Diario quotidiano del 18 giugno 2015: dall’1 luglio parte il DURC online

Pubblicato il 18 giugno 2015



commercialisti: servono semplificazioni; si avvicina la data di avvento del DURC on-line; agenzia ICE e Notariato: firmata l’intesa per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; risponde l’associazione non profit per le imposte non versate dal rappresentante di fatto; pagamenti elettronici: Equitalia aderisce al servizio CBILL; online il nuovo sito delle Camere di Commercio per le PMI innovative; fondi di solidarietà: modalità di presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione; niente spesometro per gli Ordini professionali; ricorso contro le cartelle esattoriali anche per motivi di “merito”; commercialisti a rischio

 

 Indice:

 1) Commercialisti: servono semplificazioni

 2) Si avvicina la data di avvento del DURC on line

 3) Agenzia ICE e Notariato: firmata l’intesa per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane

 4) Risponde l’associazione non profit per le imposte non versate dal rappresentante di fatto

 5) Pagamenti elettronici: Equitalia aderisce al servizio CBILL

 6) Online il nuovo sito delle Camere di Commercio per le PMI innovative

 7) Fondi di solidarietà: modalità di presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione

 8) Niente spesometro per gli Ordini professionali

 9) Ricorso contro le cartelle esattoriali anche per motivi di “merito”

10) Commercialisti a rischio

 

 

1) Commercialisti: servono semplificazioni

Commercialisti del lavoro: Servono semplificazioni e informatizzazione. In uno studio del Consiglio nazionale un pacchetto di proposte per superare sistemi macchinosi e limiti territoriali e creare procedure standardizzate a livello nazionale.

Un pacchetto di proposte di semplificazione in materia di lavoro finalizzato alla creazione di procedure standardizzate a livello nazionale. Con un obiettivo prioritario: favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. In un documento messo a punto dalla alla Commissione “Commercialista del Lavoro”, il Consiglio nazionale della categoria mette in fila le sue idee per un miglior funzionamento del mercato del lavoro italiano. Si va dalla richiesta di un’implementazione delle procedure telematiche a quella della creazione di un sistema nazionale per le comunicazioni obbligatorie; dalla richiesta del superamento della territorialità delle liste dei disabili a quella di una semplificazione in materia di denuncia all’INAIL degli infortuni sul lavoro fino all’interoperabilità tra le amministrazioni competenti e gli intermediari. “Con i recenti interventi legislativi – spiega il Consigliere nazionale dei commercialisti delegato al lavoro, Vito Jacono - si è tentato di rilanciare la sfida della semplificazione nell’ambito del nostro mercato del lavoro, spesso caratterizzato da sistemi ancora troppo macchinosi e territoriali, che ostacolano la fluidità operativa degli addetti al settore e la mobilità dei lavoratori. L’obiettivo della semplificazione dovrebbe essere perseguito nell’ottica di favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro. Il documento predisposto dalla nostra Commissione di studio vuole essere un contributo di idee per rendere più agevole il lavoro dei professionisti con i suoi referenti in questo ambito”.

Accrescere le procedure telematiche

Il primo traguardo indicato dai commercialisti è quello di una semplificazione veicolata dall’implementazione delle procedure telematiche sui servizi per il lavoro, che siano facilmente fruibili da tutti: cittadini, intermediari ed istituzioni. L'analisi della Commissione del Consiglio nazionale della categoria prende spunto dal livello di reale fruibilità dei servizi del lavoro che sono oggi caratterizzati da una forte diversità territoriale, causata da un sistema informativo incompleto e frammentato. Ne è un esempio il sistema delle Comunicazioni Obbligatorie, che, per il suo carattere regionale, impedisce di avere accesso in tempo reale alla situazione anagrafico-occupazionale dei lavoratori, intralciando la mobilità sul territorio nazionale ed impedendo la libera circolazione delle informazioni tra Regioni diverse. La creazione di un sistema integrato a livello nazionale, spiega Jacono, “permetterebbe di snellire notevolmente tempi e procedure, poiché renderebbe possibile in qualunque momento e da qualunque posto la consultazione delle schede sulla situazione occupazionale del lavoratore, consentendo di adempiere agli obblighi previsti dalle normative senza dover ricorrere ad ulteriori comunicazioni. Un sistema peraltro già previsto dal Ministero del Lavoro dal 2011, ma ancora lontano dal dispiegare tutte per le sue potenzialità”.

