2007 sopra riportata.

Si precisa a tal fine che gli iscritti ai Fondi Lavoratori dello Spettacolo e Sportivi Professionisti sono regolamentati come lavoratori dipendenti a prescindere dalla natura del rapporto di lavoro, così come previsto dall’articolo 1 del D.P.R. n. 1420/1971, con le norme contenute nel decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708 e con le norme che disciplinano l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti di cui al R.D.L. 4 ottobre 1935, n. 1827 e successive modificazioni ed integrazioni.

Per la determinazione del numero degli anni di anzianità contributiva, in base alla quale deve essere modulato l’aumento, si fa riferimento ai contributi giornalieri versati nella gestione ex ENPALS rilevati per il diritto alla prestazione, rapportandoli “all’anno contributivo ENPALS” in vigore tempo per tempo ed in funzione del gruppo o raggruppamento di appartenenza secondo il seguente schema:

Decorrenza ante 1992:

Gruppo 1 o A=60Gruppo 2=180

Decorrenza da 1.1.1993 a 31.7.1997:

Gruppo 1=120

Gruppo 2=260

Decorrenza da 1.8.1997 in poi:

Raggruppamento “A” = 120

Raggruppamento “B” = 260

Raggruppamento “C” = 312

La contribuzione, diversa da quella obbligatoria ENPALS, è valutata secondo la normativa prevista per la contribuzione versata nell’Assicurazione Generale Obbligatoria del Fondo Lavoratori Dipendenti.

In caso di pensione eliminata dai ruoli di pagamento per decesso del titolare, l’erogazione della somma aggiuntiva spettante a quest’ultimo avviene, per gli aventi diritto, per il medesimo periodo temporale cui avrebbe avuto diritto il titolare della pensione originaria (dante causa) liquidando l’ultimo mese secondo le regole di corresponsione dei ratei.

Aggiornamento del database

L’importo della somma aggiuntiva è stato inserito nell’Area “crediti e debiti” – maschera PNCTA1 - utilizzando il codice di credito esente denominato CE78 con data ruolo 07/2015.

L'importo del beneficio è visualizzabile al campo 19 della cedola di pagamento relativa al mese di luglio 2015 della pensione sul quale è corrisposto.

L’inserimento del codice credito esente CE78 è stato generato dall’elaborazione della variazione batch denominata 705 (somma aggiuntiva L. 127/2007).Corresponsione del beneficio in favore dei soggetti non individuati a livello centrale

La somma aggiuntiva è stata attribuita a livello generalizzato sulla mensilità di pensione di luglio 2015 ai soggetti che sono risultati in possesso dei requisiti reddituali previsti e che alla data del 31 luglio 2015 hanno un’età maggiore o uguale a 64 anni.

Si precisa che per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto 2015 in poi, la corresponsione sarà effettuata con una successiva elaborazione sulla rata di dicembre 2015.

Ai pensionati ai quali il beneficio non è stato corrisposto a livello centrale per assenza delle informazioni reddituali sarà inviata a breve apposita lettera (allegato 1) con invito a presentare la relativa richiesta corredata dalla dichiarazione reddituale relativa all’anno 2014.

I potenziali beneficiari titolari di pensione delle gestioni private e di spettacolo e sport possono in ogni caso presentare domanda, on line se in possesso di PIN, ovvero rivolgersi a un patronato, per ottenere il beneficio non attribuito.

I potenziali beneficiari titolari di pensione delle gestioni pubbliche possono presentare domanda direttamente alla sede INPS.

Comunicazione ai pensionati

Ai pensionati delle gestioni private e di spettacolo e sport ai quali viene corrisposta la somma aggiuntiva è stata inviata la comunicazione riportata in allegato 2.

I pensionati saranno inoltre informati del pagamento della somma aggiuntiva nell’apposita voce sul cedolino del mese di luglio 2015.

Per i pensionati delle gestioni ex ENPALS, la comunicazione della disposizione di pagamento della somma aggiuntiva è inserita all'interno delle annotazioni del certificato di pensione.

