Diario fiscale quotidiano del 12 giugno 2015: le presunzioni fiscali sui prelievi dei professionisti sono ingiustificate

Pubblicato il 12 giugno 2015



conferme dalla Cassazione: le presunzioni fiscali sui prelievi dei professionisti sono ingiustificate; CNDCEC: precisazioni sugli iscritti nella sezione A e B; Inail: risarcimento danni all’autovettura del lavoratore; tassazione pensioni erogate da San Marino: question time; modelli di dichiarazione UNICO 2015-SC e IRAP 2015: novità in materia di reddito di impresa e modalità e termini di versamento degli acconti; modalità di determinazione della rendita catastale: nota IFEL; cartella di pagamento non preceduta dall’avviso bonario: non spetta la riduzione delle sanzioni di 1/3?; F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sul regime forfetario 2015

 

 Indice:

 1) Conferme dalla Cassazione: le presunzioni fiscali sui prelievi dei professionisti sono ingiustificate

 2) CNDCEC: precisazioni sugli iscritti nella sezione A e B

 3) Inail: risarcimento danni all’autovettura del lavoratore

 4) Tassazione pensioni erogate da San Marino: question time

 5) Modelli di dichiarazione UNICO 2015-SC e IRAP 2015: novità in materia di reddito di impresa e modalità e   termini di versamento degli acconti

6) Modalità di determinazione della rendita catastale: nota IFEL

 7) Cartella di pagamento non preceduta dall’avviso bonario: non spetta la riduzione delle sanzioni di 1/3?

8) Fatture on line: la P.A. deve annotare le fatture nel registro unico entro 10 giorni

 

9) Jobs act: stretta sulla Cig, tetto a 24 mesi in 5 anni

 10) F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sul regime forfetario

 

 

1) Conferme dalla Cassazione: le presunzioni fiscali sui prelievi dei professionisti sono ingiustificate

La Suprema Corte continua a confermare quanto già stabilito dalla recente giurisprudenza (prima per tutte la nota sentenza della Corte Costituzionale).

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12021 del 10 giugno 2015, ha confermato nuovamente l’interpretazione favorevole ai professionisti, questa volta in relazione alle indagini finanziarie espletate dal Fisco nei confronti di un amministratore di condominio.

La Suprema Corte ha, dunque, stabilito che la presunzione legale, relativa ai prelevamenti effettuati dal lavoratore autonomo (è tale l’amministratore di condominio che esercita al di fuori di una struttura giuridica societaria), sulla quale era fondato l’accertamento, “deve ritenersi inesistente, essendo stata dichiarata illegittima” dalla Consulta. Ciò che è stato cancellato con la declaratoria d’illegittimità costituzionale – ha affermato la Cassazione – “è proprio la presunzione sulla quale era fondato l’accertamento e cioè quella per cui i prelievi ingiustificati dei lavoratori autonomi erano presunti generatori di reddito non dichiarato”.

Pertanto, il giudice di legittimità continua a consolidare il nuovo orientamento giurisprudenziale, avviato a seguito della pronuncia della Consulta.

 

 

2) CNDCEC: precisazioni sugli iscritti nella sezione A e B

Esperti contabili iscritti nella Sezione B dell’Albo fuori dai Collegi sindacali. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (CNDCEC), nel Pronto Ordini n. 104/2015, in risposta ad un quesito formulato dall’Ordine di Teramo, ha precisato che un soggetto con la sola qualifica professionale di “esperto contabile”, iscritto nella Sezione B dell’Albo Unico, e non iscritto nel registro dei revisori legali, non può essere nominato componente del Collegio sindacale di una società agricola consortile a responsabilità limitata, pur non avendo quest’ultima l’obbligo di redigere il bilancio consolidato e pur essendo affidata all’esterno la funzione di revisione legale.