Superamento della territorialità delle liste dei disabili

Sul tema dell’inclusione di soggetti ritenuti svantaggiati i commercialisti auspicano un superamento della territorialità delle liste dei disabili e della necessità di un nulla osta preventivo per l’assunzione. Procedure, spiegano, che “appesantiscono le tempistiche per la verifica dei requisiti, rischiando di non collimare con le esigenze delle imprese”. “La pubblicazione di tali liste sul portale cliclavoro - afferma Jacono - agevolerebbe ancora una volta la consultazione su tutto il territorio nazionale, mentre la presenza delle Commissioni Integrate presso l’Inps e il ricorso alla Posta Elettronica Certificata consentirebbero di accorciare notevolmente i tempi che intercorrono tra l’accertamento sanitario da parte delle Commissioni mediche e l'invio del verbale contenente la diagnosi funzionale al Comitato Tecnico per il collocamento mirato”.

Semplificazione della denuncia all’inail degli incidenti sul lavoro

Dallo studio viene anche la proposta di intervenire sulla semplificazione in materia di denuncia all’INAIL degli infortuni intercorsi sul lavoro, la cui comunicazione avviene ancora in modalità cartacea nei confronti della Pubblica Sicurezza. Parrebbe più opportuno che la stessa struttura di Pronto Soccorso al quale il lavoratore si rivolge, si occupasse di effettuare direttamente ed in tempo reale la comunicazione all’ INAIL tramite procedure informatizzate.

Infine, i commercialisti sottolineano l’importanza dell’interoperabilità tra le amministrazioni competenti e gli intermediari, al fine di snellire le procedure e le tempistiche nella circolazione delle informazioni. “Un primo banco di prova – conclude Jacono - sarà la verifica dell’operatività del Durc on line, che consentirà ad Inps, INAIL e Casse edili di creare un’informazione dei dati accessibile da tutti tramite codice fiscale, permettendo in tal modo di verificare in tempo reale la regolarità contributiva”.

(CNDCEC, nota del 16 giugno 2015)

 

2) Si avvicina la data di avvento del DURC on line

DURC online dal 1 luglio 2015: Debutta il prossimo 1 luglio il nuovo DURC online, il Documento Unico di Regolarità Contributiva grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1 giugno 2015, del Decreto Ministeriale 30 gennaio 2015.

Questi i casi in cui sussiste la regolarità contributiva e quali sono i soggetti abilitati a verificarla.

Nuovo DURC dal 1 luglio 2015

Il nuovo DURC verrà rilasciato esclusivamente on line e in tempo reale al richiedente, che può essere il datore di lavoro ma anche un altro soggetto, e avrà validità di 120 giorni dalla data di effettuazione della verifica.

I soggetti abilitati alla verifica della regolarità contributiva del richiedente il DURC sono:

- pubbliche amministrazioni;

- organismi di diritto pubblico;

- enti aggiudicatori e altri soggetti aggiudicatori;

- stazioni appaltanti;

- organismi di attestazione SOA;

- amministrazioni pubbliche concedenti;

- amministrazioni pubbliche procedenti, concessionari e gestori di pubblici servizi che agiscono ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;

- impresa o lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse;

- banche o intermediari finanziari, previa delega da parte del soggetto titolare del credito, in relazione alle cessioni dei crediti certificati.

Sono questi i soggetti che hanno il compito di verificare in tempo reale la regolarità contributiva, nei confronti dell’INPS, INAIL e Casse edili, dell’azienda richiedente il DURC.

Verifica regolarità contributiva

La regolarità contributiva riguarda tutti i pagamenti dovuti dall’impresa in relazione ai lavoratori subordinati, lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, lavoratori autonomi, scaduti sino all’ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui la verifica è effettuata, a condizione che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive.

Sussiste comunque la regolarità contributiva in caso di:

- rateizzazioni concesse dall’INPS, dall’INAIL o dalle Casse edili ovvero dagli Agenti della riscossione sulla base delle disposizioni di legge e dei rispettivi regolamenti;

- sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative;

crediti in fase amministrativa oggetto di compensazione per la quale sia stato verificato il credito, nelle forme previste dalla legge o dalle disposizioni emanate dagli Enti preposti alla verifica, e che sia stata accettata dai medesimi Enti;

- crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo sino alla decisione che respinge il ricorso;

- crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso giudiziario sino al passaggio in giudicato della sentenza;

- crediti affidati per il recupero agli Agenti della riscossione per i quali sia stata disposta la sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario.

Sussiste la regolarità contributiva anche in presenza di uno scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun Istituto previdenziale e a ciascuna Cassa edile (non è considerato grave lo scostamento tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascuna Gestione nella quale l’omissione si è determinata che risulti pari o inferiore ad euro 150,00 comprensivi di eventuali accessori di legge).

