Diario fiscale dell’1 giugno 2015: le banche comunicano al Fisco la giacenza media dei conti dei contribuenti

Pubblicato il 1 giugno 2015



patteggiamento della pena dei reati tributari; accertamento prima dei 60 giorni dalla sottoscrizione; addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web; F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP; niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie; esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria; sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio; archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media; IMU agricola: FAQ del MEF; GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti; dall'1 giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”; nuova Ricevuta ; commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione; credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate iscritte in bilancio; fondazione commercialisti: riflessi penali del ravvedimento operoso; finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida

 

 Indice:

 1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco

 2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione

 3) Addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web

 4) F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP

 5) Niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie

 6) Esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria

 7) Dai Quaderni dell’Unità di Informazione Finanziaria: sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio

 8) Archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media

 9) IMU agricola: FAQ del MEF

 10) GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti

 11) Dall'1 giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”

 12) Nuova Ricevuta <ListaPospA>

 13) Commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione verrà giudicata con una procedura semplificata

 14) Disciplina del credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate   iscritte in bilancio

 15) Fondazione commercialisti: riflessi penali del ravvedimento operoso

 16) Finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida

 

 

1) Patteggiamento della pena dei reati tributari dopo l’estinzione dei debiti con il fisco

Prima si paga poi si patteggia. La norma che subordina il patteggiamento della pena dei reati tributari all’estinzione dei debiti con il fisco non contrasta con la Costituzione. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 95 del 28 maggio 2015, dichiarando infondata la questione sollevata dal Gip del Tribunale di La Spezia. Il giudice rimettente, nella sua ordinanza, aveva espresso dubbi anche sulla legittimità della norma che esclude la concessione della sospensione condizionale della pena quando l’imposta evasa risulti superiore a determinate soglie, questione che la Consulta, alla luce della pronuncia sul patteggiamento, ha qualificato inammissibile per difetto di rilevanza. Venendo alla declaratoria di infondatezza, il giudice del rinvio ipotizzava che l’art. 13, comma 2-bis, del dlgs n. 74 del 2000, aggiunto dal dl n. 138/2011, il quale stabilisce che, per i reati tributari di cui allo stesso dlgs n. 74, l’applicazione della pena ai sensi dell’art. 444 c.p.p. può essere chiesta dalle parti solo qualora ricorra la circostanza attenuante di cui ai commi 1 e 2 dello stesso art. 13, ossia solo in caso di estinzione, mediante pagamento, dei debiti tributari relativi ai fatti costitutivi dei reati, violasse sia l’art. 3 della Costituzione, sotto il profilo della irragionevole disparità di trattamento tra imputati dello stesso reato, a seconda delle loro condizioni economiche, sia l’art. 24, per la limitazione del diritto di difesa dell’imputato non abbiente, che non potrebbe accedere al rito speciale esclusivamente a motivo della propria condizione economica.

 

 

2) E’ nullo l’accertamento prima dei 60 giorni già dalla sottoscrizione

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11088 del 28 maggio 2015, chiarisce la questione del computo dei giorni necessari prima dell’emissione dell’atto impositivo. Terminati i controlli i 60 giorni di tempo si calcolano non dalla data di notifica dell'atto impositivo, ma dalla sottoscrizione del verbale.

Con questa pronuncia gli ermellini cambiano orientamento. In passato, infatti, avevano sostenuto che per potersi invocare l'invalidità dell’atto impositivo fosse necessario che nel frattempo il contribuente avesse presentato delle memorie, le quali, di conseguenza, l’ufficio non aveva avuto la possibilità di esaminare.

Tranne casi di particolare e motivata urgenza, è illegittimo l’avviso di accertamento sottoscritto dal capo dell’Ufficio prima della scadenza del termine di sessanta giorni decorrenti dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, a nulla rilevando che la notifica sia avvenuta solo a termine ultimato.

 

 

3) Addio alla carta: il Catasto si aggiorna solo via web

Più vantaggi per professionisti, Amministrazione e cittadini. Dal 1° giugno gli atti di aggiornamento catastale viaggeranno esclusivamente online. Diventa obbligatorio, infatti, l’invio via web all’Agenzia delle Entrate, da parte dei professionisti, dei documenti Docfa e Pregeo per l’aggiornamento delle banche dati catastali.

Verso un Catasto ancora più digitale

In caso di nuove costruzioni o se si effettuano variazioni su un immobile come fusioni, frazionamenti, ampliamenti o ristrutturazioni, è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate i documenti Docfa e Pregeo, per consentire l’aggiornamento della banca dati catastale. Fino ad oggi l’invio telematico è stato possibile in via facoltativa: da lunedì prossimo, invece, i professionisti (come geometri, ingegneri, architetti, dottori agronomi e periti) potranno inviare gli atti di aggiornamento catastale solo via internet, utilizzando il software messo a disposizione dalle Entrate.

I vantaggi della trasmissione telematica

Grazie all’invio tramite web, i professionisti possono trasmettere le istanze di aggiornamento catastale all’Agenzia delle Entrate comodamente dal proprio ufficio, senza doversi recare presso gli sportelli, in ogni giorno della settimana e in qualunque momento della giornata.

La ricezione dei dati in formato digitale, inoltre, permetterà all’Agenzia di migliorare notevolmente la qualità dei dati catastali e contribuirà a snellire i tempi necessari per l’aggiornamento delle proprie banche dati, consentendo inoltre un risparmio di risorse e una maggiore trasparenza.

L’assistenza degli Uffici nella fase di avvio

Gli Uffici Provinciali-Territorio forniranno ogni utile supporto ai tecnici professionisti, nella fase di avvio della obbligatorietà della trasmissione telematica, anche per i casi di irregolare funzionamento del servizio telematico, al fine di consentire comunque la ricezione di tutti gli atti di aggiornamento, sottoscritti con firma digitale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 102 del 29 maggio 2015)

 

 

4) F24: istituite causali contributo per il versamento dei contributi alla gestione ENPDEP

Istituite causali contributo per il versamento tramite Modello F24 dei contributi alla gestione ENPDEP.