Soglia più alta per il contante

Governo e maggioranza si sono impegnate a ritoccare al rialzo l’attuale limite di 1.000 euro per i pagamenti in contanti. Ancora non si sa quale sarà il nuovo tetto. Il via libera dell’Esecutivo è comunque subordinato a un maggiore ricorso ai pagamenti elettronici. La revisione potrebbe arrivare in tempi brevi e trovare posto tra le modifiche al decreto attuativo della delega fiscale sulla fatturazione elettronica. Un altro nodo da risolvere è quello relativo ai costi per l’utilizzo dei Pos, diventato obbligatorio per gli autonomi. In Italia le transazioni tramite Pos prevedono costi più alti del 50% rispetto alla media Ue. Il Governo dovrà intervenire ed equiparare tali costi alla media di quelli sostenuti in altri Stati europei.

Partite Iva in crescita del 2,7%

Il Dipartimento delle Finanze ha reso noto che nel mese di aprile sono state aperte 47.581 nuove partite Iva, con un incremento del 2,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il 28% del popolo delle partite Iva ha scelto il regime forfettario o i minimi al 5%. Rispetto ad un anno fa sono in aumento le aperture delle persone fisiche e delle società di capitali (rispettivamente +2,3% e +8,9%). In forte calo (-12,3%) le aperture delle società di persone.

L’abuso del diritto incassa l’ok dal Senato

La commissione Finanze del Senato ha dato il via libera al parere sullo schema di decreto legislativo sulla certezza del diritto. Il parere contiene tre condizioni e sette osservazioni. Tra le osservazioni c’è l’invito al Governo a prevedere nello schema di dlgs delegato sulle sanzioni in arrivo “la differenza tra evasione ed elusione” e a introdurre una norma ad hoc relativa a quelle amministrative applicabili all’elusione. Le tre condizioni, invece, riguardano la limitazione al raddoppio dei termini. Il parere chiede che siano ricomprese le denunce presentate dalla Gdf tra i casi che possono far scattare i tempi supplementari per i controlli.

Il manager non risponde per la società

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12007/2015, ha stabilito che l’amministratore di fatto non risponde delle sanzioni per le violazioni commesse dalla società di capitali in quanto la responsabilità ricade esclusivamente su quest'ultima. Nel caso esaminato gli uffici del fisco hanno ritenuto che un soggetto fosse amministratore di fatto di due Srl cartiere e gli hanno contestato sanzioni e violazioni conseguenti alle operazioni fittizie riconducibili alle imprese. Con l'entrata in vigore del dl 269/2003 non sono più applicabili le regole sulla responsabilità delle persone fisiche. Per conseguenza l’amministratore di fatto di una società di capitali non può essere sanzionato per fatti commessi in epoca successiva all’entrata in vigore di detta disposizione.Professionisti: dal 2016 debutta la Tessera europea

Dal 2016 i liberi professionisti europei potranno utilizzare la Tessera professionale europea.

Dal 18 gennaio 2016 i liberi professionisti europei potranno utilizzare la Tessera professionale europea per muoversi liberamente all’interno del mercato europeo. Ad annunciarlo è stato dato il vice capo dell’Unità Libera circolazione dei professionisti della DG Grow della Commissione europea, Tomaras, in occasione dell’Assemblea generale e del Comitato permanente del Consiglio europeo delle professioni liberali (Ceplis), svoltosi lo scorso 5 giugno a Venezia. La Tessera professionale europea (Epc) è una procedura elettronica che consentirà di semplificare l’iter burocratico per riconoscere la qualifica di un professionista ottenuta in un Paese Ue.

Durc on line, incontro tra Inps e commercialisti

Analizzate criticità e possibili soluzioni in vista dell’avvio della procedura on line. A fine mese una video-conferenza nazionale tra Istituto e professione per fare il punto della situazione. Jacono: “Positivo clima di collaborazione”.

Le problematiche relative a Durc interno e preavvisi di irregolarità, in vista dell’imminente avvio del “Durc on line” sono state al centro di incontro tra la direzione generale entrate dell’INPS ed il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Una riunione di carattere tecnico, nel corso della quale le due parti si sono confrontate per garantire, dalle rispettive posizioni, il successo dell’iniziativa. A fine giugno, nel corso di una video-conferenza nazionale, Inps e commercialisti faranno il punto della situazione sulla nuova procedura.

