Diario fiscale dell'1 giugno 2015: le banche comunicano al Fisco la giacenza media dei conti dei contribuenti

 

 Indice:
 1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco
 2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione
 3) Addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web
 4) F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP
 5) Niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie
 6) Esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria
 7) Dai Quaderni dell’Unità di Informazione Finanziaria: sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio
 8) Archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media
 9) IMU agricola: FAQ del MEF
 10) GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti
 11) Dall’1 giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”
 12) Nuova Ricevuta <ListaPospA>
 13) Commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione verrà giudicata con una procedura semplificata
 14) Disciplina del credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate   iscritte in bilancio
 15) Fondazione commercialisti: riflessi penali del ravvedimento operoso
 16) Finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida
 

 
1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco
Prima si paga poi si patteggia. La norma che subordina il patteggiamento della pena dei reati tributari all’estinzione dei debiti con il fisco non contrasta con la Costituzione. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 95 del 28 maggio 2015, dichiarando infondata la questione sollevata dal Gip del Tribunale di La Spezia. Il giudice rimettente, nella sua ordinanza, aveva espresso dubbi anche sulla legittimità della norma che esclude la concessione della sospensione condizionale della pena quando l’imposta evasa risulti superiore a determinate soglie, questione che la Consulta, alla luce della pronuncia sul patteggiamento, ha qualificato inammissibile per difetto di rilevanza. Venendo alla declaratoria di infondatezza, il giudice del rinvio ipotizzava che l’art. 13, comma 2-bis, del dlgs n. 74 del 2000, aggiunto dal dl n. 138/2011, il quale stabilisce che, per i reati tributari di cui allo stesso dlgs n. 74, l’applicazione della pena ai sensi dell’art. 444 c.p.p. può essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza attenuante di cui ai commi 1 e 2 dello stesso art. 13, ossia solo in caso di estinzione, mediante pagamento, dei debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei reati, violasse sia l’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della irragionevole disparità di trattamento tra imputati dello stesso reato, a seconda delle loro condizioni economiche, sia l’art. 24, per la limitazione del diritto di difesa dell’imputato non abbiente, che non potrebbe accedere al rito speciale esclusivamente a motivo della propria condizione economica.
 
 
2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11088 del 28 maggio 2015, chiarisce la questione del computo dei giorni necessari prima dell’emissione dell’atto impositivo. Terminati i controlli i 60 giorni di tempo si calcolano non dalla data di notifica dell’atto impositivo, ma dalla sottoscrizione del verbale.
Con questa pronuncia gli ermellini cambiano orientamento. In passato, infatti, avevano sostenuto che per potersi invocare l’invalidità dell’atto impositivo fosse necessario che nel frattempo il contribuente …

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