Diario quotidiano del 25 giugno 2015: il Garante della Privacy interviene sul Jobs Act e sulle forme invasive di controllo

Pubblicato il 25 giugno 2015



Governo: prima discussione per la delega fiscale; primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc; Jobs Act: intervento del Garante privacy, vanno vietate le forme invasive di controllo; la notifica per posta è nulla: respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate; contributi regionali per trasporto locale soggetti ad IRAP; CCIAA: approvata nuova modulistica per PMI innovative, start-up a vocazione sociale e società cooperative; benefici sul gasolio per autotrazione: disponibile il software di compilazione; estratto conto Dipendenti Pubblici: invio delle comunicazioni personali a un primo contingente di iscritti alla Cassa Enti Locali

 

 Indice:

 1) Governo: prima discussione per la delega fiscale

 2) Primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc

 3) Jobs Act: intervento del Garante privacy, vanno vietate le forme invasive di controllo

 4) La notifica per posta è nulla: respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate

 5) Contributi regionali per trasporto locale soggetti ad IRAP

 6) CCIAA: approvata nuova modulistica per PMI innovative, start-up a vocazione sociale e società   cooperative

 7) Benefici sul gasolio per autotrazione: disponibile il software di compilazione

 8) Estratto Conto Dipendenti Pubblici: invio delle comunicazioni personali a un primo contingente di   iscritti alla Cassa Enti Locali

 

 

1) Governo: prima discussione per la delega fiscale

Delega fiscale: Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e finanze, nella riunione del 23 giugno 2015, ha avviato una prima discussione dei cinque decreti legislativi in attuazione della legge 11 marzo 2014, n. 23 in materia di stima e monitoraggio dell’evasione fiscale, revisione del sistema sanzionatorio, interpello e contenzioso, riscossione, riorganizzazione delle Agenzie fiscali.

Giustizia per la crescita

Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria (decreto legge).Per risolvere il problema della scarsa accessibilità al credito da parte delle aziende, il Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’economia e delle finanze e della giustizia ha approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria e che contiene misure che affrontano molte delle cause che determinano la stretta creditizia. Tutte le misure muovono da un principio comune: un’azienda con problemi rischia di trascinare con sé altre imprese (fornitori di beni e servizi e intermediari finanziari) continuando a contrarre obbligazioni che non potrà soddisfare.

Affrontare tempestivamente i casi di crisi aziendale consente di limitare le perdite del tessuto economico, sia nella dimensione strettamente imprenditoriale sia sul piano finanziario, o di risanare l’azienda, con benefici sul piano occupazione e più in generale tutelando il tessuto economico contiguo.

Accesso al credito nel corso di una crisi aziendale: il Tribunale può autorizzare finanziamenti interinali anche nel caso di concordato in bianco e in via d’urgenza anche senza attestazione di un professionista, sentiti i creditori principali. In questo modo si aumentano le possibilità di riuscita di piani di risanamento dell’impresa in crisi.

Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – offerte concorrenti: offerte per l’acquisto dei beni possono essere presentate – oltre che dal debitore – anche da terzi, purché migliorative e comparabili. In questo modo si evita la svalutazione abusiva del patrimonio.

Apertura alla concorrenza nel concordato preventivo – proposte concorrenti: il concordato preventivo può essere presentato anche dai creditori quando la proposta del debitore non prevede la soddisfazione di almeno il 25% dei crediti chirografari, purché si tratti di proposta migliorativa. In questo modo si favorisce l’immissione di nuovi capitali nell’impresa in crisi e la corretta valorizzazione del patrimonio del debitore.

Ristrutturazione dei debiti: l’accordo può essere concluso con il 75% dei creditori finanziari, se questi rappresentano almeno la metà dell’indebitamento, fermo l’integrale pagamento dei creditori non finanziari (per esempio altre imprese fornitrici di beni e servizi). In questo modo si evita che alcuni crediti finanziari possano bloccare l’esito della procedura, e quindi si favorisce un risanamento precoce.