(INPS, circolare n. 130 del 2 luglio 2015)

 

10) Assunzioni congiunte in agricoltura

L’INPS, con la circolare n. 131 del 2 luglio 2015, ha diffuso le istruzioni per gli adempimenti previdenziali connessi alla fattispecie dell’“assunzione congiunta” in agricoltura.

L’art. 9, comma 11, del D.L. 28 giugno 2013 n. 76, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 99, inserendo all’art. 31 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, i commi da 3 bis a 3 quinquies, ha introdotto nel settore agricolo la fattispecie dell’“assunzione congiunta” prevedendo che “Le imprese agricole, ivi comprese quelle costituite in forma cooperativa, appartenenti allo stesso gruppo […], ovvero riconducibili allo stesso proprietario o a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado, possono procedere congiuntamente all'assunzione di lavoratori dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le relative aziende”.

Viene, inoltre, previsto che “L'assunzione congiunta […] può essere effettuata anche da imprese legate da un contratto di rete, quando almeno il 50 per cento di esse sono imprese agricole”.

È, altresì, precisato che “I datori di lavoro rispondono in solido delle obbligazioni contrattuali, previdenziali e di legge che scaturiscono dal rapporto di lavoro instaurato”.

Pertanto, l’assunzione congiunta di uno o più dipendenti può essere effettuata da:

imprese agricole, comprese cooperative, appartenenti allo stesso gruppo;

imprese agricole, comprese cooperative, riconducibili allo stesso proprietarioo a soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado;

imprese legate da un contratto di rete, quando almeno il 50 per cento di esse sono imprese agricole.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con proprio decreto del 27 marzo 2014, ha definito le modalità di comunicazione relative all’assunzione, trasformazione, proroga e cessazione di lavoratori assunti congiuntamente da effettuarsi al Centro per l’impiego tramite il modello Unilav, stabilendo che:

nel caso di assunzioni da parte di gruppi di imprese, la comunicazione sarà effettuata dall’impresa capogruppo;

nel caso di assunzioni da parte di imprese dello stesso proprietario, la comunicazione sarà effettuata dallo stesso proprietario;

nel caso di assunzioni da parte di soggetti legati tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado e imprese legate tra loro da un contratto di rete,la comunicazione sarà effettuata da un soggetto individuato da uno specifico accordo o dal contratto di rete. L’accordo e il contratto sono depositati presso le associazioni di categoria.

Con Decreto Direttoriale n. 85 del 28 novembre 2014, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha disposto le modalità operative per la comunicazione delle “assunzioni congiunte in agricoltura” introducendo alcune modifiche al Modello Unilav, che nel caso di assunzioni congiunte viene denominato “UnilavCong”.

A decorrere dal 7 gennaio 2015 è consentito l’invio delle comunicazioni di istaurazione/cessazione/variazione di “assunzioni congiunte in agricoltura” tramite l’applicazione web “Unilav-Congiunto” presente nel portale “cliclavoro” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Soggetto obbligato agli adempimenti previdenziali: il “Referente Unico”.

In linea con le modalità di gestione individuate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in un’ottica di semplificazione degli adempimenti lavoristico/previdenziali, vengono individuati, ai fini degli adempimenti previdenziali, i medesimi soggetti obbligati ad effettuare le comunicazioni (UnilavCong) ai sensi del citato D.M. 27 marzo 2014.

Pertanto, il “referente Unico” sarà:

l’Impresa capogruppo, nell’ipotesi di gruppo d’imprese;

il proprietario, nell’ipotesi di imprese appartenenti allo stesso soggetto;

il soggetto individuato da uno specifico accordo o dal contratto di rete depositati presso le associazioni di categoria, nell’ipotesi di imprese legate tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado o da un contratto di rete.

Il “Referente Unico”, come sopra individuato, sarà tenuto alla presentazione della Denuncia Aziendale (D.A.) e della denuncia trimestrale di manodopera (DMAG), secondo le modalità di seguito illustrate.

Adempimenti del “Referente Unico”

Presentazione della denuncia aziendale (D.A.)

