Perchè la scadenza IMU – TASI è sempre complessa?

La gestione dell’acconto Imu-Tasi 2015 ha messo alle corde tanti professionisti italiani del settore fiscale, nonostante non si tratti più di una novità; questi due tributi locali continuano a generare criticità operative.

Proviamo ad analizzare le criticità di tale adempimento.

Per prima cosa, l’adempimento coinvolge tantissimi contribuenti e, soprattutto, tantissimi contribuenti privati, cioè contribuenti non dotati di partita IVA che non vengono seguiti in continuità da professionisti; spesso, al momento della scadenza IMU-TASI si opera con clienti-contribuenti per i quali il versamento IMU-TASI è l’unica occasione di contatto con gli studi professionali. Per esperienza diretta, si tratta a volte di contribuenti difficili da gestire, in quanto hanno scarsa autonomia e pretendono un’attenzione professionale  “sproporzionata” all’adempimento.

In particolare, si tratta di clienti non avvezzi alla gestione dei pagamenti fiscali a cui non basta consegnare la delega F24, ma che vanno anche guidati nel pagamento.

Inoltre, la concentrazione temporale con cui si interfacciano col professionista tende a creare un ingorgo nell’adempimento: il momento dell’adempimento IMU-TASI diventa il momento in cui aggiornare il database delle proprietà immobiliari ed il loro stato. Date le tantissime variabili su cui si basa il calcolo di IMU e TASI (figli a carico, coefficiente ISEE, rendite catastali, contratti di locazione…), la gestione degli aggiornamenti si concentra tendenzialmente a ridosso della scadenza anche perchè è quello il momento in cui il contribuente si ricorda (se si ricorda) di segnalare le variazioni intervenute.

La variabilità della normativa e delle aliquote e l’interesse su tale scadenza da parte dei media nazionali rende i contribuenti-clienti eccessivamente nervosi in relazione alle aspettative sugli importi dovuti e sulle modalità di pagamento. Il fatto che al pagamento dell’acconto a giugno, nella maggioranza dei Comuni italiani, non si ha certezza del saldo dovuto a fine anno non rassicura i contribuenti-clienti, tenuto anche conto che nella sensibilità generale pagare imposte sulla casa di abitazione è ritenuto un fatto negativo.

Anche per il 2015 ci si aspetta un generale aumento del gettito complessivo a favore dei comuni.

A fronte di questa sensibilità del contribuente, le pubbliche amministrazioni hanno usato gli immobili come bancomat anche al di là della ragionevole redditività degli stessi in fase di recessione economica.

E’ possibile gestire meglio la scadenza IMU – TASI?

Il professionista non può influire sulla legislazione statale e nemmeno sulla regolamentazione comunale. Alcuni suggerimenti possono essere utili:

  • aggiornare nei tempi il programma di contabilità, sollecitando a tempo debito le software-house che predispongono i programmi;

  • durante tutto l’anno monitorare le compravendite immobiliari della clientela e tenere aggiornato il database necessario per la gestione della scadenza;

  • tenere sotto controllo i Comuni di principale interesse per le delibere Imu – Tasi, in modo da aggiornare in anticipo rispetto alla scadenza i conteggi;

  • conoscere la propria clientela e anticipare i calcoli per i clienti più complicati e per quelli che presentano importi a debito più elevati;

  • se possibile, verificare in anticipo le corrette opzioni di tax planning e comunque anticipare già in promavera quali sono le scadenze e le cifre indicative che il cliente dovrà affrontare.

Nei limiti del possibile il professionista deve tentare di anticipare la scadenza, piuttosto che di subirla…

15 giugno 2015

Roberto Pasquini


Partecipa alla discussione sul forum.