Curatore fallimentare: la figura del curatore fallimentare viene distinta da quella del commissario giudiziale – le due vengono rese incompatibili – e deve essere in grado di completare i propri adempimenti entro i termini, pena la revoca. In questo modo si garantisce la terzietà del commissario e si riducono i tempi delle procedure di fallimento.

Operazioni di vendita: le operazioni di vendita vendono rese più rapide e tali da migliorare il valore realizzato, grazie alla gestione prioritaria per via extra giudiziale, alle modalità di determinazione del prezzo di vendita, ai criteri di aggiudicazione e ai costi per la pubblicità.

Deducibilità delle perdite: il regime di deducibilità ai fini Ires e Irap delle svalutazioni crediti e delle perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione viene modificato introducendo, al posto della deducibilità annuale in misura di un quinto per ciascun anno, la deducibilità integrale di tali componenti negativi di reddito nell’esercizio in cui sono rilevati in bilancio. In questo modo si incentivano le imprese del credito a dismettere crediti incagliati così da alimentare il margine patrimoniale per la concessione di nuovo credito.

 

2) Primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc

Sono stati forniti i primi chiarimenti operativi per le Casse Edili in tema di semplificazione del Durc che dall’1/7/2015 sarà operativo online, facendo accedere i soggetti abilitati alla verifica attraverso i portali INPS o INAIL, inserendo il codice fiscale dell’impresa interessata (Comunicato Cnce 19/6/2015).

Soggetti abilitati alla verifica

- I soggetti abilitati alla verifica, a partire dal 1° luglio 2015, accedono al sistema “Durc on Line” attraverso i portali INPS o INAIL, www.inps.it o www.inail.it, inserendo il CF dell'impresa interessata.

- Oltre all'interessato e alle amministrazioni indicate nel decreto, i soggetti abilitati alla verifica sono i soggetti delegati (chiunque abbia interesse alla verifica oltre a banche e intermediari finanziari sempre previa delega).

la delega: deve essere comunicata agli istituti dal soggetto delegante e conservata dal soggetto delegato. Per il momento il sistema di delega è sospeso sino a nuove implementazioni informatiche. È stato chiarito, comunque, che i soggetti delegati di cui alla L. n. 12/1979 (consulenti del lavoro) sono invece immediatamente abilitati all'effettuazione della verifica.

Gestione della richiesta

- I portali di INPS o INAIL consentono (funzione "Consulta regolarità") la verifica dell'esistenza di un DURC positivo e in corso di validità (120 giorni dalla prima richiesta) e, se richiesta , ne consente al richiedente la visualizzazione e l'acquisizione in formato PDF (funzione " Visualizza il documento").

- Laddove non vi sia un documento in corso di validità ma risulta essere stata effettuata una precedente richiesta per la quale è in corso un'istruttoria da parte degli Istituti e delle Casse Edili, il sistema comunicherà tale informazione all'interessato il quale dovrà attendere l'esito di tale istruttoria.

- Laddove non vi sia un documento in corso di validità, né parimenti un'istruttoria in corso, il portale procede ad interrogare le Banche dati nazionali di INPS, INAIL e, se coinvolte, delle Casse Edili (funzione "Richiesta regolarità").- Il Sistema Casse Edili viene coinvolto per imprese iscritte in BNI o, comunque, per le imprese con inquadramento previdenziale edile (CSC edile - codice statistico contributivo edile).

Le casse edili abilitate: le Casse Edili abilitate ad effettuare la verifica sono quelle costituite da una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro stipulanti il contratto collettivo nazionale e che siano, per ciascuna parte comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e che comunque siano riconosciute dal Ministero del Lavoro.

