Diario quotidiano del 29 maggio 2015: i correttivi anticrisi del software Gerico

Pubblicato il 29 maggio 2015



studi di settore: in rete il software Gerico 2015 con i correttivi anti-crisi; antiriciclaggio: per l’acquisizione dei fascicoli dell’avvocato occorre chiedere l’autorizzazione del giudice; presunzioni IVA e IRPEF uguali sono; firmato l’accordo sulle informazioni finanziarie tra l’Europa e la Confederazione elvetica; procedura pensioni sul nuovo sistema SIN2; comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”; si approssima la scadenza per IMU e TASI fissata per il 16 giugno 2015; il mercato immobiliare non residenziale torna in positivo; é disponibile il software di compilazione Modello Unico Persone fisiche 2015; analisi e statistiche sulle dichiarazioni fiscali 2014 IRPEF, studi di settore, IVA; aggiornate le FAQ ISEE; INAIL: dal 1° giugno presentazione delle istanze per la riduzione contributiva per i lavoratori agricoli; microcredito: protocollo d’intesa Cndcec – Banca del Mezzogiorno

 

 Indice:

1) Studi di settore: in rete il software Gerico 2015 con i correttivi anti-crisi

 2) Antiriciclaggio: per l’acquisizione dei fascicoli dell’avvocato occorre chiedere l’autorizzazione   del giudice

 3) Presunzioni IVA e IRPEF uguali sono, rassegna delle sentenze della Cassazione

4) Firmato l’accordo sulle informazioni finanziarie tra l’Europa e la Confederazione   elvetica

5) Procedura pensioni sul nuovo sistema SIN2

 6) Comunicazione telematica della "Offerta di conciliazione”

 7) Si approssima la scadenza per IMU e TASI fissata per il 16 giugno 2015

 8) Il mercato immobiliare non residenziale torna in positivo

9) E’ finalmente disponibile il software di compilazione Modello Unico Persone fisiche 2015

10) Analisi e statistiche sulle dichiarazioni fiscali 2014 IRPEF, studi di settore, IVA

 11) Aggiornate le FAQ ISEE

 12) INAIL: dal 1° giugno presentazione delle istanze per la riduzione contributiva per i lavoratori   agricoli

 13) Microcredito: protocollo d’intesa Cndcec – Banca del Mezzogiorno

 

 

1) Studi di settore: in rete il software Gerico 2015 con i correttivi anti-crisi

Pronto Gerico 2015 in veste definitiva. Il software per la compilazione degli studi di settore è online dal 27 maggio 2015, sul sito internet dell’Agenzia, nella sezione Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Software > Gerico 2015.

Gerico 2015 tiene conto dei correttivi “crisi”, analizzati dalla Commissione degli esperti e approvati con decreto ministeriale del 15 maggio 2015, e interessa i 204 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2014.

Grazie a questo applicativo dedicato, imprese e lavoratori autonomi possono determinare, già nella fase di compilazione del modello Unico, la congruità dei loro ricavi/compensi, tenendo conto della normalità economica e dell’effetto dei correttivi “crisi”, ed eventualmente adeguarsi alle risultanze degli studi di settore.

Problemi di installazione e di utilizzo del prodotto

È disponibile un servizio di assistenza telefonica al numero verde 800 279 107, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 100 del 27 maggio 2015)

 

 

2) Antiriciclaggio: per l’acquisizione dei fascicoli dell’avvocato occorre chiedere l’autorizzazione del giudice

Antiriciclaggio: per l’acquisizione dei fascicoli dello studio legale la GdF deve chiedere l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.

Lo ha precisato il Consiglio nazionale forense con il parere n. 92/2015. Il Cnf ha risposto a un quesito di un Ordine locale, che chiedeva «se, in sede di indagine della Gdf relativa all’osservanza della normativa in tema di antiriciclaggio, la stessa Gdf, anche senza specifica autorizzazione o ordine dell’Autorità giudiziaria, possa prelevare e visionare i fascicoli di studio, senza che a ciò possa opporsi l’eccezione del segreto professionale e della tutela della privacy dei clienti». In particolare, il Consiglio nazionale forense richiama la circolare n. 1/2008 della Gdf, laddove dispone, a proposito dell’opposizione del segreto professionale che, «nel corso di accessi a fini fiscali, il segreto professionale possa essere fondatamente opposto soltanto per quei documenti che rivestono un interesse diverso da quelli economici e fiscali del professionista o del suo cliente e, pertanto, quando i documenti non presentano alcuna utilità ai fini fiscali; non pare quindi che possa essere eccepito il segreto professionale per le scritture ufficiali né per i fascicoli dei clienti all’acquisizione dei documenti che costituiscono prova dei rapporti finanziari intercorsi fra professionista e cliente». Continua il parere, «qualora venga opposto il segreto professionale, da far risultare chiaramente in atti, i verificatori devono richiedere l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria per procedere all’ulteriore esame, avendo cura di rappresentare all’Autorità stessa tutti gli elementi necessari per operare le proprie valutazioni, con particolare riferimento all'utilità ai fini delle operazioni ispettive dell’esame dei documenti per i quali detto segreto è opposto».

