Effetto sostituzione IMU - IRPEF in dichiarazione dei redditi UNICO 2015

Il Modello Unico 2015 non prevede particolari novità per la compilazione del quadro RB dei fabbricati non concessi in locazione. Si deve però tenere in considerazione la complicazione del c.d. effetto sostitutivo IMU/IRPEF. La disciplina non è cambiata rispetto allo scorso anno (Modello Unico 2014), ma le regole applicabili contribuiscono non poco a complicare il quadro normativo di riferimento.
La previsione normativa è contenuta nell’art. 1, comma 717 della L. n. 147/2013. La disposizione prevede che il reddito degli immobili ad uso abitativo non locati situati nello stesso comune nel quale si trova l’immobile adibito ad abitazione principale, assoggettati all’IMU, concorre alla formazione della base imponibile dell’Irpef e delle relative addizionali nella misura del 50%. Tale situazione dovrà essere evidenziata nella colonna 12 “casi particolari IMU” indicando il codice “3”.
 
Al fine di comprendere la portata applicativa della disposizione è necessario individuare, sotto il profilo normativo, la nozione di abitazione principale. La norma di riferimento è costituita dall’art. 10, c. 3–bis del TUIR. In particolare, “Per abitazione principale si intende quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente”.
Tale nozione influisce direttamente sulle modalità di tassazione degli ulteriori immobili posseduti in aggiunta rispetto a quello in cui il contribuente dimora abitualmente nel medesimo Comune. Infatti, se il contribuente dimora abitualmente in un immobile posseduto a titolo di proprietà e possiede un secondo immobile (a disposizione) nello stesso Comune, la rendita catastale di questo secondo”cespite” sarà imponibile ai fini dell’IRPEF nella misura del 50 per cento. Viceversa, se il contribuente abita in un immobile condotto in locazione, il secondo cespite risulterà completamente detassato. In tale ipotesi l’effetto sostitutivo IMU/IRPEF è integrale. Ciò in quanto il secondo immobile posseduto non si aggiunge all’abitazione principale. In buona sostanza, ai fini dell’applicazione della predetta norma, non si considera abitazione principale l’immobile non detenuto a titolo di proprietà (in locazione, comodato…). Affinché l’effetto sostitutivo sia parziale, con la conseguente tassazione della rendita catastale nella misura del 50%, il contribuente deve essere proprietario di almeno due immobili (ubicati nello stesso Comune), di cui uno dei due utilizzato quale abitazione principale.
 
Nei prossimi giorni i contribuenti saranno alle prese con la predisposizione del Modello Unico 2015 relativo al periodo di imposta 2014. L’IMU, però, non risulta perfettamente allineata in quanto entro il 16 giugno 2015, data prevista per il saldo dell’IRPEF relativa al 2014 è dovuto l’acconto IMU del 2015. I contribuenti devono quindi prestare attenzione ponendo a confronto la compilazione del quadro RB del Modello Unico 2015, con l’IMU del 2014. Eventuali variazioni ai fini IMU 2015, da considerare per il calcolo dell’acconto, avranno effetto sul modello Unico 2016 del prossimo anno. Ad esempio se il contribuente, che in precedenza abitava in un immobile condotto in locazione, ha acquistato un immobile il 10 gennaio 2015 al fine di stabilirvi la propria dimora, dovrà sottoporre a tassazione (nella misura del 50 per cento) la rendita catastale del secondo immobile posseduto (a disposizione). Tuttavia, la tassazione scatterà solo dal prossimo anno. Invece la rendita del secondo immobile sarà completamente esclusa dall’imposizione nel periodo di imposta 2014, cioè nell’anno durante il quale il contribuente aveva stabilito la …

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