Diario quotidiano del 24 giugno 2015: ecco le modalità di comunicazione per la rottamazione delle cartelle esattoriali fino a 2 mila euro

Pubblicato il 24 giugno 2015



polizza assicurativa: commercialisti ed avvocati tutelati; pubblicate in G.U. le modalità di comunicazione per la rottamazione delle cartelle esattoriali fino a 2 mila euro; finanziamenti infruttiferi dei soci quali ricavi in nero: onere probatorio a carico del contribuente; consob: avviata consultazione sulle modifiche al regolamento dell’equity crowdfunding; contenzioso tributario: documenti tardivi in CTP poi validi nella CTR; e-commerce: avviata consultazione della Commissione Europea in materia; D.L. Enti locali: prorogata riscossione al 31 dicembre 2015; MISE: al via i voucher per l’internazionalizzazione delle PMI

 

 Indice:

 1) Polizza assicurativa: commercialisti ed avvocati tutelati

 2) Pubblicate in G.U. le modalità di comunicazione per la rottamazione delle cartelle esattoriali fino a 2 mila   euro

 3) Finanziamenti infruttiferi dei soci quali ricavi in nero: onere probatorio a carico del contribuente

 4) Consob: avviata consultazione sulle modifiche al regolamento dell’equity crowdfunding

 5) Contenzioso tributario: documenti tardivi in CTP poi validi nella CTR

 6) E-commerce: avviata consultazione della Commissione Europea in materia

 7) D.L. Enti locali: prorogata riscossione al 31 dicembre 2015

 8) MISE: al via i voucher per l’internazionalizzazione delle PMI

 

 

1) Polizza assicurativa: commercialisti ed avvocati tutelati

La compagnia assicurativa deve sempre coprire i danni commessi dal professionista nell’ambito della procedura concorsuale, anche se è un avvocato.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12872 del 22 giugno 2015.

Peraltro, il commercialista che svolge l’attività di curatore va coperto dall’assicurazione professionale nel caso in cui danneggi il fallimento.

Cosi si è pronunciata la Suprema Corte che ha accolto il ricorso di un commercialista condannato a versare oltre 15 mila euro di danni per gli errori commessi quando era il curatore del fallimento. In altre parole la compagnia deve sempre coprire i danni commessi dal professionista nell’ambito della procedura concorsuale, anche se è un avvocato, dicono espressamente i Supremi giudici.

Ciò con una sola eccezione: se il contratto prevede espressamente l’esclusione del rischio.

Queste le motivazioni addotte dai giudici di legittimità: “Qualora il curatore fallimentare, commercialista, sia responsabile, ai sensi del combinato disposto degli artt. 38, comma primo, legge fall. ed art. 2043 cod. civ., del risarcimento di un danno ingiusto cagionato nell’espletamento della sua attività di ausiliare di giustizia, l’assicuratore della responsabilità civile per la sua attività professionale deve tenerlo indenne (salvo che il rischio sia espressamente escluso dal contratto), atteso che l’attività di curatore fallimentare rientra tra le possibili attività professionali specificamente previste per i commercialisti dalla legge, in quanto il professionista intellettuale non esaurisce la sua attività professionale nell’ambito tratteggiato dalle disposizioni codicistiche (art 2227 – 2230 cod. civ.) relative al contratto di prestazione d’opera intellettuale, ma continua a restare un professionista privato anche quando nell’ambito di tale attività espleta un incarico giudiziario (curatore fallimentare, notaio delegato allo scioglimento delle divisioni, consulente tecnico d’ufficio), in relazione al quale svolge pubblici poteri”.

Inoltre, per la Cassazione il principio ha trovato conferma anche in riferimento alla copertura assicurativa dell'attività professionale di avvocato che svolga le funzioni di curatore fallimentare.