Le imprese legate dai rapporti di cui all’art. 9, comma 11, del D.L. 28 giugno 2013 n. 76, al fine di procedere, nell’ambito del settore agricolo, all’assunzione congiunta di lavoratori dipendenti, sono tenute a presentare, per il tramite del “Referente Unico”, una Denuncia Aziendale (D.A.) finalizzata a fornire l’insieme delle informazioni riferite ai co-datori di lavoro.

Il “Referente Unico” sarà tenuto alla compilazione di un apposito Quadro, di nuova istituzione, nel quale dovranno essere riportate le seguenti informazioni:

Tipologia Co-Datori(potrà essere indicata solo una delle 4 fattispecie previste):

- gruppi di imprese;

- imprese dello stesso proprietario;

- imprese legate tra loro da un vincolo di parentela o di affinità entro il terzo grado;

- imprese legate da uncontratto di rete.

Codice Fiscale/P.IVA delle imprese co-assuntrici;

Codice CIDA, se azienda agricola;

Matricola Inps, se azienda iscritta ad altra gestione non agricola;

Data contratto/accordo da valorizzare nell’ipotesi in cui i co-datori siano legati tra loro da un vincolo di parentela o affinità entro il terzo grado o abbiano sottoscritto un contratto di rete;

Associazione di categoria presso la quale è depositato l’accordo o il contratto sottoscritto dai co-datori di cui al punto precedente.

Nell’elenco dei co-datori dovranno essere riportati anche gli elementi identificativi (C.F/P.IVA – CIDA – matricola INPS) dell’azienda individuata quale referente unico.

Per quanto sopra, il “Referente Unico” non dovrà essere necessariamente una azienda agricola ma dovrà essere, obbligatoriamente, un’azienda già presente negli archivi dell’Istituto, anche in altre gestioni. Pertanto, il “Referente Unico” dovrà essere dotato di matricola INPS o codice CIDA prima di poter procedere all’invio della D.A. in argomento. Medesima condizione deve sussistere per le altre aziende co-datrici di lavoro.

In fase di approvazione della D.A. verrà attribuito un nuovo Tipo Ditta che identificherà le aziende che effettuano assunzioni congiunte di lavoratori in agricoltura ai sensi dell’art. 9, comma 11, del D.L. 28 giugno 2013 n. 76. A differenza dell’ordinario processo di validazione delle D.A., nel caso in esame, non sarà attribuita alcuna Zona Tariffaria.

A seguito di approvazione della Denuncia Aziendale, al “Referente Unico” sarà attribuito apposito codice identificativo CIDA tramite il quale potrà adempiere agli obblighi di denuncia DMAG con esclusivo riferimento ai lavoratori assunti congiuntamente dal gruppo d’imprese da lui rappresentate.

Presentazione della denuncia trimestrale di manodopera (DMAG)

Per la denuncia di manodopera dei lavoratori agricoli assunti congiuntamente dal gruppo d’imprese il “Referente Unico” dovrà, accreditandosi con il CIDA rilasciato a seguito della validazione della specifica Denuncia Aziendale sopra descritta, trasmettere apposito flusso DMAG.

In qualità di “Referente Unico” il denunciante potrà trasmettere denunce DMAG riferite ai soli lavoratori presenti nell’apposita sezione “Unilav-Congiunto”.

Con la medesima denuncia DMAG il “Referente Unico”, per ogni lavoratore, dovrà riportare il numero di giornate lavorate nei mesi oggetto di denuncia ripartendolo su ogni azienda co-assuntrice che abbia, nel periodo di riferimento, utilizzato lo stesso lavoratore.

Pertanto, la denuncia DMAG dovrà riportare tanti codici CIDA quanti sono stati i co-datori di lavoro che hanno utilizzato il lavoratore assunto congiuntamente, compreso, eventualmente, anche il CIDA già in possesso dell’azienda che solo successivamente si sia accreditata come “Referente Unico”.

Periodo transitorio

In attesa delle necessarie implementazioni dei sistemi operativi interessati, le modalità di gestione dell’assunzione congiunta in agricoltura sopra descritte saranno operative a decorrere dalla denuncia DMAG relativa al IV trimestre 2015 (gennaio 2016).

