Diario quotidiano del 22 maggio 2015: DURC, in arrivo i preavvisi di irregolarità; CCNL Studi professionali: via libera al rinnovo del contratto collettivo

Pubblicato il 22 maggio 2015



gli atti firmati dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle entrate sono illegittimi; deducibilità dei costi da parte delle imprese ad ampio raggio; come compilare la dichiarazione doganale; gestione delle attività relative all’erogazione delle prestazioni per malattia e maternità: competenze e compiti delle U.O. medico legali; importi massimi dei trattamenti di assegno ordinario ed assegno emergenziale per il fondo di solidarietà del credito per gli anni 2014 e 2015; CCNL studi professionali: via libera al rinnovo del contratto collettivo; balzo in avanti per mutui, compravendite e condizioni di accesso all’acquisto della casa: come sta cambiando il mercato delle abitazioni; contributi dovuti dai concedenti per i piccoli coloni e compartecipanti familiari per l’anno 2015; modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 per i pensionati residenti all’estero; verifica della regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi: notifica dei preavvisi di irregolarità; F24: istituiti i codici tributo per l’Imis, imposta trentina; Voluntary Disclosure - waiver: ecco il fac-simile in versione definitiva

 

 Indice:

 1) Gli atti firmati dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle entrate sono illegittimi: ora lo dice anche il giudice di merito

 2) Deducibilità dei costi da parte delle imprese ad ampio raggio

 3) Come compilare la dichiarazione doganale

 4) Gestione delle attività relative all’erogazione delle prestazioni per malattia e maternità: competenze e compiti delle U.O. medico legali

 5) Importi massimi dei trattamenti di assegno ordinario ed assegno emergenziale per il fondo di solidarietà del credito per gli anni 2014 e 2015

 6) Ccnl Studi professionali: via libera al rinnovo del contratto collettivo

 7) Balzo in avanti per mutui, compravendite e condizioni di accesso all’acquisto della casa: come sta cambiando il mercato delle abitazioni

 8) Contributi dovuti dai concedenti per i piccoli coloni e compartecipanti familiari per l’anno 2015

 9) Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 per i pensionati residenti all’estero

 10) Verifica della regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi: notifica dei preavvisi di irregolarità

 11) F24: istituiti i codici tributo per l’Imis, imposta trentina

 12) Waiver: ecco il fac-simile in versione definitiva

 

 

1) Gli atti firmati dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle entrate sono illegittimi: ora lo dice anche il giudice di merito

Gli atti firmati dai dirigenti decaduti dell’Agenzia delle entrate sono illegittimi: ora lo dice anche la Commissione Tributaria Regionale.

E la nullità può essere rilevata, anche d’ufficio, in ogni grado e momento della lite. Questo anche se il contribuente, pur non avendo incluso l’eccezione nel ricorso introduttivo, abbia presentato memorie integrative a seguito della pronuncia n. 37/2015 della Corte costituzionale, che, come è noto, nei mesi scorsi aveva censurato l’operato dell’Agenzia delle entrate che aveva ripetutamente prorogato gli incarichi dirigenziali conferiti senza concorso a funzionari.

Adesso si è finalmente registrato un primo intervento dei giudici di merito. In particolare, ha così stabilito la C.T.R. della Lombardia, con la sentenza n. 2184/13/15 del 19 maggio 2015.

Secondo tale giudice tributario, per gli atti firmati dai dirigenti incaricati decaduti a seguito della decisione della Consulta “non sembra esservi ombra di dubbio sulla caducità, anche alla luce della giurisprudenza di legittimità succedutasi negli anni”.

Nel caso di specie, un contribuente si era visto recapitare una cartella di pagamento per Irpef di circa 41 mila euro.

La C.T.P. di Como aveva respinto il ricorso del contribuente, tuttavia, in appello aveva invocato la carenza dei poteri di firma del soggetto che ha delegato la sottoscrizione dell’atto. Il direttore dell’Ufficio impositore, infatti, non risultava nel ruolo dei dirigenti pubblicato sul sito delle Entrate. L’Ufficio, però, chiedeva l’inammissibilità dell’eccezione (ritenuta “domanda nuova”, poiché non contemplata nel ricorso iniziale), anche perché l’invalidità dell’atto impugnato non sarebbe rilevabile d’ufficio.

Di parere opposto si è, invece, dimostrata la Commissione Tributaria Regionale, secondo cui gli articoli 42 del DPR n. 600/1973 e 56 del DPR n. 633/1972 prevedono che l’accertamento debba essere validamente sottoscritto “da un dirigente sotto pena di nullità”. Inoltre, il delegante deve “sempre essere nominato a seguito di concorso” e non con incarichi temporanei prorogati a più riprese per legge (poi giudicata incostituzionale). Infine, la teoria del funzionario di fatto, secondo la quale l'esercizio dell'azione amministrativa da parte di un soggetto privo della relativa legittimazione non incorre in nullità a tutela della buona fede del privato, può essere applicata soltanto laddove “gli atti adottati siano favorevoli ai terzi destinatari e non certo nel caso de quo”.

Dunque, l’avviso di accertamento e la successiva cartella esattoriale sono “atti sfavorevoli” e il contribuente “ha tutto l’interesse a contestarli per farli dichiarare illegittimi”.

Ecco perché è stato annullato l’atto emesso dall’Amministrazione finanziaria che adesso dovrà anche pagare le spese di giudizio.

 

 

2) Deducibilità dei costi da parte delle imprese ad ampio raggio

Le scelte dell’imprenditore non sono sindacabili. Si registra una battuta d’arresto da parte della Suprema Corte sull’elusione fiscale. Infatti, l’Amministrazione finanziaria non può sindacare le strategie commerciali e i costi sostenuti dall’imprenditore, negandone così la deducibilità.

Questo sulla base di quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10319 del 20 maggio 2015, con la quale ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate che contestava un contratto di somministrazione sottoscritto tra aziende facenti parte dello stesso gruppo. Insomma una sentenza breve ma dalla quale l’abuso del diritto creato proprio dalla Cassazione ne esce adesso male. Secondo il giudice di legittimità affinché un costo sostenuto dall’imprenditore sia fiscalmente deducibile dal reddito d’impresa non è necessario che esso sia stato sostenuto per ottenere una ben precisa e determinata componente attiva di quel reddito, ma è sufficiente che esso sia correlato in senso ampio all’impresa in quanto tale, e cioè sia stato sostenuto al fine di svolgere una attività potenzialmente idonea a produrre utili. In sostanza, il concetto di inerenza è, invero, nozione di origine economica, legata all’idea del reddito come entità calcolata al netto dei costi sostenuti per la sua produzione, che, nel campo fiscale, si traduce in un risparmio di imposta e in relazione alla cui sussistenza, ove si abbia riguardo a spese intrinsecamente necessarie alla produzione del reddito dell’impresa, non incombe alcun onere della prova in capo al contribuente.

No Iva sulla caparra

Niente Iva sulla caparra pagata alla stipula del preliminare. Se il contratto preliminare non viene adempiuto, le somme corrisposte a titolo di caparra hanno natura risarcitoria.

Il versamento di una somma a titolo di caparra confirmatoria a corredo di un contratto preliminare di compravendita immobiliare, rimasto, poi, inadempiuto, non determina l’insorgenza del presupposto impositivo dell’Iva.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 10306 del 20 maggio 2015.

 

 

3) Come compilare la dichiarazione doganale

Operazioni d’importazione - Dispensa dalla consegna in dogana della copia cartacea della dichiarazione d’intento e della relativa ricevuta di presentazione telematica all’Agenzia delle Entrate.

Arrivano tutte le istruzioni del caso dall’Agenzia delle dogane, con la nota pubblicata il 21 maggio 2015, n. prot. 58510/RU del 20 maggio 2015.

L’articolo 20 del Decreto Legislativo 21 novembre 2014, n. 175 ha apportato modifiche alla normativa, prevedendo che:

- i soggetti che intendono avvalersi della facoltà di effettuare acquisti o importazioni senza applicazione dell’IVA, ai sensi dell’art. 8, primo comma, lettera c), del D.P.R. n.633/1972, sono obbligati a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni d’intento;

- l'Agenzia delle entrate mette a disposizione di questa Agenzia la banca dati delle dichiarazioni d'intento per dispensare dalla consegna in dogana della copia cartacea delle predette dichiarazioni e delle ricevute di presentazione.