Per consentire il versamento, tramite modello “F24 versamenti con elementi identificativi”, dei contributi alla gestione ENPDEP relativi alla contribuzione aggiuntiva sindacale e alla contribuzione figurativa per cariche elettive, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 54/E del 29 maggio 2015, ha istituito le seguenti causali contributo:

- “P836” denominata “ENPDEP - Contribuzione Aggiuntiva Sindacale”;

- “P838” denominata “ENPDEP - Contribuzione figurativa per Cariche Elettive”.

Si riportano di seguito le modalità di compilazione dei campi del modello di pagamento “F24 Versamenti con elementi identificativi” .

Nella sezione “CONTRIBUENTE”, sono indicati i dati anagrafici e il codice fiscale del soggetto che effettua il versamento.

Nella sezione “ERARIO ED ALTRO”:

- il campo “tipo” è valorizzato con la lettera “I” (INPDAP), desumibile dalla “tabella dei tipi di versamento con elementi indentificativi”, pubblicata sul sito www.agenziaentrate.gov.it.;

- il campo “elementi identificativi” è valorizzato obbligatoriamente con il codice (formato da 9 caratteri numerici) riportato nella comunicazione dell’INPS;

- il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno cui si riferisce il versamento, nel formato AAAA.

 

 

5) Niente esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie

Non spetta l’esenzione IMU per gli immobili invenduti delle cooperative edilizie.

Questo, almeno, secondo quanto sostiene l’Ifel (Fondazione ANCI) nella nota del 28 maggio 2015.

Alcuni comuni hanno segnalato alla Fondazione Ifel il comportamento di diverse cooperative edilizie che hanno avanzato istanza di rimborso per il versamento a titolo di IMU, effettuato su fabbricati costruiti e non ancora assegnati ai soci delle cooperative stesse, ritenendo che, nel periodo compreso tra accatastamento del fabbricato ed assegnazione ai soci, gli immobili siano da considerarsi “beni merce”.

Altre cooperative, invece, non hanno versato l’IMU presentando una dichiarazione attestante la qualità di beni merce per gli immobili in questione.

A tal proposito, la Fondazione cita il disposto normativo dell’art. 13, comma 9 - bis, del D.L. n. 201 del 2011, il quale, nella versione successivamente modificata dall’art.2, comma 2, del decreto legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 ottobre 2013, n. 124, prevede che “a decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati”.

Si tratta di una previsione analoga a quella già operante per il secondo semestre 2013. Infatti, il primo comma del già citato art. 2 già aveva previsto, per le imprese edili, l’esonero - per l’anno 2013 - dal pagamento “della seconda rata dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Per il medesimo anno l’imposta municipale propria resta dovuta fino al 30 giugno”.

Dalla lettura della norma di riferimento pertanto, la Fondazione evince che ai fini dell’esenzione IMU è necessario il contemporaneo verificarsi di due requisiti:

a) che il fabbricato sia stato costruito da impresa costruttrice e sia tuttora di proprietà della stessa;

b) che lo stesso non risulti locato e sia destinato alla vendita.

In base all’interpretazione delle cooperative edilizie che reclamano l’applicazione dell’esenzione IMU ed il rimborso di quanto già versato, sussiste in primo luogo il dubbio sulla natura della cooperativa edilizia ed in particolare se la stessa possa considerarsi impresa costruttrice, come appare ovvio sia inteso nella norma di legge. Inoltre, per quanto riguarda il secondo requisito richiesto dalla norma, si osserva che gli immobili realizzati dalla cooperativa edilizia sono destinati non alla vendita, bensì al soddisfacimento delle esigenze abitative dei soci.

Peraltro, la finalità perseguita dal legislatore nel prevedere un’apposita esenzione in riferimento agli immobili merce, è quella di sostegno alle imprese edilizie gravate dalla perdurante crisi economica e, in particolare, del settore immobiliare, in cui si registrano incrementi dello stock di invenduto tali da comportare la riduzione o la sospensione dell’attività economica delle imprese interessate.

Tale fenomeno non sembra invero ricorrere per le cooperative edilizie che per natura e finalità raggiungono il loro scopo sociale con la realizzazione degli immobili da assegnare ai soci e acquisiscono le provviste finanziarie necessarie alla propria attività direttamente dai soci.

Alla luce della lettura del testo della norma in esame e delle considerazioni sopra riportate, Ifel ritiene pertanto che la norma di esenzione non sia applicabile alle cooperative edilizie.

 

 

6) Esercenti cinematografici tra i contribuenti ammessi al rimborso Iva in via prioritaria

Rimborsi Iva in via prioritaria per gli esercenti cinematografici. Si aggiungono ai subappaltatori edili, a chi ricicla cascami e rottami metallici, ai produttori di zinco, piombo, stagno, alluminio e semilavorati, ai costruttori di aeromobili.

A partire dalle richieste relative al secondo trimestre dell’anno d’imposta 2015, anche chi svolge attività di proiezione cinematografica (categoria Ateco 59.14.00) avrà diritto a ricevere il rimborso dei crediti Iva annuali e infrannuali entro i tre mesi successivi alla domanda.

Lo stabilisce il Decreto 27 aprile 2015 del ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015.

Il presupposto normativo della disposizione risiede nell’articolo 38-bis, decimo comma, del Dpr 633/1972, che demanda ad appositi decreti ministeriali l’individuazione, anche progressivamente, in relazione all’attività esercitata e alle tipologie di operazioni effettuate, le categorie di contribuenti per i quali i rimborsi sono eseguiti in via prioritaria.

