Diario quotidiano del 18 maggio 2015: continua il calo dei ricorsi tributari

Pubblicato il 18 maggio 2015



sospeso il versamento delle imposte ai contribuenti dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del febbraio scorso; bonus fiscale per i trasportatori: rimborso del credito tramite compensazione; patrimonio PA: apre la rilevazione annuale dei beni immobili; rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2015 e report delle entrate tributarie internazionali; decentramento delle attività di erogazione dei piccoli prestiti erogati dalla Gestione per l’assistenza magistrale (ex ENAM) e gestione dei riaccrediti; fallimentare: definiti i sottogruppi della commissione di studio del CNDCEC;c ontenzioso tributario 2014: continua il calo dei ricorsi (-7%); assemblea di bilancio: approfondimento sul termine di seconda convocazione; check list imposte 2015 (IRAP e IRES); la nuova contabilità delle amministrazioni pubbliche territoriali: il ruolo del piano dei conti integrato; pochi giorni al via del microcredito MISE; deposito IVA: aspetti sanzionatori inadeguati

 

 Indice:

 1) Sospeso il versamento delle imposte ai contribuenti dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del   febbraio scorso

 2) Bonus fiscale per i trasportatori: rimborso del credito tramite compensazione

 3) Patrimonio PA: apre la rilevazione annuale dei beni immobili

 4) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2015 e Report delle entrate tributarie internazionali

 5) Decentramento delle attività di erogazione dei piccoli prestiti erogati dalla Gestione per l’assistenza magistrale (ex ENAM) e gestione dei riaccrediti

6) Fallimentare: definiti i sottogruppi della commissione di studio del CNDCEC

 7) Contenzioso tributario 2014: continua il calo dei ricorsi (-7%)

 8) Assemblea di bilancio: approfondimento sul termine di seconda convocazione; check list imposte 2015 (IRAP e IRES)

 9) La nuova contabilità delle amministrazioni pubbliche territoriali: il ruolo del piano dei conti integrato

 10) Pochi giorni al via del microcredito MISE;

 11) Deposito IVA: aspetti sanzionatori inadeguati

 

 

1) Sospeso il versamento delle imposte ai contribuenti dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del febbraio scorso

Sono sospesi i versamenti e gli adempimenti tributari nei confronti dei contribuenti dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione che si è verificata dal 4 al 7 febbraio 2015. Lo stabilisce un decreto firmato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan e in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La sospensione, che interessa gli adempimenti e i pagamenti con scadenza compresa tra il 4 febbraio e il 30 settembre 2015, riguarda anche i versamenti derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione e gli accertamenti esecutivi.

La sospensione si applica alle persone fisiche e alle imprese, anche in qualità di sostituti di imposta, che nei giorni dell’alluvione avevano la residenza, ovvero la sede operativa o la sede legale nei territori dei Comuni colpiti dal maltempo. I sostituti di imposta sono comunque tenuti ad operare e versare le ritenute effettuate.Per ottenere la sospensione, il contribuente deve presentare richiesta al Comune, contenente la dichiarazione della inagibilità, anche temporanea, certificata dall’autorità comunale, della casa di abitazione, dello studio professionale, dell’azienda o dell’impresa. Il Comune ne dà comunicazione all’Agenzia delle Entrate territorialmente competente nei successivi 20 giorni.Gli adempimenti e i versamenti sospesi devono essere effettuati entro il 16 ottobre 2015 in un’unica soluzione.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 106 del 14/05/2015)

 

 

2) Bonus fiscale per i trasportatori: rimborso del credito tramite compensazione

Agevolazione fiscale a favore degli esercenti il trasporto merci e determinate imprese di trasporto persone: Rimborso del credito mediante compensazione (nel Modello F24) con l’utilizzo del codice tributo 6740.

Lo precisa l’Agenzia delle Dogane con la nota RU/57015 del 14 maggio 2015, pubblicata sul proprio sito internet il 15 maggio 2015.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 39/E del 20 aprile 2015, a rettifica della risoluzione n. 133/E del 30 aprile 2002 con la quale veniva istituito il codice tributo “6740” per la fruizione del credito d’imposta mediante compensazione, ha comunicato l’avvenuto aggiornamento delle modalità di compilazione del modello F24 relativamente all’agevolazione sul gasolio per autotrazione consumato dagli esercenti del settore del trasporto.