 

 

3) Presunzioni IVA e IRPEF uguali sono, rassegna delle sentenze della Cassazione

Secondo la sentenza n. 10927 del 27 maggio 2015 della Corte di Cassazione, le presunzioni di cessione ai fini IVA contano anche per le imposte sui redditi.

La Suprema Corte, con la decisione odierna, ritiene, quindi, possibile desumere l’omessa contabilizzazione dei ricavi anche dal confronto, per differenza inventariale, tra la consistenza delle rimanenze registrate e le risultanze delle scritture ausiliarie di magazzino o di altra documentazione obbligatoria e, inoltre, la normativa dettata in materia di IVA introdurebbe una presunzione che, per l’unitarietà dell’ordinamento tributario, potrebbe avere rilievo anche ai fini delle imposte sui redditi.

L’approvazione del bilancio decide l’esercizio di competenza

Reddito d’impresa: L’approvazione del bilancio incide sulla competenza dei componenti di reddito. Sull’imputazione temporale, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10903 del 27 maggio 2015, ha precisato che concorrono a formare il reddito i componenti noti prima dell’approvazione del bilancio.

La regola contenuta nell’art. 109 del TUIR va interpretata nel senso che il dovere di conteggiare i componenti di reddito nell’anno di riferimento si arresta soltanto di fronte a quei ricavi e a quei costi che non siano ancora noti all’atto della determinazione del reddito, e cioè al momento della redazione e presentazione della dichiarazione.

Diritto tributario penale

Per i reati tributari sempre sequestrati i conti della società. Sempre possibile il sequestro, indipendentemente dalla sua qualifica, dei saldi dei conti sociali dove si trova il denaro non versato all’Erario. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22127 del 27 maggio 2015, è tornata sul delicato tema della sequestrabilità, in funzione della successiva confisca, del denaro presente sui conti correnti della società a fronte di reati tributari posti in essere dal relativo rappresentante legale.

Spese di pubblicità all’estero da provare

Non sono deducibili come spese di pubblicità le sponsorizzazioni di sodalizi sportivi o eventi locali, se il contribuente, rivolgendosi per le vendite prevalentemente ai mercati esteri, non dimostra il concreto vantaggio ritraibile da dette sponsorizzazioni locali in termini di incremento della clientela e dei ricavi.

Secondo la sentenza n. 10914 del 27 maggio 2015 della Corte di Cassazione, ai fini della deducibilità, il contribuente deve provare il concreto vantaggio ritraibile da tali sponsorizzazioni per l’incremento della clientela e dei ricavi.

 

 

4) Firmato l’accordo sulle informazioni finanziarie tra l’Europa e la Confederazione elvetica

Scambio dati dal 2018 ed esenzione sui transfrontalieri. Firmato l’accordo per lo scambio automatico di informazioni Svizzera-Ue. Adesso dovranno concludersi in tempo utile le procedure di approvazione in Svizzera e nell’Unione europea, infatti, il via é previsto per il 2018.

Sullo scambio automatico di informazioni a fini fiscali tra la Svizzera e l’Unione europea ora c’è anche la firma. L’accordo bilaterale che prevede la raccolta dei dati dei conti dal 2017 e il loro scambio dal 2018, una volta create le necessarie basi legali, è stato siglato il 27 maggio 2015 a Bruxelles dal Segretario di Stato svizzero Jacques de Watteville, dal Ministro delle Finanze lettone, Jānis Reirs, in qualità di rappresentante della presidenza Ue e dal commissario europeo Pierre Moscovici.

I 28 Paesi e la Svizzera si dovranno dunque scambiare ogni anno in modo automatico tutte le informazioni su nomi, indirizzi, numeri di identificazione fiscale e date di nascita dei residenti con conti in Svizzera, oltre a un’ampia serie di informazioni contabili e finanziarie.