Fino a oggi, prima degli esercenti attività di proiezione cinematografica, queste le categorie di contribuenti già ammesse ai rimborsi prioritari:

- subappaltatori edili (sezione F del codice ATECO);

- operatori che si occupano del recupero e della preparazione per il riciclaggio metallici (codice 38.32.1);

- produttori di zinco, piombo, stagno e semilavorati (24.43.0);

- produttori di alluminio e semilavorati (24.42.0);

- costruttori di aeromobili, veicoli spaziali e dei relativi dispositivi (30.30.09).

Per poter ottenere i rimborsi Iva in via prioritaria, occorre che siano soddisfatte le condizioni richieste dall’articolo 2 del Dm 22 marzo 2007:

- esercizio dell’attività da almeno tre anni;

- eccedenza detraibile chiesta a rimborso pari o superiore a 3mila euro per i rimborsi trimestrali ovvero a 10mila euro per quelli annuali;

- credito almeno pari al 10% dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nel periodo cui si riferisce il rimborso (trimestre o anno).

È inoltre necessario che sia rispettata la condizione dell’aliquota media (articolo 30, secondo comma, lettera a, Dpr 633/1972).

 

 

7) Dai Quaderni dell’Unità di Informazione Finanziaria: sono ancora i notai i professionisti più collaborativi nella lotta al riciclaggio

I notai si riconfermano anche nel 2014 la categoria professionale che dà l’apporto maggiore alla prevenzione e al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Lo rende noto il Consiglio Nazionale del Notariato con il comunicato del 29 maggio 2015.

Il 3% delle Segnalazioni Operazioni Sospette (SOS) inviate all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) proviene, infatti, dal Notariato, le cui 2.186 segnalazioni rappresentano la quasi totalità del contributo proveniente dai professionisti.

È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’UIF, pubblicato il 27 maggio 2015 sul sito della Banca d’Italia, che, prendendo in considerazione i dati del 2014, evidenzia un aumento del 20% delle SOS effettuate dalla categoria rispetto all’anno precedente, incremento particolarmente significativo se considerato in relazione anche ad una generale diminuzione degli atti notarili stipulati. Qualora infatti il numero di atti stipulati nel 2013 fosse stato pari a quello del 2014, la crescita effettiva delle segnalazioni sarebbe del 25,6%.

A meritare menzione anche il netto distacco dalla stragrande maggioranza degli altri segnalanti per quanto riguarda i valori mediani dei tempi di trasmissione delle SOS, garantiti anche dalla particolare efficienza del sistema di inoltro per il tramite del Consiglio Nazionale del Notariato.

Aumentano le segnalazioni dei Commercialisti

I commercialisti e i revisori contabili segnalano con più frequenza le operazioni sospette ai fini del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Certo, i numeri non sono alti, ma sono pur sempre in aumento: nel 2014 le segnalazioni sono state 56 in più rispetto al 2013 (50 ad opera dei commercialisti e le restanti 6 dei revisori). In valori complessivi si passa dalle 108 segnalazioni del 2013 alle 164 del 2014, con un aumento che sfiora il 52%.

È quanto si ricava dai Quaderni dell’antiriciclaggio elaborati dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia. Il documento raccoglie tutte le informazioni sulle segnalazioni pervenute all’UIF nel secondo semestre 2014 e procede poi al confronto con i dati del 2013.

 

 

8) Archivio dei rapporti finanziari: comunicazione della giacenza media

Gli operatori tenuti alla comunicazione all'Anagrafe tributaria delle informazioni sui saldi e sulle movimentazione dei rapporti finanziari dovranno includere nelle comunicazioni l'indicazione sul valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali. A stabilirlo il provvedimento 28 maggio 2015, n. 73782 dell'Agenzia delle Entrate, che dispone inoltre la proroga al 30 giugno 2015 del termine per l'invio delle comunicazioni relative al 2014.

Il D.L. n. 201/2011 (c.d. decreto Salva Italia) ha introdotto l’obbligo per gli operatori finanziari (banche, Poste e intermediari) di comunicare all’Anagrafe tributaria le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi.

La comunicazione - effettuata attraverso un canale dedicato (S.I.D.), in linea con quanto indicato dall’Autorità Garante per la protezione dei dati personali - si affianca a quella relativa all’Archivio dei rapporti finanziari, regolata dai provvedimenti del 19 gennaio 2007 e del 29 febbraio 2008.

La norma, in particolare, stabilisce che “Le medesime informazioni, inclusive del valore medio di giacenza annuo di depositi e conti correnti bancari e postali, sono altresì utilizzate ai fini della semplificazione degli adempimenti dei cittadini in merito alla compilazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) di cui all’articolo art. 4 del D.Lgs. n. 109/1998, concernente i criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate.”

In attuazione del D.L. n. 201/2011, con D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159, è stato approvato il “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”.

Al fine di dare semplificare la concreta attuazione delle norme richiamate, il provvedimento in oggetto modifica il precedente provvedimento del 25 marzo 2013, estendendo l’ambito oggettivo della comunicazione integrativa all’Archivio dei rapporti finanziari.

In particolare, il provvedimento stabilisce che gli operatori finanziari sono tenuti a comunicare all’Anagrafe Tributaria anche la giacenza media annua relativa ai rapporti di deposito e di conto corrente bancari e postali utilizzando il medesimo canale S.I.D. e le medesime modalità stabilite dal suddetto provvedimento. A tal fine, il provvedimento modifica la tabella annessa al provvedimento del 2013, con integrazione dei rapporti bancari per i quali occorre la comunicazione della giacenza media.

Regole per il calcolo della giacenza media

Sul piano operativo ai fini del calcolo della giacenza media il provvedimento richiama i criteri indicati dal D.P.C.M. n. 159/2013 e relativi provvedimenti attuativi. In buona sostanza, si tratta dell’importo medio delle giacenze del cliente in un determinato periodo rapportato all’anno. Ai fini del calcolo è sufficiente dividere la somma delle giacenze giornaliere (saldo giornaliero) per 365, indipendentemente dal numero di giorni in cui il conto corrente o il deposito risulta attivo.