In tal senso sarà predisposto dal Ministero del Lavoro un apposito elenco ministeriale per la redazione del quale le parti sociali sono in attesa di un incontro con gli uffici del Ministero stesso.Istruttoria- I portali INPS e INAIL interrogano, attraverso la porta di dominio, la Banca dati Nazionale delle Imprese Irregolari - BNI, gestita dalla CNCE

- La BNI risponderà all'interrogazione in due modi:

a) impresa regolare: quando la stessa risulterà iscritta nell'anagrafica presente in BNI e non saranno state segnalate irregolarità da parte delle Casse Edili - la pratica verrà chiusa e la risposta della BNI verrà utilizzata ai fini dell'emissione del documento di regolarità (qualora l'impresa risulterà regolare anche per INPS e INAIL) o di irregolarità (se per INPS e/o INAIL l'impresa risulterà irregolare)

b) pratica in istruttoria: quando l'impresa non risulterà iscritta nell'anagrafica BNI o saranno state segnalate irregolarità da parte di una o più Casse Edili- la BNI, in questo caso, avvierà la fase di istruttoria mettendo a disposizione il codice fiscale dell'impresa soggetta a verifica alla/e Cassa Edile/i competente/i con i seguenti criteri:

> a tutte le Casse Edili che abbiano segnalato irregolarità alla BNI> alla/e Casse Edili competenti per il territorio ove ha sede legale l'impresa, nel caso di non iscrizione della stessa ad alcuna Cassa del sistema.

Le Casse Edili acquisiranno l'elenco delle imprese in istruttoria attraverso il sistema di gestione automatizzata del DURC adottato da ciascuna Cassa.

Invito alla regolarizzazione

- La Cassa Edile coinvolta nella fase istruttoria invierà via PEC, al soggetto con riferimento al quale viene effettuata la verifica, l'invito alla regolarizzazione, invitandolo a svolgere gli adempimenti richiesti entro i successivi 15 giorni.

- Qualora l'impresa regolarizzi la propria posizione, la Cassa provvederà a segnalarlo immediatamente (di norma entro lo stesso giorno) alla BNI e a chiudere la pratica istruttoria. La chiusura dell'istruttoria darà adito all'immediata segnalazione ai portali INPS e INAIL.

- Nel caso in cui l'impresa non ottemperi a quanto richiesto dalla Cassa Edile, la stessa chiuderà la fase istruttoria secondo le seguenti modalità:

- conferma dello stato di irregolarità con indicazione dell'importo del debito contributivo (necessario ai fini di interrogazioni finalizzate a pagamenti relativi a lavori pubblici e all'attivazione dell'intervento sostitutivo da parte delle stazioni appaltanti ai sensi dell'art. 31 legge 98/2013);

- conferma dello stato di irregolarità con indicazione dell'importo del debito pari a zero, qualora lo stesso non sia definibile (mancata iscrizione, mancata presentazione della denuncia o mancata segnalazione della sospensione di attività, ecc.).

Si rileva che, qualora la Cassa Edile accerti che l'impresa non sia tenuta soltanto all'iscrizione ma anche al versamento contributivo, la stessa dovrà segnalare alla BNI la posizione di irregolarità e chiudere l'istruttoria comunicando l'importo del debito contributivo.

- La comunicazione di chiusura della fase istruttoria deve essere inviata a BNI entro il 28° giorno dalla data di richiesta della verifica da parte dell'utente. In caso di mancata chiusura da parte della Cassa Edile o di mancata indicazione dell'importo del debito entro il termine indicato, al 29 ° giorno la BNI chiuderà "d'ufficio" la pratica segnalando ai portali INPS e INAIL la conferma di irregolarità con importo del debito contributivo pari a zero. Tale segnalazione comporterà la risultanza negativa della verifica che verrà comunicata dai richiamati portali ai soli soggetti che hanno effettuato l'interrogazione.Si sottolinea che, successivamente alla chiusura dell'istruttoria, la risultanza sarà disponibile in via definitiva per i portali INPS e INAIL e, quindi, la Cassa Edile non potrà rettificare quanto in precedenza comunicato.

Requisiti di regolarità

- La verifica della regolarità riguarda i pagamenti scaduti fino la secondo mese antecedente la verifica. Per le Casse Edili ciò significa che l'impresa deve aver presentato la denuncia e effettuato il versamento (relativi alla retribuzione del terz’ultimo mese antecedente rispetto a quello della verifica), entro il penultimo mese dalla verifica stessa.