 

 

3) Inail: risarcimento danni all’autovettura del lavoratore

Uso dell’autovettura per ragioni di servizio, risarcimento danni: L’Inail, con la circolare n. 54 del 9 giugno 2015, fornisce alcune precisazioni sulle ipotesi di risarcimento dei danni all’autovettura di proprietà del personale autorizzato all’uso del proprio mezzo di trasporto per ragioni di servizio.

In particolare, l’articolo 9 del D.P.R. n. 43/1990 prevede il rimborso dei danni occorsi all’autovettura di proprietà il cui uso è autorizzato al dipendente per ragioni di servizio, limitatamente al tempo strettamente necessario all’espletamento del servizio stesso, in presenza di accertato “nesso di causalità” tra la missione espletata dal dipendente e l’evento dannoso occorsogli.Non sono, pertanto, soggetti a rimborso i danni dovuti alla fisiologica usura del mezzo utilizzato e che solo per mera casualità vengono a manifestarsi in occasione dello svolgimento della missione.

L’Inail specifica che l’autovettura utilizzata dai dipendenti autorizzati all’uso della stessa deve essere di proprietà:

- del dipendente medesimo;

- del coniuge con cui vige il regime di comunione dei beni o, in caso di vigenza del regime di separazione dei beni, del coniuge con cui sia stato stipulato un contratto di comodato d’uso avente data precedente a quella di autorizzazione all’uso dell’autovettura stessa e già in possesso dell’Istituto all’atto dell’autorizzazione;- di altro soggetto avente grado di parentela non superiore al primo con il dipendente, con cui sia stato stipulato un contratto di comodato d’uso esclusivo avente data precedente a quella di autorizzazione all’uso della autovettura stessa e già in possesso dell’Istituto all’atto dell’autorizzazione;ovvero in comproprietà:

- con il coniuge in regime di separazione dei beni;

- con altri componenti del nucleo familiare, risultanti dallo stato di famiglia.

Il risarcimento dei danni è disposto quando ricorrono i presupposti individuati dalla normativa di riferimento quali:

- accertamento da parte dell’amministrazione che l’incidente è avvenuto per motivi ed in occasione di lavoro (riscontro del foglio di viaggio, ecc.);

- autorizzazione a far uso dell’autovettura di proprietà in epoca anteriore al sinistro;- eventuali rapporti redatti dal personale di Polizia;

- fatture in originale o in copia autentica delle spese sostenute per la riparazione dell’autovettura;

- dichiarazione da parte del dipendente di non aver ottenuto il risarcimento del danno da alcuna compagnia di assicurazione;

- eventuale indagine ispettiva.

Detto risarcimento dei danni è escluso in caso di:

- comportamenti dolosi;

- comportamenti gravemente colposi;

- atti di vandalismo;

- imperizia nella guida dell’autovettura, quale ad esempio gli urti durante le

manovre di parcheggio.

Le suddette disposizioni verranno applicate alle missioni compiute a decorrere dal 15 giugno 2015.

 

 

4) Tassazione pensioni erogate da San Marino: question time

Diatriba sulla tassazione delle pensioni erogate da San Marino agli ex lavoratori frontalieri italiani. Secondo le autorità del Titano le somme devono essere assoggettate a imposizione alla fonte. A parere dell’Agenzia delle entrate, invece, i pensionati dovrebbero pagare le tasse dove risiedono, cioè in Italia. Un contrasto interpretativo, quello relativo all’articolo 18 della Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e San Marino, che ha dato luogo anche all’istituzione di una commissione bilaterale. Il tavolo tecnico non ha però risolto la questione. Questa la risposta fornita dal sottosegretario all’Economia, il 10 giugno 2014 nel corso del question time presso la commissione finanze della camera. I chiarimenti erano stati richiesti dai deputati Pd Marco Causi e Tiziano Arlotti. L’articolo 18 della Convenzione stabilisce che le pensioni pagate in relazione a un cessato impiego non relativo a funzioni pubbliche (par. 1) vengono tassate nel solo stato di residenza del beneficiario del trattamento. Le pensioni ricevute nell’ambito della «legislazione di sicurezza statale» (par. 3), invece, scontano le imposte nello stato fonte del pagamento. Ora, con la circolare n. 14227/2014 la segreteria di stato finanze e bilancio di San Marino ha precisato che tutte le prestazioni pensionistiche erogate a fronte di contributi obbligatori rientrano nel paragrafo 3. Le uniche escluse (cioè appartenenti al par. 1) sarebbero le pensioni erogate sulla base di contributi volontari. Diverso il pensiero delle Entrate, che già nella circolare n. 41/E del 2003, relativa alle Convenzioni con Finlandia, Svezia e Lussemburgo, aveva spiegato che per «sicurezza statale» vanno intese solo le pensioni sociali e quelle di invalidità. Tesi ribadita di recente dalla Direzione regionale dell’Emilia-Romagna in risposta a un interpello.