Slitta al 30 giugno la comunicazione dei dati relativi al 2014

Tenuto conto delle novità introdotte il provvedimento dispone il rinvio dal 29 maggio al 30 giugno 2015 del termine per la trasmissione da parte degli operatori dei dati relativi al 2014. A regime resta invece confermato il termine ordinario del 15 febbraio successivo all’anno di riferimento per l’invio della comunicazione.

 

 

9) IMU agricola: FAQ del MEF

Nuova detrazione IMU per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e IAP, obbligo di dichiarazione, versamenti e rimborsi: il Dipartimento delle Finanze del MEF, il 28 maggio 2015, ha pubblicato le risposte alle FAQ sull’IMU agricola, poste da contribuenti, operatori professionali, associazioni di categoria e dai soggetti che realizzano i software per il calcolo dei tributi, in merito all’applicazione dell’esenzione dall’IMU per i terreni agricoli.

Dipartimento delle Finanze del MEF ha pubblicato le FAQ sull’IMU agricola. I dubbi di operatori e contribuenti si concentrano, in particolare, sulla nuova detrazione di 200 euro prevista dal D.L. n. 4/2015. In base al decreto, a decorrere dall'anno 2015, dall’imposta dovuta per i terreni ubicati nei comuni di cui all’allegato 0A, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionaliIAP, iscritti nella previdenza agricola, determinata ai sensi dell'art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, 200 euro.

Detrazione

La detrazione di 200 euro si applica anche nel caso in cui il coltivatore diretto o IAP, iscritti nella previdenza agricola, concede i terreni in comodato o in affitto a coltivatori diretti e a IAP, anch’essi iscritti nella previdenza agricola (cfr. risoluzione n. 2DF2015).

La detrazione di 200 euro è calcolata con riferimento a tutti i terreni condotti direttamente dal soggetto, anche se ubicati sul territorio di più comuni di collina svantaggiata. Al soggetto, quindi, non spettano 200 euro per ogni terreno né 200 euro per ogni comune di ubicazione degli immobili posseduti, bensì 200 euro in totale.

La detrazione di 200 euro si suddivide sulla base dei principi della circolare n. 3/DF del 2012, tenendo conto del valore dei terreni posseduti nei vari comuni, del periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte e delle quote di possesso.

In caso di compagine dei comproprietari “mista”, ossia con proprietari sia aventi che non aventi la qualifica di coltivatore diretto o IAP, la detrazione deve essere applicata seguendo gli stessi criteri che regolano la “franchigia” di cui all'art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011, per cui la detrazione si ripartisce per intero tra i soli possessori coltivatori diretti o IAP, iscritti nella previdenza agricola. In sintesi, se uno solo dei possessori ha i requisiti richiesti dalla legge, solo a quest’ultimo spetta per intero la detrazione.

Nel caso di comuni parzialmente delimitati (“PD”),la detrazione di 200 euro deve tenere conto esclusivamente dei terreni che ricadono nelle zona “svantaggiata” e, quindi, proporzionata al valore di questi soli terreni. Pur applicando alla detrazione gli stessi criteri di ripartizione previsti per la riduzione di cui all'art. 13, comma 8-bis, è necessario effettuare due conteggi distinti:

a) per l’applicazione della franchigia occorre prendere in considerazione il valore di tutti i terreni posseduti e condotti nel comune;

b) per l’applicazione della detrazione di 200 euro occorre avere riguardo esclusivamente ai terreni ricadenti nella zona “svantaggiata”.

La dichiarazione deve essere presentata per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti o da IAP, iscritti nella previdenza agricola, sia nel caso in cui si acquista sia in quello in cui si perde il diritto alle agevolazioni.

Dichiarazione

L’obbligo non sussiste se il comune è, comunque, in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento delle obbligazioni tributarie. Ciò si verifica sicuramente nel caso di terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani e in quelli delle isole minori.

L’obbligo dichiarativo viene meno anche in tutti quei casi in cui la condizione soggettiva di coltivatore diretto o di IAP, iscritto nella previdenza agricola è stata già dichiarata al comune.

Versamento

La detrazione per i terreni di collina svantaggiata deve essere riportata nell’apposito campo del modello F24 e del bollettino di conto corrente postale con esso compatibile: le specifiche tecniche del modello di versamento F24 consentono, in abbinamento al codice tributo 3914, di compilare il campo “Detrazione”.

Rimborso

Il rimborso dell’IMU versata - previsto in relazione ai terreni che risultavano imponibili in base al D.L. n. 66/2014 e al D.M. 28 novembre 2014 e che per effetto del D.L. n. 4/2015 sono esenti - spetta anche nel caso in cui il contribuente possieda un terreno ubicato in un comune che fino al 2013 era imponibile, che per l’anno 2014, per effetto del D.M. 28 novembre 2014, continua ad essere imponibile e che è divenuto esente a seguito del D.L. n. 4/2015.

L’art. 1, comma 3, D.L. n. 4/2015 prevede espressamente che “i criteri di cui ai commi 1 e 2 si applicano anche all'anno di imposta 2014”. Pertanto, ai fini del rimborso non incide la condizione dei terreni risalente al 2013.

 

 

10) GERICO 2015: tempi troppo stretti, proroga dei versamenti

L’Associazione Nazionale Commercialisti è costretta a tornare nuovamente sul problema Gerico 2015 e lancia l’allarme sulla tempistica che si prevede sarà necessaria per la reale disponibilità della versione definitiva del software Gerico da parte dei commercialisti.