- La regolarità dell'impresa sussiste, oltre ai casi espressamente previsti dal decreto e dalla circolare ministeriale con riferimento anche agli altri Istituti, per ciò che concerne le Casse Edili:

- nei casi di rateizzazioni stipulate secondo le modalità stabilite dalle delibere del Comitato della bilateralità e laddove risultino ottemperati tutti gli obblighi da essa derivanti, compreso il pagamento dei debiti correnti da parte dell'impresa;- nei casi di sospensione dell'attività dell'impresa regolarmente comunicata alla Cassa Edile competente;

- nei casi di scostamento non grave tra le somme complessivamente dovute e quelle versate, con riferimento a ciascuna Cassa Edile, non considerandosi grave lo scostamento pari o inferiore a € 150,00 comprensivo degli accessori di legge.

- nei casi di imprese di nuova costituzione comunque iscritte presso la Cassa Edile competente, ma per le quali l’obbligo contributivo decorra successivamente al periodo considerato per la verifica di regolarità.

- Qualora invece l’impresa non sia censita dal sistema delle Casse Edili, in relazione all’obbligatorietà di iscrizione per tutte le imprese edili, la stessa verrà considerata irregolare.

- Nei casi di mancata presentazione della denuncia, verrà attestata un'irregolarità con indicazione dell'importo pari a 0. Non rileva a tal fine l’eventuale effettuazione di un versamento contributivo poiché, in assenza della denuncia, la Cassa è impossibilitata a controllarne le relative congruenze.

- Le imprese inquadrate nel settore edile ai fini previdenziali e che non abbiano dipendenti operai, sono tenute ad iscriversi almeno ad una Cassa Edile senza alcun ulteriore obbligo (denuncia mensile o versamento) nei confronti della stessa fin quando non assumano lavoratori operai. Tale adempimento si rende necessario al fine di distinguere, tra le imprese edili non iscritte al sistema delle Casse Edili, quelle con solo dipendenti impiegati da quelle con dipendenti operai: per queste ultime la regolarizzazione comporterà, oltre all’iscrizione, l’effettuazione delle denunce e dei relativi pagamenti per il periodo di attività accertato dalla Cassa Edile e/o da organi pubblici.

Decorrenza e periodo transitorio

- L’attuale gestione del DURC, attraverso lo Sportello Unico previdenziale, rimarrà in essere per tutte le richieste di DURC che saranno presentate fino al 30 giugno prossimo. In ogni caso i Durc richiesti prima dell'entrata in vigore del D.M. 30/1/2015 (1° luglio 2015) dovranno essere comunque rilasciati e potranno essere utilizzati nelle ipotesi e per i periodi di validità previsti dalla previgente disciplina.

- Dal 1° luglio e fino al 1° gennaio 2017 le richieste sullo Sportello Unico potranno riguardare esclusivamente i casi relativi ai crediti certificati nei confronti delle PP.AA di cui all'art. 13 bis, comma 5, DL n. 52/2012, i pagamenti delle pubbliche amministrazioni scaduti anteriormente al 31/12/2012 di cui all’art. 6, comma 11 ter, D.L. n. 35/2013, le procedure di emersione di cui all'art. 5 del Decreto del Ministero dell'Interno 29 agosto 2012 e il pagamento di lavori nell'ambito della ricostruzione dell'Aquila di cui all'art. 10 del D.P.C.M. 4 febbraio 2013 e, in ogni caso, tutte le fattispecie in cui, previa decisione degli Istituti e della CNCE, insorgano gravi problematiche tecniche per la gestione del Durc on-line.

(Comunicato Cnce 19/6/2015)

 

3) Jobs Act: intervento del Garante privacy, vanno vietate le forme invasive di controllo

Vanno impedite forme invasive di controllo e va evitata l’indebita profilazione lavoratori.

Soro, impedire forme invasive di controllo: Il decreto del Jobs Act all’esame delle Camere deve impedire “forme ingiustificate e invasive di controllo” dei lavoratori, “nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea”, evitando “una indebita profilazione delle persone che lavorano”. E’ il monito del Garante privacy, Antonello Soro, nella Relazione annuale esposta a Montecitorio.