L’intesa è applicabile a tutti i 28 Stati membri dell’Ue e riprende integralmente lo standard globale per lo scambio automatico di informazioni a fini fiscali dell’OCSE (standard globale).

 

 

5) Procedura pensioni sul nuovo sistema SIN2

E’ attivata una fase di sperimentazione, della durata di sei mesi, con l’obiettivo di esaminare l’intero processo di liquidazione della pensione, con particolare riferimento alla fase di predisposizione della posizione assicurativa dell’iscritto.

Lo comunica l’INPS con la circolare n. 110 del 28 maggio 2015 relativa alla “Gestione Dipendenti Pubblici - Procedura pensioni sul nuovo sistema (SIN2) – Fase sperimentale; ripristino dei modelli PL1 e 350/P ai fini della liquidazione dei Tfs”.

Con la circolare n.49 del 03 aprile 2014 e la successiva n. 148 del 21 novembre 2014 si è dato avvio al progetto di consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative della Gestione dipendenti pubblici dell’Istituto, finalizzato a consentire l’erogazione delle prestazioni sulla base delle informazioni presenti nel conto assicurativo degli iscritti senza più la necessità di una “certificazione” finale da parte dell’Ente Datore di lavoro (mod. PA04).

I dati presenti sul conto assicurativo individuale, integrati con le informazioni utili per la quantificazione della quota A di pensione (c.d. ultimo miglio), sono direttamente utilizzabili ai fini della determinazione della pensione qualora sia accertata la loro congruità sul piano logico – formale e non siano presenti anomalie né elementi di indeterminatezza nella fonte e/o nei contenuti.

Tale obiettivo si realizza attraverso la versione aggiornata della procedura SIN che consente di porre in essere le attività finalizzate alla erogazione delle prestazioni istituzionali facendo diretto riferimento alle informazioni contenute nella posizione assicurativa.

 

 

6) Comunicazione telematica della “Offerta di conciliazione”

Il Ministero del Lavoro ha emanato la nota n. 2788 del 27 maggio 2015, con la quale viene resa operativa la comunicazione obbligatoria in caso di intervenuta conciliazione a posteriore di un licenziamento comminato ad un lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato a Tutele Crescenti.

La comunicazione, prevista dall’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 23/2015, dovrà essere effettuata, entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto, qualora si proceda ad attivare la procedura conciliativa facoltativa prevista dallo stesso articolo 6, per:

- lavoratori assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015;

- lavoratori trasformati da un rapporto di lavoro a termine in rapporto a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015;

- lavoratori qualificati da un rapporto di apprendistato 7 marzo 2015;

- lavoratori presenti in aziende che dal 7 marzo 2015 hanno superato la soglia dei 15 dipendenti.

La procedura comunicativa diverrà obbligatoria dal 1° giugno 2015, data di attivazione del sistema informatico.

Procedura

Dal 1° giugno, nella sezione “ADEMPIMENTI” del portale cliclavoro (www.cliclavoro.gov.it) sarà disponibile una applicazione denominata “UNILAV_Conciliazione” attraverso la quale tutti i datori di lavoro potranno comunicare le informazioni relative al procedimento di conciliazione.

Per effettuare tale comunicazione, i datori di lavoro dovranno registrarsi al portale cliclavoro e accedere all’applicazione inserendo il codice di comunicazione rilasciato al momento della comunicazione di cessazione. Questo dato serve a collegare l’offerta di conciliazione al rapporto di lavoro cessato.

Il sistema proporrà i dati già presenti, comunicati con il modello “UNILAV_Cess”, relativi al lavoratore, datore di lavoro, rapporto di lavoro e dovranno esser compilati solo i seguenti campi:

data di proposta dell’offerta di conciliazione;

esito (SI/NO) di tale offerta.

in caso di esito positivo

sede presso la quale il procedimento di offerta viene effettuato (tra quelle previste dalla normativa);

importo offerto;

esito del procedimento (SI/NO), ovvero se il lavoratore ha accettato o meno l’importo offerto.

Da ultimo, il sistema dà la possibilità di visualizzare e stampare un riepilogo della comunicazione effettuata.

Si ricorda che l’omessa comunicazione integrativa prevede una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro, per ogni lavoratore interessato.

 

 

7) Si approssima la scadenza per IMU e TASI fissata per il 16 giugno 2015

Il 16 giugno 2015 per i contribuenti sarà il primo appuntamento con la doppia scadenza IMU e TASI. Entro questa data infatti i contribuenti, proprietari di immobili, saranno chiamati alla cassa per il versamento della prima rata dell’imposta municipale sui fabbricati (l’IMU) e per il tributo comunale sui servizi indivisibili (la TASI), che insieme alla Tari costituiscono le tre componenti della IUC, l’Imposta Unica Comunale.