Con successivo messaggio saranno diramate, pertanto, le necessarie istruzioni operative.

Considerato che la fattispecie dell’assunzione congiunta è operativa a decorrere dal 7 gennaio 2015, la denuncia contributiva DMAG dei lavoratori interessati, riferita ai soli primi tre trimestri 2015, sarà effettuata dalle singole aziende appartenenti al gruppo che abbiano utilizzato il lavoratore assunto congiuntamente denunciando le giornate lavorative prestate presso la propria azienda.

Versamenti volontari del settore agricolo - Anno 2015

L’INPS, con la circolare n. 132 del 2 luglio 2015, illustra le modalità di calcolo, per l’anno 2015, dei contributi volontari relativi alle varie categorie di lavoratori agricoli, diversificate in relazione alla tipologia e alla gestione di appartenenza dei prosecutori volontari.

Lavoratori agricoli dipendenti

Nei confronti sia dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione entro il 30 dicembre 1995, sia dei lavoratori agricoli dipendenti autorizzati dal 31/12/1995, per i quali nell’anno 2006 è stata raggiunta l’aliquota dovuta dalla generalità delle aziende agricole, l’aliquota applicata per il F.P.L.D. è pari al 28,30%.

Conseguentemente, a partire dal 1° gennaio 2015, per i lavoratori agricoli autorizzati entro il 30 dicembre 1995 e per quelli autorizzati dal 31 dicembre 1995 l’aliquota è pari al 28,30%.

Aliquote e Coefficienti di riparto

Decorrenza 1 gennaio 2015

 

Aliquota   Base

Quota   Pensione

Totale   IVS

Autorizzati   prima del 31 dicembre 1995

Coefficienti   di riparto

0,11%

0,003887

28,19%

0,996113

28,30%

1,000000

Autorizzati   dopo il 31 dicembre 1995

Coefficienti   di riparto

0,11%

0,003887

28,19%

0,996113

28,30%

1,000000

Coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali

Per effetto dell’art.10 della Legge 2 agosto 1990, n. 233 i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali pagano i contributi volontari secondo quattro classi di reddito medio giornaliero, stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale.

Le quattro classi di reddito sono state adeguate mediante l’applicazione della percentuale di variazione annua del +0,2% verificatasi negli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Classi di reddito settimanale e contributi ai fini della prosecuzione volontaria

Decorrenza 1 gennaio 2015

Classi

Classi   di reddito settimanale

Reddito

settimanale

medio   imponibile

Quota

Pensione

20,80%   RM

Addizionale

Legge   233/90

2,00%RM

Addizionale

Legge   160/75

(€   0,66 x 3)

Contributo

Totale

Fino   a € 224,64

€   224,64

€   46,73

€   4,50

€   1,98

€53,21   (a)

Oltre   € 224,64

Fino   a € 299,52

€   262,08

€   54,52

€   5,25

€   1,98

€61,75   (a)

Oltre   € 299,52

Fino   a € 374,40

€   336,96

€   70,09

€   6,74

€   1,98

€78,81

Oltre   € 374,40

€   411,84

€   85,67

€   8,24

€   1,98

€95,89

(a) Ai sensi dell’art.10, comma 2, della Legge 2 agosto 1990, n.233, l’importo del contributo settimanale non può essere inferiore a :

- € 55,95 settimanali, se l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è stata accordata prima del 31 dicembre 1995;

- € 65,99 settimanali, se l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è stata accordatadopo il 31 dicembre 1995.

Contributi integrativi volontari di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 1432/1971

a) Operai agricoli a tempo determinato

Come è noto, in conformità alla disposizione di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 1432/1971 e successive modificazioni, l’importo del contributo integrativo volontario, che può essere richiesto fino alla concorrenza di 270 giornate, è pari a quello del contributo obbligatorio vigente nell’anno cui si riferiscono i versamenti volontari ad integrazione.

