Circolare Ministero del Lavoro sul DURC on line: analisi del testo

di Massimo Pipino

Pubblicato il 20 luglio 2015

facendo riferimento all'allegata circolare del Ministero del Lavoro contenente le prime indicazioni operative sul DURC on line di cui al D.M. 30 gennaio 2015 (da ora in poi chiamato DM), si ritiene opportuno sottolineare alcuni passaggi della circolare che presentano rilessi importanti per i soggetti coinvolti nelle richieste di DURC

Facendo riferimento all'allegata circolare del Ministero del Lavoro contenente le prime indicazioni operative sul DURC on line di cui al D.M. 30 gennaio 2015 (da ora in poi chiamato DM), si ritiene opportuno sottolineare alcuni passaggi della circolare che presentano rilessi importanti per i soggetti coinvolti nelle richieste di DURC.

 

Soggetti abilitati alla verifica

Con riferimento all’articolo 1 del DM, contenente disposizione sui soggetti abilitati alla verifica della regolarità contributiva, si segnala che nelle ipotesi di richieste effettuate da parte di soggetti diversi dall’impresa o dal lavoratore autonomo, purché muniti di apposita delega, quest’ultima dovrà essere esibita agli Istituti o conservata a cura del soggetto delegato il quale, comunque, effettuerà la verifica sotto la propria responsabilità. È stato, però, precisato che, in una prima fase applicativa, i soggetti delegati sono ancora esclusi dalla possibilità di effettuare la verifica, in attesa delle necessarie implementazioni informatiche. Resta fermo, in ogni caso, che i soggetti di cui alla Legge n. 12/1979 (tra cui i consulenti del lavoro) potranno comunque accedere alla verifica, in quanto abilitati per legge. Parimenti rimane ferma la possibilità per chiunque ne abbia interesse di accedere, tramite le applicazioni predisposte dagli Istituti e dalle Casse Edili e previa registrazione dei propri dati, alla consultazione dei DURC on line già prodotti (cfr. articolo 7 del decreto cd “libera consultazione”).

 

Casse Edili competenti

Per ciò che concerne, invece, le Casse Edili competenti ad attestare la verifica della regolarità contributiva, il Ministero del Lavoro, oltre a ribadire in circolare il requisito contenuto all’art