Acconto IMU e TASI 2015: calcolo con le aliquote precedenti

In atto mancano le delibere dei Comuni con le aliquote 2015, sia per l’IMU sia per la TASI. In seguito alla proroga prevista per l’approvazione dei bilanci locali, il prossimo 30 luglio, le aliquote per calcolare le imposte arriveranno dopo la scadenza dell’acconto, fissato per il 16 giugno 2015.

I contribuenti devono quindi rispettare questa scadenza, calcolando l’importo dovuto per la prima rata dell’IMU e della TASI con le aliquote deliberate l’anno scorso. Entro il 28 ottobre 2015 poi i Comuni dovranno pubblicare sul sito del Dipartimento delle Finanze le nuove aliquote per l’anno 2015 e, sulla base di queste ultime, effettuare il calcolo per il saldo di dicembre, quindi effettuare eventuali conguagli o rimborsi.

Regole per il calcolo della prima rata

Le regole per il calcolo sono invariate. La base imponibile per l’acconto è, infatti, data dal valore della rendita catastale, rivalutata al 5% e moltiplicata per i coefficienti previsti per legge. Occhio alle detrazioni che ogni Comune può stabilire in misura diversa.

L’IMU anche per quest’anno non è dovuta sull’abitazione principale e le relative pertinenze, ossia quelle classificate nelle categorie catastali C2, C6 e C7. I proprietari di immobili pagano l’IMU, sia per la prima rata che a saldo, solo se l’abitazione principale è di lusso e di pregio, quindi classificata nelle categorie catastali A1, A8 e A9.

Sono chiamati alla cassa per la prima rata della TASI oltre ai proprietari, anche gli inquilini in una quota compresa tra il 10% e il 30%, stabilita dal Comune di ubicazione dell’immobile.

Modalità di pagamento

Invariate anche le modalità di pagamento: con bollettino di conto corrente postale (n. c/c “1008857615” per l’IMU e “1017381649” per la TASI) o con modello F24. Le istruzioni per pagare con il modello F24 sono comuni a IMU e TASI; cambiano i codici tributo che, in entrambi i casi, vanno esposti nella sezione “SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI” in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna “importi a debito versati”.

Per l’IMU i codici tributo da usare, istituiti con la risoluzione n. 35/E del 12 aprile 2012, sono:

“3912” – denominato: “IMU – imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze – articolo 13, c. 7, d.l. 201/2011 – COMUNE”;

“3913” – denominato “IMU – imposta municipale propria per fabbricati rurali ad uso strumentale – COMUNE”;

“3914” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per i terreni – COMUNE”;

“3915” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per i terreni – STATO”;

“3916” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili – COMUNE”;

“3917” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per le aree fabbricabili -STATO”;

“3918” – denominato: “IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – COMUNE”;

“3919” – denominato “IMU – imposta municipale propria per gli altri fabbricati – STATO”;

“3923” – denominato “IMU – imposta municipale propria – INTERESSI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”;

“3924” – denominato “IMU – imposta municipale propria – SANZIONI DA ACCERTAMENTO – COMUNE”.

Per la TASI invece i codici tributo, istituiti con la risoluzione n. 46/E del 24 aprile 2014 dell’Agenzia delle entrate, sono:

3958” denominato “TASI – tributo per i servizi indivisibili su abitazione principale e relative pertinenze – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”

“3959” denominato “TASI – tributo per i servizi indivisibili per fabbricati rurali ad uso strumentale – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”

“3960” denominato “TASI – tributo per i servizi indivisibili per le aree fabbricabili – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”

“3961” denominato “TASI – tributo per i servizi indivisibili per altri fabbricati – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 e succ. modif.”

 

 

8) Il mercato immobiliare non residenziale torna in positivo

Nel Rapporto dell’Agenzia delle Entrate e di Assilea tutti i dati sulle compravendite di negozi, uffici e capannoni nel 2014.

Primi segnali positivi per il mercato immobiliare non residenziale italiano dopo sette anni di cali. Nel 2014, infatti, il settore commerciale cresce del 5,7%, quello produttivo del 3,6%, mentre resta in negativo il mercato del terziario (-4,6%), per una crescita complessiva del +3%. Questi dati risentono però degli effetti del nuovo regime per le imposte di registro, ipotecaria e catastale in vigore dal 1° gennaio 2014, che ha reso più conveniente rogitare gli acquisti, compiuti a fine 2013, nei primi mesi del 2014. Al netto dell’effetto fiscale, infatti, i settori commerciale, terziario e produttivo, registrano una crescita pari al +1,3%, più moderata rispetto al tasso osservato del +3%.