“Il software è stato pubblicato ieri dall’Agenzia delle Entrate”, commenta il Presidente Marco Cuchel, “ma prima che lo stesso sia acquisito e rilasciato dalle software house, in considerazione anche della prossima festività nazionale, sarà utilizzabile dai nostri sistemi non prima del prossimo 3 giugno, il che vuol dire che avremo circa dieci giorni lavorativi per elaborare i modelli Unico dei soggetti Iva e fornire i dati necessari al pagamento delle relative imposte”.

In considerazione di ciò, ed anche dei possibili correttivi che, come ogni anno, saranno certamente rilasciati in corsa, l’ANC ribadisce, come già ha evidenziato nel comunicato del 13 maggio, la necessità di spostamento della scadenza del 16 giugno, affinché sia data la possibilità ai professionisti di procedere nel migliore dei modi, anche a beneficio dell’amministrazione finanziaria, affrontando l’impegno fiscale più importante e complesso dell’anno con la dovuta organizzazione e la massima attenzione.

“Auspichiamo”, aggiunge Marco Cuchel, “che la necessaria comunicazione di spostamento non giunga come sempre fuori tempo massimo, ma quando ancora sarà possibile per gli studi pianificare il lavoro dei titolari e di dipendenti e collaboratori”.

“L’incertezza e l’approssimazione in ambito fiscale non possono essere ammissibili in un sistema amministrativo che voglia dirsi moderno e avanzato, è pertanto urgente una revisione e rimodulazione di tutte le scadenze al fine di razionalizzarne l’intero impianto, consentendo così ai professionisti di operare in condizioni dignitose” (ANC, comunicato del 28 maggio 2015).

Proroga versamenti di UNICO 2015: Dpcm in arrivo

Il Dpcm sulla proroga dei versamenti di UNICO 2015 sarebbe ormai in arrivo. I versamenti dovrebbero slittare al 6 luglio, ovvero al 20 agosto con maggiorazione dello 0,40%.

Le associazioni di categoria, nonostante la pubblicazione della versione definitiva di Gerico, ritengono che la proroga dei versamenti di Unico sia comunque necessaria, dati i tempi troppo ristretti e le difficoltà operative. Così, in una lettera inviata da Rete imprese Italia al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, hanno formalizzato la richiesta di rinvio della scadenza del 16 giugno. E la proroga dei versamenti di Unico 2015 sembrerebbe ormai vicina, in quanto il testo del Dpcm di proroga sarebbe già pronto e avrebbe già ricevuto il visto della Ragioneria generale dello Stato. Il differimento sarebbe, come ormai di consueto, al 6 luglio per i contribuenti soggetti agli studi di settore, ma anche per i contribuenti minimi (quelli con imposta sostitutiva al 5%) e per quelli che hanno aderito al nuovo regime forfetario introdotto dalla Legge di stabilità 2015 (che prevede soglie di ricavi variabili in base all’attività ed un’imposta sostitutiva del 15 per cento). Analogamente, il termine per il versamento con maggiorazione dello 0,40% si sposterebbe dal 16 luglio al 20 agosto (sfruttando la tradizionale sospensione ferragostana che fa slittare tutti i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto).

 

 

11) Dal 1° giugno obbligatoria la comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”

Il Ministero del Lavoro ha emanato la nota n. 2788 del 27 maggio 2015, con la quale viene resa operativa la comunicazione obbligatoria in caso di intervenuta conciliazione a posteriore di un licenziamento comminato ad un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato a Tutele Crescenti.

La comunicazione, prevista dall’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 23/2015, dovrà essere effettuata, entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto, qualora si proceda ad attivare la procedura conciliativa facoltativa prevista dallo stesso articolo 6, per:

- lavoratori assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015;

- lavoratori trasformati da un rapporto di lavoro a termine in rapporto a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015;

- lavoratori qualificati da un rapporto di apprendistato 7 marzo 2015;

- lavoratori presenti in aziende che dal 7 marzo 2015 hanno superato la soglia dei 15 dipendenti.

La procedura comunicativa diverrà obbligatoria dal 1° giugno 2015, data di attivazione del sistema informatico.

Procedura

Dal 1° giugno, nella sezione “ADEMPIMENTI” del portale cliclavoro (www.cliclavoro.gov.it) sarà disponibile una applicazione denominata “UNILAV_Conciliazione” attraverso la quale tutti i datori di lavoro potranno comunicare le informazioni relative al procedimento di conciliazione.

Per effettuare tale comunicazione, i datori di lavoro dovranno registrarsi al portale cliclavoro e accedere all’applicazione inserendo il codice di comunicazione rilasciato al momento della comunicazione di cessazione. Questo dato serve a collegare l’offerta di conciliazione al rapporto di lavoro cessato.

Il sistema proporrà i dati già presenti, comunicati con il modello “UNILAV_Cess”, relativi al lavoratore, datore di lavoro, rapporto di lavoro e dovranno esser compilati solo i seguenti campi:

- data di proposta dell’offerta di conciliazione;

- esito (SI/NO) di tale offerta.

in caso di esito positivo

- sede presso la quale il procedimento di offerta viene effettuato (tra quelle previste dalla normativa);

- importo offerto;

- esito del procedimento (SI/NO), ovvero se il lavoratore ha accettato o meno l’importo offerto.

Da ultimo, il sistema dà la possibilità di visualizzare e stampare un riepilogo della comunicazione effettuata.

Si ricorda che l’omessa comunicazione integrativa prevede una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro, per ogni lavoratore interessato.

 

 

12) Nuova Ricevuta <ListaPospA>

A partire dalle denunce trasmesse dal 01/07/2015, la ricevuta rilasciata in fase di invio delle denunce <ListaPosPA> presentate dalle Aziende e dalle Amministrazioni i cui dipendenti sono iscritti alla Gestione Dipendenti Pubblici, sarà aggiornata nella modalità di esposizione dei dati dichiarati negli elementi che la compongono.