“È auspicabile che il decreto legislativo all'esame delle Camere - ha sottolineato Soro - sappia ordinare i cambiamenti resi possibili dalle innovazioni in una cornice di garanzie che impediscano forme ingiustificate e invasive di controllo, nel rispetto della delega e dei vincoli della legislazione europea. Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano”. Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti, ha insistito il Garante.

 

4) La notifica per posta è nulla: respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate

Notifica a mezzo posta degli atti giudiziari e tributari: la data di spedizione della raccomandata risultante dall’avviso di ricevimento, non accompagnata da alcuna attestazione dell’ufficiale postale, è priva di valenza probatoria. Spetta al mittente (nel caso di specie, l’Agenzia delle entrate) comprovare la regolarità della notificazione, magari con altri elementi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12932 del 23 giugno 2015.

Ricorre per cassazione l’Agenzia delle entrate, avverso la sentenza della CTR Lombardia che ha ritenuto inammissibile, in quanto tardivo, l’appello proposto dalla medesima Agenzia contro la decisione di primo grado che aveva sancito l’illegittimità dell’avviso di accertamento a fini IVA emesso nei confronti di una SpA. Secondo l’Amministrazione finanziaria, la CTR avrebbe sbagliato ad attribuire rilevanza probatoria ai dati del foglio stampato del servizio di consultazione on-line di Poste Italiane allegato dalla suddetta società.

Dal canto suo il contribuente ha difeso l’operato del giudice di merito, posto che l’Ufficio aveva prodotto la copia dell’avviso di ricevimento soltanto nel giudizio di legittimità e che “l’indicazione della data di spedizione contenuta nell’avviso di ricevimento non era dotata di fede privilegiata questa riguardando, alla stregua dell’art. 4, c. 3, l. n. 890/1982, unicamente la data di ricezione del piego raccomandato dal destinatario” (Cass. n. 19387/2012).

Tale tesi difensiva esposta dalla SpA è stata ritenuta corretta dal giudice di legittimità.

Alla Suprema Corte è apparsa evidente la piena conformità a legge della sentenza impugnata “che, considerando priva di alcun valore probatorio la data di spedizione della raccomandata risultante dall’avviso di ricevimento in quanto priva di fede postale non accompagnata da alcuna attestazione da parte dell’ufficiale postale, ne ha fatto discendere l’inammissibilità dell’appello in assenza di ulteriori elementi che spettava all’Agenzia delle Entrate dedurre e provare, idonei a conclamare la tempestività dell’impugnazione”.

Debiti del professionista: Ad Equitalia basta produrre il ruolo

Ai fini della validità del pignoramento ai danni del professionista, Equitalia non deve produrre in giudizio le cartelle di pagamento, essendo sufficiente il deposito del ruolo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12888 del 23 giugno 2015.

Secondo il parere della Suprema corte, la cartella esattoriale non è altro che la stampa del ruolo in unico originale notificata alla parte e il titolo esecutivo è costituito dal ruolo stesso. L’Amministrazione non è quindi in grado di produrre le cartelle esattoriali, il cui unico originale è in possesso della parte debitrice.

Pertanto, se sono stati prodotti gli estratti del ruolo, essi sono validi ai fini probatori. In particolare, sia per la prova del credito esattoriale che per individuare la tutela di quale tipo di credito agisca l'amministrazione. L’estratto di ruolo è una riproduzione fedele e integrale degli elementi essenziali contenuti nella cartella esattoriale: esso deve contenere tutti i dati essenziali per consentire al contribuente di identificare a quale pretesa dell'amministrazione esso si riferisca (e per consentire al contribuente di apprestare le sue difese e al giudice ove adito di verificare la fondatezza della pretesa creditoria o gli altri punti sollevati dall'opponente) perché contiene tutti i dati necessari a identificare in modo inequivoco il contribuente (nominativo, codice fiscale, data di nascita e domicilio fiscale), oltreché tutti i dati indispensabili per individuare la natura e l'entità delle pretese iscritte a ruolo, ossia il numero della cartella, l’importo dovuto, l’importo già riscosso e l'importo residuo, l’aggio, la descrizione del tributo, il codice e l’anno di riferimento del tributo, l’anno di iscrizione a ruolo, la data di esecutività del ruolo, gli estremi della notifica della cartella di pagamento, l’ente creditore (indicazione obbligatoriamente previste dall’art. 25 del D.P.R. 602 e dagli artt. 1 e 6 del D.M. 321/99).

