Diario quotidiano del 3 luglio 2015: modello 730 arrivata la proroga ufficiale al 23 luglio

Pubblicato il 3 luglio 2015

Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio; novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato; nuova rateazione fiscale; voucher con la nuova disciplina: intervento della FIT; riforma del Fisco: sanzioni soft; accertamento fiscale giustificato dal Pos; modificato il software di compilazione del Modello Iva Tr; via libera definitivo al Decreto Legge di rilancio del settore agricolo; corresponsione della quattordicesima per l’anno 2015: circolare INPS; assunzioni congiunte in agricoltura; versamenti volontari del settore agricolo - Anno 2015

 

 Indice:

 1) Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio

 2) Novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato

 3) Nuova rateazione fiscale

 4) Voucher con la nuova disciplina: intervento della FIT

 5) Riforma del Fisco: sanzioni soft

 6) Accertamento fiscale giustificato dal Pos

 7) Modificato il software di compilazione del Modello Iva Tr

 8) Via libera definitivo al Decreto Legge di rilancio del settore agricolo

 9) Corresponsione della quattordicesima per l’anno 2015: circolare INPS

 10) Assunzioni congiunte in agricoltura; versamenti volontari del settore agricolo - Anno 2015

 

 

1) Modello 730 precompilato prorogato al 23 luglio

E’ ora ufficiale la proroga dal 7 al 23 luglio della scadenza per l’invio del 730/2015.

Il rinvio riguarda CAF e intermediari a condizione purché, alla data del 7 luglio, abbiano già trasmesso almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Dunque, il MEF concede due settimane di tempo in più per CAF e professionisti per l’invio del Modello 730/2015.

Viene, pertanto, disposto il rinvio del termine di presentazione dal 7 al 23 luglio 2015.

Il differimento della scadenza era stato invocato nelle scorse settimane dalla Consulta dei CAF e accoglie le esigenze dei contribuenti e degli operatori alle prese con le novità del 730 precompilato.

Tuttavia, come anticipato nei giorni scorsi, il differimento riguarderà soltanto i CAF e i professionisti abilitati che abbiano già trasmesso alla data del 7 luglio almeno l’80% delle dichiarazioni prese in carico.

Le ragioni di tale “limitazione” risiedono nell’esigenza di contenere al massimo il disagio determinato in carico ai contribuenti e i loro sostituti derivanti dal ritardato invio.

Il differimento del termine, infatti, comporterà inevitabilmente il differimento da luglio ad agosto delle operazioni di conguaglio.

Comunicato

I Caf e i professionisti abilitati hanno più tempo per completare l’assistenza fiscale e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i modelli 730. Con un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, è stato prorogato dal 7 luglio al 23 luglio 2015 il termine per la consegna al contribuente di copia della dichiarazione elaborata e del relativo prospetto di liquidazione nonché per la comunicazione del risultato contabile delle dichiarazioni e per la trasmissione in via telematica all'Agenzia delle Entrate dei modelli 730.

La disposizione si applica a condizione che entro il 7 luglio 2015 i Caf e i professionisti abbiano effettuato la trasmissione di almeno l’ottanta per cento delle dichiarazioni.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato n. 137 del 1 luglio 2015)

 

2) Novità sulla richiesta di sospensione dell’atto impugnato

Il contribuente potrà richiedere la sospensione dell’atto impugnato in presenza di un danno grave ed irreparabile; le parti in causa potranno inoltre richiedere la sospensione degli effetti della sentenza, sia quella di primo che di secondo grado. Sono queste due delle principali novità insite all’interno del Decreto Legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri, in tema di riforma del contenzioso tributario, che ha esteso la tutela cautelare a tutte le fasi del processo. Una riforma complessa, quella approvata dal Governo, che dà la possibilità all’appellante (che non è detto sia il contribuente, ma anche l’Ufficio) di sospendere in tutto o in parte la sentenza sfavorevole; certo, qualora sussistano motivi validi e fondati.

Tale modifica è inserita all’interno dell’art. 9, comma 1, lett. v) dello schema di Decreto Legislativo, laddove esso analizza le misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario. Esso va a modificare l’art. 52 del D.Lgs. n. 546/92, specificando la sospensione della sentenza laddove esistano gravi e fondati motivi, come già osservato dall’art. 283 del c.p.c.

In Appello, la sospensione della sentenza favorevole al contribuente permetterà la riscossione delle somme esigibili nella pendenza del giudizio di primo grado, come già avviene nel giudizio amministrativo, laddove la sospensione della sentenza del TAR da parte del Consiglio di Stato riporta in auge l’esecutività dell’atto annullato con la sentenza sospesa.

