Diario quotidiano del 3 giugno 2015: Certificazione Unica, in arrivo la disapplicazione delle sanzioni?

Pubblicato il 3 giugno 2015



decontribuzione premi: decreto in G.U.; rapporto Mediobanca: tassazione asfissiante per le imprese; é stata pubblicata sulla G.U. la Legge sul falso in bilancio; il commercialista deve sempre consigliere il cliente anche se non è autorizzato a ricorrere in Cassazione; imposte indirette applicabili agli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzanti; l’Agenzia rende disponibile i software per chi aderisce al consolidato nazionale o mondiale; certificazioni uniche: dai commercialisti è no alle sanzioni sul ritardo nell’invio; deduzione dei costi di sponsorizzazione

 

 Indice:

 1) Decontribuzione premi: decreto in G.U.

 2) Rapporto mediobanca: tassazione asfissiante per le imprese

 3) E’ stata pubblicata sulla G.U. la Legge sul falso in bilancio

 4) Il commercialista deve sempre consigliere il cliente anche se non è autorizzato a ricorrere in Cassazione

 5) Imposte indirette applicabili agli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzanti

6) L’Agenzia rende disponibile i software per chi aderisce al consolidato nazionale o mondiale

 7) Certificazioni uniche: dai commercialisti è no alle sanzioni sul ritardo nell’invio

8) Deduzione dei costi di sponsorizzazione

 

 

1) Decontribuzione premi: decreto in G.U.

Pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2015, il Decreto 8 aprile 2015 sugli incentivi.

Versione light per la decontribuzione premi del 2014. Le risorse disponibili sono 391milioni di euro (il 60% dei 650 milioni originari) e lo sgravio contributivo (25% ai datori di lavoro e 100% ai lavoratori) si applica alle somme di produttività erogate nel 2014 nel limite dell’1,6% della retribuzione del lavoratore (l’anno scorso il 2,25%).

Come premesso, a dare il via libera all’incentivo, da fruire nel corso di quest’anno, è il suddetto decreto. La parola passa ora all’Inps che deve indicare le modalità operative, nonché fissare il termine di trasmissione delle istanze. Gli accordi di produttività, se non già fatto, vanno depositati alla direzione territoriale del lavoro (Dtl) entro i prossimi 30 giorni.

La decontribuzione ha il fine di agevolare la contrattazione di prossimità o di secondo livello: aziendale e territoriale. Introdotta dal 1° gennaio 2008 dalla legge n. 247/2007 (protocollo Welfare) in via sperimentale per il triennio 2008/2010, è stata prima prorogata per il 2011 dalla legge n. 220/2010 (legge Stabilità 2011) e poi resa strutturale dalla riforma Fornero (la legge n. 92/2012) dall’anno 2012. L’incentivo, per poter operare, necessita di autorizzazione ministeriale annua, attraverso apposito decreto che deve fissare la misura massima di sconto (non oltre il 5% della retribuzione contrattuale dei lavoratori), nonché le modalità applicative.

 

 

2) Rapporto Mediobanca: tassazione asfissiante per le imprese

Il Fisco italiano arriva a pesare fino all'80% sulle società. Rapporto mediobanca sulla tassazione che asfissia le imprese. Imprese nostrane asfissiate dal Fisco.

La tassazione sulle medie aziende «continua a essere punitiva». Il livello impositivo nel 2013 è stato del 38,1%, con punte dell'80% in alcuni casi limite. Senza l'Irap la pressione fiscale scenderebbe di oltre 11 punti percentuali al 26,4%, in linea cioè con quello delle medie imprese europee. Qualche spiraglio è stato aperto dalla legge n. 190/2014, che ha reso integralmente deducibile il costo del lavoro ai fini Irap: la misura dovrebbe portare il tax rate complessivo al 33% nel 2015, pur lasciando picchi di imposizione intorno al 60%. È quanto emerge dall’indagine annuale sulle medie imprese industriali italiane, realizzata da Mediobanca e Unioncamere, presentata il 29 maggio 2015 a Milano.

 

 

3) E’ stata pubblicata sulla G.U. la Legge sul falso in bilancio

Falso in bilancio, nuove regole in G.U.. E’ stata, infatti, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 69/2015 che ripristina il reato di falso in bilancio.

Per le società quotate si rischia una reclusione da 3 a 8 anni; per quelle non quotate da uno a 5 anni. La disciplina stabilisce che si procede sempre d'ufficio, a meno che non si tratti di piccole realtà non soggette al fallimento, per le quali vale una sanzione ridotta, mentre è fissata la non punibilità per gli illeciti di “particolare tenuità”. Quanto alla responsabilità amministrativa degli enti, raddoppiano le sanzioni pecuniarie (fino a 600 quote nel caso di società in borsa, fino a 400 per quelle “fuori listino”, laddove ogni quota va da un minimo di 258 a un massimo di 1.549 euro). Altri capitoli riguardano l'inasprimento delle pene per la corruzione e la concussione. Per accedere al patteggiamento occorre restituire il maltolto.