Pertanto i contributi integrativi vanno commisurati all’imponibile contributivo determinato in base alle retribuzioni percepite, sul quale va applicata l’aliquota IVS vigente nel settore che, per l’anno 2015, risulta essere: Fondo pensioni Lavoratori dipendenti 28,19% + quota base 0,11% = 28,30% (cfr. circolare n.49 del 26 febbraio 2015).

Si fa presente che, per effetto dell’art. 1, comma 4, del D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, convertito nella Legge 11 marzo 2006, n. 81, non trova più applicazione l’art. 28 del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488, in forza del quale i contributi erano dovuti in rapporto alle retribuzioni medie convenzionali, come già previsto dall’art. 4 del D.lgs 146/1997, nei casi in cui le stesse non fossero superate dal salario contrattuale; sull’argomento si rimanda a quanto esposto con circolare n. 57 del 14 aprile 2006.

b) Piccoli coloni e compartecipanti familiari

Il comma 785 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha autenticamente interpretato il comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, nel senso che per i soggetti di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334, continuano a trovare applicazione le disposizioni recate dall’articolo 28 del D.P.R. 27 aprile 1968, n.488.

Si riportano, quindi, di seguito le retribuzioni medie giornaliere, determinate dal Ministero competente con Decreto Direttoriale dell’8 maggio 2015 e valevoli per il corrente anno, ribadendo che queste sono utilizzabili soltanto nei confronti dei piccoli coloni e compartecipanti familiari, limitatamente ai quali continuano a trovare applicazione i salari medi convenzionali determinati, anno per anno e per ciascuna provincia.

Le aliquote contributive che devono essere applicate sono quelle per gli operai a tempo determinato, sopra specificate, per l’anno 2015.

Si riporta, in allegato, la tabella da utilizzare per i contributi volontari ad integrazione, relativa ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, tenendo presente che nella colonna “retribuzione” è indicata la retribuzione giornaliera imponibile determinata dal decreto direttoriale in premessa (allegato 1).

Coloni e mezzadri reinseriti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria

Per effetto del D.lgs 184/1997, art.7, commi 1 e 7, i coloni e mezzadri reinseriti nell’AGO versano i contributi volontari con differenti modalità, se autorizzati alla contribuzione volontaria prima o dopo il 12 luglio 1997, data di entrata in vigore del citato Decreto Legislativo.

a) Contribuenti già autorizzati alla data del 12 luglio 1997

Si riportano, in allegato, gli importi dei contributi volontari per l’anno 2015, dovuti dai contribuenti autorizzati alla prosecuzione volontaria prima della data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 184/1997.

Come è noto, l’importo del contributo è commisurato alla retribuzione media settimanale della classe di contribuzione assegnata antecedentemente al 12 luglio 1997, aggiornata all’indice del costo della vita (allegato 2).

b) Contribuenti autorizzati dal 12 luglio 1997

Il contributo volontario settimanale è determinato dalla somma del contributo integrativo e del contributo base, calcolati sulla media delle retribuzioni imponibili percepite nell’anno precedente la data della domanda.

Al riguardo si precisa che per le domande accolte con decorrenza collocata nell’anno 2015, si devono utilizzare le seguenti modalità:

contributo integrativo

è costituito dalla somma:

- dell’importo dovuto dal concedente in regime obbligatorio pari a € 19,11;

- dell’importo a titolo di contribuzione obbligatoria IVS, calcolato sulla media delle retribuzioni percepite nell’anno precedente la data della domanda di autorizzazione ai versamenti volontari, applicando l’aliquota percentuale pari al 9,34% (aliquota dell’8,84% prevista per gli operai agricoli, aumentata dello 0,50% di cui all’art.3 della Legge 29 maggio 1982, n. 297);

contributo base

importo dovuto a titolo di contribuzione obbligatoria IVS calcolato sulla media delle retribuzioni imponibili percepite nell’anno precedente la data della domanda di autorizzazione ai versamenti volontari applicando l’aliquota pari allo 0,11%.

Coefficienti di ripartizione calcolati sulla 18^ Classe

Base   IVS

0,005778

Quota   Pensione

0,994222  

TOTALE

1,000000

(INPS, circolare n. 131 e n. 132 del 2 luglio 2015)

 

Vincenzo D’Andò