Controlli automatizzati: Avviso al commercialista

Come è noto, se lo prevede l’incarico, l'intermediario è tenuto a comunicare al contribuente l’avviso d’irregolarità trasmesso dal fisco.

Dunque, la cartella conseguente a controllo automatizzato ex art. 36-bis, D.P.R. 600/73, è valida se il contribuente ha avuto la possibilità di sanare la propria posizione con il pagamento della sanzione ridotta perché l’Ufficio ha comunicato l’esito della liquidazione al professionista incaricato della trasmissione telematica della dichiarazione.

A parte ciò, sia la CTP sia la CTR ritengono pienamente valida la cartella, nel momento in cui l’Agenzia delle entrate abbia dimostrato l’invio, con comunicazione telematica, dell’esito del controllo automatizzato al consulente fiscale incaricato della trasmissione della dichiarazione.

 

5) Contributi regionali per trasporto locale soggetti ad IRAP

I contributi regionali per il trasporto locale, poiché confluiscono nella base imponibile, sono soggetti all’IRAP. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12835 del 22 giugno 2015, confermando la tesi dell’Agenzia delle entrate e sostenendo il giudizio del precedente appello, che già aveva condannato una società.

La Cassazione ha risposto evidenziando quanto già affermato in precedenza dalle Sezioni Unite, secondo le quali in tema di IRAP “debbono essere inclusi nel calcolo per la determinazione della base imponibile tutti i contributi erogati a norma di legge, ivi compresi quelli versati alle imprese esercenti il trasporto pubblico locale al fine di ripianare i disavanzi di esercizio”. A tal proposito, l’ordinanza del 22 ottobre 2010, n. 21775 già affermava che i contributi erogati a norma di legge, compresi quelli versati alle imprese che si occupano del trasporto pubblico locale si devono includere nel calcolo per la determinazione della base imponibile IRAP, anche se erogati prima del 31 dicembre 2002.

E’ poi seguita la sentenza del 15 maggio 2012, n. 7671, nella quale si evince che sono soggetti all’IRAP pure i contributi esclusi dalla base imponibile delle imposte sui redditi, “salvo diverse disposizioni delle leggi istitutive dei singoli contributi o altre disposizioni di carattere speciale”. Dunque, non conta l’affermazione dell’imprenditore di aver usato il contributo per coprire spese non deducibili. Alla luce di tutto ciò, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società.

Cessata attività, si può chiedere il rimborso del credito IVA anche senza portare in detrazione l’Iva l’anno successivo

Se la società è fallita o ha cessato l’attività, può richiedere un rimborso del credito IVA senza dovere portare il credito in detrazione l’anno successivo. Lo ha evidenziato la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12842 del 22 giugno 2015.

E’ contrabbando usare il deposito IVA per eludere i diritti di confine

È considerato contrabbando fare entrare della merce in Italia in deposito IVA, se il soggetto giuridico importatore è costituito da società di comodo, messe in piedi proprio per eludere i diritti di confine.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 26202 del 22 giugno 2015)

 

6) CCIAA: approvata nuova modulistica per PMI innovative, start-up a vocazione sociale e società cooperative

Nuova modulistica per PMI innovative, start-up a vocazione sociale e società cooperative. Il Ministero dello Sviluppo, con il Decreto 22 giugno 2015, ha approvato la nuova modulistica informatica e le relative specifiche tecniche per le Camere di commercio al fine di adeguarle alle recenti disposizioni normative in materia di PMI innovative, start-up a vocazione sociale, registrazione del recesso, recesso ed esclusione del socio di società di persone, dati relativi alle società cooperative. La nuova modulistica dovrà essere utilizzata dal 15 luglio 2015.