Con la nota 17631/RU dell’11 febbraio 2015 della Direzione centrale legislazione e procedure doganali sono state impartite le prime istruzioni per l’utilizzo in dogana delle dichiarazioni d’intento valide per una singola operazione di importazione (DI-1).

Nell’ambito dell’analisi condotta per reingegnerizzare i processi di controllo accedendo alla banca dati delle dichiarazioni d’intento e per dispensare dalla consegna in dogana della copia cartacea, sono state individuate ulteriori semplificazioni degli adempimenti a carico degli operatori riguardanti, tra l’altro, la possibilità di ammettere la presentazione di una dichiarazione d’intento per più operazioni doganali di importazione (DI-2).

Conseguentemente, con la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 38/E del 13 aprile 2015, analogamente a quanto previsto per gli acquisti di beni e servizi da fornitori/prestatori nazionali, è stata ammessa la possibilità che una dichiarazione d'intento riguardi una serie di operazioni doganali d'importazione, fino alla concorrenza di un determinato ammontare da utilizzarsi nell'anno di riferimento. In linea con quanto previsto dalla citata risoluzione, con comunicazione del 20 aprile 2015, l’Agenzia delle entrate ha aggiornato le istruzioni per la compilazione delle dichiarazioni d’intento.

Pertanto, per le operazioni di importazione, l’operatore può compilare alternativamente il campo 1 ovvero il campo 2 del modello di dichiarazione d’intento.

Nel primo caso, inserisce il “valore presunto” dell’imponibile ai fini IVA dell’operazione d’importazione che intende effettuare che tenga cautelativamente conto, per eccesso, di tutti gli elementi che concorrono al calcolo del suddetto imponibile ai fini dell’impegno del plafond IVA, in quanto l’importo effettivo è quello risultante dalla dichiarazione doganale collegata alla dichiarazione d’intento.

Nel secondo caso, inserisce l’importo corrispondente all’ammontare della quota parte del proprio plafond IVA che presume di utilizzare all’importazione nel periodo di riferimento.

Compilazione della dichiarazione doganale

Indicare nella casella 44 del DAU, in corrispondenza del codice documento 01DI, l’identificativo della dichiarazione d’intento, ovvero il numero di protocollo composto da 23 caratteri attribuito dal servizio telematico dell’Agenzia delle entrate, così strutturato:

AAMMGGHHMMSSNNNNNXXXXXX

dove:

- AAMMGG: data di ricezione;

- HHMMSS: orario di ricezione;

- NNNNN: numero casuale;

- XXXXXX: numero progressivo dei documenti presenti nel file telematico.

Nelle dichiarazioni doganali inviate tramite il messaggio IM, compilare la casella 44 come di seguito indicato:

o “tipo documento”: 01DI;

o “paese di emissione”: IT;

o “anno di emissione”: anno di emissione nel formato AAAA;

o “identificativo”: AAMMGGHHMMSSNNNNNXXXXXX

(numero di protocollo telematico della dichiarazione

d’intento);

o “quantità riferita al documento”: campo vuoto;

o “unità di misura”: campo vuoto.

Nelle dichiarazioni doganali inviate tramite il messaggio B1, compilare la casella 44 come di seguito indicato:

o “tipo documento”: 01DI;

o “paese di emissione”: IT;

o “anno di emissione”: anno di emissione nel formato AAAA;

o “identificativo”: AAMMGGHHMMSSNNNNN (primi 17

caratteri del numero di protocollo telematico della dichiarazione d’intento);

o “Quantità riferita al documento”: XXXXXX (ultimi 6

caratteri del numero di protocollo telematico della dichiarazione d’intento);

o “unità di misura”: campo vuoto.

L’utilizzo in dogana della dichiarazione d’intento per l’importazione di merci, da parte di soggetti passivi non residenti in Italia, per i quali ricorrano i presupposti di legge per essere considerati “esportatori abituali”, richiede l’indicazione nella casella 44 del DAU, a seconda dei casi, dei codici:

- 03DI seguito dalla numero di identificazione IVA rilasciato al soggetto passivo avente stabile organizzazione in Italia o ivi identificatosi direttamente;

- 04DI seguito dal numero di identificazione IVA attribuito al rappresentante fiscale in Italia del soggetto passivo non residente.

Al riguardo si evidenzia che il numero d’identificazione IVA indicato in-corrispondenza dei codici 03DI e 04DI deve corrispondere al numero-d’identificazione IVAriportato nella dichiarazione d’intento di riferimento.

Utilizzo del plafond IVA nella dichiarazione doganale

Il sistema AIDA, in fase di acquisizione della dichiarazione di importazione,-controlla l’esistenza e la validità della dichiarazione d’intento, la capienza del-plafond IVA (sulla base dell’importo inserito nella dichiarazione d’intento-trasmessa all’Agenzia delle entrate) e la corrispondenza tra i dati dell’importatore e i dati del dichiarante riportati nella dichiarazione d’intento. In caso di incongruenze il sistema rigetta la dichiarazione di importazione.

All’atto dello svincolo della dichiarazione d’importazione, il sistema AIDA invia, in tempo reale, al sistema informativo dell’Agenzia delle entrate l’importo

effettivamente utilizzato e, nel caso in cui tale notifica si riferisca:

- ad una DI-1, la dichiarazione d’intento non sarà più spendibile per altra operazione doganale;

- ad una DI-2, viene determinata la disponibilità residua aggiornando il saldo del conto a scalare.

Si richiama l’attenzione degli operatori sulla circostanza che è inibita la modifica/integrazione dell’importo indicato in DI-1, ovvero di quello riportato in DI- 2, una volta che la dichiarazione d’intento sia stata già utilizzata in una operazione d’importazione.

Utilizzo del plafond IVA nella rettifica della dichiarazione doganale

Il sistema AIDA notifica, in tempo reale, al sistema informativo dell’ Agenzia delle entrate le variazioni di importi derivanti da rettifiche delle dichiarazioni di

importazione successive al loro svincolo affinché venga aggiornato l’importo effettivamente utilizzato per le DI-1, e, nel caso di DI-2 quello della disponibilità residua.

Controlli sostanziali

Con la nota n. 46452/RU del 20 aprile 2015 della Direzione centrale tecnologie per l’innovazione, era stato comunicato di aver riscontrato un’altissima percentuale di errori nell’indicazione degli estremi delle dichiarazioni d’intento nelle dichiarazioni doganali, circostanza, quest’ultima, che impediva di attivare l’interoperabilità tra il sistema AIDA e il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate, necessaria per dispensare gli importatori dall’adempimento della presentazione della copia cartacea e per attivare i “conti scalare” predisposti per la gestione delle DI-2.

Si faceva inoltre riserva di diramare ulteriori istruzioni riguardanti l’attivazione di nuovi controlli sostanziali mirati sia ad agevolare gli operatori economici nella compilazione della dichiarazione sia ad evitare errori comportanti eventuali sanzioni.

Tali nuovi controlli, che inibiscono la registrazione della dichiarazione doganale fornendo un apposito messaggio di errore, intercettano possibili incongruenze tra i dati della dichiarazione doganale e quelli della dichiarazione d’intento.

Avvio dell’interoperabilità

Avendo ora verificato una drastica riduzione degli errori di compilazione di cui al precedente punto 4), la presente scioglie la riserva formulata con la citata nota 46452/RU, fissando al 25 maggio 2015 la data di attivazione dei nuovi controlli e dell’interoperabilità con l’Agenzia delle entrate.

Pertanto, a decorrere da tale data, in applicazione dell’art. 20 del citato decreto Legislativo n. 175/2014, gli operatori sono dispensati dalla consegna in dogana della copia cartacea della dichiarazione d’intento e della relativa ricevuta di presentazione ed è consentito l’utilizzo della dichiarazione d’intento valida per

più operazioni doganali.

Infine, in risposta a quesiti posti dagli operatori, viene precisato che le dichiarazioni d’intento possono essere utilizzate presso qualunque Ufficio delle Dogane, senza alcuna limitazione di carattere territoriale.

 

 

4) Gestione delle attività relative all’erogazione delle prestazioni per malattia e maternità: competenze e compiti delle U.O. medico legali

L’Inps, con la circolare n. 100 del 21 maggio 2015, fornisce chiarimenti in relazione alle attività medico-legali da assicurare presso le U.O. territoriali.