Sul fronte del leasing immobiliare, si conferma la ripresa registrata a inizio 2014, con un andamento positivo sia per il numero di stipule (+21,4%) che per il valore dei finanziamenti (+38,3%).

Questi alcuni dei dati presentati oggi e contenuti nel Rapporto immobiliare non residenziale 2015 realizzato dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’Associazione nazionale delle società di leasing, Assilea.

Alla presentazione sono intervenuti: Corrado Piazzalunga, Presidente Assilea, Gabriella Alemanno, Vicedirettore Agenzia delle Entrate, Gianni Guerrieri e Maurizio Festa, rispettivamente Direttore centrale OMISE e Ufficio Studi e Statistiche OMISE dell’Agenzia delle Entrate, Beatrice Tibuzzi, Responsabile Relazioni Istituzionali Vigilanza Studi e Statistiche Assilea, Alessandra Agostinelli, Dirigente Direzione Centrale Contabilità Nazionale Istat, Maria Clementina Binacchi, Segretario del Consiglio notarile di Milano, Sen. Camilla Fabbri, Commissione Industria Commercio e Turismo Senato, Sen. Giorgio Santini, Commissione Bilancio Senato.

In ripresa il settore dei negozi - Nel 2014 il mercato dei negozi ha registrato 22.271 compravendite, facendo un balzo in avanti di 5,4 punti percentuali. La crescita è stata più accentuata nelle regioni del Nord Ovest (+10,2%), seguite dal Sud (+5,3%), dal Nord Est (+4,1%) e dal Centro (+3,6%). Tra le grandi città, exploit di compravendite a Bologna (+54,2%), Verona (+21,2%) e Torino (+20,9%); pressoché stabili Roma e Firenze, mentre perdono mercato Palermo (-11,7%), Venezia (-15%) ma soprattutto Catania (-38,8%).

Sul fronte delle quotazioni, la media rilevata è stata di 1.686 €/mq, in discesa del 3,9% rispetto all’anno precedente, con un calo a doppia cifra registrato per i negozi del Lazio (2.549 €/mq, -12,7%).

Bene anche i capannoni - Con poco meno di 9.600 compravendite, il mercato dei capannoni mostra un rialzo del +3,6%. A fare da traino al settore è essenzialmente il Nord, che guadagna oltre 8 punti percentuali, mentre restano in negativo il Centro (-4,8%), il Sud (-3,9%) e le Isole (-19,6%). La Lombardia si conferma anche nel 2014 la regione con la più alta intensità di mercato nel produttivo. La quotazione media registrata è stata pari a 525 €/mq, in calo del -1,3% rispetto al 2013.

In calo le compravendite di uffici - In affanno il mercato degli uffici che, con 8.808 compravendite, perde il 5% rispetto al 2013. Il calo è stato più diffuso nelle aree del Centro (-14,4%) e del Nord Est (-6,5%), più contenuto al Nord Ovest (-3,4%), mentre è in netta ripresa al Sud e nelle Isole (+4,5% e +4,9%). La quotazione media è stata di 1.485 €/mq, in diminuzione del 2,2% rispetto al 2013.

Il valore di scambio - Complessivamente, la stima del valore di scambio delle tre tipologie non residenziali è pari a circa 12,6 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto all’anno precedente. L’aumento registrato, di circa mezzo miliardo di euro, rappresenta un importante segno di recupero, nonostante siano ancora lontani i valori registrati nel 2008, quando la stima del valore dell’intero settore non residenziale era di circa 25 miliardi di euro.

Il leasing propellente della ripresa - Come per i dati del primo trimestre 2015 sullo strumentale e sull’auto, ancora in crescita nel primo quadrimestre dell’anno, anche nell’immobiliare non residenziale il leasing si conferma nella duplice veste di termometro della crescita degli investimenti produttivi e al contempo di propellente per la stessa ripresa.

Motore delle PMI - Il maggior appeal fiscale ha trovato immediata risposta da parte delle PMI, dove proprio le aziende maggiormente colpite dalla crisi economica sono riuscite a trovare una risposta alle proprie necessità di finanziamento di nuovi capannoni, magazzini o uffici. Anche se confrontati con un inizio 2014 molto positivo, i dati del primo quadrimestre 2015 segnano un ulteriore + 3,2% in numero e + 2,5% in valore dello stipulato leasing.