 

2) Pubblicate in G.U. le modalità di comunicazione per la rottamazione delle cartelle esattoriali fino a 2 mila euro

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 142 del 22 giugno 2015, il decreto 15 giugno 2015, con il quale il Ministero dell’Economia che definisce le modalità tecniche di comunicazione da parte dell’agente della riscossione agli enti creditori dei ruoli di importo fino a 2 mila euro annullati in conformità alla sanatoria introdotta dal Legislatore.

In particolare, la Legge di stabilità 2013 (art. 1, comma 527, della legge n. 228/2012), ha introdotto una sanatoria per le cartelle esattoriali di importo fino a 2 mila euro (comprensivo di quota capitale e interessi), con riferimento ai ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, prevedendone l’annullamento automatico decorsi 6 mesi dall’entrata in vigore della norma. Nella sostanza, la norma dispone l’annullamento d’ufficio delle somme iscritte a ruolo al ricorrere delle seguenti condizioni:

- si tratti di ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999;

- ai fini dell’individuazione dei ruoli da annullare, l’importo di 2 mila euro si calcola considerando solamente tre componenti dell’iscrizione al ruolo, ossia il capitale, gli interessi per ritardata iscrizione al ruolo e le sanzioni

Elenco delle quote annullate per crediti di importo fino a duemila                                euro

Ai fini del conseguente discarico, l'elenco delle quote riferite ai crediti di importo fino a duemila euro (di cui all'articolo 1, comma 527, della legge 24 dicembre 2012, n.   228,   annullati automaticamente ai sensi della predetta disposizione alla data del 1° luglio 2013) é trasmesso dall'agente della riscossione all'ente creditore, su supporto magnetico, ovvero in via telematica.

Le quote contenute nell'elenco sono automaticamente discaricate senza oneri amministrativi a carico dell'ente creditore e sono eliminate dalle scritture contabili dell'ente creditore.

Comunicazione della   conclusione   delle   attivita'   svolte   con riferimento alle quote di importo superiore a duemila euro

Con riferimento ai crediti di importo superiore a duemila euro, l'agente della riscossione trasmette all'ente creditore, su supporto magnetico, ovvero in via telematica, l'elenco delle quote che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non sono interessate da procedure esecutive avviate, da contenzioso pendente, da accordi di ristrutturazione o transazioni fiscali e previdenziali in corso, da insinuazioni in procedure concorsuali ancora aperte, ovvero, da dilazioni in corso.

Le quote contenute nell'elenco sono automaticamente discaricate senza oneri amministrativi a carico dell'ente creditore e sono eliminate dalle scritture contabili dell'ente creditore. Tale discarico non opera   per   le   quote erroneamente inserite nell'elenco prive dei requisiti. L'erroneo inserimento di tali quote puo' essere rilevato dall'ente creditore entro e non oltre i sei mesi dalla data di ricezione del predetto elenco.

Comunicazione della pendenza di procedure, contenziosi o di piani di rateazione attivi con riferimento alle quote di importo superiore a duemila euro.

Con riferimento ai crediti di importo superiore a duemila euro le quote che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono interessate dalle procedure o pendenze, restano in carico all'agente della riscossione.

Le quote, se successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto non sono integralmente riscosse per effetto delle procedure esecutive avviate o del piano di rateazione concesso o a seguito della definizione degli accordi di ristrutturazione, delle transazioni fiscali e previdenziali, delle procedure concorsuali o del contenzioso pendente, sono inserite in un elenco trasmesso dall'agente della riscossione all'ente creditore entro due mesi dalla conclusione delle attività, su supporto magnetico, ovvero in via telematica.

Le quote contenute nell'elenco sono automaticamente discaricate senza oneri amministrativi a carico dell'ente creditore e sono eliminate dalle scritture contabili dell'ente creditore. Tale discarico non opera   per   le   quote erroneamente inserite nell'elenco . L'erroneo inserimento di tali quote puo' essere rilevato dall'ente creditore entro e non oltre i sei mesi dalla data di ricezione del predetto elenco.