In particolare sarà esposto, suddiviso per gestione, evidenziando l’eventuale quota relativa ad Altro Ente Versante, il totale dei contributi dichiarati nei seguenti elementi:

E0;

V1 Causale 1, per gli importi denunciati nel mese di erogazione degli emolumenti;

V1 Causale 2, nei quali risulta valorizzato l’elemento “Ente Versante” con Anno/Mese di erogazione pari a quello di riferimento della denuncia in tutti i casi che prevedono tale modalità;

V1 Causale 7 Codici Motivo utilizzo 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7;

F1;

E1;

Z2

Sarà inoltre visualizzato se presente, l’importo esposto nell’elemento <AltriImportiAConguaglio> relativo al recupero del bonus previsto dall’ art. 1 del Decreto Legge 24 aprile 2014 n. 66.

Tale ricevuta detta anche Aggregata, consentirà quindi di evidenziare l’ammontare dei contributi da versare nel mese rispetto agli importi dichiarati, ad eccezione di quanto eventualmente dovuto per contributi esposti negli elementi V1 Causale 1 denunciati in ritardo rispetto al mese di erogazione degli emolumenti, V1 Causale 2 in cui non è valorizzata la sezione Ente Versante con Mese/Anno di erogazione pari al periodo di riferimento della Denuncia, V1 Causale 5 e di quanto eventualmente indicato nell’attributo <AnnoMeseVerNonDich> dell’elemento F1.

Oltre alla Ricevuta Aggregata verrà messa a disposizione una Ricevuta di Maggior Dettaglio, consultabile tramite una specifica funzione di menù prevista in “Visualizzazioni DMA, sia dagli Operatori di Sede che dalle Amministrazioni che si sono abilitate all’utilizzo di tale applicativo secondo le modalità di cui al messaggio N. 1276 del 22/01/2014.

In tale ricevuta sarà evidenziato il riepilogo dei contributi dichiarati, suddiviso tra quelli Correnti :

E0;

V1 Causale 1 denunciato nel mese di corresponsione delle retribuzioni;

V1 Causale 2 con anno/mese di erogazione pari al periodo di riferimento della denuncia;

V1 Causale 7 con Codice Motivo Utilizzo 1 2;

V1 Causale 7 con Codice Motivo Utilizzo 6 e 7 relativi ai Recuperi

F1

e quelli Pregressi :

V1 Causale 7 con Codici Motivo Utilizzo 1 e 2 denunciati in ritardo rispetto ai termini previsti;

V1 Causale 7 con Codici Motivo utilizzo 3, 4 e 5

F1

Anche nella Ricevuta di maggior dettaglio, saranno visualizzati gli importi esposti negli elementi E1 , <AltriImportiDovuti_Z2> e <AltriImportiAConguaglio>.

In questa sezione sarà altresì data evidenza anche ai contributi che non partecipano al totale di quelli esposti nella Ricevuta Aggregata, dichiarati negli elementi V1 Causale 1 denunciati in ritardo rispetto al mese di corresponsione degli emolumenti, V1 Causale 2 che non rientrano nella casistica di cui al punto C) e V1 Causale 5.

Allegato al presente Messaggio un Documento Tecnico che descrive gli algoritmi di calcolo utilizzati per i dati esposti nella ricevuta aggregata.

(INPS, 3665 del 28 maggio 2015)

 

13) Commercialisti: la violazione all’obbligo della formazione verrà giudicata con una procedura semplificata

Il CNDCEC, con la nota informativa n. 40 del 29 maggio 2015, comunica l’avvenuta approvazione (20-21 maggio 2015) del regolamento per l’esercizio della funzione disciplinare territoriale. Con la procedura semplificata per alcune fattispecie di illecito.

Si tratti dei seguenti casi:

- violazione all’obbligo della polizza assicurativa;

- violazione all’obbligo della formazione continua;

- violazione all’obbligo di detenere la PEC;

- violazione per il mancato pagamento dei contributi obbligatori che comporta la cancellazione dall’Albo dei commercialisti.

La procedura sarà snella e veloce, ma non per questo imparziale.

 

 

14) Disciplina del credito d’imposta derivante dalla trasformazione di attività per imposte anticipate iscritte in bilancio

Dta: affrancamento plurimo, credito d’imposta fino al 2012. Bankitalia ha introdotto un meccanismo di sterilizzazione graduale lungo un arco temporale di cinque anni senza stabilire una deduzione originaria dal patrimonio di vigilanza

Non sono trasformabili in crediti d’imposta – ai sensi dell’articolo 2, commi da 55 a 58, del Dl 225/2010 – le Dta, connesse con gli affrancamenti successivi a quello iniziale di un medesimo avviamento, iscritte ex novo a decorrere dall’esercizio chiuso (o in corso) al 31 dicembre 2013, in quanto, secondo le istruzioni della Banca d’Italia, le medesime vanno dedotte ab origine dal patrimonio di vigilanza.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 55/E del 29 maggio 2015. Il divieto di trasformazione in crediti d’imposta non opera relativamente alle Dta riferite ad “affrancamenti plurimi di un medesimo avviamento” connesse con operazioni già realizzate al 31 dicembre 2012 e rilevate sino all’esercizio chiuso o in corso alla medesima data, in quanto, per le predette Dta, l’Istituto di vigilanza non ha stabilito la deduzione ab origine dal patrimonio di vigilanza, introducendo, invece, un meccanismo di sterilizzazione graduale lungo un arco temporale di cinque anni.

Il documento di prassi nasce dalla necessità di dare risposta a richieste di chiarimenti in ordine al corretto trattamento fiscale da riservare a un soggetto che abbia iscritto in bilancio Dta riferite ad affrancamenti plurimi (successivi al primo) di un medesimo avviamento.