Con la circolare n. 179 del 23 dicembre 2013 sono state fornite istruzioni operative per la “Gestione delle attività relative alla riscossione dei contributi e all’erogazione delle prestazioni per malattia, maternità, disabilità, donazione sangue per il personale assicurato ex-Ipsema”, a seguito dell’ entrata in vigore dell’articolo 10, comma 3, del decreto legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, che ha attribuito all’Inps a decorrere dal 1 gennaio 2014, la gestione diretta di tali attività, già assolte, per conto dell’Istituto, dalle Casse marittime prima, dall’Ipsema in seguito ed, infine, dall’Inail.

La citata circolare ha previsto espressamente che “... dopo una prima fase transitoria durante la quale verranno conservate le modalità sino ad oggi in uso presso Inail – Settore navigazione, l’Inps provvederà a fornire ulteriori istruzioni al fine di uniformare ove possibile la gestione degli assicurati ex-Ipsema alle prassi attualmente seguite per la generalità dei lavoratori.”

In tale ottica, anche in considerazione delle numerose richieste di chiarimenti pervenute in materia, sono, quindi, fornite le istruzioni in merito alle attività medico-legali da assicurare presso le U.O. territoriali.

Competenze delle U.O. medico legali per : a) malattia fondamentale (art. 6, legge 24 aprile 1938, n. 831; paragrafo 8.1 circ. Inps n. 179/2013); b) malattia complementare (art. 7, legge 24 aprile 1938, n. 831; paragrafo 8.2 circ. Inps n. 179/2013); c) malattia in continuità di rapporto di lavoro e di disponibilità retribuita (paragrafo 8.3 circolare Inps n. 179/2013).

Per le tre distinte prestazioni previdenziali di malattia, riconosciute ai lavoratori del settore marittimo, in merito alle quali si rinvia alle norme e alla circolare citate, il rilascio della certificazione e l’espletamento delle eventuali visite mediche di controllo domiciliare e ambulatoriale sono affidati, in Italia e all’estero, al “Servizio assistenza sanitaria naviganti” (SASN), che opera direttamente o tramite medici fiduciari incaricati (DPR n. 620 del 31 luglio 1980 e decreto ministeriale 22 febbraio 1984).

Con decreto del Ministero della Sanità 27 maggio 1987, n. 322, è stato stabilito che le visite mediche domiciliari di controllo dei lavoratori in argomento possono essere disposte dal Ministero della Sanità - SASN competente - d’ufficio o su richiesta delle Casse marittime (alle quali, come sopra indicato, sono subentrate in un primo momento l’Ipsema, successivamente l’ Inail e da ultimo l’ Inps) o delle imprese di navigazione, marittime ed aeree, agli uffici del SASN.

Premesso quanto sopra, l’Istituto è tenuto ad effettuare, a fini istituzionali, l’attività di controllo medico legale che di seguito si dettaglia.

Nelle more degli adeguamenti tecnici necessari per la trasmissione telematica delle certificazioni di malattia relative ai lavoratori del settore marittimo, normativamente prevista, i medici degli Uffici SASN provvedono a redigere la certificazione di malattia in modalità cartacea da trasmettere, a cura del lavoratore, all’Inps nelle modalità e nei termini già indicati nella citata circolare n. 179 del 2013.

Conseguentemente, gli operatori della Linea prodotto servizio (LPS) Prestazioni a sostegno del reddito/Polo Prestazioni ex IPSEMA e lavoratori marittimi/Agenzia, acquisiti in procedura i dati necessari alla liquidazione della prestazione, sottopongono al medico responsabile della U.O. territoriale competente o ad altro medico suo delegato, la documentazione ricevuta di seguito riportata:

- la denuncia di malattia contenente il rapporto medico iniziale e le eventuali prosecuzioni di prognosi;

- l’ulteriore documentazione sanitaria, ove allegata, e i dati relativi ad eventuali precedenti periodi di malattia.

L’esame della suddetta documentazione è finalizzato a verificare:

- la presenza di eventuali anomalie nel rapporto medico, da segnalare all’ufficio SASN certificatore con richiesta di correzione/integrazione;

- la congruità della prognosi rispetto alla diagnosi e la necessità di proporre visita medica di controllo, che dovrà essere richiesta, nella medesima data, al competente ufficio SASN e che dovrà essere rimborsata dall’Istituto sulla base dei compensi stabiliti con decreto ministeriale. A tal fine, è necessario precisare che in tale ambito il rischio assicurato è definito dal Regio decreto legge 23 settembre 1937, n. 1918, come “…. ogni alterazione dello stato di salute non dipendente da infortunio sul lavoro o da malattia professionale, da cui derivi una inabilità al lavoro, assoluta o parziale, e che richieda assistenza medica e somministrazione di mezzi terapeutici”. Si tratta dunque di un rischio peculiare e in parte diverso da quello definito per la generalità dei lavoratori dipendenti dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33 che fa invece riferimento ad “infermità comportante incapacità lavorativa” non ulteriormente qualificata come “assoluta” o “parziale” e che si configura allorché l’infermità stessa comporti una temporanea compromissione della capacità di lavoro tale da rendere non espletabile la specifica prestazione lavorativa.

Si evidenzia che a tal fine è stato stanziato un apposito budget che verrà ripartito e comunicato quanto prima alle Strutture territoriali competenti che avranno cura di effettuare un costante monitoraggio per non superare il limite di spesa assegnato;

l’eventuale sussistenza di elementi che possano far supporre il ricorrere di responsabilità di terzi, al fine di attivare, con le consuete modalità, l’azione surrogatoria (riferimento circolare n. 69 del 30 marzo 2007), sulla base delle competenze medico legali ed amministrative definite nella circolare n. 87 del 12 settembre 2008;

l’eventuale presenza di informazioni che suggeriscano la natura professionale o infortunistica dell’evento, al fine di attivare, con le consuete modalità, segnalazione ad Inail, secondo quanto previsto dalla circolare congiunta n. 91 del 10 luglio 2009;

l’ipotesi di patologia preesistente all’imbarco richiedendo, nei casi dubbi, ulteriore documentazione sanitaria all’interessato. In caso di conferma della suindicata ipotesi è necessario procedere comunicando al lavoratore marittimo la non indennizzabilità della prestazione;

l’ipotesi di temporanea inidoneità alla navigazione, da segnalare agli Uffici del SASN e alla competente Commissione medica permanente di primo grado.

All’esito del proprio accertamento tecnico, il medico responsabile delle U.O. territoriali o il suo delegato, comunica, con la massima sollecitudine, agli operatori della LPS Prestazioni a sostegno del reddito/Polo Prestazioni ex IPSEMA e lavoratori marittimi/Agenzia le sopra elencate informazioni necessarie per garantire la corretta e tempestiva liquidazione della prestazione e procedere agli ulteriori adempimenti.

Le suindicate segnalazioni agli uffici SASN o alla Commissione medica permanente di primo grado devono essere effettuate da parte del Direttore della Struttura territoriale Inps, al quale sono affidate, altresì, le eventuali attività di coordinamento con le altre Istituzioni competenti in materia.

I medici responsabili delle U.O. territoriali o i loro delegati esaminano inoltre i verbali di visita di controllo domiciliare e ambulatoriale ed esprimono, secondo i consueti criteri medico-legali, il proprio parere sulla giustificabilità dell’assenza a domicilio, qualora siano addotte motivazioni di carattere sanitario.

Competenze delle U.O. medico legali per: indennità per temporanea inidoneità all’imbarco conseguente a malattia comune (legge 16 ottobre 1962, n. 1486; paragrafo 8.12 circ. Inps 179/2013).

Il giudizio medico legale di temporanea inidoneità conseguente a malattia comune è di competenza delle Commissioni permanenti di primo grado presso le Capitanerie di porto.

Avverso il giudizio della Commissione di primo grado è ammesso ricorso alla Commissione medica centrale presso il Ministero dei Trasporti (art. 8, legge 28 ottobre 1962, n. 1602) da parte del marittimo stesso, del Ministero della Salute e dell’Inps (subentrato in tale diritto alle Casse marittime).

Pertanto, il competente ufficio amministrativo della Struttura territoriale Inps provvede a sottoporre al parere del medico responsabile della U.O., ovvero al medico da lui delegato, tutti i giudizi di idoneità/inidoneità all’imbarco espressi dalla competente Commissione di primo grado al termine di un periodo di inabilità temporanea per malattia, ancorché detta Commissione sia stata integrata, come previsto, da un medico designato dall’Istituto.

