Quali sono i requisiti oggettivi e soggettivi per l'applicazione del regime IVA del margine al commercio di beni usati

Nell’ambito del commercio di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato e da collezione, nonché nell’attività delle case d’asta trova applicazione un regime IVA speciale, la cui disciplina viene fissata dagli articoli 36 e segg. del Decreto Legge n. 41/1995 (“Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica e per l’occupazione nelle aree depresse”), convertito con modificazioni dalla Legge 22 marzo 1995, n. 85. Con tale complesso di norme il legislatore ha inteso evitare fenomeni di doppia o reiterata imposizione in riferimento alle compravendite di beni che dopo essere usciti una prima volta dal circuito commerciale (ed avere quindi già scontato l’IVA) vengono successivamente ceduti ad un soggetto passivo per la successiva rivendita. In tal caso, se non si avesse l’applicazione del particolare regime in parola si avrebbe come conseguenza una ulteriore imposizione in relazione al prezzo di vendita da quest’ultimo praticata. Per i suddetti beni, è quindi previsto che sia assoggettato a IVA il solo utile lordo realizzato dal rivenditore, cioè la differenza (si tratta, appunto, del cosiddetto “margine”) eventualmente esistente fra il prezzo di vendita e quello di acquisto, maggiorato delle spese di riparazione e di quelle accessorie.

Il regime speciale definito dagli articoli 36 e seguenti del Decreto Legge 41/1995 può essere applicato attraverso una delle tre diverse modalità che il legislatore ha previsto:

  • regime del margine ordinario (o analitico), dove l’eventuale margine imponibile viene determinato per ogni singolo bene;

  • regime del margine forfetario (o percentuale), dove la base imponibile viene determinata in base a percentuali fissate dalla norma sul corrispettivo di vendita;

  • regime del margine globale, dove il margine viene determinato per masse di operazioni effettuate cumulativamente nel mese o trimestre.

Se si utilizza il metodo analitico l’imposta deve essere calcolata sulla differenza positiva (o “margine”) esistente tra il corrispettivo che viene realizzato all’atto della vendita di ciascun bene e il prezzo di acquisto del medesimo, incrementato delle spese accessorie e di riparazione al lordo dell’IVA. Nel caso di margine negativo il corrispettivo di vendita rimane escluso dalla tassazione senza possibilità di successivo utilizzo. Se al contrario il margine è positivo l’IVA viene calcolata mediante lo scorporo previsto dall’articolo 27 del DPR 633/1972 e l’IVA così calcolata viene inserita nella liquidazione del periodo di riferimento. È utile ricordare che trattandosi di un regime speciale basato sul metodo di calcolo “base da base” l’eventuale IVA che è stata assolta dal rivenditore sulle spese accessorie, di riparazione e ricondizionamento per espressa previsione dell’articolo 36, quarto comma, del Decreto Legge n. 41/95, non è mai detraibile, ma concorre alla formazione del margine lordo. La Circolare del 22 giugno 1995 n. 177 del Ministero delle Finanze – Dipartimento Entrate – Affari Giuridici – Servizio III – ha chiarito quale sia la corretta definizione di spese accessorie e di riparazione, precisando che si deve trattare di costi specificamente afferenti e tali da permettere il riutilizzo del bene (il citato documento di prassi si esprime come segue:Per spese accessorie e di riparazione debbono intendersi i costi sostenuti dal rivenditore che abbiano una specifica inerenza o alla fase di acquisizione del bene o a quella successiva di riattazione dello stesso”).

Con il metodo forfetario il margine si determina in base a determinate percentuali forfetarie. Si tratta di un metodo che viene applicato nel caso di cessioni per le quali, risultando particolarmente difficoltoso calcolare il margine con il metodo ordinario o analitico, esso viene determinato in via presuntiva calcolandolo in misura percentuale rispetto al prezzo di vendita. Ciò sia al fine di evitare che il margine sia costituito dall’intero prezzo di vendita, sia al fine di semplificare gli adempimenti…

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