Diario fiscale dell'8 giugno 2015, tante notizie tra cui: non esiste più il regime delle nuove iniziative produttive

per i piccoli contribuenti rimane solo il regime dei minimi; con il nuovo ISEE non si scherza; Ministero beni culturali: finalità del sito Art Bonus; sanzione “standard” sull’eccessiva compensazione; é stretta sui Notai: ok ai controlli a sorpresa; un flop il Tfr in busta paga; esonero contributivo cumulabile con Garanzia Giovani; bando Isi 2014: click day il 25 giugno 2015; intermittenti: comunicazioni dal 1° giugno nuova casella PEC ministeriale; il mutuo troppo elevato prova il “nero”; e-commerce: nuove regole per la gestione dei cookies; non va bene la dichiarazione di atto notorio per attestare l’avvenuta presentazione del Modello Unico; disponibile il software Gerico 1.0.1 dal 5 giugno 2015; entrate tributarie erariali in recupero a gennaio-aprile 2015

 

 Indice:

 1) Per i piccoli contribuenti rimane solo il regime dei minimi

 2) Con il nuovo ISEE non si scherza

 3) Ministero beni culturali: finalità del sito Art Bonus

 4) Sanzione “standard” sull’eccessiva compensazione

 5) E’ stretta sui Notai: ok ai controlli a sorpresa

 6) Un flop il Tfr in busta paga

 7) Esonero contributivo cumulabile con Garanzia Giovani

 8) Bando Isi 2014: click day il 25 giugno 2015

 9) Intermittenti: comunicazioni dal 1° giugno nuova casella PEC ministeriale

 10) Il mutuo troppo elevato prova il “nero”

 11) E-commerce: nuove regole per la gestione dei cookies

 12) Non va bene la dichiarazione di atto notorio per attestare l’avvenuta presentazione del Modello Unico

 13) Disponibile software Gerico 1.0.1 dal 5 giugno 2015

 14) Entrate tributarie erariali in recupero a gennaio-aprile 2015

 

 

1) Per i piccoli contribuenti rimane solo il regime dei minimi

E’ ufficiale: non esiste più il regime delle nuove iniziative produttive. Il meccanismo semplificato con l’imposta sostitutiva del 10% previsto dall’articolo 13 della legge n. 388/2000 ha cessato di esistere a fine 2014. I contribuenti che si trovavano ad applicarlo e non avevano ancora terminato il triennio di attività agevolata possono unicamente transitare nel nuovo regime dei minimi introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. Altrimenti possono passare al regime ordinario.

Lo ha ricordato il sottosegretario al Ministero dell’Economia e finanze (MEF) nel corso di una interpellanza parlamentare avvenuta il 4 giugno 2015.

La manovra di Stabilità ha solo previsto la possibilità di continuare ad applicare il vecchio regime per i “nuovi minimi” di cui al D.L. n. 98/2011 (con tetto di ricavi a 30 mila euro e imposta sostitutiva al 5%).

Invece, la stessa cosa non è avvenuta per le nuove iniziative produttive. Così come non è possibile per chi ha aperto la partita Iva nel 2015 optare per il vecchio regime della Legge n. 388/2000. Ciò poiché il D.L. n. 192/2014, che ha invece prorogato di un anno sia le semplificazioni per i minimi previsti dalla legge n. 244/2007 sia il forfettino del 5% del 2011, non ha ricompreso anche il regime agevolato del 10% del 2000.

Per conseguenza chi alla data del 1° gennaio 2015 non aveva ancora terminato il triennio di nuove attività produttive ha “potuto optare, avendone i requisiti, solo per il regime forfetario introdotto dalla legge di stabilità 2015 ovvero per il regime ordinario”. La scelta legislativa di mandare definitivamente in soffitta il regime semplificato è dovuta alla volontà “di adottare nuovi e più avanzati regimi fiscali volti a promuovere sempre di più le nuove iniziative di intrapresa privata”.

Dunque, i contribuenti che applicavano, al 31 dicembre 2014, il regime agevolato delle nuove iniziative produttive (cosiddetto “forfettino”) non possono continuare ad applicarlo oltre, ossia anche nel 2015 e negli anni successivi, ancorché non sia terminato il triennio di attività previsto dal regime stesso.Tali soggetti, a partire dal 2015, possono optare per il nuovo regime forfetario introdotto dalla legge di stabilità 2015 o per il regime ordinario, mentre è precluso l’accesso al regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile.

 

 

2) Con il nuovo ISEE non si scherza

Niente più giochetti con il nuovo ISEE: scendono dal 73 al 24% coloro che dichiarano patrimonio nullo. Il nuovo ISEE reca, invece, beneficio ai nuclei familiari con disabili o figli minori a carico. Meno fortunati gli universitari. È questo quanto emerso dai dati pubblicati il 4 giugno 2015 dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dopo l’entrata in vigore lo scorso 1° gennaio del nuovo Isee, l’Indicatore della situazione economia equivalente, che tiene conto di reddito, patrimonio e caratteristiche del nucleo familiare per misurarne l’effettiva condizione economica.

Le statistiche mostrano come le Dsu indicanti nessuna disponibilità di risorse finanziarie, allocate sia su conti correnti…

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