Rimborso agli agenti della riscossione delle spese per le procedure esecutive poste in essere

Le spese per le procedure esecutive poste in essere dagli agenti della riscossione relativamente alle quote del presente decreto sono rimborsate nella misura prevista dalla legge tempo per tempo vigente:

a) in dieci rate annuali, senza interessi, con riferimento a spese relative a ruoli erariali;

b) in venti rate annuali, senza interessi, con riferimento a spese relative a ruoli non erariali.

Ai fini dei rimborsi, gli agenti della riscossione presentano, entro il 30 settembre 2015, sulla base dei crediti risultanti alla data del 31 dicembre 2014 dai propri bilanci certificati, apposita istanza al Ministero dell'economia e delle finanze per le spese relative a ruoli erariali e ai singoli enti creditori per le spese relative a ruoli non erariali.

La prima rata dei rimborsi é erogata entro il 30 giugno 2016. L'eventuale rimborso delle spese relative alle   procedure esecutive poste in essere per il recupero delle quote é richiesto dall'agente della riscossione con apposita istanza da presentarsi, entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di conclusione delle attività, sulla base dell'ultimo bilancio certificato, al Ministero dell'economia e delle finanze per le spese relative a ruoli erariali e ai singoli enti creditori per i ruoli non erariali. Il rimborso di tali spese viene ripartito sulle rimanenti rate.

 

3) Finanziamenti infruttiferi dei soci quali ricavi in nero: onere probatorio a carico del contribuente

I finanziamenti infruttiferi dei soci, se ingiustificati, possono essere considerati ricavi in nero. L’effettività di un finanziamento infruttifero non è desumibile esclusivamente dalla capacità di spesa e dalla disponibilità di liquidità in capo al socio.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12764 del 19 giugno 2015, affermando, quindi, che, i finanziamenti infruttiferi dei soci, se ingiustificati, possono essere considerati ricavi in nero.

Nel caso di specie, si è trattato di somme ingenti a titolo di finanziamenti infruttiferi da parte di soci, giudicati dall’Amministrazione finanziaria antieconomici, di non provata provenienza e restituiti dal gruppo societario in parte su conto corrente ed in parte in contanti.

Il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate è stato accolto, considerato che l’onere probatorio in sede di accertamento sarebbe dovuto ricadere sul contribuente; non si può, inoltre, desumere l’effettività di un finanziamento infruttifero esclusivamente dalla capacità di spesa e dalla disponibilità di liquidità in capo al socio.

Le somme contabilizzate alla voce “finanziamenti infruttiferi da soci”, dunque, se ingiustificate, possono essere considerate ricavi non dichiarati, con conseguente accertamento del maggior reddito in capo al contribuente.

 

4) Consob: avviata consultazione sulle modifiche al regolamento dell’equity crowdfunding

A seguito della conversione del Decreto Legge 24 gennaio 2015 n. 3, in Legge 24 marzo 2015 n. 33, Consob ha pubblicato, in data 19 giugno 2015, una consultazione preliminare al fine di attuare una revisione del regolamento sulla raccolta di capitale di rischio tramite portali on-line (cd. equity crowdfunding, regolamento adottato con delibera n. 18592/2013).

In particolare le modifiche apportate alla normativa primaria prevedono principalmente: estensione alle PMI innovative ed a OICR e a società che investono prevalentemente in start-up innovative e PMI innovative della possibilità di effettuare offerte di capitale di rischio tramite portali on-line (modifica dell’art. 50-quinquies del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58), possibilità per gli investitori di sottoscrizione del capitale di rischio tramite intermediari abilitati (mediante il meccanismo previsto dalla modifica dell’art. 100-ter del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998 n. 58).

Con riferimento al vigente regolamento, la Consob ritiene necessario prevedere requisiti di professionalità più rigorosi per i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di direzione e di controllo nelle società di gestione dei portali ed inoltre estendere la verifica dei requisiti di onorabilità anche ai soggetti che detengono una partecipazione qualificata nelle società stesse. Infine viene ravvisata l’esigenza di una più articolata e dettagliata disciplina sulle politiche di prevenzione dei rischi di frode.