A tal fine, si raccomanda ai medici delle U.O. interessate un puntuale riferimento all’”Elenco delle infermità ed imperfezioni fisiche che sono causa di inidoneità per l’iscrizione nelle matricole della gente di mare di prima categoria”, annesso al Regio decreto legge 14 dicembre 1933, n. 1773 (Allegato 1) e alla modulistica per la richiesta di visita medica finalizzata al rilascio della certificazione di idoneità fisica emanata dal Ministero della Salute e in vigore dal 12 dicembre 2005 (Allegato 2).

Competenze delle U.O. medico legali per: congedo di maternità; congedo di paternità; congedo parentale; permessi per assistenza disabili ex art. 33 legge 5 febbraio 1992, n. 104; congedo straordinario per assistenza a familiari con disabilità grave; donazione di sangue e/o midollo osseo (paragrafi 8.4 – 8.11 della circ. INPS 179/2013).

I compiti medico legali nelle fattispecie in esame non differiscono da quelli per le analoghe prestazioni in favore della generalità degli assicurati. Per essi, pertanto, si rinvia alle circolari e ai messaggi già emanati in materia.

Modalità di trattamento dei dati – Nomina Incaricati

Nelle more dei citati adeguamenti telematici per la trasmissione delle certificazioni di malattia e al fine di dare attuazione a quanto previsto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (“Codice in materia di protezione dei dati personali”), i Direttori delle Strutture territoriali interessate procedono ad individuare e nominare - ai sensi dell’art. 30 del suddetto Codice - gli “Incaricati” del trattamento dei dati sensibili, per fini sanitari o amministrativi, nel pieno rispetto delle prescrizioni legislative, impartendo loro, per iscritto, le idonee istruzioni per lo svolgimento delle relative mansioni, con l’assegnazione, se necessario, di apposite credenziali e la definizione di regole e modelli di comportamento; forniscono, altresì, istruzioni affinché i suindicati dati siano utilizzati dagli stessi Incaricati esclusivamente per lo svolgimento delle attività istituzionali senza che vengano effettuate operazioni di trasmissione, diffusione o comunicazione a soggetti terzi al di fuori, eventualmente, dei casi espressamente previsti dalla legge.

 

 

5) Importi massimi dei trattamenti di assegno ordinario ed assegno emergenziale per il fondo di solidarietà del credito per gli anni 2014 e 2015

La circolare dell’Inps n. 101 del 21 maggio 2015 riporta la misura, in vigore rispettivamente dal 1 gennaio 2014 e dal 1 gennaio 2015, degli importi massimi dei trattamenti di assegno ordinario ed assegno emergenziale, nonché delle relative retribuzioni di riferimento per il fondo di solidarietà del credito, al lordo ed al netto della riduzione di cui all’art. 26 della legge 41/86, ove prevista.

Il decreto interministeriale n 83486 del 28 luglio 2014 recante la disciplina del Fondo di solidarietà per la riconversione e riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito all’art. 10, co 2 prevede che, con effetto dal 1 gennaio di ciascun anno, a partire dal 1 gennaio 2014 i massimali dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale e le relative retribuzioni di riferimento vadano aumentati con i criteri e le misure in atto per la cassa integrazione guadagni per l’industria (cfr. circolare 12/2014 e 19/2015).

Assegno ordinario

Si riportano i massimali mensili previsti dall’art 10, co 2 del D.I. sopracitato per l’assegno ordinario aggiornati per gli anni 2014 e 2015, nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi:

Massimali   assegno ordinario 2014

 

Retribuzione   mensile lorda (euro)

Massimale   (euro)

Inferiore   a 2.122,09

 

Compresa   tra 2.122,09 – 3.354,50

 

Superiore   a 3.354,50

 

 

Massimali   assegno ordinario 2015

 

Retribuzione   mensile lorda (euro)

Massimale   (euro)

Inferiore   a 2.126,33

 

Compresa   tra 2.126,33 – 3.361,21

 

Superiore   a 3.361,21

 

Assegno emergenziale

Si riportano i massimali mensili previsti dall’art 12, co 3 del D.I. sopracitato per l’assegno emergenziale aggiornati per gli anni 2014 e 2015, nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi.

L’importo indicato in prima fascia, calcolato sull’80 per cento della retribuzione lorda mensile, è indicato al lordo e al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento. Stante il disposto normativo di cui all’art. 12, comma 3, lett. a), tale riduzione è comunque applicabile esclusivamente nell’eventualità in cui la prestazione in pagamento risulti pari o superiore all’80 per cento della retribuzione teorica indicata dall’azienda nel flusso Uniemens:

Massimali assegno emergenziale 2014

Retribuzione   tabellare annua lorda (euro)

Importo   al lordo della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Importo   al netto della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Inferiore   a 40.639,17

   

Compresa   tra 40.639,17 – 53.471,79

 

 

Superiore   a 53.471,79

 

 

Massimali assegno emergenziale 2015

Retribuzione   tabellare annua lorda (euro)

Importo   al lordo della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Importo   al netto della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Inferiore   a 40.720,45

   

Compresa   tra 40.720,45 – 53.578,73

 

 

Superiore   a 53.578,73

 

 

 

 

6) Ccnl Studi professionali: via libera al rinnovo del contratto collettivo

Via libera del Consiglio generale di Confprofessioni al Contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali.

Lo scorso 15 maggio, le 19 associazioni di categoria, aderenti alla Confederazione nazionale libere professioni, hanno approvato all’unanimità l’ipotesi di rinnovo del Ccnl, sottoscritta il 17 aprile 2015 da Confprofessioni con le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs).

Il nuovo contratto, che prevede un aumento salariale per il prossimo triennio di 85 euro a regime per il terzo livello, riguarda circa un milione e mezzo tra lavoratori subordinati, praticanti e professionisti di studio. Tra le figure professionali coinvolte, oltre ai dipendenti degli studi notarili e di avvocati, anche dipendenti degli studi medici, dentistici, ingegneri, architetti, commercialisti, consulenti del lavoro e in prospettiva verrà definita la classificazione delle professioni non ordinistiche.

Confprofessioni e i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno infatti siglato l’intesa che prevede un aumento salariale per il prossimo triennio di 85 euro a regime per il terzo livello. Il nuovo contratto decorre dal 1 aprile 2015 e sarà valido fino al 31 marzo 2018.

Una delle novità più rilevanti introdotte nel nuovo Ccnl riguarda l’estensione delle tutele di welfare ai professionisti-datori di lavoro, che potranno beneficiare di una copertura di assistenza (sanitaria e antinfortunistica) che verrà gestita dalla bilateralità di settore, sotto la direzione e la vigilanza di Confprofessioni.

Inoltre, sulla scia delle tendenze del mercato del lavoro e delle diverse forme di collaborazione che si instaurano all’interno di uno studio professionale, le tutele di welfare contrattuale verranno estese anche ai collaboratori e praticanti.

Ecco le novità più rilevanti:

- Rappresentanza contrattuale: il nuovo Ccnl degli studi professionali è stipulato da Confprofessioni come unica rappresentanza datoriale.

- Decorrenza e durata: il periodo di vigenza contrattuale decorre dal 1° aprile 2015, sino al 31 marzo 2018.

- Trattamento economico: aumento retributivo complessivo a regime, 31 marzo 2018, di 85 euro per il III livello diviso in cinque tranches, con l’esclusione di qualsiasi erogazione una tantum.

- Welfare per i professionisti datori di lavoro: introdotta la copertura di assistenza (sanitaria/antinfortunistica) del datore di lavoro. La gestione di tali prestazioni, sotto la direzione di Confprofessioni, è affidata alla bilateralità.

- Potenziamento e valorizzazione della bilateralità: Attivazione di un fondo per il sostegno al reddito dei lavoratori di studi professionali che attraversano un periodo di crisi. Rimborso al datore di lavoro del 50% della retribuzione derivante dalla concessione del permesso studio ai lavoratori. Incentivata la costituzione di articolazioni territoriali dell’ente bilaterale nazionale, denominati sportelli, per la gestione del mercato del lavoro.

- Rilancio del II livello di contrattazione: possibilità di realizzare a livello territoriale intese per una regolazione dell’attività lavorativa più rispondente alle esigenze dei datori di lavoro; maggiore coinvolgimento delle delegazioni territoriali nella disciplina del rapporto di lavoro.

- Contratti e modalità di lavoro:

Lavoro a tempo determinato: elevato il numero di contratti a termine che potranno essere attivati da ciascun datore di lavoro ed è stato abolito l’obbligo di rispettare gli intervalli di tempo tra differenti contratti a termine.

Apprendistato: semplificazione degli obblighi formativi, riducendo complessivamente le ore di formazione. Possibilità di effettuare la formazione in tutte le modalità possibili.