Se è impossibile attestare la regolarità contributiva in tempo reale, l’INPS, l’INAIL e le Casse edili hanno l’obbligo di trasmettere tramite PEC, al datore di lavoro o al soggetto delegato che ha fatto richiesta di rilascio del DURC, l’invito a regolarizzare tutte le situazioni rilevate entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito. Una volta avvenuta la regolarizzazione nei tempi indicati dalla legge viene generato il documento in formato «pdf».

 

3) Agenzia ICE e Notariato: firmata l’intesa per la promozione e l’internazionalizzazione delle imprese italiane

Presentata la guida sugli investimenti esteri in Italia. E’ stato firmato questa mattina, in occasione della World Investment Conference (WIC 2015) alla presenza del Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il protocollo d’intesa tra ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Consiglio Nazionale del Notariato, presentato da Riccardo Maria Monti, Presidente dell’Agenzia ICE e Gabriele Noto, Vice Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato.

“L’attrazione degli investimenti è sempre più al centro del processo di globalizzazione. La nostra sfida è quella di attrarre a regime 20 miliardi di euro di investimenti diretti esteri all’anno - con particolare attenzione a quelli greenfield - e contribuire così all’aumento dell’occupazione”, cosi il Vice Ministro Calenda. “Le recenti riforme del Governo vanno in questa direzione e finalmente ci siamo attrezzati per giocare in maniera competitiva la partita della globalizzazione”, ha concluso Calenda.

Nel corso della conferenza stampa è stata infatti presentata la guida “Doing Business in Italy – Investment Guide 2015”, primo strumento operativo derivante da questo protocollo disponibile sul sito www.investinitaly.com. La guida, oltre che del contributo dell’Agenzia ICE e del Consiglio nazionale del Notariato, è frutto del lavoro dei Ministeri dello Sviluppo Economico, degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, dell’Economia e Finanze, del Lavoro e Politiche Sociali, dell’Istruzione, Università e Ricerca e descrive in modo completo le diverse forme giuridiche societarie italiane, i rapporti contrattuali per i dipendenti, la tassazione e gli incentivi disponibili.

Quella tra l’Agenzia Ice e il Notariato è la prima partnership governativa con un ordine professionale volta a sostenere e orientare le imprese italiane nei mercati internazionali e le imprese estere interessate a investire in Italia, grazie al coinvolgimento del network degli 86 paesi nel mondo in cui è presente l’intervento notarile ed alla rete degli 81 uffici dell’Agenzia ICE in 67 Paesi.

In particolare il Notariato, per promuovere lo sviluppo di processi di internazionalizzazione, si impegnerà a:

 garantire un’assistenza di primo livello ai funzionari dell’Agenzia ICE su specifiche richieste provenienti da imprese assistite;

 garantire assistenza internazionale all’Agenzia ICE e alle imprese assistite grazie al network dei notariati presenti nel mondo e aderenti all’Unione Internazionale del Notariato e al CNUE.

L’intervento notarile in campo societario ha contribuito, infatti, al miglioramento per l’Italia dell’indice ‘starting a business’ di ben 44 posizioni negli ultimi due anni (rapporto Doing Business 2015 della Banca Mondiale), grazie alla riduzione dei tempi e delle procedure necessarie per la costituzione di una società e grazie al sistema di trasmissione telematico notarile che offre affidabilità e certezza al registro delle imprese italiano. Questi elementi costituiscono un punto di forza del sistema Paese Italia a garanzia dell’investimento e con la finalità di evitare ogni possibile contenzioso.

L’Agenzia ICE, da parte sua, conferma in tal modo il ruolo centrale assunto nell’attrazione degli investimenti esteri nel nostro Paese.

 

4) Risponde l’associazione non profit per le imposte non versate dal rappresentante di fatto

Il Fisco si può rivalere sull’associazione non riconosciuta per i debiti fiscali contratti dal rappresentante anche di fatto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 12473 del 17 giugno 2015, secondo cui anche nelle associazioni non riconosciute sussiste la responsabilità dell'ente per i debiti tributari assunti dal rappresentante

La responsabilità dell’ente sussiste per le obbligazioni e i rapporti assunti dai soggetti che ne sono rappresentanti di diritto ed anche di fatto e che, spendendo la ragione sociale, determinano con i loro atti e in concreto l’oggetto sociale, a prescindere dalle possibili indicazioni formali. Ne consegue che tale regola, di carattere generale, si applica anche ai debiti tributari.

Il fatto trae origine dal contenzioso instaurato dall’Agenzia delle entrate nei confronti di un contribuente, membro di un’associazione.

La CTR ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo I’illegittimità della cartella di pagamento emessa nei confronti del ricorrente, relativa a IRES, IRAP, IVA e sanzioni dovute per l’anno 2004 dal contribuente, quale coobbligato solidale di un circolo culturale, al cui interno ricopriva la carica di Presidente.