L’aggiornamento delle specifiche tecniche si è reso necessario al fine di adeguare la modulistica alle recenti nuove disposizioni normative, che riguardano specificamente la sezione speciale dedicata alle PMI innovative, le start-up a vocazione sociale, le modalità di registrazione del decesso, recesso ed esclusione del socio di società di persone e i dati relativi alle società cooperative ai fini dell’inserimento degli stessi nell’albo dedicato. E con il decreto direttoriale del 22 giugno 2015 che il ministero dello sviluppo economico, ha approvato le modifiche alle specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del registro delle imprese, per via telematica o su supporto informatico.

A partire dal 15 settembre 2015 non potranno più essere utilizzati programmi realizzati sulla base delle specifiche tecniche approvate con precedenti decreti ministeriali.

 

7) Benefici sul gasolio per autotrazione: disponibile il software di compilazione

Benefici sul gasolio per autotrazione: dichiarazioni entro il prossimo 31 luglio. Con riferimento ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° aprile e il 30 giugno 2015, la dichiarazione necessaria alla fruizione dei benefici fiscali deve essere presentata entro il termine del 31 luglio 2015.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Dogane, che, con la nota n. 71811/RU del 23 giugno 2015, ha messo a disposizione degli operatori il software per la compilazione e la stampa delle dichiarazioni. A decorrere dal 1° gennaio di quest’anno, per effetto della legge di Stabilità 2015, resta escluso dall’agevolazione il gasolio consumato dai veicoli di categoria Euro 0 o inferiore.

l’Agenzia delle Dogane, con la nota del 23 giugno 2015, sui benefici fiscali sul gasolio per uso autotrazione utilizzato nel settore del trasporto, ha ricordato che:

- è disponibile il software aggiornato per la compilazione e la stampa della dichiarazione relativa al secondo trimestre 2015;

- tenuto conto dei rimborsi riconosciuti in ragione dei precedenti aumenti dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante, la misura del beneficio riconoscibile è pari a 214,18609 euro per mille litri di prodotto, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° aprile e il 30 giugno 2015;

- possono usufruire dell’agevolazione:

a) gli esercenti l’attività di autotrasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate;

b) gli enti pubblici e le imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto ex D.Lgs. n. 422/1997;

c) le imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale e le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario;

d) gli enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone.

Per ottenere il rimborso, ai fini della restituzione in denaro o dell’utilizzo in compensazione, i soggetti aventi diritto presentano l’apposita dichiarazione agli Uffici delle dogane territorialmente competenti entro il termine del 31 luglio 2015.

I crediti sorti con riferimento ai consumi relativi al primo trimestre dell’anno 2015 potranno essere utilizzati in compensazione entro il 31 dicembre 2016.

Da tale data decorre il termine per la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze non utilizzate in compensazione, le quali dovranno, quindi, essere presentate entro il 30 giugno 2017.

Variazione del Contributo Consortile a decorrere dal 1° luglio 2015

L’Agenzia delle Dogane comunica che il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, tenutosi in data 19 giugno 2015, ha deliberato il nuovo valore del contributo sugli oli lubrificanti, dovuto ai sensi dell’art. 11 comma 4 del D.L.vo 95/1992, da corrispondere a detto Consorzio, nella misura di: 140,00 € per tonnellata a partire dal 1° luglio 2015.

(Agenzia delle Dogane, nota n. 73090/RU del 24 giugno 2015)

 

8) Estratto Conto Dipendenti Pubblici: invio delle comunicazioni personali a un primo contingente di iscritti alla Cassa Enti Locali

Sono state definite le modalità operative per il consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative degli iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici: esse prevedono un’attività preventiva di sistemazione delle posizioni effettuata dalle sedi Inps su lotti di lavorazione ed il successivo coinvolgimento degli iscritti con la consultazione dell’Estratto Conto.

Nello specifico, sul primo lotto di circa 500.000 posizioni di dipendenti di enti locali, l’eliminazione delle incongruenze relative ai periodi di servizio e agli imponibili contributivi è stata effettuata con l’utilizzo delle informazioni presenti nelle banche dati a disposizione dell’Istituto, superando il modello di verifica e messa a punto della posizione assicurativa solo a ridosso dell’erogazione delle prestazioni pensionistiche e previdenziali, su dati certificati dagli enti datori di lavoro.