Lavoro intermittente: regolamentazione del lavoro a chiamata. Il Ccnl degli studi professionali è tra i pochi a disciplinare tale tipologia contrattuale, di fondamentale importanza per garantire flessibilità.

Contratto di reimpiego: Per un periodo di 30 mesi sarà possibile retribuire soggetti over 50 e disoccupati di lunga durata con un salario di ingresso più basso rispetto a quello di base previsto dal Ccnl.

Regime dei permessi: Rivisto il regime dei permessi per lo studio e per le nuove assunzioni, con un intervento dell’ente bilaterale a coprire parte dei costi retributivi.

Profili professionali: sono state concordate con le aree di Confprofessioni le modifiche relative alla classificazione del personale ed ai relativi profili.

 

 

7) Balzo in avanti per mutui, compravendite e condizioni di accesso all’acquisto della casa: come sta cambiando il mercato delle abitazioni

Le analisi dell’Agenzia delle Entrate e di Abi nel Rapporto immobiliare 2015

Dopo sette anni in negativo, torna a crescere il mercato italiano delle abitazioni residenziali che nel 2014, sui rogiti effettivamente registrati nell’anno, mostra un +3,5% rispetto all’anno precedente. Il segnale positivo va interpretato cautamente, perché influenzato dagli effetti fiscali della modifica dell’imposta di registro intervenuta dall’1 gennaio del 2014 che ha portato a rogitare acquisti, di fatto compiuti sul finire del 2013, nei primi mesi del 2014. Ricostruendo la serie storica per neutralizzare tale effetto, si può ipotizzare che l’incremento del 2014 si limiti al più contenuto +0,7%. In ogni caso si tratta di un segnale positivo che si riscontra anche per le abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario, con un balzo in avanti di oltre 12 punti percentuali. Migliora, infine, anche l’indice di affordability, cioè la possibilità di accesso delle famiglie italiane all’acquisto di un’abitazione, che a fine 2014 risultava pari al 9%, 2,3 punti percentuali in più dell’anno precedente.

È il quadro che emerge dal Rapporto immobiliare residenziale 2015, lo studio realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Abi, l’Associazione Bancaria Italiana.

L’andamento del mercato residenziale - Le compravendite di immobili a destinazione abitativa nel 2014 sono state 421mila, ancora al di sotto dei valori registrati alla fine degli anni ‘80. L’andamento e la distribuzione dei volumi di scambio per macroaree geografiche, al lordo dell’effetto fiscale dovuto al mutamento dell’imposta di registro, ha evidenziato una ripresa più accentuata nell’area del Centro (+6,5%), seguita dall’area del Nord-Est (+5%) e del Nord-Ovest (+3,4%), dove si concentra la quota più elevata delle transazioni. Ancora contenuti, invece, i rialzi registrati nelle aree del Sud (+0,8%) e nelle Isole (+0,2%).

La superficie media dell’unità abitativa acquistata è stata pari a 105,2 m2, in crescita del 5%, mentre il fatturato del settore guadagna circa 5 miliardi di euro, passando dai 67,5 miliardi del 2013 ai 72,1 miliardi registrati nel 2014.

Focus sulle grandi città - Il mercato residenziale nelle otto principali città italiane mostra, nel 2014, una ripresa più accentuata, sempre al lordo dell’effetto fiscale, rispetto alla media nazionale. Le migliori performance si registrano a Bologna (+18,5%), Genova (+15%), Roma (+13,9%) e Firenze (+13,3%); seguono Torino (+5,4%), Milano (+5%) e Palermo (+4%). Unica grande città a mantenere il segno negativo è Napoli, con il 3,7% di compravendite in meno rispetto al 2013.

Gli italiani e il mutuo - Le abitazioni acquistate tramite mutuo ipotecario sono state 161.842 (+12,7% su base annua), con il maggior numero di compravendite registrate al Nord-Ovest (36%) e al Centro (22,5%). Il capitale complessivo erogato mostra un incremento del 10%, toccando quota 19,3 miliardi di euro, ma cala il capitale unitario, che scende di circa 3 mila euro, passando dai 122mila euro del 2013 ai 119 mila del 2014. Il calo dei tassi d’interesse e del capitale unitario erogato ha portato ad una diminuzione generalizzata della rata mensile, che è passata, in media nazionale, dai 682 euro del 2013 ai 631 euro del 2014.

L’indice di affordability - L’indice, elaborato dall’Ufficio Studi Abi secondo consolidate prassi metodologiche, sintetizza l’analisi dei vari fattori (reddito disponibile, prezzi delle case, andamento, tassi di interesse sui mutui) che influenzano la possibilità per le famiglie di comprare casa indebitandosi e ne descrive l’andamento. Nel 2014 l’indice continua nel suo trend positivo, registrando un significativo miglioramento che in media di anno lo riporta in linea con i valori massimi dell’intero periodo di osservazione; secondo le proiezioni mensili, a marzo del 2015 con il valore del 10,3% avrebbe stabilito il nuovo massimo storico. In quest’ultimo anno la dinamica positiva è principalmente dovuta ad una forte riduzione del costo dei mutui, mentre continua ad essere positivo anche il contributo dovuto al miglioramento del prezzo relativo delle case rispetto al reddito disponibile. In miglioramento anche gli aspetti distributivi: nel secondo semestre del 2014, la quota di famiglie che dispone di un reddito sufficiente a coprire almeno il 30% del costo annuo del mutuo per l’acquisto di una casa è pari al 60%, valore superiore di 7 punti percentuali al dato di un anno prima. Il miglioramento delle condizioni di accesso all’acquisto di una abitazione è risultato piuttosto omogeneo a livello territoriale: la condizione di accessibilità è presente in quasi tutte le regioni ed inoltre sono 8 quelle in cui nel 2014 l’indice ha registrato un massimo storico. Le positività registrate per l’indice di accessibilità trovano riscontro anche nella ripresa del mercato dei mutui: nei primi tre mesi del 2015 le nuove erogazioni hanno registrato un incremento superiore al 50% rispetto allo stesso periodo del 2014.

Guida alla consultazione - Il Rapporto immobiliare 2015 può essere scaricato gratuitamente dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Pubblicazioni dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 94 del 21 maggio 2015)

 

 

8) Contributi dovuti dai concedenti per i piccoli coloni e compartecipanti familiari per l’anno 2015

Aliquota contributiva dovuta al Fondo pensioni lavoratori dipendenti: Per l’anno 2015, continuerà a trovare applicazione il disposto dei commi 1 e 2, dell’articolo 3 del Decreto Legislativo n. 146/1997, che prevede l’aumento di 0,20 punti percentuali dell’aliquota dovuta al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti per la generalità delle aziende agricole a carico dei concedenti.

Per quanto sopra esposto, le aliquote per l’anno 2015 sono così fissate:

Aliquota   dovuta al fondo pensioni lavoratori dipendentidal 1 gennaio 2015 al 31   dicembre 2015

 

 

Concedente

Concessionario

Totale

19,35%   (esclusa la quota base pari a 0,11%)

8,84%

28,19%

Al riguardo continua a trovare applicazione l’art. 120 della legge 23 dicembre 2000, n.388 (Finanziaria 2001), come da circolare n. 95 del 26 aprile 2001.

Ne consegue che per i concedenti che versano l’aliquota dello 0,43% per gli assegni familiari gli esoneri sono i seguenti:

Esoneri   aliquote contributive

 

Assegni   familiari

0,43%

Tutela   maternità

0,03%

Disoccupazione

0,34%

L’art. 1, commi 361-362, legge 23 dicembre 2005, n. 266, prevede l’esonero di 1 punto percentuale complessivo da applicarsi sulle aliquote della gestione di cui all’art. 24, legge 9 marzo 1989, n. 88.

Il predetto esonero, a valere prioritariamente sull’aliquota contributiva degli assegni per il nucleo familiare, è cumulabile con quello già previsto dall’art. 120 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e va applicato in caso di mancanza di capienza sulle altre aliquote contributive della citata gestione, prediligendo la maternità e la disoccupazione ed escludendo l’aliquota per il trattamento di fine rapporto nonché quella di finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua.

