Diario quotidiano del 25 maggio 2015: esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani

Pubblicato il 25 maggio 2015

é Legge il nuovo falso in bilancio; fatture false: non è condannabile l’ex amministratore di società; in G.U. il decreto sull’indicizzazione delle pensioni; periodo d’imposta 2014: revisione congiunturale degli studi di settore in G.U.; esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani: nota Ifel; fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo; trattamento di disoccupazione in favore dei lavoratori rimpatriati; regolamentazione comunitaria: disposizioni in materia di disoccupazione

 

 Indice:

 1) E’ Legge il nuovo falso in bilancio

 2) Fatture false: non è condannabile l’ex amministratore di società

 3) In G.U. il decreto sull’indicizzazione delle pensioni

 4) Periodo d’imposta 2014: revisione congiunturale degli studi di settore in G.U.

 5) Esenzione IMU 2015 relativa ai terreni montani e parzialmente montani: nota Ifel

 6) Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo

 7) Trattamento di disoccupazione in favore dei lavoratori rimpatriati

 8) Regolamentazione comunitaria: disposizioni in materia di disoccupazione

 

 

1) E’ Legge il nuovo falso in bilancio

Il 21 maggio 2015 é stato approvato in via definitiva dalla Camera, il testo contiene anche i criteri per la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.

Le false comunicazioni sociali tornano a essere un delitto punito con il carcere.

E’ “stretta” nei confronti dei dipendenti (corrotti) della pubblica amministrazione, mentre, invece, si consentono sconti di pena per chi collabora nelle indagini.

Il disegno di legge anticorruzione, appena approvato, reintroduce tra l’altro il delitto di falso in bilancio, nonché obbliga i condannati a restituire il maltolto e rinforza i poteri dell’Anac, l’Autorità che combatte i fenomeni illeciti. Se la società è quotata, chi commette il falso in bilancio rischia la reclusione da 3 a 8 anni; se non quotata, da uno a 5 anni; si procede sempre d’ufficio, a meno che non si tratti di piccole società non soggetto al fallimento, per le quali vale una sanzione ridotta (da 6 mesi a 3 anni), e la sanzione è ridotta anche nel caso di fatti di lieve entità, mentre è prevista la non punibilità per gli illeciti di particolare tenuità. Quanto alla responsabilità amministrativa degli enti, raddoppiano le sanzioni pecuniarie (fino a 600 quote nel caso di società in borsa e a 400 per le non quotate). Aumentano, poi, le pene per i principali reati contro la pubblica amministrazione: peculato (da 4 a 10 anni e 6 mesi), corruzione propria (da 6 a 10 anni) e impropria (da uno a 6 anni), induzione indebita (da 6 a 10 anni e 6 mesi), e per la corruzione in atti giudiziari (da 6 a 12 anni nell’ipotesi base), la pena può salire fino a 20 nei casi più gravi.

 

 

2) Fatture false: non è condannabile l’ex amministratore di società

Fatture false senza reato. Non rischia una condanna per dichiarazione fraudolenta l’ex amministratore delle società anche se ha registrato, quando era ancora in carica, le fatture false. Il reato si consuma infatti con la presentazione del modello. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 21025 del 21 maggio 2015, ha accolto annullando con rinvio la condanna inflitta a un imprenditore la cui azienda aveva esposto in bilancio costi fittizi, mediante l’uso di fatture false. Per Suprema Corte, sezione penale, infatti, non risponde del reato di cui all’art. 2 DLgs 74/2000, neppure a titolo di tentativo, l’amministratore di una società il quale, dopo aver acquisito e registrato una fattura per operazione inesistente, sia cessato dalla carica prima della presentazione della dichiarazione fiscale per la cui redazione la medesima fattura sia stata poi utilizzata dal suo successore.

Rischia il rappresentante fiscale l’Italia di società estere

Il rappresentante fiscale per l’Italia di società estere è responsabile per l’evasione Iva al pari dell’imprenditore. Su di lui incombono infatti tutti gli obblighi relativi alla dichiarazione e al versamento dell'imposta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 21044 del 21 maggio 2015, ha confermato la condanna a carico di un 44enne, accusato, in qualità di rappresentante fiscale in Italia di società estera, di non aver versato l’Iva.

 

 

3) In G.U. il decreto sull’indicizzazione delle pensioni

Al sicuro le pensioni fino a 1.500 euro, fuori dalla rivalutazione gli onorevoli.

Alle prime pensioni, infatti, la nuova perequazione non fa tagli riconoscendola in misura piena (100% Istat) per il passato, per il presente e per il futuro. Gli onorevoli, invece, e quanti intascano vitalizi per una carica elettiva, dovranno includere questa rendita nel calcolo del limite della pensione ai fini del riconoscimento dell’indicizzazione che, in ogni caso, spetta fino a 3 mila euro (e i vitalizi, in genere, sono d’importo superiore).

Lo dispone il D.L. n. 65/2015 pubblicato nella G.U. n. 116 del 21 maggio 2015. Per le altre pensioni è rivoluzione: sarà recuperato il biennio 2012-2013, ma per il biennio 2014-2015 si restituirà parte della rivalutazione già attribuita. La nuova perequazione.

È l’art. 1 a disciplinare la nuova perequazione, con queste novità:

- riformulazione delle misure di perequazione per gli anni 2012-2013;

- estensione della perequazione 2012-2013 al biennio 2014-2015, ma in misura ridotta del 20% per i trattamenti oltre tre volte il minimo Inps;

- estensione della perequazione 2012-2013 a decorrere dal 2016, ma in misura ridotta del 50% per i trattamenti oltre tre volte il minimo Inps;

- inclusione dei vitalizi derivanti da uffici elettivi nel calcolo dell’importo dei trattamenti ai fini della perequazione.

Latte: comunicazioni in via telematica

Finite le quote latte, restano per gli stati membri le comunicazioni obbligatorie su latte prodotto, acquisti e vendite dirette. Da effettuare in via telematica tramite il Sian, Sistema informativo agricolo nazionale, in cui una banca dati conterrà tutte le informazioni relative a primi acquirenti e produttori. È quanto prevede il DM 7/4/2015 pubblicato nella G.U. n. 115/2015, in vigore dal 21 maggio 2015, che definisce le modalità applicative degli obblighi derivanti dal regolamento Ue 1308/2013 art. 151. Con la cessazione del