La consultazione, che scade il 10 luglio 2015, è costituita da un questionario avente la finalità di comprendere se l’attuale presidio normativo sia idoneo a garantire la tutela degli investitori ed al contempo non costituisca eccessivo ostacolo all’attività dei gestori dei portali.

(Assonime, nota del 23 giugno 2015)

 

5) Contenzioso tributario: documenti tardivi in CTP poi validi nella CTR

Documenti prodotti irritualmente in primo grado possono essere validi nel secondo

I documenti che una delle due parti presenta in ritardo, nel corso di una lite fiscale, possono essere regolarmente presentati e ritenuti validi in appello.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 12783 del 19 giugno scorso.

Nel caso evidenziato, un contribuente aveva proposto ricorso contro la sentenza di appello, non vedendo però confermato le sue ragioni: la Corte di Cassazione ha infatti avallato le ragioni del comune il quale aveva presentato in ritardo la documentazione inerente alla pretesa ICI su alcuni fabbricati di proprietà del contribuente.

L’appello aveva comunque ritenuto valido l’accertamento, seguito da un ricorso della parte contribuente. La suprema Corte si é espressa, affermando che il termine previsto dall’art. 32 del D.Lgs. n. 546/1992 per il deposito di memorie e documenti “deve ritenersi perentorio”. La mancata osservazione del termine “determina la preclusione di ogni ulteriore attività processuale, senza che assuma alcun rilievo, al contrario, la circostanza che la controparte si sia costituita in giudizio senza nulla eccepire al riguardo”.

Sulla base di ciò, quindi, non sarebbero ammesse deroghe. Tuttavia, il giudice di legittimità ha sostenuto che, nel giudizio di appello, le parti hanno facoltà di depositare nuovi documenti, “a nulla rilevando la eventuale irritualità della loro produzione in primo grado”.

Peraltro, è stata contestata dal ricorrente soltanto la tardiva e irrituale produzione documentale, ma non la loro rilevanza probatoria ai fini della sufficienza della motivazione dell’atto impositivo.

 

6) E-commerce: avviata consultazione della Commissione Europea in materia

Il 12 giugno 2015 la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sulle norme contrattuali in materia di acquisto online di contenuti digitali e beni materiali.

Tale consultazione si inserisce nell’ambito della Strategia per il Mercato Unico Digitale, presentata dalla Commissione europea lo scorso 6 maggio, che mira a rendere più facili e sicuri gli acquisti online anche transfrontalieri per consumatori singoli ed imprese. Attualmente il commercio elettronico è già disciplinato da alcune direttive europee come la Direttiva sui diritti dei consumatori, la Direttiva concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori e la Direttiva su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo. Pertanto, la consultazione mira a valutare anche aspetti già coperti dall’attuale legislazione europea.

Il documento di consultazione è suddiviso in tre parti:

- La prima parte è dedicata ai contratti relativi all’acquisto online di contenuti digitali. In questa sezione gli stakeholders sono invitati a esprimere la loro opinione sulla necessità o meno di armonizzazione a livello UE delle norme contrattuali, sui possibili ambiti di un tale intervento, sui rimedi in caso di acquisto di prodotti difettosi, sulle condizioni per la risoluzione del contratto, sulla possibilità di modifica del contenuto digitale da parte del venditore.

- La seconda parte riguarda i contratti relativi all’acquisto online di beni materiali. In questa sezione gli stakeholders sono invitati a fornire commenti sulla necessità o meno di un’armonizzazione a livello UE, sui criteri da utilizzare per definire la qualità di un prodotto, sui rimedi in caso di prodotti difettosi, sul risarcimento del danno, sulla necessità di regole uniformi in materia di garanzia, sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori.