Completata la fase di sistemazione preventiva del primo lotto di posizioni, prende ora avvio la fase di inoltro delle comunicazioni individuali agli iscritti; considerata l’entità dell’operazione, essa procederà per contingenti successivi.

Il primo contingente di invii interessa circa 200.000 iscritti e i rispettivi enti datori di lavoro.

L’Estratto Conto Informativo: disponibilità on line e modalità di accesso informatico

Attraverso l’Estratto Conto Informativo, l’Istituto vuole far conoscere agli iscritti della Gestione Dipendenti Pubblici (ex Inpdap) la consistenza del proprio conto assicurativo (i periodi di servizio utili al trattamento pensionistico, con le relative retribuzioni imponibili successive al 31 dicembre 1992). Ciò allo scopo di mettere a disposizione degli interessati tutte le informazioni indispensabili per una valutazione consapevole della propria situazione previdenziale e per coinvolgerli nel perfezionamento del conto attraverso lostrumento della Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa (RVPA).

La RVPA dovrà essere inoltrata qualora il documento informativo contenga lacune o inesattezze, relative a periodi di servizio o a retribuzioni imponibili, ovvero in tutti quei casi in cui è necessario un approfondimento istruttorio da parte dell’Istituto.

La presenza di note specifiche a margine di un periodo esposto sull'Estratto Conto Informativo è indice di criticità sulle informazioni presenti nella banca dati dell'Istituto, e sulle quali in particolare il cittadino è invitato ad effettuare le opportune verifiche.

L’attento esame dell’estratto dovrà, in ogni caso, essere effettuato dall’interessato anche in assenza di particolari note o segnalazioni.

Gli interessati sono pertanto invitati a:

leggere con attenzione il contenuto integrale dell’Estratto Conto;

considerare il valore solo informativo e non certificativo dei dati ivi contenuti;

proporre, nel caso della presenza di errori e inesattezze, una Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa (RVPA).

La Richiesta di Variazione della Posizione Assicurativa (RVPA): soggetti interessati e modalità di proposizione

La RVPA rappresenta lo strumento attraverso il quale l’iscritto, chiamato a collaborare per il completamento e l’aggiornamento della sua posizione assicurativa, può far rilevare le carenze, gli errori e le inesattezze contenute nell’Estratto Conto.

Va inoltre evidenziato che le sistemazioni dell’estratto conto rientrano nel piano di estensione ai dipendenti pubblici del progetto “La mia pensione”, recentemente lanciato dall’Istituto: dal 2016 i dipendenti pubblici potranno utilizzare il simulatore online per il calcolo della decorrenza e dell’importo della propria futura pensione.

La richiesta di variazione della posizione assicurativa può essere trasmessa con una delle seguenti modalità:

online, dal sito www.inps.it, attraverso la funzione “Estratto Conto e Richieste di variazione” del servizio “Estratto Conto Informativo”, se si è in possesso di PIN per l’accesso ai servizi online dell’Istituto; è sufficiente un PIN ordinario, non essendo richiesto il PIN dispositivo;

telefonando al contact center dell’INPS (da telefono fisso al numero verde gratuito 803 164; da telefono cellulare al numero 06 164164, a pagamento in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico), sempre se si è in possesso di Pin ordinario; gli operatori assistono l’utente nella compilazione e nell’inoltro dell’istanza telematizzata, forniscono informazioni sull’estratto conto e, a richiesta, spediscono copia di quest’ultimo all’indirizzo email o a quello di residenza dell’iscritto, presente negli archivi dell’Istituto;

rivolgendosi a un patronato, anche se non si è in possesso di PIN; il patronato, in nome e per conto dell’interessato, trasmette telematicamente le istanze di RVPA e fornisce copia degli Estratti Conto informativi.

(INPS, circolare n. 124 del 24 giugno 2014)

 

Vincenzo D’Andò