In base all’articolo 2, comma 55, del Dl 225/2010, “le attività per imposte anticipate iscritte in bilancio (…) relative al valore dell’avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d’imposta ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive , sono trasformate in crediti d’imposta qualora nel bilancio individuale della società venga rilevata una perdita d’esercizio”.

La ratio della norma, come precisa la relazione tecnica, “è da trovarsi nel divario di incidenza delle imposte anticipate nei bilanci degli operatori italiani (in particolare gli enti creditizi e finanziari di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 87) rispetto a quelli europei, divario che dipende significativamente da regimi fiscali meno favorevoli, quali ad esempio l’impossibilità di dedurre integralmente le rettifiche su crediti nell’anno di formazione, che determina la generazione di attività fiscali differite (DTA)”. Ciò si traduce anche “in una penalizzazione sul piano della dotazione patrimoniale regolamentare delle banche italiane”, in quanto, secondo le previsioni dell’accordo “Basilea 3”, poiché le Dta non sono nella piena disponibilità della banca (ma vincolate alla realizzazione di imponibili futuri), devono essere dedotte dal patrimonio di vigilanza. “Per evitare il sorgere di questo ulteriore svantaggio competitivo, la norma (…) prevede un meccanismo di conversione automatica in crediti d’imposta (…) delle poste rappresentative delle DTA (…); in tal modo, le DTA sarebbero smobilizzabili e, pertanto, concorrerebbero all’assorbimento delle perdite al pari del capitale e delle altre riserve, divenendo per tale via pienamente riconoscibili ai fini di vigilanza”.

Secondo quanto affermato dalla Banca d’Italia nella comunicazione 8 maggio 2013 rivolta agli intermediari, la “modalità di conseguire incrementi immediati in termini di Core Tier 1” – attuata attraverso la rilevazione di Dta “connesse con affrancamenti plurimi del medesimo avviamento” – “non era certamente l’obiettivo sottostante il citato decreto (Dl 225/2010, con specifico riferimento alla disciplina di cui all’articolo 2, commi da 55 a 58)” e, inoltre, “non è coerente con i principi alla base della riforma del capitale contemplata da Basilea 3”, per cui “la quota di DTA determinata da un singolo intermediario oppure da un medesimo gruppo su di un medesimo avviamento andrà dedotta dal Core Tier 1 limitatamente alla parte riferibile alle DTA successive a quella iniziale”: vale a dire, ai benefici patrimoniali relativi alla parte riferibile alle Dta connesse con gli affrancamenti successivi a quello iniziale di un medesimo avviamento.

Secondo le disposizioni dell’Organo di vigilanza, le Dta iscritte ex novo a decorrere dall’esercizio chiuso (o in corso) al 31 dicembre 2013 e connesse con gli affrancamenti successivi a quello iniziale di un medesimo avviamento vanno dedotte ab origine dal patrimonio di vigilanza.

Pertanto, dovendosi operare, in virtù della citata comunicazione 8 maggio 2013, tale deduzione, l’Agenzia ritiene che le Dta relative ad “affrancamenti plurimi di un medesimo avviamento” iscritte ex novo in bilancio a decorrere dal 1° gennaio 2013 non rientrino tra le Dta trasformabili in crediti d’imposta ai sensi dell’articolo 2, commi da 55 a 58, del Dl 225/2010.

Inoltre, in relazione alle Dta “multiple” riferite a un medesimo avviamento e iscritte in bilancio “sino all’esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2012”, l’Organo di vigilanza non ha stabilito la deduzione ab origine dal patrimonio di vigilanza, introducendo, invece, una graduale sterilizzazione degli effetti positivi sul Core Tier 1 lungo un arco temporale di cinque anni. Ne consegue che le Dta riferite ad “affrancamenti plurimi di un medesimo avviamento”, connesse con operazioni già realizzate al 31 dicembre 2012 e rilevate sino all’esercizio chiuso o in corso alla medesima data, rientrano tra quelle trasformabili in credito di imposta ai sensi dell’articolo 2, commi da 55 a 58, del Dl 225/2010.

Resta comunque impregiudicato il potere dell’Amministrazione finanziaria (articolo 37-bis, comma 2, Dpr 600/1973) di verificare se l’eventuale affrancamento “plurimo” ad aliquota ridotta dello stesso avviamento – con abbattimento del carico fiscale ad aliquota ordinaria delle società coinvolte, a seguito di più operazioni straordinarie realizzate in assenza di valide ragioni economiche, e utilizzo dei crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione delle Dta iscritte a fronte dei predetti affrancamenti – si inserisca in un più ampio disegno elusivo, pertanto, censurabile.

 

 

15) Riflessi penali del ravvedimento operoso

Il documento del 29 maggio 2015 pubblicato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha ad oggetto l’esame della rilevanza del ravvedimento operoso in sede penale, sia in una prospettiva de jure condito che in una prospettiva de jure condendo, stante l’attuanda revisione del sistema sanzionatorio penale tributario in ossequio all’articolo 8 della Legge 11 marzo 2014, n. 23 (c.d. Delega Fiscale), per fare in modo che al pagamento estintivo del debito tributario consegua, oltre che una diminuzione di pena fino alla metà, per la generalità dei delitti previsti dal D.Lgs n. 74/2000 stesso (circostanza attenuante ad effetto speciale), anche l’estinzione dei reati di cui agli articoli 4 (dichiarazione infedele), 5 (dichiarazione omessa), 10-bis (omesso versamento di ritenute certificate), 10-ter (omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto).

DDL ecoreati e responsabilità degli Enti: novità e conseguenze applicative

Per le società e gli altri enti coinvolti nel compimento dei c.d. “ecoreati” sono in arrivo pesanti sanzioni pecuniarie e amministrative. Lo scorso 28 maggio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge n. 68/2015 (Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente), che ha introdotto nel codice penale una serie di nuovi illeciti il cui compimento darà luogo anche alla responsabilità para-penale dell'ente nell'interesse o a vantaggio del quale il reato sia stato commesso. Lo comunica la FNC con un documento del 29 maggio 2015.