Altri capitoli riguardano l'inasprimento delle pene per la corruzione e la concussione e l’aut aut per accedere al patteggiamento, beneficio condizionato alla restituzione del “maltolto” (il prezzo, o profitto del reato). E, insieme alla previsione di una stretta collaborazione tra gli inquirenti e l’Autorità nazionale anticorruzione, si concede lo “sconto” ai collaboratori di giustizia: chi fornirà le prove, o aiuterà ad individuare gli altri responsabili, o il sequestro delle somme godrà della riduzione della condanna da un terzo a due terzi.

 

 

4) Il commercialista deve sempre consigliere il cliente anche se non è autorizzato a ricorrere in Cassazione

Il commercialista paga per mancato consiglio al proprio cliente. Il ragioniere che non suggerisce al contribuente in ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole e che non prospetta la possibilità di aderire al condono ne risponde davanti al giudice. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11147 del 29 maggio 2015. Il risarcimento dei danni è giustificato dal fatto che il ragioniere non aveva adempiuto diligentemente all’incarico. Dal suo comportamento il contribuente aveva perso la chance di risolvere positivamente un accertamento subito.

Intanto, il commercialista non aveva consigliato al proprio cliente di aderire al condono, poi, particolarmente, non aveva comunicato al contribuente la possibilità di potere ricorrere in Cassazione, questo anche se il professionista contabile/fiscale non è autorizzato a partecipare nel giudizio dinnanzi al giudice di legittimità.

Insomma, il ragioniere non aveva dimostrato di avere diligentemente adempiuto al proprio incarico, infatti, non è riuscito a provare di avere informato adeguatamente delle diverse possibilità che aveva il cliente per difendersi dalle pretese del Fisco.

Questo porta a ritenere che, in casi simili, il professionista deve farsi firmare dal proprio cliente tutte le indicazioni del caso da fornire in maniera esaustiva.

Quindi, fare presente, ad esempio, che è consigliabile rivolgersi ad un avvocato cassazionista per continuare il contenzioso con il Fisco, oppure di aderire al condono. Questo dovrebbe evitare spiacevoli conseguenze per il professionista contabile/fiscale.

 

 

5) Imposte indirette applicabili agli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzantiRedistribuzione tra co-lottizzanti: si applica il trattamento di favore. Ripristinate per gli atti immobiliari rientranti nel campo d’azione dell’articolo 32 del Dpr 601/1973 le agevolazioni che erano state soppresse dal decreto sul federalismo municipale. L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 56/E del 1 giugno 2015, fornisce chiarimenti in ordine al trattamento fiscale applicabile ai fini delle imposte indirette, agli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzanti, alla luce della riforma della tassazione dei trasferimenti immobiliari prevista dall’articolo 10 del Dlgs 23/2011.

L’ipotesi in esame riguardo il caso in cui, in seguito all’individuazione delle aree non edificabili destinate alle urbanizzazioni da cedere al Comune e alla distribuzione dell’intera cubatura edificabile del piano di lottizzazione tra i lotti residui, si creino situazioni differenziate tra i proprietari delle diverse aree, che possono essere incisi in modo non omogeneo dall’obbligo di cessione gratuita al comune delle aree destinate alla realizzazione delle opere di urbanizzazione.Difatti, alcuni proprietari risulteranno titolari di lotti edificabili non interessati dall’obbligo di cessione di aree al Comune, mentre altri proprietari potrebbero risultare spogliati delle aree di loro proprietà in seguito alla cessione gratuita di aree al Comune.

Per neutralizzare gli effetti di tale sperequazione, avvengono operazioni di redistribuzione fondiaria, per rendere omogenea e proporzionale al diritto di proprietà originario l’area di sedime edificabile di spettanza di ciascun co-lottizzante, risultante dal nuovo assetto del territorio, e per rendere possibile l’edificazione da parte di quei co-lottizzanti privati dall’area di sedime a seguito della cessione gratuita di aree al Comune della cubatura loro spettante.

Il Dlgs 23/2011 (comma 4 dell’articolo 10) ha previsto, ai fini dell’imposta di registro, la soppressione di tutte le esenzioni e agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali, relative agli atti costitutivi o traslativi di diritti reali su immobili posti in essere a titolo oneroso.