Secondo la CTR, chiarito che trovava applicazione anche per le obbligazioni tributarie la norma del Codice civile la quale stabilisce che, per le obbligazioni assunte dalle persone che rappresentano l’associazione, i terzi possono far valere i loro diritti sul fondo comune e che delle obbligazioni stesse rispondono anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione (art. 38 c.c.), affermava che dal PVC agli atti era emerso che il ricorrente, pur formalmente legale rappresentante dell'associazione, non aveva mai assunto alcuna decisione comportante esborsi e/o la reale gestione del night club ne aveva mai svolto attività di amministratore, risultando inquadrato come mero barista.

Ciò che pure era confermato dal fatto che i proventi dell'attività commerciale erano confluiti sui conti correnti di due distinti soggetti.

Contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione l’Agenzia delle rntrate, in particolare sostenendo l’errore commesso dalla CTR nell’interpretare l’art. 38 c.c.; secondo l’Agenzia delle Entrate, la giurisprudenza della Cassazione è ferma nel riconoscere la responsabilità dei soggetti che avevano agito in nome e per conto dell’associazione in aggiunta a quella dell’ente stesso; ragion per cui la stessa titolarità formale delle cariche rappresentative era sufficiente a determinare la coobbligazione solidale di chi la riveste.

Peraltro, il giudice di appello, sull’errato presupposto che la sola gestione del bar interno da parte del ricorrente escludesse la solidarietà del medesimo rispetto all’obbligazione tributaria, aveva violato l’art.38 c.c.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

 

5) Pagamenti elettronici: Equitalia aderisce al servizio CBILL

Dal 16 giugno 2015 si possono pagare gli avvisi e le cartelle di pagamento. con gli importi sempre aggiornati, attraverso internet banking.

Equitalia aderisce a CBILL, l’innovativo servizio, messo a punto dal Consorzio CBI, per la consultazione e il pagamento delle bollette in modalità multicanale e multibanca.

La convenzione, firmata dal Presidente del Consorzio CBI e Direttore generale dell’ABI Giovanni Sabatini e dal Responsabile della Divisione Servizi Accentrati di Corporate di Equitalia Franco Mazza, prevede che ogni cliente degli Istituti Finanziari elencati sul sito www.cbill.it possa effettuare il pagamento degli avvisi e delle cartelle di pagamento emesse da Equitalia con opzione di ricalcolo dell’importo prestampato sul bollettino RAV qualora esso risulti variato (a causa, ad esempio di pagamento in ritardo o di emissione di uno sgravio da parte dell’Ente).

Grazie al colloquio telematico implementato sulla piattaforma CBILL verso i sistemi di Equitalia il contribuente, attraverso internet banking ed altri canali messi a disposizione in modalità competitiva da ciascun Istituto Finanziario, ad esempio tablet, smartphone e sportello automatico (ATM), potrà beneficiare di un servizio “intelligente” che gli consente, in tutta autonomia, di saldare l’esatto importo che risulta dovuto alla data dell’operazione.

L’accordo sottoscritto si inserisce nel più ampio e generale percorso di semplificazione del rapporto con i contribuenti intrapreso ormai da anni da Equitalia. In tal senso, infatti, uno degli ambiti su cui si è molto investito è stato proprio l’ampliamento dei punti di pagamento alternativi allo sportello, con l’obiettivo di garantire maggiore capillarità sul territorio ed orari e giorni di

apertura più ampi e flessibili.

Ad oggi sono state attivate diverse reti di pagamento alternative allo sportello presso le quali è disponibile il servizio di ricalcolo automatico degli importi, ovvero il sito internet www.gruppoequitalia.it, i tabaccai convenzionati con Banca ITB, le ricevitorie Sisal e Lottomatica, gli uffici postali. Tutte le informazioni sono consultabili alla voce “Come e dove pagare” presente sul sito di Equitalia.

Nell’anno 2014, presso tali canali, sono state registrate oltre 10 milioni di transazioni.

Gli sportelli di Equitalia rimangono ovviamente sempre a disposizione di cittadini e imprese per avere informazioni e trovare, attraverso il dialogo con il personale, la migliore soluzione possibile alle situazioni più complesse.