- La terza parte, presentata in un allegato, contiene domande relative all’etichettatura e al confezionamento. Sebbene tale ambito non sarà oggetto della futura proposta di direttiva, la Commissione ha deciso di sfruttare l’occasione per raccogliere l’opinione dei consumatori e delle imprese su questo tema. Le domande riguardano sia i costi di adeguamento per le imprese alle differenti regole nei diversi Stati membri, sia l’importanza per i consumatori che un prodotto corrisponda a regole di etichettatura, confezionamento e produzione di uno Stato membro, sia la necessità o meno di un’azione a livello UE.

La consultazione è aperta a cittadini e organizzazioni, che potranno sottoporre le proprie opinioni in tutte le lingue ufficiali dell’Unione Europea compilando il questionario online entro il 3 settembre 2015.

(Assonime, nota del 23 giugno 2015)

 

7) D.L. Enti locali: prorogata riscossione al 31 dicembre 2015

E’ stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale del 20 giugno 2015, il decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 (dl “Enti locali”).

Lo rileva la nota di lettura dell’IFEL del 23 Giugno 2015. Viene fornita la prima nota di lettura IFEL del decreto che contiene novità di rilievo per i comuni. Tra queste viene vengono richiamati anzitutto i nuovi criteri di riparto degli obiettivi finanziari 2015, già concordati nella Conferenza Stato-città del 19 febbraio 2015; in materia di risorse sono evidenziati il rifinanziamento parziale del Fondo IMU/Tasi, la procedura a regime delle erogazioni a valere sul FSC, l’introduzione del criterio della “differenza” tra capacità fiscali e fabbisogni standard per il riparto perequativo del 20% dell’FSC 2015; con riferimento all’avvio dell’armonizzazione contabile da sottolineare la proroga dei termini per il riaccertamento straordinario dei residui, che sarà possibile anche per gli enti sperimentatori e l’utilizzo dei proventi da alienazioni patrimoniali per la copertura del FCDE.

Altre disposizioni di interesse riguardano infine il personale, la rinegoziazione dei mutui con Cassa depositi e prestiti e il rinnovo delle procedure per lo smaltimento dei debiti pregressi.

Tra le disposizioni dettate dal D.L. Enti locali n. 78/2015, l’art 7 prevede l’estensione anche alla TARES della facoltà di affidamento dei controlli al soggetto gestore del servizio rifiuti e la proroga al 31 dicembre 2015 del termine sulla riscossione, in attesa del riordino del sistema della riscossione locale, previsto dalla legge delega fiscale n. 23/2014. In particolare viene differito al 31 dicembre 2015 il termine entro cui Equitalia, le società dalla stessa partecipate e Riscossione Sicilia S.p.a. cessano di effettuare le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, dei comuni e delle società da essi partecipate.

(IFEL, nota di lettura del 23 Giugno 2015)

 

8) MISE: al via i voucher per l’internazionalizzazione delle PMI

Con il decreto 15 maggio 2015, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2015, è stato previsto l’intervento “Voucher per l’internazionalizzazione”, finalizzato a sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di internazionalizzazione.

Con l’intervento si concedono voucher alle aziende per l’acquisizione di servizi per favorire l’internazionalizzazione attraverso l’inserimento in azienda di un “Temporary Export Manager”, ossia un professionista a tempo a con il compito di garantire il supporto alle imprese nelle attività di ingresso e crescita sui mercati internazionali.

Sono previsti due bandi. Il primo bando di prossima pubblicazione, prevede la concessione di un voucher di 10 mila euro per l’inserimento in azienda di un temporary export manager per almeno sei mesi, a fronte di una quota di cofinanziamento da parte dell’impresa beneficiaria di almeno 3mila euro.

Nel secondo bando, il valore del voucher rimarrà invariato per le imprese che presentano per la prima volta la domanda di partecipazione. Invece l’entità del finanziamento a fondo perduto varierà per le imprese ammesse al primo bando che intendono fare nuovamente ricorso all’agevolazione, prevedendo un voucher di Euro 8.000 e una quota di cofinanziamento da parte dell’impresa beneficiaria di almeno Euro 5.000.

 

Vincenzo D’Andò