 

 

5) Modelli di dichiarazione UNICO 2015-SC e IRAP 2015: novità in materia di reddito di impresa e modalità e termini di versamento degli acconti

Assonime ha pubblicato la circolare n. 21 del 10 giugno 2015 riguardante: Imposte sui redditi e IRAP – Modelli di dichiarazione UNICO 2015-SC e IRAP 2015 – Novità in materia di reddito di impresa e IRAP – Modalità e termini di versamento – Determinazione degli acconti.

Come ogni anno, la circolare sui modelli di dichiarazione IRES e IRAP illustra le principali innovazioni che assumono a tal fine rilevanza. Oltre alle più importanti novità normative, Assonime analizza i principali documenti di prassi emanati dall’Amministrazione finanziaria fino ad oggi. I chiarimenti commentati vanno dalle indicazioni sulla rilevanza fiscale dei nuovi criteri di rappresentazione contabile degli accordi a controllo congiunto introdotti dall’IFRS 11, a quelli recentissimi con cui l’Agenzia delle entrate ha illustrato le novità in tema di ACE e di ravvedimento operoso.

Come di consueto, infine, Assonime si sofferma anche sulle principali innovazioni che interessano il versamento degli acconti dovuti per il corrente periodo d’imposta.

Determinazione degli acconti dovuti per il 2015

Il decreto Milleproroghe ha prorogato al 30 settembre 2015 il termine entro il quale il Ministero delle finanze può disporre l’aumento della misura degli acconti IRES e IRAP dovuti per il 2015. Assonime, rammenta che ad oggi il decreto non è ancora stato emanato; pertanto, in sede di versamento della prima rata di acconto le imprese dovranno far riferimento alla misura ordinaria del 100%; l’eventuale aumento della misura disposto dopo il termine previsto per il versamento della prima rata di acconto assumerà rilevanza, così come avvenuto nei precedenti periodi d’imposta, in sede di determinazione della seconda rata di acconto.

L’ammontare di acconto deve essere versato in due rate:

- la prima, pari al 40% dell’ammontare complessivo dell’acconto, entro il termine previsto per il saldo dell’imposta relativa al periodo precedente

- la seconda, pari al rimanente 60%, entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo d’imposta di riferimento.

Le imprese potranno utilizzare il metodo storico (o facciale), avendo, cioè, riguardo all’imposta liquidata per il 2014, ovvero il metodo previsionale, basato sull’imposta che si prevede di liquidare per il 2015.

Novità in sintesi

Le principali novità interpretative e normative in materia di reddito d’impresa e di IRAP illustrate nella circolare sono:

- la cessione del credito derivante dall’istanza di rimborso relativa alla deducibilità forfetaria e analitica dalle imposte sui redditi dell’IRAP - Differenziale tra il corrispettivo e il valore nominale del credito ceduto pro soluto;

- i contratti di godimento di immobile in funzione della loro successiva alienazione - rent to buy;

- la rilevanza fiscale dei nuovi criteri di rappresentazione contabile introdotti dall’IFRS 11 in tema di accordi a controllo congiunto;

- la declaratoria di incostituzionalità della Robin Hood tax;

- il concambio delle partecipazioni originariamente detenute nella società scissa e la ripartizione del costo fiscale originario tra le partecipazioni assegnate nella società beneficiaria;

- le novità in tema di ACE;

- la preclusione della procedura prevista dalla circolare n. 31/E/2013 per la correzioni degli errori contabili in caso di raddoppio dei termini di accertamento

- la nuova disciplina della deduzione dalla base imponibile IRAP delle spese per il lavoro dipendente a tempo indeterminato introdotta dalla legge di Stabilità 2015;

- il nuovo ravvedimento operoso;

- lo scorporo della quota parte del valore del fabbricato relativa al terreno alla luce del nuovo principio contabile OIC 16;

- le novità per le società in perdita sistematica;

- le principali semplificazioni in favore delle imprese previste dal decreto Semplificazioni fiscali;

- le principali agevolazioni previste in favore delle imprese.

