Il problema della dichiarazione TASI

di Massimo Pipino

Pubblicato il 8 giugno 2015

il 30 giugno dovrebbe scadere il termine per la presentazione della dichiarazione TASI, ma vi sono al momento differenti opinioni sulla gestione pratica di tale adempimento: che accadrà adesso? Allo stato pratico cosa devono fare i Comuni e cosa devono aspettarsi i contribuenti?

 

In materia di TASI i motivi di preoccupazione per il commentatore non si fermano alla querelle relativa all'esistenza o meno dell'obbligo per le Amministrazioni comunali di produrre i bollettini di pagamento precompilati a favore dei contribuenti, vicenda che già di per sé è sintomatica della confusione di fondo che affligge, sin dalla scrittura del provvedimento istitutivo, un tributo nato male e cresciuto peggio.

Il disordine è infatti ulteriormente cresciuto dopo l'emanazione delle precisazioni sulla dichiarazione TASI (adempimento previsto entro il 30 del mese di giugno) da parte del Dipartimento delle Finanze, che con un'apposita risoluzione (la n. 3/DF del 25 marzo 2015), emanata a seguito di uno specifico quesito proposto dall'ANUTEL (l'Associazione Nazionale Uffici Tributi Enti Locali), ha stabilito che le amministrazioni comunali non devono assolutamente “creare” un apposito modello di dichiarazione ai fini TASI, valido all'interno della propria giurisdizione, visto che il già esistente modello IMU vale anche ai fini della TASI ed una proliferazione di modelli su base comunale sarebbe esclusivamente un elemento di confusione.

Ma ecco che puntualmente appare una versione diametralmente opposta, questa volta offerta da IFEL (Istituto per la