Il servizio CBILL (www.cbill.it) è stato lanciato lo scorso 1° luglio e fino ad oggi ha già fatto registrare quasi 700 mila operazioni, ciascuna del valore medio di circa 155 euro, per un controvalore complessivo di oltre 108.4 milioni di euro. Numeri destinati a crescere, considerando che è prevista a breve l’adesione di altri fatturatori, tra aziende private e pubbliche amministrazioni. Per quanto riguarda invece gli istituti finanziari, al momento sono già 525 – pari al 90% dei consorziati CBI - quelli che offrono il servizio. Tra i grandi fatturatori pubblici e privati, hanno già aderito ENEL Energia, ENEL Servizio Elettrico, Azienda USL 8 Arezzo, Consorzio della Bonifica Renana, Italriscossioni Srl, Rai e, da oggi, anche Equitalia.

ll Consorzio CBI

Il Consorzio CBI è un consorzio aperto a cui possono partecipare le banche, gli intermediari finanziari e gli altri soggetti autorizzati ad operare nell’area dei servizi di pagamento in Italia e nel territorio dell’UE. Attualmente vi aderiscono circa 580 istituti finanziari che ad oggi offrono i servizi a circa un milione di imprese e PA. Il Consorzio CBI gestisce l’infrastruttura tecnica a supporto dell’interconnessione e del colloquio telematico degli istituti finanziari consorziati con la propria clientela per l’erogazione del “Servizio CBI”, del “Servizio CBILL” e dei “Servizi di Nodo CBI”.

(Equitalia, comunicato del 16 giugno 2015)

 

6) Online il nuovo sito delle Camere di Commercio per le PMI innovative

È online il nuovo sito delle Camere di Commercio dedicato alle aziende interessate ad accedere al regime di PMI innovativa.

Per beneficiare del regime di agevolazioni e incentivi fiscali introdotto dal recente Investment Compact (D.L. 24 gennaio 2015 n.3, convertito con Legge 24 marzo 2015 n. 33), è infatti necessario che le imprese interessate si iscrivano nell’apposita sezione del Registro delle Imprese istituita dalle Camere di Commercio.

Il kit informativo comprende:

check-list online per verificare il possesso dei requisiti

modello per l’autocertificazione di possesso dei requisiti

guida per gli adempimenti al registro delle imprese

tutorial sull'utilizzo del software per l'iscrizione alla nuova sezione speciale del Registro

sezione statistica sulle PMI innovative registrate, accessibile gratuitamente in formato aperto, rielaborabile, e aggiornata con cadenza settimanale, in una logica di Open Data.

“La policy a favore delle PMI innovative rappresenta la logica evoluzione del percorso di riforma avviato a fine 2012 con il varo della normativa sulle startup innovative. Una volta superata la fase di startup, è necessario che le imprese innovative trovino le condizioni abilitanti per crescere, rafforzarsi e affacciarsi sui mercati internazionali” ha commentato Stefano Firpo, Direttore Generale per la Politica Industriale, la Competitività e le PMI. “Il nuovo regime di agevolazioni rappresenta un vero e proprio programma di accelerazione teso a promuovere in modo ancora più deciso e capillare il livello di innovazione tecnologica racchiuso nelle PMI italiane. Quella che sta prendendo forma è una nuova politica industriale votata all’imprenditorialità, alla valorizzazione della ricerca scientifica, all’innovazione aperta e alla creazione di occupazione qualificata”.

(MISE, comunicato del 16 Giugno 2015)

 

7) Fondi di solidarietà: modalità di presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione

L’Inps, con la circolare n. 122 del 17 giugno 2015, ha fornito le modalità per la presentazione on-line delle domande di assegno ordinario e interventi formativi ai Fondi di solidarietà bilaterali di cui all’art. 3 legge 28 giugno 2012, n. 92.

L’articolo 3 della legge n. 92/2012, recante norme in tema di riforma del mercato del lavoro, ha previsto la costituzione di Fondi di solidarietà per il sostegno del reddito per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale, così da assicurare ai lavoratori delle imprese di uno o più settori una tutela in costanza di rapporto di lavoro, nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria (articolo 3, comma 4).

I fondi possono erogare diverse tipologie di prestazioni. L’Inps, con la presente circolare disciplina le modalità per la presentazione della domanda di assegno ordinario e di formazione. Vengono fornite istruzioni ad hoc per la presentazione delle domande relative alle altre prestazioni erogate dai fondi di solidarietà: assegno emergenziale, trattamenti di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente (es.: ASpI ai lavoratori sospesi ex art. 3, comma 17, legge 92/2012), outplacement.

Per la disciplina delle singole prestazioni, ivi comprese le istruzioni operative per la compilazione dei flussi uniemens per la comunicazione delle riduzioni e/o sospensioni, si rimanda alla normativa di dettaglio di ciascun fondo contenuta nei decreti interministeriali, che sarà illustrata con apposita circolare.

