Diario quotidiano del 27 maggio 2015: il limite di valore dell’asse ereditario per la dichiarazione di successione

Pubblicato il 27 maggio 2015

è boom di iscrizioni al 5 per mille; é il rappresentante legale in carica che risponde per il mancato versamento delle ritenute?; deontologia: al via la revisione del codice dei commercialisti; fari puntati su compensazioni indebite e frodi contributive: Entrate e Inps rilanciano collaborazione e scambio di informazioni; non é giustificata la richiesta di deroga al regime ordinario dell’IVA avanzata dal Governo; nessun controllo dei revisori legali sul deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese; contribuenti Ires, dal Fisco un alert su anomalie da plusvalenze; emanati il regolamento ministeriale e le disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari del TUB; elevazione del limite di valore per la dichiarazione di successione; concambio delle partecipazioni originariamente detenute nella società scissa

 

 Indice:

 1) E’ boom di iscrizioni al 5 per mille

 2) E’ il rappresentante legale in carica che risponde per il mancato versamento delle ritenute ?

 3) Deontologia: al via la revisione del codice dei commercialisti

 4) Fari puntati su compensazioni indebite e frodi contributive: Entrate e Inps rilanciano collaborazione e   scambio di informazioni

 5) Non é giustificata la richiesta di deroga al regime ordinario dell’IVA avanzata dal Governo

 6) Nessun controllo dei revisori legali sul deposito dei bilanci presso il Registro delle imprese

 7) Contribuenti Ires, dal Fisco un alert su anomalie da plusvalenze

 8) Emanati il regolamento ministeriale e le disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari   del TUB

 9) Elevazione del limite di valore per la dichiarazione di successione

 10) Concambio delle partecipazioni originariamente detenute nella società scissa

 

 

1) E’ boom di iscrizioni al 5 per mille

5 per mille, pronti gli elenchi definitivi degli aspiranti 2015. Iscritti a quota 50mila. Finestra fino al 30 settembre per i ritardatari.

Boom di iscrizioni al 5 per mille. Salgono a quota 49.971 i candidati definitivamente in corsa per la ripartizione dei fondi. Gli elenchi definitivi 2015 degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, aggiornati e integrati rispetto a quelli pubblicati lo scorso 14 maggio, sono da oggi in rete sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Le liste tengono conto delle correzioni di eventuali errori anagrafici, segnalati alla Direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.

Cerchio rosso sulla data del 30 giugno per le “dichiarazioni sostitutive”: Prossimo appuntamento da fissare in calendario è quello di fine giugno. I legali rappresentanti degli enti del volontariato presenti in lista, infatti, hanno tempo fino al 30 giugno per presentare alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti i requisiti di ammissione all’elenco. Il modello da utilizzare deve essere conforme a quello pubblicato sul sito. Alla dichiarazione occorre allegare copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante che sottoscrive. Gli stessi tempi e le stesse regole valgono anche per le associazioni sportive dilettantistiche, i cui rappresentanti legali però dovranno presentare la documentazione richiesta alla struttura del Coni competente per territorio.

Ritardatari all’appello: ultima chance al 30 settembre per sanare le domande: Anche quest’anno, porte aperte alla ripartizione delle quote del 5 per mille anche per gli enti che presentano la domanda d’iscrizione e la documentazione integrativa in ritardo, purché entro il 30 settembre. In questo caso, per partecipare al riparto delle quote del 5 per mille occorre versare con F24 una sanzione di 258 euro (codice tributo “8115”). Naturalmente, i requisiti per l’accesso al beneficio del 5 per mille 2015 devono comunque essere posseduti alla data di scadenza delle domande d’iscrizione (7 maggio per gli enti di volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche e 30 aprile per gli enti della ricerca scientifica e dell’università e quelli della ricerca sanitaria).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 97 del 25 maggio 2015)

 

 

2) E’ il rappresentante legale in carica che risponde per il mancato versamento delle ritenute ?

Il rappresentante legale che ha firmato per la dichiarazione annuale risponde per l’omesso versamento delle ritenute, e ciò anche se al momento della consumazione della violazione (reato penale) questi non era stato ancora nominato nella carica di legale rappresentante della società. Quello che conta, quindi, è avere sottoscritto la dichiarazione presentata al Fisco.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21606 del 25 maggio 2015.

Questo perché il debito tributario per cui scaturisce il reato è quello risultante dal modello 770 presentato.

Inoltre, ai fini della condanna per l’omesso versamento delle ritenute previdenziali è sufficiente, come prova del pagamento degli stipendi, la trasmissione telematica dei modelli DM 10. Spetta, semmai all’imprenditore, fornire la dimostrazione contraria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 21619 del 25 maggio 2015, ha reso definitiva la condanna a carico di un datore di lavoro. Dunque, per la terza sezione penale, l’avvenuta produzione dell’attestazione telematica da parte dell’Ente destinatario (l’Inps) dell’avvenuta ricezione in via telematica dei modelli DM 10/2, con l’indicazione dei relativi importi, in uno, com’è avvenuto, con la testimonianza sul punto del funzionario dell’Inps, attesta, in difetto di prova contraria, che i modelli DM 10/2 sono stati effettivamente presentati. In altre parole, per la Cassazione, a fronte del provato invio telematico all’Inps dei modelli in questione, la Corte d’appello dell'Aquila ha fatto puntuale applicazione della regola di diritto che, da ciò, fa derivare, in assenza di elementi di segno contrario, la prova della corresponsione delle retribuzioni. Soltanto una prova di segno opposto, come una testimonianza, avrebbe potuto scagionare il datore di lavoro.

Evasione ultra soglie da provare

Non si può desumere dai costi reputati fittizi, per quanto rilevanti, il superamento delle soglie di punibilità correlate a imposta evasa e volume d’affari.

E’ illogica e contraddittoria, e va perciò annullata, la sentenza di condanna per dichiarazione infedele che deduce dai soli elementi passivi ritenuti fittizi, e per questo co