L’aumento del numero di contratti è dovuto principalmente alla crescita inerente il “costruito”, l’incremento dei valori finanziati riguarda invece specialmente la dinamica del “da costruire”, che segna un lusinghiero +8,4%, con il buon andamento dei finanziamenti di valore superiore ai 0,5 milioni di euro che spingono verso l’alto il medio finanziato, salito da 1,9 a circa 2,2 milioni di euro.

Il portafoglio leasing 2014 - Le classificazioni della Banca Dati Centrale Rischi Assilea evidenziano, per gli immobili finanziati nel 2014, che il portafoglio è composto prevalentemente da immobili industriali (49,9% in valore e 49,5% nel numero). Si registra una diminuzione della quota di immobili commerciali, -1,5% in valore nel 2014 rispetto al 2013, per un valore assoluto che si attesta al 28,4%. In aumento la percentuale di alberghi e centri ricreativi, che raggiunge il 5,4% in valore.

Il leasing spinge i professionisti - Va segnalato il buon andamento del leasing di immobili a uso ufficio, in controtendenza con il dato delle compravendite, che rappresenta il primo effetto dell’introduzione anche per i professionisti della possibilità di dedurre i canoni introdotta nel 2014. La quota dello stipulato registrato nel 2014 sfiora il 12% in valore, crescendo di 1,3 punti rispetto al all’anno precedente.

Le prospettive - Assilea ha evidenziato che per recuperare la contrazione dello stipulato immobiliare degli scorsi sei anni occorre un intervento legislativo a costo zero che vada a tipizzare il contratto di leasing, regolando il comportamento delle parti in caso di default, tutelando cliente e società di leasing, riducendo i costi dell’apparato giudiziario, ma soprattutto consentendo procedure più snelle per la rivendita dei beni, utili a smaltire le sofferenze accumulate nel recente passato.

Nell’ottica di individuare strumenti innovativi per dare corpo alla ripresa economica si è posto infine il disegno di legge presentato dalla sen. Camilla Fabbri, per estendere i contratti di leasing alla prima casa per i giovani di età inferiore ai 35 anni e con un reddito massimo di 55.000 euro.

Guida alla consultazione - Il Rapporto immobiliare non residenziale 2015 può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, e dal sito di Assilea, nella sezione Pubblicazioni – Biblioteca Assilea.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 101 del 28 maggio 2015)

 

 

9) E’ finalmente disponibile il software di compilazione Modello Unico Persone fisiche 2015

Con notevole ritardo, rispetto agli anni precedenti, finalmente è disponibile il software di compilazione modello Unico Persone fisiche 2015, insieme al programma di controllo.

Si tratta della versione 1.0.0 del 28/05/2015 del software Unico PF 2015 che consente la compilazione del modello Unico persone fisiche 2015 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

UnicOnLine Pf 2015 consente la compilazione del modello Unico Persone fisiche e permette la generazione del modello di versamento F24 (plug-in F24 da Unico Pf 2015).

Il prodotto consente inoltre di precompilare il modello Unico Persone fisiche 2013 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d’imposta (Unico/2014 o 730/2014).

Le persone fisiche abilitate ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, infatti, hanno a disposizione, nella sezione "Comunicazioni" del sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it, un file contenente alcuni dati rilevati dalla dichiarazione del 2014, così come risultano presentati, nonché l’elenco dei versamenti effettuati con il mod. F24 per il periodo d'imposta 2014. Per scaricare il file è richiesto il codice Pin attribuito all’atto dell'abilitazione a Fisconline.

Per la "preparazione" delle dichiarazioni mod. Unico Pf 2015 (attivita' propedeutica al successivo invio) gli utenti registrati a Fisconline devono installare l'applicazione FileInternet; i contribuenti registrati a Entratel, invece, devono utilizzare l’applicazione Entratel. Entrambi i suddetti prodotti sono prelevabili dalle rispettive sezioni "Software" del sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it.

Software di compilazione modello Enc/2015

Disponibile anche la versione software: 1.0.1 del 28/05/2015. Si tratta del software Unico Enc 2015 che consente la compilazione del modello Unico Enc 2015 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

Software di compilazione modello Unico Sc 2015

E’ on line anche la versione software: 1.0.1 del 28/05/2015, ovvero il software Unico SC 2015 che consente la compilazione del modello Unico SC 2015 e la creazione del relativo file da inviare telematicamente.

