Diario quotidiano del 19 maggio 2015: le anticipazioni sulla restituzione degli adeguamenti delle pensioni

 

 Indice:

 1) E-cig: è illegittima la max  imposta

 2) In scadenza il pagamento dell’acconto Imu-Tasi 2015

 3) Dichiarazione telematica Imu Tasi Enc: nuovo modulo di controllo disponibile dal 3 giugno 2015

 4) Oscillazione del tasso medio per la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro

 5) Accordo fiscale Italia – Taiwan

 6) CNDCEC in audizione presso la Commissione Finanze del Senato su problematiche fiscali

 7) E’ possibile iniziare ad utilizzare Gerico 2015 nella versione beta

 8) Pensioni: Bonus da 278 a 750 euro

 

 

1) E-cig: è illegittima la max imposta

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 83 del 15 maggio 2015, ha dichiarato l’illegittimità del maxi-prelievo del 58,5% sulle sigarette elettroniche, i dispositivi e le parti di ricambio, introdotto nell’estate del 2013 dal Governo Letta. Secondo i giudici della Consulta la leva fiscale a tutela della salute dei cittadini non può essere utilizzata se si “svapano” liquidi privi di nicotina. La supertassa sulle e-cig viola l’articolo 3 della Costituzione anche perché assoggetta ad aliquota unica e indifferenziata una serie eterogenea di sostanze non contenenti nicotina e di beni aventi uso promiscuo.

Accertamento induttivo

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9968 del 15 maggio 2015, ha stabilito che l’accertamento induttivo è legittimo solo quando sia stata considerata complessivamente e sostanzialmente inattendibile la contabilità, perché configgente con i criteri di ragionevolezza e dell’antieconomicità. In assenza di queste contestazioni, infatti, l’Ufficio non può fondare la pretesa su semplici indizi, poiché occorrono circostanze gravi, precise e concordanti. Solo sulla base di dati inattendibili l’Ufficio può dubitare della veridicità delle scritture anche sulla base di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti, con il conseguente spostamento dell’onere probatorio in capo al contribuente. Nel caso di specie, non è risultato un quadro indiziario richiesto dalla legge, pertanto, il ricorso al metodo induttivo non è legittimo.

Iva sulle prestazioni a titolo gratuito

La Corte di Cassazione, con una sentenza del 15 maggio 2015, impone di verificare se l’operazione è stata compiuta per finalità estranee all’impresa prima di assoggettare a Iva una prestazione a titolo gratuito.

Non è sufficiente che una prestazione sia effettuata gratuitamente per sostenere la rilevanza dell’Iva. Occorre, infatti, un controllo accurato sulle circostanze in cui è stata realizzata l’operazione.

Accertamento nullo per le difficoltà del settore

E’ nullo l’accertamento induttivo che non tiene conto delle difficoltà del settore.

L’Ufficio, in questi casi, non può fondare l’atto impositivo sulle incongruenze riscontrate tra costi e ricavi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con una sentenza del 15 maggio 2015, ha accolto il ricorso di una società. In particolare la Corte Suprema ha dato ragione a un’impresa che si era scontrata pesantemente con la crisi poiché erano venuti meno i pagamenti del suo cliente principale.

L’adozione del criterio induttivo impone all’Ufficio l’utilizzazione di dati e notizie inerenti al medesimo periodo d’imposta al quale l’accertamento si riferisce, escludendosi la possibilità di desumere il reddito relativo ad un’annualità d’imposta da quello conseguito in anni precedenti, in mancanza di un stretta inferenza logica. Infatti, nell’accertamento induttivo, l’irrilevanza della fonte di acquisizione delle notizie è cosa diversa dall’inerenza di queste a un determinato specifico periodo d’imposta, attesa l’autonomia di ciascun periodo d’imposta e l’assenza della presunzione di costanza di redditività in anni diversi. Inoltre, lo sbilancio tra costi e ricavi, senza dare risalto allo stato economico dell’impresa e alla presenza di caratteristiche, non è tale da renderlo immediatamente percepibile come inattendibile.

Avviso di liquidazione impugnabile solo dal Notaio

Il contribuente non…

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