A tal proposito, con la circolare n. 2/2014, è stato precisato che devono intendersi soppresse anche le agevolazioni previste dall’articolo 32 del Dpr 601/1973, se riferibili ad atti riconducibili all’ambito dell’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Tur.

La disposizione, tuttavia, è stata modificata dal Dl 133/2014 (articolo 20, comma 4-ter), a seguito del quale “è altresì esclusa la soppressione delle esenzioni e delle agevolazioni tributarie riferite agli atti di cui ai commi 1 e 2 aventi ad oggetto immobili pubblici interessati da operazioni di permuta (…) e all’articolo 32 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601”.

La risoluzione 56/2015 chiarisce che il ripristino delle agevolazioni previste dall’articolo 32 del Dpr 601/1973 opera in senso ampio e, dunque, a prescindere dalla circostanza che i relativi atti riguardino o meno immobili pubblici.Del resto, anche l’Atto Senato n. 2629 elaborato in fase di approvazione del Dl 133/2014, nel commentare il comma 4-ter, ha precisato che tale disposizione è stata introdotta per agevolare “le operazioni di permuta tra beni immobili dello Stato e degli enti locali (…) nonché dei trasferimenti di proprietà per l’edilizia residenziale pubblica, della concessione del diritto di superficie sulle aree stesse (…)”. Dal tenore letterale del documento, si evince, dunque, che sono distintamente individuati gli atti e i contratti riconducibili nell’ambito applicativo dell’articolo 32 del Dpr 601/1973 per i quali s’intendono ripristinate le agevolazioni, senza far riferimento alla natura pubblica degli immobili oggetto di trasferimento.

Gli atti di redistribuzione fondiaria tra co-lottizzanti sono stipulati per eliminare gli effetti distorsivi che derivano dalla convenzione di lottizzazione. In attuazione di tale convenzione, le parti si obbligano a effettuare cessioni a titolo gratuito, in favore del Comune, di aree da destinare alla realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.Si configurano i tratti costitutivi di un atto redistributivo delle aree, laddove, per effetto di tale atto, i lottizzanti, penalizzati dalla cessione gratuita a favore del Comune, siano destinatari di porzioni aggiuntive di aree da parte di altri assegnatari, al fine di reintegrare il rapporto di proporzionalità tra le stesse aree.Tali atti sono riconducibili all’ambito applicativo dell’articolo 20 della legge 10/1977, a mente del quale “ai provvedimenti, alle convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dalla presente legge si applica il trattamento tributario di cui all’articolo 32, secondo comma, del DPR 29 settembre 1973, n. 601”.Pertanto, per effetto del richiamo effettuato all’articolo 32 del Dpr 601/1973, ripristinato a decorrere dal 12 novembre 2014, gli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzanti, stipulati a partire da quella data, possono beneficiare del regime di favore previsto dall’articolo 32 (imposta di registro in misura fissa ed esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale), secondo i chiarimenti forniti, tra l’altro, con la risoluzione 1/2012.

Con riferimento ai profili Iva dell’operazione, il negozio di “redistribuzione” – che svolge funzione meramente ripartitoria/distributiva e non di scambio negoziale – non rientra nel campo di applicazione del tributo.L’esclusione dal campo Iva, tuttavia, non opera se è previsto l’obbligo di versamento di conguagli in denaro e uno dei lottizzanti, in danno dei quali si attua la redistribuzione, è un soggetto passivo di imposta che pone in essere la cessione nell’esercizio di un’attività di impresa. In tale ipotesi, infatti, l’operazione sconta l’Iva, con applicazione dell’aliquota ordinaria, in linea con i chiarimenti contenuti nelle risoluzioni 250666/1983, 220210/1986, 156/2014 e 1/2012).

 

 

6) L’Agenzia rende disponibile i software per chi aderisce al consolidato nazionale o mondiale

Sono disponibili l’applicazione per la trasmissione telematica del modello dichiarativo e quella per il controllo che permette di evidenziare eventuali anomalie o incongruenze

In Rete i programmi per la compilazione del modello Cnm 2015 e per il relativo controllo prima dell’invio all’Agenzia, a uso dei soggetti ammessi al consolidato nazionale o mondiale, istituti che permettono di avere un’unica obbligazione tributaria a fronte di una moltitudine di imprese legate tra di loro da un rapporto di controllo.

Il programma Consolidato nazionale e mondiale 2015, che consente la compilazione del modello Consolidato nazionale e mondiale 2015 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente, utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java, che consente all’utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. Per eseguirlo, è necessario utilizzare la Java Virtual Machine versione 1.7, avere a disposizione un adeguato sistema operativo - Windows 8, Windows 7 e Windows Vista; Linux (garantito sulle distribuzioni Ubuntu, Fedora e Red-hat 9); Mac OS X 10.7.3 e superiori - e un software per leggere e stampare i file prodotti in formato pdf.