 

 

10) Analisi e statistiche sulle dichiarazioni fiscali 2014 IRPEF, studi di settore, IVA

Il Dipartimento delle Finanze pubblica le statistiche relative agli Studi di Settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, alle dichiarazioni IVA e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2014, relativi al periodo d’imposta 2013.

STUDI DI SETTORE

Gli Studi di Settore nel 2013 sono stati applicati a circa 3,6 milioni di soggetti (di cui il 65% persone fisiche), con una lieve diminuzione (-0,8%) rispetto all’anno precedente.

Il reddito totale dichiarato, pari a 98 miliardi di euro, mostra una variazione negativa (-1,8% rispetto al 2012) che riflette principalmente gli andamenti ciclici registrati nel 2013, anno in cui il PIL è calato dell’1,7% in termini reali rispetto all’anno precedente (-0,4% in termini nominali).

Il reddito medio dichiarato è risultato pari a 25.400 euro per le persone fisiche (-1,2% rispetto all’anno precedente), a 35.500 euro per le società di persone (-1,0%) e a 23.800 euro per le società di capitali ed enti (+0,8%).

Rispetto all’attività esercitata (considerando tutti i soggetti che applicano gli Studi di Settore), il reddito medio più elevato, analogamente al 2012, si è registrato nel settore delle attività professionali (42.100 euro, -2,9% rispetto all’anno precedente), seguito dal settore delle attività manifatturiere (29.000 euro, +6,8%) e dal settore dei servizi (23.500 euro, -2,7%), mentre il reddito medio dichiarato più basso si è registrato nel commercio (17.500 euro, +2,0%).

Significativa è la differenza tra il reddito medio dei soggetti “congrui” rispetto a quello dei soggetti non “congrui”1: escludendo i soggetti di minori dimensioni, si passa complessivamente da un reddito medio di 41.300 euro per i soggetti congrui ad una perdita media di 8.600 euro per quelli non congrui.

STATISTICHE IRPEF IN BASE AL REDDITO PREVALENTE

I dati statistici delle dichiarazioni Irpef delle persone fisiche, pubblicati lo scorso 2 aprile, vengono ora arricchiti dalla classificazione dei contribuenti in base al reddito prevalente. L’82,6% dei circa 41 milioni di contribuenti Irpef detiene prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione e solo il 5,9% del totale ha un reddito prevalente derivante dall’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo, in linea con l’anno precedente. La percentuale di coloro che detengono in prevalenza reddito da fabbricati è pari al 3,8% (in aumento rispetto al 2,5% del 2012, per effetto delle novità Irpef sui redditi immobiliari).

Dall’analisi integrata delle dichiarazioni dei dipendenti con quelle dei propri datori di lavoro si osserva che circa il 78% dei dipendenti ha prestato servizio presso lo stesso datore di lavoro nell’arco dell’anno, mentre il restante 22% ne ha avuti due o più. Rispetto alla natura giuridica del datore di lavoro, si rileva che il 54% dei lavoratori dipendenti presta servizio presso società per azioni, società a responsabilità limitata e società cooperative, seguiti da coloro che sono occupati presso enti pubblici (14%), ditte individuali (9%), società di persone (8%) ed enti e istituti di previdenza e assistenza sociale (6%).

Il reddito medio da lavoro dipendente presenta un’elevata variabilità rispetto alla diversa natura del datore di lavoro: il reddito medio più basso, pari a 10.680 euro, si osserva per i lavoratori dipendenti il cui datore di lavoro è una persona fisica (1,5 milioni di dipendenti); il valore sale a 13.960 euro per i dipendenti di società di persone (1,4 milioni), a 22.400 euro per i dipendenti della Pubblica Amministrazione5 (3,5 milioni), mentre il reddito medio più elevato, pari a 23.580 euro, si registra per i dipendenti delle società di capitali (10,3 milioni).

DICHIARAZIONI IVA

Sono circa 5,3 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva per l’anno d’imposta 2013, con un lieve calo rispetto all’anno precedente (-1,4%), che riflette principalmente la mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti in “regime fiscale di vantaggio”.

L’Iva di competenza dell’anno d’imposta, definita come saldo tra Iva a debito e Iva detraibile, mostra un incremento dell’1,7%. Tale andamento è influenzato dall’aumento dell’aliquota ordinaria al 22% a partire dal 1° ottobre 2013. L’incremento è imputabile alle sole società di capitali (+3,3%), mentre si registra un calo per le ditte individuali (-3,7%) e per le società di persone (-1,9%).

