Diario fiscale dell’1 giugno 2015: le banche comunicano al Fisco la giacenza media dei conti dei contribuenti

Pubblicato il 1 giugno 2015

patteggiamento della pena dei reati tributari; accertamento prima dei 60 giorni dalla sottoscrizione; addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web; F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP; niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie; esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria; sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio; archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media; IMU agricola: FAQ del MEF; GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti; dall'1 giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”; nuova Ricevuta ; commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione; credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate iscritte in bilancio; fondazione commercialisti: riflessi penali del ravvedimento operoso; finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida

 

 Indice:

 1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco

 2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione

 3) Addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web

 4) F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP

 5) Niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie

 6) Esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria

 7) Dai Quaderni dell’Unità di Informazione Finanziaria: sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio

 8) Archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media

 9) IMU agricola: FAQ del MEF

 10) GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti

 11) Dall'1 giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”

 12) Nuova Ricevuta <ListaPospA>

 13) Commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione verrà giudicata con una procedura semplificata

 14) Disciplina del credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate   iscritte in bilancio

 15) Fondazione commercialisti: riflessi penali del ravvedimento operoso

 16) Finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida

 

 

1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco

Prima si paga poi si patteggia. La norma che subordina il patteggiamento della pena dei reati tributari all’estinzione dei debiti con il fisco non contrasta con la Costituzione. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 95 del 28 maggio 2015, dichiarando infondata la questione sollevata dal Gip del Tribunale di La Spezia. Il giudice rimettente, nella sua ordinanza, aveva espresso dubbi anche sulla legittimità della norma che esclude la concessione della sospensione condizionale della pena quando l’imposta evasa risulti superiore a determinate soglie, questione che la Consulta, alla luce della pronuncia sul patteggiamento, ha qualificato inammissibile per difetto di rilevanza. Venendo alla declaratoria di infondatezza, il giudice del rinvio ipotizzava che l’art. 13, comma 2-bis, del dlgs n. 74 del 2000, aggiunto dal dl n. 138/2011, il quale stabilisce che, per i reati tributari di cui allo stesso dlgs n. 74, l’applicazione della pena ai sensi dell’art. 444 c.p.p. può essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza attenuante di cui ai commi 1 e 2 dello stesso art. 13, ossia solo in caso di estinzione, mediante pagamento, dei debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei reati, violasse sia l’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della irragionevole disparità di trattamento tra imputati dello stesso reato, a seconda delle loro condizioni economiche, sia l’art. 24, per la limitazione del diritto di difesa dell’imputato non abbiente, che non potrebbe accedere al rito speciale esclusivamente a motivo della propria condizione economica.

 

 

2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11088 del 28 maggio 2015, chiarisce la questione del computo dei giorni necessari prima dell’emissione dell’atto impositivo. Terminati i controlli i 60 giorni di tempo si calcolano non dalla data di notifica dell'atto impositivo, ma dalla sottoscrizione del verbale.

Con questa pronuncia gli ermellini cambiano orientamento. In passato, infatti, avevano sostenuto che per potersi invocare l'invalidità dell’atto impositivo fosse necessario che nel frattempo il contribuente avesse presentato delle memorie, le quali, di conseguenza, l’ufficio non aveva avuto la possibilità di esaminare.

Tranne casi di particolare e motivata urgenza, è illegittimo l’avviso di accertamento sottoscritto dal capo dell’Ufficio prima della scadenza del termine di sessanta giorni decorrenti dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, a nulla rilevando che la notifica sia avvenuta solo a termine ultimato.

 

 

3) Addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web

Più vantaggi per professionisti, Amministrazione e cittadini. Dal 1° giugno gli atti di aggiornamento catastale viaggeranno esclusivamente online. Diventa obbligatorio, infatti, l’invio via web all’Agenzia delle Entrate, da parte dei professionisti, dei documenti Docfa e Pregeo per l’aggiornamento delle banche dati catastali.

Verso un Catasto ancora più digitale

In caso di nuove costruzioni o se si effettuano variazioni su un immobile come fusioni, frazionamenti, ampliamenti o ristrutturazioni, è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate i documenti Docfa e Pregeo, per consentire l’aggiornamento della banca dati catastale. Fino ad oggi l’invio telematico è stato possibile in via facoltativa: da lunedì prossimo, invece, i professionisti (come geometri, ingegneri, architetti, dottori agronomi e periti) potranno inviare gli atti di aggiornamento catastale solo via internet, utilizzando il software messo a disposizione dalle Entrate.

I vantaggi della trasmissione telematica

Grazie all’invio tramite web, i professionisti possono trasmettere le istanze di aggiornamento catastale all’Agenzia delle Entrate comodamente dal proprio ufficio, senza doversi recare presso gli sportelli, in ogni giorno della settimana e in qualunque momento della giornata.

La ricezione dei dati in formato digitale, inoltre, permetterà all’Agenzia di migliorare notevolmente la qualità dei dati catastali e contribuirà a snellire i tempi necessari per l’aggiornamento delle proprie banche dati, consentendo inoltre un risparmio di risorse e una maggiore trasparenza.

L’assistenza degli Uffici nella fase di avvio

Gli Uffici Provinciali-Territorio forniranno ogni utile supporto ai tecnici professionisti, nella fase di avvio della obbligatorietà della trasmissione telematica, anche per i casi di irregolare funzionamento del servizio telematico, al fine di consentire comunque la ricezione di tutti gli atti di aggiornamento, sottoscritti con firma digitale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 102 del 29 maggio 2015)

 

 

4) F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP

Istituite causali contributo per il versamento tramite Modello F24 dei contributi alla gestione ENPDEP.

Per consentire il versamento, tramite modello “F24 versamenti con elementi identificativi”, dei contributi alla gestione ENPDEP relativi alla contribuzione aggiuntiva sindacale e alla contribuzione figurativa per cariche elettive, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 54/E del 29 maggio 2015, ha istituito le seguenti causali contributo:

- “P836” denominata “ENPDEP - Contribuzione Aggiuntiva Sindacale”;

- “P838” denominata “ENPDEP - Contribuzione figurativa per Cariche Elettive”.

Si riportano di seguito le modalità di compilazione dei campi del modello di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” .

Nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento.

Nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:

- il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “I” (INPDAP), desumibile dalla “tabella dei tipi di versamento con elementi indentificativi”, pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it.;

- il campo “elementi identificativi” è valorizzato obbligatoriamente con il codice (formato da 9 caratteri numerici) riportato nella comunicazione dell’INPS;

- il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato AAAA.

 

 

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