In via generale si precisa che, poiché l’art. 3, comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92 stabilisce che l’assegno ordinario può essere concesso per una durata massima non superiore alle durate massime previste per la CIGO dall’art. 6, commi 1, 3 e 4, della legge 20 maggio 1975, n. 164, le istanze di accesso ai vari Fondi, possono essere inoltrate per un periodo massimo di tre mesi, eccezionalmente prorogabile, sempre trimestralmente, fino ad un massimo di 12 mesi.

Sull’argomento, il Ministero del lavoro e della previdenza sociale, con nota n. 40/7068 del 11/12/2014, nel confermare che il rinvio al citato art. 6 debba essere inteso come riferimento alla durata massima di utilizzo non superiore a 12 mesi, ha previsto che i Comitati amministratori possano procedere a deliberare interventi anche per un periodo continuativo fino a 12 mesi, esclusivamente per quei fondi che espressamente prevedono che, per la prestazione in commento, le domande di accesso possono riguardare interventi non superiori a dodici mesi.

Ad oggi, sulla base di quanto previsto dai rispettivi decreti istitutivi, i Fondi attivi che possono accedere a tale interpretazione, per i quali conseguentemente è possibile presentare un’istanza per un periodo continuativo di dodici mesi, sono il Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito e il Fondo intersettoriale di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza.

Per tutti gli altri Fondi già operativi, l’istanza deve essere presentata, come sopra specificato, per un periodo massimo di tre mesi, prorogabili trimestralmente fino ad un massimo di dodici.

Resta fermo che, qualora l’impresa abbia fruito di dodici mesi consecutivi di intervento, una nuova istanza può essere proposta, per la medesima unità produttiva, quando sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane di normale attività lavorativa.

In ogni caso, l’assegno ordinario riferito a più periodi non consecutivi non può superare complessivamente la durata di 12 mesi in un biennio mobile.

Qualora i decreti di adeguamento abbiano previsto un periodo transitorio, le relative prestazioni continueranno ad essere erogate secondo le regole pregresse.

Infine, per quanto riguarda la richiesta di accesso al finanziamento di programmi formativi, l’istanza può essere presentata per un periodo massimo, anche continuativo, di dodici mesi.

Presentazione delle domande di assegno ordinario e formazione

La procedura è unica per tutti i fondi e consente alle aziende l’invio telematico delle domande di accesso alle prestazioni di assegno ordinario e formazione, per i Fondi che le prevedono nei rispettivi decreti istitutivi.

Le istanze devono essere presentate in riferimento alla matricola sulla quale insistono i lavoratori sospesi o ad orario ridotto ovvero in riferimento alla matricola di accentramento contributivo per le aziende che hanno adempiuto all’obbligo dell’unicità della posizione contributiva di cui alla circ. 80 del 25/06/2014.

Tale modalità di presentazione della domanda deve essere adottata anche dalle aziende le cui istanze sono riferite alla contribuzione totale dovuta dal gruppo di appartenenza. In tale eventualità, l’azienda istante dovrà indicare il gruppo al quale aderisce.

La procedura è attiva per i fondi di solidarietà pienamente operativi, ovvero i fondi adeguati con disponibilità di risorse, il cui decreto è già stato pubblicato, nonché i fondi di cui è stato già nominato il comitato amministratore. Con successivo messaggio sarà comunicata l’operatività per gli ulteriori fondi. Dal giorno della pubblicazione della presente circolare non sarà più possibile presentare domanda con altri canali (es. SOLICRE per le domande di finanziamento dei programmi formativi del fondo credito) che pertanto vengono chiusi. Le Sedi inviteranno le aziende a ripresentare la domanda stessa con la modalità telematica.

Ad oggi sono pienamente operativi i fondi relativi ai sotto indicati settori, per i quali pertanto può essere presentata domanda:

settore del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza;

settore del personale dipendente di Poste Italiane spa e delle società del Gruppo Poste italiane;

settore del personale dipendente da aziende del credito cooperativo;

settore del personale dipendente di aziende del settore del credito.

Di seguito si forniscono alcune sintetiche indicazioni per l’accesso ai servizi telematizzati, rinviando ai manuali disponibili sul portale dell’Istituto per le istruzioni di dettaglio.

La domanda è disponibile nel portale INPS www.inps.it nei Servizi OnLine accessibili per la tipologia di utente “Aziende, consulenti e professionisti”, alla voce “Servizi per aziende e consulenti”, opzione “CIG e Fondi di solidarietà”, opzione “Fondi di solidarietà’. Al portale “Servizi per le aziende ed i consulenti” si accede tramite Codice Fiscale e PIN rilasciato dall’Istituto.

Completata l’acquisizione e confermato l’invio, la domanda viene protocollata e sarà possibile stampare la ricevuta di presentazione nonché il prospetto dei dati trasmessi.