Il regime Iva per cassa, introdotto alla fine del 2012,consente all’imprenditore o al lavoratore autonomo di posticipare il versamento dell’imposta sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi dal momento di effettuazione dell’operazione a quello dell’incasso. Limitatamente alle operazioni le cui fatture non sono state pagate nell’anno, le uniche desumibili dalle dichiarazioni, sono circa 35.000 i soggetti (0,7% del totale) che si sono avvalsi di tale facoltà, per un ammontare di cessioni di circa 2,9 miliardi di euro, mentre il campo della dichiarazione relativo agli acquisti non detraibili è stato compilato da circa 26.000 contribuenti per un ammontate di 856 milioni di euro.

ALTRE STATISTICHE

Completano la pubblicazione le statistiche sulle dichiarazioni dei titolari di partita Iva, delle società di persone e degli Enti non commerciali e le statistiche sul registro e sulle successioni.

Tutti i dati statistici sulle dichiarazioni fiscali e sugli Studi di Settore sono disponibili sul sito www.finanze.gov.it seguendo i percorsi “dati e statistiche fiscali/dichiarazioni” e “dati e statistiche fiscali/studi di settore”, dove sono disponibili le analisi dei dati, le novità normative e le note metodologiche per la corretta interpretazione delle statistiche.

(MEF, comunicato del 28 maggio 2015)

 

 

11) Aggiornate le FAQ ISEE

Aggiornate dal Ministero del Lavoro e dall’Inps le FAQ ISEE: le domande più frequenti pervenute, nella prima fase di applicazione della disciplina, sul nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

Le F.A.Q aggiornate sono disponibili sul portale ISEE 2015.

(INPS, nota del 28/05/2015)

 

 

12) INAIL: dal 1° giugno presentazione delle istanze per la riduzione contributiva per i lavoratori agricoli

L’Inail, con la nota n. 3824 del 27 maggio 2015, comunica che a partire dal 1° giugno p.v., saranno riaperti i termini per la presentazione delle istanze, relative all’annualità 2015, di riduzione dei contributi dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti.

Le istanze potranno essere inviate fino al 30 giugno 2015.

L’Istituto precisa, inoltre, che le aziende interessate dovranno inviare, esclusivamente con modalità telematica, apposita istanza con la quale dichiarano il possesso dei requisiti previsti per usufruire dei benefici previsti dalla norma in oggetto e, in particolare:

essere in regola con gli adempimenti contributivi e assicurativi;

essere attive da almeno un biennio;

dichiarare di aver rispettato, nei luoghi di lavoro oggetto della domanda, le disposizioni in materia di prevenzione, infortuni e igiene nei luoghi di lavoro, nonché di aver specificamente indicato “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” nel documento di valutazione dei rischi ovvero di aver provveduto ai sensi dell’art. 29 comma 5 del D.L.vo 81/08, ad effettuare la valutazione dei rischi disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza.

non aver registrato infortuni nel biennio precedente alla annualità di riferimento (per l’annualità 2015 il biennio è 2013-2014).

non essere state destinatarie di provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14 del D.L.vo 81/08 o sanzionatori conseguenti alla violazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

 

 

13) Microcredito: protocollo d’intesa Cndcec – Banca del Mezzogiorno

Previsti eventi formativi per la categoria sulle opportunità offerte dal Fondo di garanzia per le Pmi. Longobardi: “Commercialisti interlocutori privilegiati della microimprenditorialità”

Fornire la massima diffusione presso i commercialisti italiani delle opportunità offerte dal fondo di Garanzia per le PMI di cui alla legge n. 662/1996. E’ l’obiettivo che si prefigge il protocollo d’intesa siglato tra il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e la Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale SpA, mandataria di RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese), gestore del fondo per conto del Ministero dello Sviluppo economico. Il protocollo prevede l’organizzazione di una serie di eventi offerti gratuitamente agli Ordini territoriali dei commercialisti e inseriti nell’ambito della formazione professionale continua della categoria. “Questo protocollo - spiega il presidente dei commercialisti italiani, Gerardo Longobardi – è un importante contributo per una più consapevole partecipazione della nostra categoria all’operazione Microcredito, che entrerà nel vivo in questi giorni. Nell’ambito dei finanziamenti agevolati, i commercialisti sono i principali e naturali interlocutori delle realtà legate alla microimprenditorialità. L’intesa siglata con la Banca del Mezzogiorno è la testimonianza ulteriore dell’impegno della categoria, sia a livello nazionale che territoriale, su un fronte così importante per il rilancio della nostra economia”.

(Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, nota del 28/05/2015)

 

Vincenzo D’Andò