Diario quotidiano dell'1 luglio 2015: dopo il Jobs Act sono ancora possibili le collaborazioni occasionali

 

 Indice:
 1) Jobs act: dopo la riforma è rimasta la collaborazione occasionale ?
 2) NASpI: ecco i profili contributivi
 3) Attenzione alle false email su presunti avvisi di pagamento di Equitalia
 4) Contenzioso tributario in crescita del 4,54% nel I trimestre 2015
 5) Dichiarazione infedele: sequestro dei beni al commercialista che ha istigato il proprio cliente a commettere reato
 6) DURC On Line
 7) Regolamento UE sulla protezione dei dati: raggiunto l’accordo
 8) Transazione fiscale, prestito vitalizio ipotecario, compensi all’amministrazione giudiziario: pubblicati   documenti dalla FNC
 

 
1) Jobs act: dopo la riforma è rimasta la collaborazione occasionale ?
E’ stato appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24 giugno 2015, il Decreto Legislativo n. 81 del 15 giugno 2015 di riordino dei contratti di lavoro (tra le novità, il decreto prevede l’innalzamento fino a 7.000 euro del limite annuale dei compensi per le prestazioni di lavoro accessorio), e già ci si chiede se sia rimasta in vita la possibilità di continuare ad utilizzare i prestatori d’opera occasionali (entro il limite di 5.000 euro), senza bisogno di inquadramento e di versamenti dei contributi previdenziali (INPS/INAIL).
Secondo alcuni autori questa ipotesi sarebbe decaduta poiché le misure volute dal governo avrebbero fatto decadere ogni fattispecie, tranne i casi di esclusione previsti per legge (tra cui i compensi corrisposti agli amministratori di società ed i compensi corrisposti dalle associazioni sportive dilettantistiche nell’esercizio di tale attività).
Ebbene, in realtà la collaborazione occasionale anche dal 2016 sarà possibile, infatti, lo afferma, con la massima autorevolezza, lo studio dell’Ordine dei Commercialisti di Milano, suffragato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, redatto l’11 giugno 2015, a seguito di un convegno di aggiornamento professionale.
Dunque, con la massima chiarezza, il suddetto studio precisa quanto segue:
L’unica forma di collaborazione possibile (a parte ovviamente quelle escluse dalle nuove norme) possa rimanere solo quella occasionale sottoposta alle regole stabilite dall’art. 2222 c.c. ossia il contratto d’opera; se così fosse ne conseguirebbe che i redditi ottenuti devono essere assoggettati alle norme dell’art. 67, comma 1, lettera l del TUIR (redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;). Questo però porrebbe un problema importante per il mancato coordinamento con le norme sull’assicurabilità di questi prestatori all’Inail, privandoli di una importante tutela per loro non prevista (nota Inail n. 8820/2009). Per questo tipo di prestazioni permane l’obbligo di iscrizione alla gestione separata Inps, mantenendo la fascia di esenzione contributiva (e quindi di iscrizione) fino a 5mila euro annui complessivi; non sussiste obbligo di
comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego e obbligo di iscrizione nel libro unico del lavoro.
Ovviamente, lo studio conclude ammonendo gli abusi dal momento che permane la maxisanzione per lavoro nero qualora in sede di ispezioni il rapporto possa essere riconfigurato come lavoro dipendente.
Comunicazione telematica della prestazione di lavoro accessorio
La comunicazione della prestazione di lavoro accessorio deve essere effettuata, in capo alle Direzioni territoriali del lavoro, agli Istituti previdenziali secondo le attuali procedure con modalità esclusivamente telematica (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nota n. 3337 del 25 giugno 2015).
Come noto, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 144 – Supplemento Ordinario n. 34, il D.Lgs. n. …

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