 

3) Nuova rateazione fiscale

La bozza di decreto di riforma del sistema della riscossione introduce novità sulla rateizzazione delle cartelle di pagamento.

Rimane la possibilità di fruire della dilazione in 72 rate mensili, dietro presentazione di idonea documentazione sulla temporanea difficoltà economica in caso di debiti superiori a 50.000 euro. Cambia, però, la procedura per l’iscrizione del fermo; ancora, viene stabilito che, in presenza di richiesta di dilazione, non possono essere avviate azioni esecutive e soprattutto, viene ammessa la possibilità di presentare una nuova rateazione in caso di decadenza. Sulle rateizzazioni si cambia ancora. Il decreto di riforma della riscossione, approvato, in via preliminare dal governo il 26 giugno 2015 contiene una norma che modifica l’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 sulla dilazione dei pagamenti didebiti fiscali.

L’intento è quello di snellire la procedura anche per tener conto della grave congiuntura economica: si va, quindi, nella direzione di una maggiore facilità di ottenere la dilazione, accompagnata da norme di favore per i debitori in difficoltà, quali, ad esempio la possibilità di chiedere una nuova rateazione anche in caso di decadenza dalla precedente.

Norme attuali

L’art. 19, nella versione attualmente in vigore (l’ultima modifica si è avuta con il D.L. n. 69/2013, decreto del Fare), stabilisce che l’agente della riscossione, su richiesta del contribuente, può concedere, nelle ipotesi di temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 72 rate mensili.

In caso di comprovato peggioramento della situazione di difficoltà, la dilazione concessa può essere prorogata una sola volta, per un ulteriore periodo e fino a settantadue mesi, a condizione che non sia intervenuta decadenza.

Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, invece di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno.

Ricevuta la richiesta di rateazione, l’agente della riscossione può iscrivere l’ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede (art. 77, D.P.R. n. 603/1973) solo nel caso di mancato accoglimento della richiesta, ovvero di decadenza. Sono fatte comunque salve le ipoteche già iscritte alla data di concessione della rateazione.

La rateazione, ove il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, può essere aumentata fino a centoventi rate mensili (c.d. “piano straordinario di rateizzazione”).

In caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria (120 rate), si può chiedere una rateazione ordinaria (72 rate).

Si ricorda che l’importo minimo di ogni rata è di regola pari a 100 euro.

Inoltre, anche se non sono state pagate le rate degli avvisi bonari dell’Agenzia delle entrate è possibile chiedere a Equitalia la rateazione, una volta ricevuta la cartella.

Per quanto riguarda la procedura, rimanendo nell’ambito della rateizzazione ordinaria, è necessario presentare una istanza tenendo conto che:

- se il debito è inferiore a 50.000 euro è possibile richiedere la rateazione con una domanda semplice, senza allegare alcuna documentazione. In questo caso si accede automaticamente al piano ordinario per pagare il debito fino a un massimo di 72 rate.

- se il debito è superiore a 50.000 euro è, invece, necessario presentare alcuni documenti che attestino lo stato di difficoltà economica e la situazione della famiglia.

Inoltre:

- l’istanza non deve essere corredata da alcuna garanzia, nemmeno qualora il debito sia di ammontare superiore a 50.000 euro;

- la stessa può essere presentata anche a esecuzione avviata;

- si applicano gli interessi di dilazione (art. 21, D.P.R. n. 602/1973).

Per la rateazione straordinaria è necessario rispettare le indicazioni operative di cui al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 novembre 2013.

Valgono, infine, le seguenti ulteriori regole:

- se il contribuente ha una rateizzazione in corso e riceve successivamente una nuova cartella, è possibile chiedere un nuovo piano di dilazione con gli importi da pagare, sempre che si sia in regola con i pagamenti delle rate ottenute in precedenza;

- in caso di peggioramento della situazione economica che non consente più di sostenere il piano di rateizzazione in corso, ordinario o straordinario, è possibile chiedere all’agente della riscossione una proroga delle rate, ma ciò si può fare una sola volta;

- si decade dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di otto rate, anche non consecutive. In tal caso l'intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto è immediatamente ed automaticamente riscuotibile in unica soluzione e il debito non può più essere rateizzato.

Su questo ultimo aspetto si ricorda che i contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2014 da un precedente piano di rateizzazione possono richiedere una nuova rateizzazione fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il 31 luglio 2015 (D.L. n. 192/2014).

Però, il nuovo