Tale iniziativa muove da un’espressa richiesta di questa Agenzia e risponde all’esigenza di associare contestualmente, già nel modello F24, le compensazioni effettuate dall’esercente all’anno di presentazione della dichiarazione di rimborso ed al trimestre solare in cui si è realizzato il consumo del gasolio, presupposto dell’agevolazione.

Come noto, l’agevolazione in esame ha subìto una ristrutturazione a seguito delle modifiche apportate al D.P.R. 9 giugno 2000, n. 277, recante le norme regolamentari che disciplinano il beneficio fiscale, dall’art. 61, comma 1, del D.L. n. 1/2012, convertito in legge n. 27/12.

Nella mutata configurazione, in estrema sintesi, è consentito richiedere il rimborso dell’accisa sul gasolio utilizzato come carburante con periodicità trimestrale e, conseguentemente, è stato disposto un nuovo termine di presentazione della dichiarazione, da effettuare entro il mese successivo al trimestre solare di riferimento. Anche il limite temporale per l’utilizzo in compensazione del credito, riconosciuto per effetto del formarsi del silenzio-assenso o del provvedimento espresso dell’Ufficio delle dogane, è stato ampliato al 31 dicembre dell’anno solare successivo a quello in cui è sorto.

Ciò ha determinato la necessità di apportare delle modifiche alle regole di utilizzo del codice tributo “6740” e di compilazione del modello F24, che di seguito si vanno in dettaglio ad illustrare.

In primo luogo, nel campo intestato alla “rateazione/regione/prov/mese-rif” (contraddistinto con il numero 2), va indicato il numero della rata con un formato a quattro caratteri “NNRR”, dei quali, i primi due “NN” rivelano il trimestre solare (gennaio-marzo, aprile-giugno, luglio-settembre ed ottobre-dicembre) ovvero 01, 02, 03, 04, e gli altri due “RR” rappresentano l’anno solare di riferimento dei consumi di gasolio ovvero, per quello in corso, 15.

In tal modo, l’inserimento dei caratteri 0315 nel campo “rateazione/regione/prov/mese-rif” indica il trimestre luglio-settembre dell’anno 2015.

Inoltre, nel campo intestato all’anno di riferimento (contrassegnato con il numero 3), va indicato l’anno di presentazione della dichiarazione, riferita al trimestre solare inserito nel campo 2, nel formato “AAAA”.

Da ultimo, con riguardo ai crediti riferiti ai consumi di gasolio dei trimestri dell’anno 2014 ancora non utilizzati in compensazione, un’associazione di categoria ha segnalato difficoltà di alcuni operatori a ricollegare i medesimi al trimestre solare di riferimento, non essendo i sistemi informatici in grado di ricomporre le suddette informazioni.

In proposito, qualora si realizzassero le fattispecie sopra delineate, nel campo intestato alla “rateazione/regione/prov/mese-rif” (contraddistinto con il numero 2) del modello F24, potranno essere inseriti i caratteri 0414 unitariamente per tutti i trimestri dell’anno 2014; nel campo intestato all’anno di riferimento (contrassegnato con il numero 3), resta ferma l’indicazione dell’anno di presentazione della dichiarazione ovvero l’anno 2014, per i primi tre trimestri dell’anno solare, e l’anno 2015, per il quarto trimestre.

In ogni caso, rimane l’obbligo di osservanza del limite temporale fissato dal citato art. 61, comma 1, lett. b) del D.L. n. 1/2012 per l’utilizzo in compensazione dei crediti in esame.

 

 

3) Patrimonio PA: apre la rilevazione annuale dei beni immobili

Sulla comunicazione dei dati - obbligatoria - il Dipartimento del Tesoro organizza seminari formativi e incontri nel corso del Forum PA di Roma.