Per i concedenti, pertanto, l’esonero opera sull’aliquota della disoccupazione, come da sottostante prospetto:

Aliquota   disoccupazione

2,75%

Esonero   ex art. 1 co. 361/362 L. 266/2005

1,00%

I contributi per l’assistenza infortuni sul lavoro, a decorrere dal 1 gennaio 2001, in base a quanto disposto dal D. Lgs. n. 38 del 23 febbraio 2000, art. 28, comma 3, sono fissati nelle seguenti misure:

Assistenza   Infortuni sul Lavoro

10,125%

Addizionale   Infortuni sul Lavoro

3,1185%

Il comma 785 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Finanziaria 2007) ha fornito l’interpretazione autentica dell’art. 01, comma 4, del D.L. 10 gennaio 2006, n. 2, convertito con modificazioni dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, precisando che, per i soggetti di cui all’art. 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334 (piccoli coloni, compartecipanti familiari e piccoli coltivatori diretti), per gli iscritti alla gestione coltivatori diretti, coloni e mezzadri, continuano a trovare applicazione le disposizioni dell’art. 28 del D.P.R. 488/68 e dell’art. 7 della legge 233/1990, pertanto la retribuzione da assumere per il calcolo dei contributi è il salario medio provinciale.

L’articolo 1, comma 45 della legge di stabilità 2011 prevede che: “a decorrere dal 1° agosto 2010, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 49, della legge 3 dicembre 2009 n. 191, in materia di agevolazioni contributive nel settore agricolo”.

Pertanto le agevolazioni per zona tariffaria per l’anno 2015 continuano ad essere così quantificate:

TERRITORI

MISURA   AGEVOLAZIONE

DOVUTO

Non   svantaggiati

--

100%

Montani

75%

25%

Svantaggiati

68%

32%

La riscossione avverrà mediante l'invio agli interessati di comunicazione dell’importo da versare in quattro rate, tramite modello F24, presso qualsiasi Istituto di Credito o Ufficio Postale.

Dal sito dell’Istituto (www.inps.it) il concedente del rapporto di piccola colonia/compartecipazione familiare, in possesso di P.I.N., potrà stampare la delega di pagamento F24 accedendo ai servizi on-line a disposizione per il cittadino, selezionando la voce ‘Modelli F24 – Rapporti di lavoro PC/CF’.

I termini di scadenza per il pagamento sono il 16 luglio, il 16 settembre, il 16 novembre 2015 e il 18 gennaio 2016.

Di seguito si riporta la tabella delle aliquote contributive per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari in vigore dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015:

Tabella   aliquote PC/CF anno 2015

 

 

 

Voci   contributive

Totale

Concedente

Concessionario

Fondo   Pensioni Lavoratori Dipendenti

28,19%

19,35%

8,84%

Quota   base

0,11%

0,11%

 

Assistenza   Infortuni sul Lavoro

10,125%

10,125%

 

Addizionale   Infortuni sul lavoro

3,1185%

3,1185%

 

Disoccupazione

2,75%

2,75%

 

Esonero   art.120 L. 388/2000

-0,34%

-0,34%

 

Esonero   art.1 Legge 266/2005

-1,00%

-1,00%

 

Prestazioni   economiche di malattia

0,683%

0,683%

 

Tutela   lavoratrici madri

0,03%

0,03%

 

Esonero   art.120 L. 388/2000

-0,03%

-0,03%

 

Assegni   familiari

0,43%

0,43%

 

Esonero   art.120 L. 388/2000

-0,43%

-0,43%

 

Totale

43,6365%

34,7965%

8,84%

(Inps, circolare n. 103 del 21 maggio 2015)

 

 

9) Incentivo per l’assunzione di giovani lavoratori agricoli. Adempimenti dei datori di lavoro e delle Sedi

Con circolare n. 137 del 5 novembre 2014 sono state illustrate le novità normative introdotte dall’art. 5, comma 4, del Decreto Legge 24 giugno 2014, n.91,convertito con modificazioni dalla L. 11 agosto 2014, n. 116, finalizzate alla promozione di forme di occupazione stabile in agricoltura attraverso la previsione di incentivi in favore dei datori di lavoro agricoli che assumono, nel periodo compreso tra il primo luglio 2014 e il trenta giugno 2015, operai agricoli di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Con la citata circolare sono state, altresì, indicate le modalità di trasmissione telematica, a decorrere dal 10 novembre 2014, dell’istanza di ammissione al beneficio da parte dei datori di lavoro agricolo.

Con il presente messaggio vengono descritti gli adempimenti a carico delle Sedi per l’ammissione al beneficio delle aziende agricole che ne abbiano fatto richiesta e le modalità operative a cui i datori di lavoro ammessi devono attenersi per la corretta fruizione dell’agevolazione in argomento.

Con riferimento al requisito dell’incremento occupazionale netto, di cui al punto 5 della circolare 137/2014, si precisa che lo stesso va accertato esclusivamente attraverso il confronto tra il numero di giornate lavorate nei singoli anni successivi all’assunzione e il numero di giornate lavorate nell’anno precedente l’assunzione.

Adempimenti a cura delle Sedi

La Sede a cui è stata inoltrata la richiesta di fruizione del beneficio provvederà alla definizione della stessa, accertando i dati utili per determinare il diritto e la durata del beneficio in argomento e verificando la sussistenza dei requisiti da parte del datore di lavoro richiedente l’agevolazione.

A tal fine, l’istanza trasmessa potrà essere visualizzata e presa in carico dalla Sede competente accedendo all’apposita applicazione intranet:

Servizi per l’agricoltura > Telematizzazione > Comunicazione bidirezionale

e selezionando, nell’apposito campo “tipo Comunicazione”, la voce “GIOV/AGR (D.L. 91/2014)”.

L’esito dell’ammissione o meno al beneficio sarà comunicato all’azienda da parte della Sede competente che si avvarrà dell’apposita funzione “Selezione Stato”. L’eventuale rigetto dell’istanza dovrà essere debitamente motivato avvalendosi del campo “Annotazione”.

A seguito di accoglimento dell’istanza, all’azienda interessata sarà attribuito automaticamente, nell’apposita sezione “Codici Autorizzazione”dell’Archivio Anagrafico e Agevolazioni delle Aziende Agricole (procedura 5A), il relativo codice d’autorizzazione (C.A.).

L’indicazione del codice “A3” contenuta nella circolare 137/2014 deve intendersi superata.

Il codice d’autorizzazione si diversifica nel seguente modo:

per lavoratore agevolato assunto con contratto a tempo indeterminato (OTI) sarà attribuito il codice d’autorizzazione C.A. “A4”, che sarà disponibile a decorrere dai 18 mesi successivi alla data di assunzione (art.5, co. 6, lettera b, D.L. 91/2014);

per lavoratore agevolato assunto con contratto a tempo determinato (OTD):

codice d’autorizzazione “B1”, che ha il significato di “prima quota OTD incentivo D.L.91/2014” e che sarà disponibile a decorrere dai 12 mesi successivi alla data di assunzione (art.5, co. 6, lettera a, numero 1, D.L. 91/2014);

codice d’autorizzazione “B2”, che ha il significato di “seconda quota OTD incentivo D.L.91/2014” e che sarà disponibile a decorrere dai 24 mesi successivi alla data di assunzione (art.5, co. 6, lettera a, numero 2, D.L. 91/2014);

codice d’autorizzazione “B3”, che ha il significato di “terza quota OTD incentivo D.L.91/2014”, e che sarà disponibile a decorrere dai 36 mesi successivi alla data di assunzione (art.5, co. 6, lettera a, numero 3, D.L. 91/2014).

Contestualmente, sarà automaticamente aggiornata la sezione “Lavoratori Agevolati”della medesima procedura 5A.

Modalità di fruizione del beneficio da parte del datore di lavoro

L’azienda ammessa al beneficio potrà usufruire dello stesso secondo il combinato disposto dei commi 6 e 6 bis dell’art. 5 del D.L. 91/2014, e più precisamente:

a) per assunzioni a tempo indeterminato (OTI) in unica soluzione, per un valore annuale massimo di € 5.000,00, a decorrere dal completamento del diciottesimo mese dall’assunzione;

b) per assunzioni a tempo determinato (OTD) prima quota dopo il primo anno di assunzione; seconda quota dopo il secondo anno di assunzione; terza quota dopo il terzo anno di assunzione. Le singole quote annuali vanno determinate sulla base delle retribuzioni lorde imponibili ai fini previdenziali dei primi sei mesi di lavoro di ciascun anno di riferimento, per un periodo complessivo, pertanto, di 18 mesi. Il valore annuale dell’incentivo, così come sopra determinato, non potrà essere superiore a € 3.000,00.

