IMU: il caso dell'immobile del residente estero con immobile assegnato alla ex moglie

QUESITO
Nel caso in cui un cittadino italiano residente all’estero ed iscritto Aire possieda 2 abitazioni nel territorio dello stesso comune (una delle quali assegnata dal Tribunale alla moglie a seguito di separazione e di cui quest’ultima usufruisce già dell’agevolazione prima casa) può avere l’esenzione IMU per abitazione principale sull’altro appartamento in cui ha la residenza il figlio della ex moglie (per altro domiciliato altrove)?
 
RISPOSTA
Facendo riferimento alla richiamata agevolazione deve essere preliminarmente evidenziato che l’inquadramento degli immobili dei soggetti iscritti all’AIRE (Albo Italiani Residenti all’Estero) è radicalmente mutato a seguito dell’approvazione dell’articolo 9-bis della Legge 23 maggio 2014 n. 80, di conversione del Decreto Legge 28 marzo 2014 n. 47, recante misure urgenti per l’emergenza abitativa, che, al primo comma, è intervenuto a modificare la disciplina IMU per tali immobili, sopprimendo la parte dell’articolo 13, comma 2 del Decreto Monti che prevedeva la possibilità per i comuni di equiparare in via regolamentare tali immobili all’abitazione principale ed ha disposto che “a partire dall’anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso”.
Nel prevedere una compensazione del minor gettito che sarebbe derivato ai comuni, a partire dal 2015, dall’equiparazione per legge di tali immobili all’abitazione principale, la nuova disposizione pone il problema di quale dovrà essere il trattamento accordabile agli immobili posseduti dai soggetti iscritti all’AIRE, a fronte della soppressione della disposizione precedentemente dettata dall’articolo 13, comma 2 del citato Decreto Legge 201/2011, che, come accennato, rimetteva ai regolamenti comunali l’eventuale equiparazione all’abitazione principale.
Da quanto appena esposto ne deriva che la prima unità immobiliare assegnata al coniuge da parte del tribunale non può essere considerata ai fini dell’agevolazione legata allo stato di cittadino italiano residente all’estero, iscritto all’AIRE e percettore di trattamento pensionistico da parte dello Stato di residenza, in quanto il provvedimento adottato da parte del tribunale determina la creazione di un diritto di abitazione a favore dell’assegnatario, che diviene soggetto passivo d’imposta in relazione a tale immobile.
Il contribuente in parola deve quindi essere considerato come possessore esclusivamente della seconda unità immobiliare ai fini IMU (ed a che TASI).
In relazione a tale immobile, la residenza del figlio della ex moglie (che peraltro non utilizza di fatto l’immobile) non costituisce un ostacolo al riconoscimento dell’agevolazione, in quanto la norma richiede unicamente, perché l’unità immobiliare possa essere considerata come abitazione principale del soggetto iscritto all’AIRE, che la stessa non sia locata o concessa in comodato d’uso cosa che, almeno stando al quesito posto sembrerebbe non essere. Va tuttavia segnalato che nel caso in cui il titolare dell’immobile dovesse dichiarare che l’immobile è stato concesso gratuitamente in comodato d’uso al soggetto che vi risulta essere residente, l’IMU sarebbe invece dovuta anche se il Comune avesse deliberato l’assimilazione per regolamento dell’immobile in questione a residenza principale in quanto il provvedimento agevolativo può agire solo nel caso in cui il comodatario sia parente in linea diretta di primo grado del …

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