 

 

6) Modalità di determinazione della rendita catastale: nota IFEL

L’IFEL ha chiarito le modalità di determinazione della rendita catastale. Con la nota del 10 giugno 2015 l’IFEL ha fornito chiarimenti sulla normativa enunciata dalla Legge di Stabilità 2015 per la parte relativa alle modalità di determinazione della rendita catastale dei fabbricati a destinazione speciale e particolare, cioè quelli ricompresi nelle categorie catastali D ed E.

La disciplina in argomento ha preso spunto da una circolare interpretativa a forte contenuto tecnico emanata dall’Agenzia delle entrate (n. 6/E del 30 novembre 2012). L’obiettivo dell’intervento delle Entrate era quello di emanare istruzioni dettagliate agli uffici provinciali dipendenti per una applicazione omogenea della normativa. Entro questo contesto l’intervento legislativo ha avuto senza dubbio la finalità di elevare lo status di fatto della Circolare da atto di natura tecnico - amministrativa dell’Agenzia a norma di legge, così da assicurarne la più uniforme applicazione a livello nazionale.

L’Associazione chiarisce e sottolinea che il significato dei due commi di recente introduzione deve essere inteso in senso confermativo e rafforzativo della prassi fin qui adottata dall’Amministrazione finanziaria e dai suoi uffici territoriali, escludendo esplicitamente comportamenti che possano discostarsene per i più diversi motivi legati – si deve ritenere – alle particolarità locali degli impianti considerati.

Dunque, le norme introdotte nella Legge di Stabilità 2015 non innovano la sostanza dei metodi di valutazione delle rendite catastali degli immobili industriali, mentre l’esigenza di un più equilibrato ed efficace sistema di tassazione di tali cespiti potrà essere affrontata correttamente solo nel contesto della revisione della disciplina del sistema estimativo del catasto dei fabbricati, previsto dalla Delega fiscale di cui si attende l’attuazione, semmai anticipandone taluni aspetti con la revisione dell’assetto della tassazione immobiliare locale attesa per il 2016.

 

 

7) Cartella di pagamento non preceduta dall’avviso bonario: non spetta la riduzione delle sanzioni di 1/3 ?

Secondo la sentenza n. 12023 del 10 giugno 2015 della Corte di Cassazione, é legittima la cartella di pagamento emessa per un tardivo versamento IVA, anche se non preceduta dall’invio dell’avviso bonario o comunicazione di irregolarità. Ciò deriva dal fatto che il contraddittorio preventivo, che si instaurerebbe con l’invio dell’avviso bonario, non è necessario per le liquidazioni dei dati direttamente desumibili dalla dichiarazione presentata. Pertanto, nel caso di specie, la citata sentenza ritiene corretto escludere la riduzione delle sanzioni ad un terzo.

A seguito del controllo automatizzato previsto dall’art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 e dall’art. 54-bis del D.P.R. n. 633/1972, l’Agenzia delle entrate ha iscritto a ruolo importi per sanzioni ed interessi dovuti al tardivo versamento dell’IVA relativa all’anno 2002.

È così stata notificata una cartella di pagamento per la pretesa delle predette somme. Il provvedimento è stato impugnato ed entrambi i giudici di merito ne hanno dichiarato la nullità. In particolare, il collegio di appello ha affermato che l’atto era illegittimo poiché non era stato preceduto dall’invio della comunicazione bonaria prevista dal comma 3 dell’art. 36-bis citato, violando peraltro i principi stabiliti dallo statuto dei diritti del contribuente.