L’azienda, maturata la quota di beneficio spettante con le tempistiche sopra illustrate, potrà usufruire del beneficio a decorrere dalla prima denuncia DMAG utile, attenendosi alle seguenti istruzioni:

nelle denunce principali (P) o sostitutive (S) con riferimento al lavoratore agevolato, oltre ai consueti dati retributivi, il datore di lavoro dovrà indicare:

per il Tipo Retribuzione, il valore Y;

nel campo CODAGIO, a seconda del rapporto di lavoro agevolato e della quota di incentivo richiesta, il valore:

“A4” per incentivo OTI;

“B1” per prima quota incentivo OTD;

“B2” per seconda quota incentivo OTD;

“B3” per terza quota incentivo OTD.

Ø nel campo della retribuzione, l'importo dell'incentivo spettante.

Nell’ipotesi in cui il beneficio è stato riconosciuto per l’assunzione di un operaio a tempo determinato (OTD), ai fini della fruizione del beneficio il datore di lavoro dovrà, altresì, sottoscrivere la seguente dichiarazione: “Il sottoscritto dichiara sotto la propria responsabilità di aver rispettato le condizioni occupazionali minime (102 giornate) di cui all’art. 5, comma 3, lett. b), della legge 11 agosto 2014, n 116”.

La suddetta dichiarazione sarà presente, a decorrere dal III trimestre 2015, nel quadro D del modulo conclusivo della denuncia DMAG.

La dichiarazione dovrà essere “obbligatoriamente” contrassegnata nel campo “SI”; in mancanza, il sistema non consentirà la fruizione del beneficio.

La denuncia DMAG contenente l'agevolazione in esame sarà sottoposta, nella fase della trasmissione telematica, ad una verifica di coerenza tra i dati contenuti nella denuncia e quelli della richiesta datoriale di ammissione all'incentivo.

La modalità di validazione sarà la medesima già utilizzata per il codice CIDA (cfr. circolare Inps n. 46/2011) e, pertanto, l'eventuale “scarto” della denuncia sarà motivato con opportuno messaggio d'errore.

Istruzioni contabili per operatori di sede

Le procedure informatiche saranno conseguentemente implementate per la rilevazione contabile dell’incentivo.

(Inps, messaggio n. 3448 del 21 maggio 2015)

 

 

9) Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 per i pensionati residenti all’estero

L’Istituto, con la Circolare n. 71 dell’8 aprile 2015, ha illustrato le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 e i diversi canali a disposizione dell’utenza.

In ragione delle peculiarità di gestione e di comunicazione che riguardano i numerosi utenti dell’Istituto presenti in Paesi diversi dall’Italia, col presente messaggio sono riepilogati i canali di rilascio della Certificazione Unica 2015 per i pensionati residenti all’estero.

  1. la Certificazione Unica 2015 dal sito www.inps.it ed agli utenti in possesso di un indirizzo di posta elettronica CEC_PAC, noto all’Istituto, la Certificazione Unica 2015 viene comunque recapitata alla casella PEC corrispondente.

richiestaCertificazioneUnica@postacert.inps.gov.it.

È anche possibile richiedere il modello di Certificazione Unica tramite posta elettronica semplice, allegando alla comunicazione un’istanza scannerizzata in cui va indicato anche il numero di certificato della pensione presente nel cedolino, oltre alla copia del documento di identità.

a) i numeri verdi internazionali, gratuiti da telefono fisso, disponibili per Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14 (ora italiana)

Paese

Numero   Verde

Belgio

080013255

Danimarca

80018297

Francia

0800904332

Germania

08001821138

Gran   Bretagna

0800963706

Irlanda

1800553909

Paesi   Bassi

08000223952

Portogallo

800839766

Spagna

900993926

Svezia

020795084

Svizzera 800559218

b) il numero del Contact Center dall’estero, 0039 06 164164 (a tariffazione ordinaria); si ricorda che il Contact Center è raggiungibile anche via Internet dall'apposita sezione del sito Inps e via Skype verso l'account “contactcenter803164”

c) numeri a tariffazione ordinaria 0039 06 59058000 e 0039 06 59053132, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 (ora italiana).

Per il rilascio della Certificazione Unica 2015 a persona diversa dal titolare, si rinvia al paragrafo 4 della Circolare 71 del 2015.

(Inps, messaggio n. 3452 del 21 maggio 2015)

 

 

10) Verifica della regolarità contributiva ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi: notifica dei preavvisi di irregolarità

In vista del prossimo rilascio del nuovo sistema di gestione del Documento Unico di Regolarità Contributiva delineato dal d.l. n.34 del 20.5.2014 (in breve DURC on line), anche al fine di favorire l’aggiornamento degli archivi afferenti alla posizione dei datori di lavoro privati, si comunica che sono in corso di ultimazione le operazioni di controllo della regolarità ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi. Pertanto, nel corso della terza decade del mese di maggio 2015, terminato il predetto aggiornamento, verranno riavviate le operazioni di spedizione dei preavvisi di irregolarità ai fini della fruizione dei citati benefici normativi e contributivi.

Per le regole che disciplinano il sistema di rilevazione e gestione delle evidenze che determinano l’irregolarità dei datori di lavoro si fa rinvio alle indicazioni già fornite con i precedenti messaggi, con particolare riguardo ai messaggi n. 2889, 5192 e 9152 del 2014.

Nei confronti dei datori di lavoro – individuati tramite matricola aziendale - che risulteranno regolari alla data del controllo, i sistemi informativi centrali attiveranno la segnalazione di sussistenza dei presupposti di regolarità contributiva per l’accesso alla fruizione dei predetti benefici normativi e contributivi. In particolare, all’interno del Cassetto previdenziale aziende, sarà generato un semaforo verde in relazione ai mesi di maggio, giugno, luglio e agosto 2015; sarà, inoltre, consolidato il semaforo verde in relazione a eventuali situazioni di irregolarità (semaforo rosso) rilevate nei mesi pregressi e che non siano state oggetto del precedente preavviso.

L’invio del preavviso interesserà le matricole aziendali che risultano attive nel mese di maggio 2015 e che presentano situazioni di irregolarità (semaforo rosso) accertate a partire da gennaio 2008 e tuttora sussistenti.

Poiché l’ultimo preavviso di irregolarità è stato inviato nel mese di maggio 2014, con la presente operazione verranno gestite le situazioni irregolari rilevate a maggio 2015, con la seguente precisazione:

a) per i datori di lavoro ai quali, nel mese di maggio 2014, è stato regolarmente notificato il preavviso l’attività di controllo e il consolidamento della regolarità/irregolarità aziendale riguarderanno:

i periodi di competenza da 06/2014 a 05/2015 in ipotesi di mancata regolarizzazione a seguito del precedente preavviso;

i periodi di competenza da 09/2014 a 05/2015 per le situazioni regolarizzate entro i termini;

b) per i datori di lavoro ai quali, nel mese di maggio 2014, non è stato regolarmente notificato il preavviso , invece, l’attività di controllo e il consolidamento della regolarità/irregolarità aziendale interesseranno i periodi di competenza da 12/2012 a 05/2015.

Come già precisato nel messaggio n. 5192 del 6.6.2014, il preavviso di irregolarità viene inviato tramite PEC all’intermediario delegato; nell’ipotesi in cui non sia disponibile l’indirizzo PEC dell’intermediario delegato, il preavviso viene inviato all’indirizzo PEC del datore di lavoro o, in mancanza, del suo titolare/legale rappresentante; in mancanza di indirizzo PEC, la comunicazione viene spedita all’azienda con Raccomandata A/R. In futuro, il preavviso sarà prioritariamente spedito all’indirizzo PEC del datore di lavoro ovvero del titolare/legale rappresentante e, solo in mancanza dei predetti indirizzi, all’indirizzo PEC dell’intermediario delegato. Pertanto, si richiama l’attenzione dei datori di lavoro sulla necessità di operare l’aggiornamento degli indirizzi PEC nell’anagrafica aziendale.

Il preavviso non verrà inviato alle posizioni contributive che, ancorché ancora attive negli archivi dell’Istituto, risultano sospese o inattive a seguito di controlli automatizzati effettuati presso gli archivi delle CCIAA; nei confronti delle stesse le Sedi territoriali dell’Istituto avranno cura di avviare una specifica attività di controllo sulla base delle liste fornite dalla Direzione Generale dell’Istituto.

Per le matricole aziendali sospese o cessate (contraddistinte dal semaforo nero) che presentano periodi di irregolarità antecedenti la sospensione o la cessazione della posizione contributiva e in relazione ai quali non è stata effettuata la verifica e il consolidamento (periodi contraddistinti dal semaforo rosso), la rielaborazione e l’eventuale spedizione dei preavvisi di irregolarità verrà effettuata nel mese di giugno 2015.