Il Dipartimento del Tesoro apre la rilevazione dei beni immobili per l’anno 2014. A partire dal 15 maggio 2015, le amministrazioni statali e tutti gli enti pubblici - territoriali e non territoriali - sono chiamati ad adempiere all’obbligo di comunicazione inserendo le informazioni sui fabbricati e terreni detenuti nella banca dati Immobili del Portale Tesoro, che costituisce da alcuni anni l’anagrafe unica degli asset pubblici. Il Portale resterà accessibile per l’immissione dei dati sino al 31 luglio 2015. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto “Patrimonio della PA”, avviato con la legge finanziaria per il 2010, e volto a rilevare, con cadenza annuale, le componenti dell’attivo (immobili, società partecipate, concessioni) di tutte le amministrazioni pubbliche anche ai fini - prospettici - della redazione del Rendiconto patrimoniale a valori di mercato.A chiusura della rilevazione effettuata lo scorso anno, nella banca dati del Dipartimento del Tesoro sono stati censiti circa 800.000 fabbricati e 980.000 terreni.Le informazioni acquisite nella banca dati, attraverso le funzionalità sviluppate sugli applicativi del Dipartimento del Tesoro (reportistica, georeferenziazione dei beni e associazione alle zone e ai prezzi dell’Osservatorio Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), consentono di analizzare gli immobili sotto diverse prospettive e rappresentano, dunque, una fonte informativa essenziale per identificare la consistenza e la composizione del patrimonio immobiliare pubblico.Al fine di accrescere il numero delle informazioni raccolte, migliorandone anche qualità e accuratezza, e, al contempo, sensibilizzare le Amministrazioni sulla necessità di adempiere agli obblighi di comunicazione, supportandole, per quanto possibile, nelle attività di compilazione, il Dipartimento del Tesoro organizzerà sessioni formative che potranno consentire al personale delle amministrazioni una corretta imputazione dei dati sul Portale. Date e modalità di partecipazione saranno comunicate in occasione del Forum PA di Roma nel corso del quale il Dipartimento del Tesoro, insieme all’Agenzia del Demanio, terrà tre seminari informativi sulla conoscenza e la valorizzazione del Patrimonio Pubblico il 26, il 27 e il 28 Maggio prossimi dalle 9.30 alle 10.45.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato n. 107 del 15/05/2015)

 

 

4) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-marzo 2015 e Report delle entrate tributarie internazionali

E’ disponibile sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-marzo 2015, redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).

GENNAIO - MARZO 2015

Le entrate tributarie e contributive del primo trimestre 2015 evidenziano nel complesso un aumento del 2,5% (+3.570 milioni di euro), rispetto ai primi tre mesi dell’anno precedente.

Il dato tiene conto della sostanziale stabilità, -0,2% (-217 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del 7,3% (+3.787 milioni di euro) dovuta agli incassi della prima rata dei premi INAIL che nel 2014 era slittata dal mese di febbraio al mese di maggio.L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra quello già diffuso con la nota del 5 maggio scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-marzo 2015, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato n. 108 del 15/05/2015)

 

 

5) Decentramento delle attività di erogazione dei piccoli prestiti erogati dalla Gestione per l’assistenza magistrale (ex ENAM) e gestione dei riaccrediti

L’ENAM (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale) è stato soppresso con D.L. n. 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122/2010, e le funzioni istituzionali sono state trasferite all’INPDAP.

Successivamente l’INPDAP è confluito in INPS ai sensi del D.L. n. 201/2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214/2011, che, all’ art. 21 comma 1, ha disposto la sua soppressione, con decorrenza 1° gennaio 2012, ed ha attribuito le relative funzioni all’INPS, che è succeduto in tutti i rapporti attivi e passivi dell’Ente soppresso.

Con decreto 2 ottobre 2013 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, emanato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione e con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, è stato disposto che, a decorrere dal 31 luglio 2010, le funzioni esercitate dal soppresso ENAM fossero trasferite all’INPS – gestione ex INPDAP, con conseguente subentro in tutti i rapporti, attivi e passivi, relativi alle funzioni svolte dal soppresso Ente.

