Diario quotidiano del 2 luglio 2015: ecco come sarà il nuovo interpello

 

Indice:

1) Diritti doganali: atto di accertamento nullo se emesso prima dei 30 giorni

2) Mutui ipotecari dipendenti pubblici: riduzione del tasso di interesse

3) Procedure di composizione concordata della crisi e trattamento del credito tributario

4) Fisco: ecco come sarà il nuovo interpello

5) Regime speciale ASD: l’associazione sportiva che paga in contanti non decade più dal particolare   regime già da adesso

6) Buoni pasto “elettronici”: elevata la soglia a 7 euro

7) Sequestro conservativo di quote di Srl: iscrizione del sequestro al Registro delle Imprese

8) Fatture false, dichiarazioni d’intento, certificazione Unica lavoratori autonomi entro il termine del 770/2015

9) Procedura obbligatoria di conciliazione per i licenziamenti: commercialisti esclusi

10) Accertamento con adesione chiesto dal curatore fallimentare

11) Svalutazione e perdite su crediti: decreto pubblicato in G.U.

12) Domande di proroga per l’intervento dell’autorità doganale nei confronti di merci sospettate di   violare diritti di proprietà intellettuale

13) Modificato il regolamento Consob sul procedimento sanzionatorio

14) Introduzione nuovi controlli al flusso UNIEMENS-ListaPosPA-Precisazioni INPS

 

 

1) Diritti doganali: atto di accertamento nullo se emesso prima dei 30 giorni

L’atto di accertamento sottoscritto dal funzionario prima della scadenza del termine di 60 giorni (30 per i diritti doganali) è illegittimo per violazione della disciplina del contradditorio procedimentale di cui all’art. 12, comma 7, della L. n. 212/2000 (statuto del contribuente), anche se la relativa notifica al contribuente sia stata effettuata dopo tale scadenza.

Lo ha precisato l’Agenzia delle dogane, con la nota 65329/RU pubblicata il 30 giugno 2015 emessa in relazione alla “Legge n. 212/2000, art. 12, comma 7. Sentenza della Corte di Cassazione n.11088 del 28.5.2015. Diritto del contribuente ad essere ascoltato. Computo del termine per l’emanazione dell’atto impositivo”.

In particolare, per dirsi soddisfatta la garanzia posta dall’art. 12 dello Statuto del Contribuente, occorre che l’atto sia emanato (e dunque sottoscritto dal funzionario munito del relativo potere) non prima di 60 giorni (30 per i diritti doganali) decorrenti dalla data di rilascio di copia del processo verbale di chiusura delle operazioni di controllo. Se viene firmato anticipatamente, anche se poi spedito e ricevuto dal contribuente trascorsi i 60 giorni, non è in ogni caso legittimo.

È questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11088 del 28 maggio 2015, che adesso viene recepito dall’Agenzia delle dogane con la suddetta nota, peraltro, datata 8 giugno 2015 (ma, tuttavia, pubblicata sul sito delle Dogane il 30 giugno 2015) diffusa a tutte le Direzioni. L’intento delle Dogane (ammirevole) è quella di adeguarsi in fretta al volere dei Supremi Giudici, “onde evitare il sorgere di un contenzioso suscettibile di vanificare la pretesa erariale”.

Dunque, per quanto concerne i diritti doganali, il termine dilatorio fissato dall’art. 12, è dimezzato (solo 30 giorni) in virtù del rinvio operato dall’ultimo periodo del citato articolo all’art. 11, del D.Lgs. n. 374/1990. Secondo l’importante precisazione contenuta nella nota, sebbene la pronuncia di Cassazione riguardi la corretta interpretazione dell’art. 12, che disciplina i diritti dei contribuenti sottoposti a verifiche fiscali presso i locali destinati all’esercizio di attività commerciali, industriali, agricole, artistiche o professionali, “il principio affermato … deve ritenersi applicabile anche nelle diverse ipotesi di avvisi di accertamento emessi a seguito di revisione dell’accertamento effettuata d’ufficio ed in ufficio”, al fine di assicurare, anche in tali fattispecie, la piena partecipazione dell’interessato al procedimento impositivo”.

 

2) Mutui ipotecari dipendenti pubblici: riduzione del tasso di interesse

Dal 1° luglio 2015, sui contratti di mutuo ipotecario…

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