Per consentire il tempestivo aggiornamento delle situazioni di irregolarità contestate è necessario che, nel termine assegnato dal preavviso (15 gg.), il datore di lavoro ponga in essere tutte le attività necessarie a ripristinare la regolarità aziendale. Entro il suddetto termine sarà altresì necessario evidenziare eventuali anomalie che determinano effetti sulla posizione contributiva aziendale.

A tal fine i datori di lavoro dovranno avvalersi della funzionalità “Contatti” del Cassetto previdenziale aziende selezionando la voce “Durc interno (regolarità contributiva)” all’interno dell’oggetto “Agevolazioni contributive”.

Sul piano interno, si rileva come, attesa la numerosità delle aziende interessate dalla verifica in oggetto, l’operazione avrà indubbiamente un impatto significativo sulle attività dell’Area flussi delle Sedi territoriali dell’Istituto. Si richiama, pertanto, l’attenzione sulla necessità di potenziare i consueti canali di comunicazione con i datori di lavoro e gli intermediari delegati. Difatti, è di tutta evidenza che gli adempimenti di cui trattasi, ancorché caratterizzati da indubbi profili di complessità e gravosità, sono prodromici all’entrata in funzione del nuovo sistema del Durc on-line e risultano, pertanto, utili a ridurre il rischio di anomalie ed errori nella generazione automatizzata del Documento unico di regolarità contributiva.

In questa prospettiva, al fine di agevolare gli adempimenti dei datori di lavoro, si richiama l’attenzione delle Sedi territoriali dell’Istituto sulle indicazioni contenute al punto 4 del messaggio n.2889 del 27.2.2014, con particolare riguardo alla necessità di individuare, per ogni datore di lavoro o intermediario, un unico referente in grado di analizzare e gestire la definizione complessiva delle cause che hanno determinato l’emissione del preavviso.

Le Direzioni Regionali dell’Istituto avranno cura di monitorare il corretto svolgimento delle attività, anche in considerazione dell’importanza che l’operazione riveste al fine del buon esito dell’imminente avvio del progetto Durc on-line.

 

 

11) F24: istituiti i codici tributo per l’Imis, imposta trentina

Applicata obbligatoriamente nel territorio della provincia autonoma di Trento, è riscossa tramite il modello F24, previa adesione del Comune alla convenzione con l’Agenzia delle Entrate

Con l’articolo 1, della legge 14/2014 emanata dalla Provincia autonoma di Trento, è nata l’Imis, l’imposta immobiliare semplice che, a decorrere da quest’anno, è applicata obbligatoriamente in tutti i comuni della provincia.

Per consentirne il versamento (il primo appuntamento è per il prossimo 16 giugno), l’Agenzia delle Entrate, che ne cura la riscossione in virtù della convenzione firmata con la stessa Provincia autonoma di Trento, ha istituito, con la risoluzione 51/E del 21 maggio 2015, appositi codici tributo, da indicare nella “Sezione Imu e altri tributi locali” della delega di pagamento modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”:

“3990” IMIS - abitazione principale, fattispecie assimilate e pertinenze

“3991” IMIS - altri fabbricati abitativi

“3992” IMIS - altri fabbricati

“3993” IMIS - aree edificabili

“3994” IMIS - sanzioni da accertamento

“3995” IMIS - interessi da accertamento

“3996” IMIS - sanzioni e interessi da ravvedimento.

Inoltre, nello spazio “codice ente/codice comune”, deve essere riportato il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella “Tabella dei Comuni convenzionati per pagamenti di imposte comunali”, pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, mentre vanno barrate le specifiche caselle in caso di ravvedimento (“Ravv.”), di acconto (“Acc.”) o di saldo (“Saldo”), queste ultime due entrambe, se il pagamento avviene in unica soluzione. Infine, si deve specificare il numero degli immobili per i quali si effettua il versamento e l’anno d’imposta cui lo stesso si riferisce.

 

 

12) Waiver: ecco il fac-simile in versione definitiva

Autorizzazione a scadenza per i capitali in Svizzera, Liechtenstein e nel Principato di Monaco, Paesi con i quali sta per partire lo scambio automatico di informazioni

Disponibile, sul sito delle Entrate, la versione definitiva del fac-simile del waiver (e relative istruzioni), ossia dell’atto con cui i contribuenti italiani, che aderiscono alla voluntary disclosure, autorizzano gli intermediari finanziari esteri a trasmettere all’Agenzia tutti i dati e le informazioni riguardanti le attività oggetto della procedura di collaborazione volontaria. Va utilizzato in caso di capitali e attività detenuti o trasferiti in un Paese non appartenente all’Unione europea o allo Spazio economico europeo, con il quale non esistono accordi di scambio automatico delle informazioni.

Il fac-simile definitivo mette da parte la bozza, a disposizione di operatori e professionisti dallo scorso 30 aprile per eventuali suggerimenti.

Vantaggi del waiver

Chi accetta di collaborare con l’Amministrazione finanziaria e di rientrare nelle regole del monitoraggio fiscale utilizzando il waiver, pur non trasferendo i suoi interessi in un Paese con cui vige lo scambio automatico delle informazioni, usufruisce della riduzione delle sanzioni della metà del minimo edittale per le violazioni degli obblighi dichiarativi (articolo 4 del Dl 167/1990).

Inoltre, nel caso in cui le attività finanziarie siano detenute o trasferite in Svizzera, Liechtenstein o nel Principato di Monaco (che hanno sottoscritto un accordo per lo scambio di informazioni fiscali secondo gli standard Ocse entro il 2 marzo 2015), non viene applicato il raddoppio dei termini di accertamento. È un ulteriore beneficio previsto per l’emersione di capitali depositati in Paesi che hanno firmato convenzioni, conformi ai criteri Ocse, prima di quella data.Autorizzazione

L’autorizzazione ha efficacia fino a quando il cliente mantiene i rapporti con la banca o fino al giorno in cui diventa superflua per l’entrata in vigore di accordi che consentono un effettivo scambio di informazioni tra lo Stato dell’intermediario finanziario e l’Italia, secondo quanto previsto dall’articolo 26 del modello Ocse di convenzione contro le doppie imposizioni, oppure di uno strumento giuridico conforme allo standard stabilito dal medesimo organismo europeo in materia di condivisione di informazioni sui conti finanziari.Va poi segnalato che, per le attività detenute o trasferite in Svizzera, in Liechtenstein e nel Principato di Monaco, il waiver perderà efficacia dall’entrata in vigore degli accordi in materia firmati con l’Italia, rispettivamente, il 23 febbraio, il 26 febbraio e il 2 marzo 2015, o, se anteriore, con la concreta attuazione dello scambio automatico di informazioni sui conti finanziari.Al seguito dei capitali

Il waiver riguarda, quindi, le operazioni interessate dalla voluntary disclosure. L’autorizzazione deve essere rilasciata all’intermediario estero che controfirma l’originale. A questo punto, l’atto va presentato all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in relazione al domicilio fiscale del contribuente.

Nel caso di spostamento dei conti correnti o altri depositi, l’interessato ha tempo 30 giorni dal trasferimento per autorizzare il nuovo intermediario finanziario alla trasmissione dei dati al Fisco italiano.

Fac-simile da vicino

Il modello pubblicato on line il 21 maggio 2015, è composto di due parti: la prima è indirizzata all’intermediario e deve essere compilata dal contribuente; con la seconda, l’intermediario dichiara di aver accettato l’autorizzazione del suo cliente.Il rappresentante dell’operatore finanziario che controfirma il waiver, deve attestare di aver preso visione dell’autorizzazione e di assicurare che l’intermediario soddisfi le richieste dell’Agenzia delle Entrate.Nell prima parte, i campi da riempire riguardano, tra gli altri, i dati identificativi della banca, i tipi di rapporti oggetto della procedura di emersione (conto corrente, conto fiduciario, eccetera), i dati del soggetto a cui è intestata formalmente la relazione bancaria e quelli dell’effettivo beneficiario, la data di apertura, eventuali procure, il periodo di validità.

Nella seconda parte, oltre alle informazione utili a identificare le parti, deve essere precisato l’indirizzo, compreso quello di posta elettronica, a cui l’Amministrazione finanziaria deve inviare le richieste.

(Agenzia delle entrate, nota del 21 maggio 2015)

 

Vincenzo D’Andò