Con riferimento, in particolare, alle prestazioni di credito agevolato citate in oggetto, l’art. 25 dello Statuto dell’ex ENAM (approvato con Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione di concerto coi Ministri del Tesoro e del Lavoro e delle Politiche Sociali il 15 settembre 1997, recante il n. 1109) ha disciplinato la concessione di piccoli prestiti, il cui importo, ai sensi dell’articolo unico della legge 21 febbraio 1963 n. 360, può essere pari a due mensilità dello stipendio con recupero in non oltre 24 quote mensili consecutive a decorrere dal mese successivo a quello in cui viene effettuata la corresponsione del prestito.

Inoltre, l’art. 40 del testo coordinato dei Regolamenti di attuazione dello Statuto riguardanti i criteri di erogazione delle prestazioni assistenziali e previdenziali dell’ex ENAM ha ulteriormente precisato i requisiti e le motivazioni per cui possono essere concessi i piccoli prestiti in parola.

In particolare, la disposizione regolamentare da ultimo citata statuisce che possono beneficiare dei suddetti prestiti gli iscritti all’ENAM d’ufficio.

Inoltre, è stabilito che i richiedenti, per ottenere il prestito ENAM, devono essere in attività di servizio - a non meno di due anni dal collocamento a riposo - e produrre la documentazione comprovante la necessità del prestito, con riferimento ad una delle seguenti motivazioni:

nascita o adozione figli;

matrimonio proprio o dei figli;

decesso familiari;

malattie gravi proprie o dei familiari;

acquisto della casa di abitazione;

manutenzione straordinaria della casa di abitazione;

mutuo in corso per l’acquisto dell’unica casa di proprietà;

cure odontoiatriche proprie o dei familiari a carico;

trasferimento di residenza;

acquisto automobile;

frequenza Università propria o dei figli;

eventi straordinari che hanno determinato al richiedente uno stato particolare di necessità.

Sull’importo di ciascun prestito vengono trattenute anticipatamente:

una quota pari all’1% dell’importo lordo del prestito per spese di amministrazione e fondo di garanzia;

l’ammontare degli interessi al tasso annuo dell’1,50%.

Le quote mensili di ammortamento saranno trattenute dalle Ragionerie territoriali dello Stato e da queste versate all’INPS.

La concessione di un nuovo prestito ex ENAM è subordinata all’estinzione di quello precedente, di guisa che l’integrale riscossione del prestito precedente costituisce condizione per l’erogazione di un eventuale nuovo piccolo prestito della gestione magistrale.

Inoltre, il menzionato art. 40 statuisce che “non è consentito il cumulo con piccoli prestiti concessi da altri Enti”. In merito, alla stregua di un’interpretazione storico-evolutiva della citata disposizione, si ritiene di poter escludere il cumulo anche con i prestiti della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ovvero con qualsiasi altro piccolo prestito erogato da altro ente pubblico espletante attività mutualistica.

Si rappresenta, altresì, che la domanda, corredata da tutta la documentazione richiesta, viene oggi inviata esclusivamente in modalità telematica, in conformità alla Determinazione presidenziale n. 95/2012.

Tanto premesso, in una logica di prossimità all’utenza nell’erogazione del prodotto in argomento e in coerenza con le omologhe prestazioni creditizie (piccoli prestiti e prestiti pluriennali) della gestione pubblica, nelle more della rivisitazione dei relativi regolamenti, con decorrenza 1 maggio 2015 si procede con il decentramento delle connesse attività amministrative presso le Direzioni provinciali/metropolitane e le Filiali di Coordinamento dell’Istituto, nell’ambito della funzione Credito e Welfare delle Agenzie Prestazioni e Servizi individuali.

Le Direzioni Regionali potranno attivare percorsi di sussidiarietà infraregionale od intraregionale, sulla base delle valutazioni relative ai carichi di lavoro e alla presenza delle professionalità necessarie.

Istruzioni operativo-amministrative

Per le istruzioni operativo-amministrative si fa riferimento al Manuale Operatore Piccoli Prestiti Gestione Magistrale pubblicato sulla rete intranet dell’Istituto ed accessibile mediante il seguente percorso: Home>Direzione centrale Credito e welfare> Prestazioni creditizie >Manuali.