Infatti, l’obbligo di invio dell’avviso bonario sussiste eccome nel caso esaminato, sebbene non sanzionato con la nullità: i giudici supremi non hanno considerato la presenza nel sistema normativo fiscale degli artt. 36-bis e 54-bis, ove emerge senza dubbio che l’Ufficio, quando, dal sistema telematico, rileva un’incongruenza tra dichiarato e versato, deve inviare al contribuente l’avviso bonario (la prescrizione è rafforzata dall’art. 2-bis del D.L. 203/2005, che, richiamando l’art. 6, prevede la trasmissione al contribuente e/o all’intermediario abilitato).

E’, dunque, inaccettabile la tesi della Cassazione anche perché questo significa impedire al contribuente di potere pagare prima del ruolo, e, quindi, obbligarlo a corrispondere anche gli aggi al 3,65%.

Pertanto, l’Amministrazione finanziaria ha il dovere di inviare prima l’avviso bonario e poi, eventualmente, la cartella di pagamento.

 

 

8) Fatture on line: la P.A. deve annotare le fatture nel registro unico entro 10 giorni

Le fatture elettroniche emesse alla Pubblica Amministrazione hanno un iter di registrazione veloce.

Il CNDCEC, con il prontordini 120/2015, pubblicato l’11 giugno 2015, precisa che gli enti pubblici devono adottare il registro unico delle fatture nel quale devono essere registrate le fatture entro 10 giorni dal ricevimento. Stessa cosa vale per le richieste di pagamento per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni professionali.

 

 

9) Jobs act: stretta sulla Cig, tetto a 24 mesi in 5 anni

Ad aprile +212.000 contratti, +83% quelli diventati stabili. Stretta in arrivo per l'uso della cassa integrazione. La durata massima complessiva della cig ordinaria e straordinaria sarà 24 mesi in un quinquennio mobile (30 mesi per le imprese edili), contro i 48 mesi attuali. Il tetto sale a 36 mesi con il ricorso alla solidarietà. Lo prevede la bozza del dlgs sul riordino degli ammortizzatori sociali, all'esame del Cdm.

Ministero, +83% contratti diventano stabili - Nel mese di aprile 2015 le trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato rilevate su tutti i settori di attività sono state 36.428, l'83% in più su aprile 2014 (erano 19.893 ad Aprile 2014). E' quanto risulta dalla Nota flash sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro.

Ad aprile +212.000 contratti - Ad aprile 2015 il numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro in tutti i settori di attività economica è stato pari a 912.764, mentre le cessazioni nel periodo 700.602 con un saldo di oltre 212.000 contratti. Ad aprile 2014 le attivazioni erano 865.133. E' quanto si legge nella Nota flash del ministero del Lavoro sulle Comunicazioni obbligatorie.

(Ansa, nota del 11 giugno 2015)

 

 

10) Modello F24: istituiti i codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sul regime forfetario 2015

Modello F24: L’agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 59/E del 11 giugno 2015, ha istituito dei codici tributo per il versamento dell’imposta sostitutiva sul regime forfetario (articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ovvero la legge di stabilità).

Questi i codici tributo:

- “1790” denominato “Imposta sostitutiva sul regime forfetario - Acconto prima rata - art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”;

- “1791” denominato “Imposta sostitutiva sul regime forfetario - Acconto seconda rata o in unica soluzione - art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”;

- “1792” denominato “Imposta sostitutiva sul regime forfetario - Saldo – art. 1, c. 64, legge n. 190/2014”.

Questo poiché l’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ha introdotto, a decorrere dall’anno d’imposta 2015, il regime fiscale forfetario per le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni, in forma individuale che nell’anno precedente hanno maturato i requisiti previsti dal citato comma 54.

In particolare, il comma 64 del suddetto articolo 1, stabilisce, tra l’altro, che sul reddito imponibile, determinato applicando all’mmontare dei ricavi o dei compensi percepiti il coefficiente di redditività nella misura indicata nell’allegato n. 4 annesso alla citata legge, diversificata a seconda del codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata, “si applica un'imposta sostitutiva dell'imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, pari al 15 per cento.”

 

Vincenzo D’Andò