Con riferimento ai modelli organizzativi, l’inserimento delle nuove fattispecie rende necessario l’aggiornamento dei protocolli già esistenti e impone, agli enti che non li abbiano ancora adottati, una nuova riflessione sulla compliance alla normativa 231.

Il realismo giuridico come metodo ermeneutico necessario all'equità fiscale: l'analisi delle concause del tributo come metodo giuridico

Il contributo della FNC del 29 maggio 2015 ha per tema la questione se la coerenza del legislatore tributario debba essere giudicata da un punto di vista non solo logico-formale, ma anche reale.

L'interpretazione logico/formale si preoccupa solo della coerenza interna alla norma. Ciò che prevale è la volontà del legislatore, "creatore" della disposizione di legge.

Al contrario, il giudizio di ragionevolezza delle norme tributarie consiste anche nella sua conformità al complesso di tutti i principi e valori costituzionali.

Incostituzionalità della "maxi-sanzione" lavoro nero ex legge 4 agosto 2006, n. 248

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 254 del 13 novembre 2014, ha sancito l’incostituzionalità della sanzione civile, comminata al datore di lavoro che ha occupato personale irregolare, avendo riguardo al fatto che il suo ammontare è determinato in misura fissa, prescindendo dall’effettiva durata del rapporto contestato. La FNC ha pubblicato un documento del 29 maggio 2015 sul tema.

Soci di Srl e gestione commercianti INPS: l'anomalia del criterio amministrativo dell'onnicomprensività della base imponibile

L'Inps, pur riconoscendo la valenza dello studio elaborato dalla Fondazione, che trova la sua conferma in una recente decisione del Tribunale di Pescara, si è riservato comunque di prendere una posizione ufficiale, nelle more della sentenza - attesa per il prossimo mese di giugno - della competente Corte d'Appello, chiedendo al contempo alla categoria di contribuire a individuare una soluzione che permetta di superare una precipua criticità sul piano eminentemente pragmatico. Pubblicato il 29 maggio 2015 un contributo della FNC.

Check list Unico società di persone 2015 (anno 2014)

La FNC il 29 maggio 2015 ha pubblicato uno strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali.

EUROPA 2020 - Far conoscere i fondi europei ai commercialisti

I fondi europei costituiscono per la stragrande maggioranza dei cittadini europei un mito o un oggetto sconosciuto poiché di essi tanto si parla ma apparentemente poco si conosce.

Il presente lavoro della FNC pubblicato il 29 maggio 2015 intende dare un quadro aggiornato della situazione sia a coloro che vogliono avvicinarsi a questa materia che ai conoscitori della stessa, attraverso la presentazione di un quadro dei contributi e finanziamenti di origine comunitaria (a gestione diretta e indiretta).

 

 

16) Finanziamento alle imprese in crisi: pubblicata dal CNDCEC la seconda edizione delle linee-guida

Il documento redatto dall’Università di Firenze in collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti e Assonime

A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio nazionale dei commercialisti, è stata pubblicata la seconda edizione delle Linee–guida per il finanziamento alle imprese in crisi, redatta dall’Università di Firenze in collaborazione con lo stesso Consiglio Nazionale e Assonime. Le Linee guida costituiscono un importante supporto ai processi di ristrutturazione.

La prima edizione, del 2010, ha avuto un notevole e crescente successo, ricevendo ampia diffusione tra professionisti, magistrati, associazioni imprenditoriali e studiosi, per i quali ha costituito un imprescindibile punto di riferimento nell’affrontare i processi di ristrutturazione giudiziali e stragiudiziali.

La rilevanza delle modifiche legislative intervenute negli ultimissimi anni, che hanno inciso profondamente su diversi aspetti – primo fra tutti la disciplina dei finanziamenti all’impresa in crisi –, nonché l’intervento di importanti sentenze e, più in generale, la maturazione di una più diffusa esperienza applicativa, ha reso necessaria la revisione della prima edizione, al fine di recepire i cambiamenti e di adeguare le soluzioni.

Oltre che nei contenuti, le Linee-guida del 2015 sono state riviste anche nella struttura. In particolare, l’avvicinamento, avvenuto negli ultimi anni, degli strumenti stragiudiziali agli strumenti giudiziali per fronteggiare la crisi, ha suggerito di abbandonare questo rigido criterio distintivo, nel tentativo di individuare soluzioni che possano costituire una base comune e condivisa di più ampia portata sistematica.

Questa seconda edizione si caratterizza inoltre per il fatto di affrontare alcuni argomenti non oggetto di esame nella prima, tra i quali in particolare le regole di condotta dell’impresa in stato di crisi, gli snodi problematici del piano di ristrutturazione e il contenuto delle diverse attestazioni di cui può essere incaricato il professionista.

Come precisa la parte introduttiva, le Linee-guida hanno lo scopo di suggerire prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo strettamente imposti dalla legge, possono aumentare il grado di sicurezza delle operazioni di finanziamento. Le Linee-guida non vogliono però indurre a ritenere che qualsiasi comportamento difforme debba ritenersi qualificabile come illecito o inopportuno. Al contrario, il documento si propone di identificare modelli comportamentali che, se correttamente seguiti, possono offrire tutela e rappresentare un “safe harbor” in un eventuale giudizio a carico degli operatori o dei soggetti coinvolti nelle operazioni di ristrutturazione.

Il cantiere dei lavori resta aperto. Le Linee–guida dovranno essere costantemente adeguate all'evoluzione, anche quella legislativa di cui si parla, oltre che per tenere in considerazione le osservazioni e i commenti che chiunque interessato potrà far pervenire agli enti promotori dell’iniziativa.

(CNDCEC, nota del 29 maggio 2015)

 

Vincenzo D’Andò