Il software relativo alla procedura di controllo consente di evidenziare le anomalie o incongruenze riscontrate tra i dati contenuti nel modello di dichiarazione e nei relativi allegati e le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche e dalla circolare dei controlli.Sono previste procedure diverse, a seconda se si è o meno abilitati al servizio telematico.Nel primo caso, gli utenti registrati a Fisconline devono installare l’applicazione FileInternet, mentre quelli registrati a Entratel devono utilizzare l’applicazione Entratel, prodotti entrambi prelevabili dalle rispettive sezioni “Software” dei servizi telematici.Gli utenti non abilitati al servizio telematico, invece, devono selezionare il link Procedura di controllo Cnm 2015, che consente di attivare l’applicazione con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata del software ed evitando procedure di installazione o aggiornamento.

 

 

7) Certificazioni uniche: dai commercialisti è no alle sanzioni sul ritardo nell’invio

La richiesta formulata dal Consiglio nazionale dei commercialisti. Longobardi: “Bene Entrate su preannunciato rinvio Unico 2015. Ora proseguire sulla strada dell’ascolto reciproco”

Prevedere la disapplicazione delle sanzioni per i ritardi e le irregolarità nell’invio telematico delle certificazioni uniche dei redditi e delle ritenute da parte dei sostituti d’imposta. E’ la richiesta formulata dal Consiglio nazionale dei commercialisti. “Lo scorso mese di marzo - spiega il presidente nazionale della categoria, Gerardo Longobardi - sono state tante le difficoltà verificatesi in occasione dell’invio telematico delle certificazioni uniche dei redditi e delle ritenute da parte dei sostituti d’imposta. La novità dell’adempimento e il ritardo con cui sono stati messi a disposizione gli applicativi necessari per la loro compilazione hanno creato non pochi problemi”.

“Questi motivi – continua Longobardi – spingono il Consiglio nazionale dei commercialisti a chiedere ai competenti organi istituzionali di considerare l’opportunità di disapplicare le sanzioni per i ritardi e le irregolarità nell’invio che da questa situazione sono derivati. Si tratterebbe di un segnale di ascolto nei confronti delle difficoltà vissute dai professionisti, peraltro non dovute a loro negligenze. Un bel segnale che farebbe il paio con quello relativo allo slittamento del termine dei versamenti di UNICO 2015 per i soggetti agli studi di settore, preannunciato dal Direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, lo scorso 29 maggio a Siracusa a margine di un Convegno organizzato dall'Ordine dei Commercialisti locale sul contraddittorio preventivo tra Amministrazione finanziaria e contribuenti”.

“Un rinvio dei versamenti per i soggetti agli studi di settore - spiega ancora Longobardi - che avevamo chiesto nei giorni scorsi e per il quale esprimiamo vivo apprezzamento. L’aspetto che i Commercialisti desiderano sottolineare è il congruo anticipo con cui la proroga è stata preannunciata, cosa che permetterà una volta tanto agli studi professionali di svolgere il proprio lavoro con la dovuta diligenza e serenità”.

“Il nostro auspicio – conclude il presidente dei Commercialisti – è che la stessa sensibilità venga ora dimostrata in tema di disapplicazione delle sanzioni sulle certificazioni uniche, correlate all'introduzione, in via sperimentale, del 730 precompilato. Si tratterebbe di un ulteriore passo in avanti sulla strada di un rapporto fisco - contribuente sempre più improntato sulla reciproca fiducia e collaborazione”.

(CNDCEC, nota del 1 giugno 2015)

 

 

8) Deduzione dei costi di sponsorizzazione

Le spese per la pubblicità che possono essere dedotte sono solo quelle che si sono svolte a fini di rappresentanza; ovvero sono tali sono quelle nelle quali il contribuente provi che all’attività sponsorizzata non è riconducibile una diretta aspettativa di ritorno commerciale.

Secondo la Cassazione: “in tema di pubblicità e propaganda” è consentita “la deducibilità delle spese relative ad un contratto di sponsorizzazione, stipulato anche a favore di un terzo, previa dimostrazione, a carico del contribuente, del requisito dell’inerenza”. Requisito che consiste, si badi bene, non solo nella “giustificazione della congruità dei costi rispetto ai ricavi o all’oggetto sociale”, ma anche e soprattutto “nell’allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o dei futuri vantaggi che conseguibili attraverso la pubblicità che si è svolta a favore del terzo”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 10914 del 27 maggio 2015)

 

Vincenzo D’Andò