Il manuale per Aziende e Consulenti per l’invio telematico delle domande è disponibile all’interno dell’applicazione stessa, nella sezione documentazione.

L’azienda, al momento della presentazione, dovrà indicare il Fondo al quale richiede l’intervento, il tipo di prestazione, il periodo, il numero dei lavoratori interessati e le ore di sospensione e/o riduzione ovvero formazione. Questi ultimi dati dovranno essere distinti per qualifica lavoratori (operai, impiegati, quadri o dirigenti).

Costituiscono parte integrante della domanda, l’accordo sindacale e l’elenco dei lavoratori, che dovranno essere allegati alla stessa. Qualora l’azienda sia stata interessata da operazioni societarie, ai fini di una compiuta istruttoria, dovranno essere indicati, nel campo note oppure allegando un’apposita dichiarazione, i codici fiscali e le relative matricole su cui è stata versata la contribuzione dovuta al Fondo e/o sono state erogate le prestazioni pregresse.

Per la domanda di assegno ordinario, stante il richiamo legislativo alle causali previste dalla normativa in materia di CIGO e CIGS, sono state predisposte per ciascuna causale delle apposite schede che costituiscono parte integrante della domanda, nonché un allegato tecnico esemplificativo delle singole causali (all. 1); le singole schede saranno rese disponibili anche all’interno della procedura. L’azienda, pertanto, al momento dell’inoltro della domanda, deve compilare e allegare la scheda relativa alla causale invocata. Le medesime schede devono essere compilate sia in caso di prima istanza che in caso di istanza di proroga. In quest’ultimo caso, nel campo “Ulteriori annotazioni”, deve essere indicata la causa eccezionale per la quale l’azienda necessita di una proroga del trattamento. Non potranno essere istruite e portate all’attenzione del Comitato amministratore domande mancanti della suddetta documentazione. Fanno eccezione le domande relative ai periodi transitori, ove previsti. A regime la stima della prestazione sarà effettuata in automatico dalla procedura in base ai dati forniti dall’azienda. Nell’attesa del completamento delle procedure di gestione delle istanze relative ai fondi di solidarietà, per consentire comunque l’inoltro delle domande e la loro successiva lavorazione, le aziende dovranno allegare alla domanda la stima della prestazione richiesta distinta per assegno e contribuzione correlata. Il documento con la stima dovrà essere inserito nell’allegato A della domanda on line.

Infine, nel quadro delle dichiarazioni di responsabilità del datore di lavoro, è stato predisposto un apposito campo per eventuali comunicazioni datoriali essenziali all’istruttoria della domanda, nonché per l’invio di documenti in formato PDF. In particolare, per la sola Formazione è obbligatorio allegare un ulteriore elenco dei lavoratori sulla base del Format allegato, nel quale vanno specificate, per ciascun beneficiario, la retribuzione oraria lorda, il numero delle ore di formazione e la retribuzione da finanziare (all. 2). Nel manuale operativo della procedura sono spiegate le modalità per allegare questo documento.

Con lo stesso flusso telematizzato le domande, alle quali viene attribuito il numero di protocollo, verranno inviate alle strutture territoriali competenti per l’istruttoria, differenziata a seconda del fondo di riferimento, ed il successivo inoltro, per il tramite della Direzione Generale, al Comitato Amministratore.

(INPS, circolare n. 122 del 17 giugno 2015)

 

8) Niente spesometro per gli Ordini professionali

Nessun obbligo di comunicazione per gli Ordini professionali. Il CNDCEC, con il Pronto Ordini 123/2015, ha risposto ad un quesito fatto da un Ordine locale dei Dottori Commercialisti, con il quale è stato chiesto di conoscere se gli Ordini professionali siano esonerati o meno, per l’anno d’imposta 2014, dall’adempimento dell’obbligo di comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

Il Consiglio, per risolvere il quesito, fa riferimento alla Legge n. 196/2009, la quale stabilisce che “ai fini dell’applicazione delle disposizioni in materia di finanza pubblica, per amministrazioni pubbliche si intendono […] a decorrere dall’anno 2012 gli enti e i soggetti indicati ai fini statistici dall’ISTAT […]”.

Dunque, sulla base di questa disposizione si richiama un’ulteriore norma che meglio specifica il novero delle Amministrazioni Pubbliche, nello specifico il D.Lgs. n. 165/2001, ai sensi del quale “per Amministrazioni Pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, […] tutti gli enti pubblici non economici nazionali …”.

Alla luce di queste considerazioni, il CNDCEC ha affermato che gli Ordini professionali, nella loro qualità di Enti Pubblici non economici, sono da ricomprendere nell’ampio alveo delle Amministrazioni Pubbliche e conseguentemente escluse dall’obbligo comunicativo delle operazioni IVA all’Anagrafe tributaria.

