Diario quotidiano del 19 giugno 2015: dall'INPS tante novità in tema di privacy

Voluntary Disclosure: disponibile un documento di studio realizzato da Odcec Milano in collaborazione con la Fondazione Nazionale Commercialisti; bonus ristrutturazioni alberghi in Gazzetta Ufficiale; atti soggetti a pubblicità immobiliare: aggiornato l’elenco dei codici identificativi; modificato il software di compilazione modello Irap/2015; istituite le causali contributo per garantire previdenza e assistenza ai psicologi; modello organizzativo privacy per l’INPS: aggiornamento e nuove disposizioni in attuazione del Codice in materia di protezione dei dati personali; spettanze del personale del comparto scuola: pagamento delle pensioni attraverso flusso informatico; verifiche ispettive a chi ha usufruito dell’esonero contributivo triennale; Palermo, cartelle esattoriali nulle: in arrivo pioggia di ricorsi; studi di settore 2015: ok alle specifiche tecniche

 

 Indice:

 1) Voluntary disclosure: disponibile un documento di studio realizzato da Odcec Milano in collaborazione con la Fondazione Nazionale Commercialisti

 2) Bonus ristrutturazioni alberghi in Gazzetta Ufficiale

 3) Atti soggetti a pubblicità immobiliare: aggiornato l’elenco dei codici identificativi

 4) Modificato il software di compilazione modello Irap/2015

 5) Istituite le causali contributo per garantire previdenza e assistenza ai psicologi

 6) Modello organizzativo privacy per l’INPS: aggiornamento e nuove disposizioni in attuazione del Codice in materia di protezione dei dati personali

 7) Spettanze del personale del comparto scuola: pagamento delle pensioni attraverso flusso informatico

 8) Verifiche ispettive a chi ha usufruito dell’esonero contributivo triennale

 9) Palermo, cartelle esattoriali nulle: in arrivo pioggia di ricorsi

 10) Studi di settore 2015: ok alle specifiche tecniche

 

 

1) Voluntary disclosure: disponibile un documento di studio realizzato da Odcec Milano in collaborazione con la Fondazione Nazionale Commercialisti

Dal 17 giugno 2015 è disponibile per la consultazione il documento di studio (n. 1/2015) sulla voluntary disclosure (la cui scadenza è fissata al 30 settembre 2015) realizzato dal Gruppo di studio dell’Ordine con la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, sul tema della collaborazione volontaria.

Suddiviso in 18 temi di interesse, lo studio esamina questioni e criticità connesse alla VD, suggerendo soluzioni operative finalizzate a chiarirne in via interpretativa alcuni aspetti. Tutte le proposte prospettate hanno come denominatori comuni: il rispetto dei principi di spontaneità, la completezza e la veridicità propri della collaborazione volontaria, cercando al contempo di eliminare quegli ostacoli che potrebbero pregiudicare il buon esito del provvedimento.Lo studio propone:

– l’eliminazione di qualsiasi meccanismo presuntivo finalizzato a considerare i prelievi quali redditi;

– l’illustrazione di alcune assunzioni per lo svolgimento dei calcoli con il metodo analitico;- l’inquadramento fiscale dei soggetti c.d. “esterovestiti”;

– la semplificazione per la gestione delle voluntary disclosure per i delegati.

Viene, inoltre, auspicato che si proceda a un attento esame di altre importanti questioni legate alla voluntary disclosure, come il tema dei criteri residuali in assenza di informazioni per i conteggi analitici, la considerazione delle imposte pagate all’estero e un trattamento appropriato per i redditi assoggettati ad euro ritenuta.

In particolare, il documento si sofferma l’utilizzo del fac simile di waiver diffuso dall’Agenzia delle entrate per il rilascio all’intermediario estero dell’autorizzazione a trasmettere tutte le informazioni richieste da parte del Fisco italiano sulle attività oggetto di regolarizzazione.

In alternativa al rimpatrio (fisico o giuridico) degli investimenti oggetto di regolarizzazione, infatti, il rilascio di tale autorizzazione consente di ridurre le sanzioni da RW alla metà del minimo edittale, mantenendo gli investimenti in un Paese black list.

Il documento di studio dell’ODCEC di Milano confronta il fac simile diffuso dall’Agenzia delle entrate con il format pubblicato dall’Associazione svizzera dei banchieri per la trasmissione di informazioni e documentazione all’Autorità finanziaria italiana.

Viene osservato che gli istituti bancari svizzeri si sono uniformati al modello suggerito dall’associazione, il quale si limita a individuare:

– numero ed eventuale denominazione della relazione bancaria che si intende regolarizzare;- nome e cognome del contribuente;

– luogo e data di nascita.

A differenza del fac simile proposto dall’Agenzia delle entrate, poi, il modello delle banche svizzere prevede espressamente l’indicazione del professionista che presenterà l’istanza.

Tuttavia, non vi è solo questa differenza. Ad esempio, il waiver delle banche svizzere non prevede alcuna indicazione circa il…

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