IMU - TASI: è partito il conto alla rovescia per acconto 2015 in scadenza al 16 giugno

 
I contribuenti non riceveranno neppure quest’anno i bollettini precompilati per effettuare il versamento dell’IMU e della TASI. E’ passato quasi un anno dall’entrata in vigore del nuovo tributo sui servizi indivisibili, ma niente sembra essere cambiato.
Dopo le tante promesse di semplificazione i contribuenti si trovano costretti ancora una volta a fronteggiare le mille difficoltà evidenziate sin dal primo appuntamento con il nuovo tributo. L’unico vero vantaggio di quest’anno sembra essere rappresentato dalle modalità di calcolo dell’acconto.
Il beneficio non è dovuto ad un intervento del legislatore. Più semplicemente trattandosi del secondo anno di applicazione della TASI, l’acconto può essere calcolato applicando le aliquote e le detrazioni dello scorso anno. Viceversa, qualora il Comune avesse deliberato le nuove aliquote il contribuente potrebbe facoltativamente già tenerne conto.
 
Lo scorso anno la TASI era all’esordio, conseguentemente i contribuenti hanno dovuto affrontare il problema dovuto alla mancanza delle aliquote; inoltre i Comuni hanno deliberato con estremo ritardo a seguito del rinvio del termine previsto per l’approvazione dei relativi bilanci.
Inizialmente la legge di Stabilità prevedeva l’obbligo, a carico dei Comuni, di inviare i bollettini di conto corrente precompilati utilizzabili per effettuare i versamenti. Tale obbligo è stato trasformato in facoltà dal DM 23 maggio 2014. Nello stesso senso si è espressa anche la legge n. 89/2014.
Conseguentemente ancora una volta i contribuenti non riceveranno a domicilio alcun modulo e saranno costretti ad affrontare i medesimi problemi dello scorso anno. D’altra parte è intuibile come l’invio a domicilio dei modelli non sia un’operazione in alcun modo realizzabile se si considera che i Comuni non sono in grado di conoscere gli eventuali detentori degli immobili diversi dai proprietari. Il problema riguarda quindi soprattutto la TASI.
Oltre alle ricordate difficoltà se ne aggiungono di nuove dovute alle nuove disposizioni. Ad esempio non sempre i Comuni sono a conoscenza del fatto che i cittadini italiani che vivono stabilmente all’estero e che sono iscritti all’AIRE possono trovarsi nelle condizioni di non dover versare l’IMU e di essere tenuti al versamento della TASI nella misura ridotta ad un terzo.
A tal fine è necessario che l’immobile posseduto in Italia non sia né concesso in locazione, né in comodato a soggetti terzi. Inoltre il contribuente (cittadino italiano) non residente deve essere pensionato nel Paese di residenza. A tal proposito il sottosegretario alle Finanze Zanetti ha chiarito che l’assegno relativo al trattamento pensionistico non deve provenire dall’Italia, ma dall’estero. Diversamente non spetterà alcuna agevolazione.
 
E’ auspicabile che i Comuni siano a conoscenza di tale ultima novità. Diversamente, qualora i soggetti interessati dovessero ricevere dal Comune una comunicazione di irregolarità (non avendo effettuato il pagamento), dovranno attivarsi per ottenere l’annullamento dell’atto. La prima richiesta potrà essere inoltrata con la presentazione di un’istanza di autotutela. Successivamente, nell’ipotesi di mancata risposta, sarà necessario impugnare formalmente l’atto ricevuto e proveniente dal Comune.
Tuttavia, le regole sono destinate ancora ad essere modificate l’anno prossimo. La legge di Stabilità del 2016 dovrebbe accorpare l’IMU e la TASI dando vita alla nuova local tax. E’ auspicabile che le modalità applicative siano notevolmente più semplificate e che vengano esclusi dai soggetti passivi i detentori degli immobili.
Una delle possibilità prevede la…

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