Meno vincoli orari ai prof. commercialisti

Porte aperte di scuole e Università per i Commercialisti: per loro insegnare non rappresenta una causa di incompatibilità con l’esercizio della professione. Salvo il limite della docenza universitaria a tempo pieno. Per tutti gli altri si può, dai maestri di scuola materna ai cattedratici a tempo definito.

A chiarirlo è il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con il Pronto Ordini n. 114/2015. I quesiti risolti giunti dal basso sono stati due: possibilità di insegnare negli istituti di grado inferiore rispetto alle Università in presenza di autorizzazione del direttore didattico o del preside, e possibilità di insegnare nelle Università a tempo definito “a prescindere dal numero delle ore dedicate all’Università”. La risposta del Consiglio è stata affermativa in entrambi i casi.

 

9) Ricorso contro le cartelle esattoriali anche per motivi di “merito”

Cartelle di pagamento, impugnabili anche per motivi inerenti al merito: La cartella di pagamento è un atto impositivo, ed è il primo ed unico atto con il quale è esercitata la pretesa fiscale nei confronti del dichiarante.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12288 del 12 giugno 2015, nella quale i Giudici di piazza Cavour hanno avvalorato le ragioni di un contribuente che aveva impugnato il giudizio della Commissione Tributarie Regionale in merito ad una cartella di pagamento per IRAP emessa per omesso versamento dell’imposta.

Già in primo grado i giudici provinciali avevano accolto le tesi dell’Ufficio, e la Corte Regionale non aveva fatto che ribadirle, ricordando che, dopo aver indicato un debito IRAP, il contribuente non aveva poi informato l’Agenzia delle entrate sui motivi del mancato pagamento dell’imposta. Invece, gli Ermellini hanno accolto le tesi del contribuente, secondo il quale avevano errato i giudici di appello nel confermare l’inammissibilità del ricorso, affermando che la cartella esattoriale può essere impugnata soltanto per vizi propri, e non per contestare la legittimità dell’iscrizione a ruolo.

Confermano infatti dal Palazzaccio: “La cartella esattoriale […] può essere impugnata […] non solo per vizi propri, ma anche per motivi attinenti al merito della pretesa impositiva, poiché non rappresenta la mera richiesta di pagamento […] ma riveste anche natura di atto impositivo, trattandosi del primo ed unico atto con cui la pretesa fiscale è stata esercitata nei confronti del dichiarante”.

 

10) Commercialisti a rischio

Rischio per i commercialisti se il contribuente è infedele fiscalmente. Il commercialista che tiene la contabilità del contribuente accusato per dichiarazione infedele rischia il sequestro dei suoi beni personali. Ciò perché, in qualità di consulente, avrebbe dovuto ripristinare la legalità e poi perché la misura reale può incidere contemporaneamente sui beni di ciascuno dei concorrenti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 24967 del 16 giugno 2015, ha respinto il ricorso di un professionista.

Nel confermare la validità della misura già convalidata dal Tribunale, la terza sezione penale ha precisato che il concorso di persone nel reato implica l’imputazione dell’intera azione delittuosa e dell’effetto conseguente in capo a ciascun concorrente e il sequestro non è collegato all’arricchimento personale di ciascuno dei correi, bensì alla corresponsabilità di tutti nella commissione dell’illecito.

Ok al sequestro sui beni dell’azienda

È legittimo il sequestro sui beni dell’azienda anche se è stata cancellata dal registro delle imprese.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 24960 del 16 giugno 2015, ha respinto il ricorso di due fratelli, due soci di una srl, accusati di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

In particolare gli imprenditori avevano chiesto la riduzione del sequestro, ma la tesi è stata respinta dal Tribunale. Infine, la decisione è stata resa definitiva dalla terza sezione penale.

I Supremi giudici hanno infatti chiarito che la pretesa lesione della norma civilistica di cui all’art. 2495 cod. civ. non ricorre in questo caso per quelle ragioni esattamente indicate dal Tribunale nel suo provvedimento; ragioni consistenti nella inconferenza del richiamo alla disciplina societaria come invocata dai ricorrenti secondo i quali la pretesa erariale può essere esercitata nei confronti dei soci soltanto nei limiti delle somme da costoro riscosse per effetto della liquidazione.

Quel che rileva, ad avviso della Corte, non è tanto il credito erariale vantato dallo Stato, quanto il diritto all’apprensione in via cautelare di somme costituite dal profitto del reato corrispondente al risparmio di imposta che ben può essere esteso ai soci sotto forma di sequestro per equivalente per un valore corrispondente al profitto del reato, laddove sia impossibile apprendere direttamente il profitto.

 

Vincenzo D’Andò