Seguendo lo stesso percorso è possibile accedere anche alla Nota tecnica della Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici sulla gestione del riaccredito (v. infra).

In fase istruttoria si richiama l’attenzione dell’operatore sulla capienza stipendiale del richiedente il prestito, al fine di verificare l’esatta rispondenza di quanto indicato in domanda rispetto a quanto evidenziato nel cedolino delle competenze retributive allegato alla stessa, al fine di evitare l’indisponibilità della quota cedibile nel caso in cui siano in corso di ammortamento altre trattenute che rendano indisponibile la medesima.

E’ necessario, inoltre, con riferimento alla fase della riscossione, che venga assicurato, tramite l’applicativo “Riscossione crediti agli iscritti”, un costante monitoraggio dell’avvenuta dichiarazione delle quote mensili di ammortamento relativamente alle singole posizioni creditizie in essere. Le stesse dichiarazioni delle rate sono altresì visibili nell’applicazione “prestiti” del piano di ammortamento.

La liquidazione delle relative pratiche avverrà secondo le istruzioni contabili di seguito descritte.

Istruzioni contabili per la predisposizione dei mandati attraverso la procedura dei pagamenti accentrati

Con la circolare n. 35 del 20 marzo 2014, sono state diramate le istruzioni operative e contabili inerenti alla procedura di pagamento accentrato dei prestiti e delle borse di studio a carico della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (evidenza contabile INC), nonché degli interventi di assistenza scolastica della Gestione per l’assistenza magistrale (gestione contabile INA), rilasciata in produzione a far data dal 24 marzo 2014 e definita mediante l’integrazione tra l’applicativo SIN e il sistema contabile dell’Istituto SAP.

Con la presente circolare si comunica l’implementazione di tale procedura, per consentire, altresì, l’accentramento dei pagamenti dei piccoli prestiti della citata Gestione per l’assistenza magistrale, la cui attività è demandata alle strutture territoriali a decorrere dall’1 maggio 2015.

Vale la pena rammentare che la tipologia di spesa oggetto della presente istruzione riguarda l’ambito istituzionale, a carattere obbligatorio e con controllo di budget.

L’utilizzo della procedura di pagamento è successivo al controllo della correttezza della liquidazione delle prestazioni da parte del responsabile dell’unità di processo, che appone la firma sulla documentazione prodotta, e all’assunzione dell’impegno di spesa.

La Direzione centrale sistemi informativi e tecnologici, sulla base delle informazioni prodotte dalla procedura amministrativa SIN, predisporrà i lotti telematici ai fini della determinazione degli ordinativi di pagamento.

Sulla contabilità delle strutture interessate viene registrata la scrittura contabile, predisposta automaticamente per l’assunzione dei debiti verso i beneficiari di tali prestazioni, con imputazione al seguente conto, appositamente istituito e movimentabili esclusivamente da procedura automatizzata:

GPA10254 – Debiti per concessione di piccoli prestiti della Gestione per l’assistenza magistrale.

Predisposti i lotti, contenenti i pagamenti identificati da apposito codice avente specifico prefisso (“PE”), la Direzione centrale bilanci e servizi fiscali emette i corrispondenti ordinativi di pagamento, preacquisiti in maniera automatica, con imputazione, sulla contabilità di Direzione generale, al conto di interferenza in uso GPA55173 – Pagamenti accentrati presso la Direzione generale, tramite la procedura delle spese di funzionamento.

Quest’ultima operazione consente la successiva registrazione, sulla contabilità di ciascuna struttura interessata, ai fini della chiusura del citato conto di debito GPA10254, in contropartita del medesimo conto di interferenza.

Per la consultazione dei lotti di pagamento da parte degli operatori contabili, mediante la specifica funzionalità presente sul sistema SAP, si rimanda alle istruzioni di cui al Manuale utente allegato alla circolare n. 31 del 10 marzo 2014.

Gestione automatizzata dei riaccrediti e reintroiti

Eventuali riaccrediti di somme non riscosse dai beneficiari delle prestazioni anzidette, per pagamenti non andati a buon fine (iban errato; rinuncia del prestito; decesso del beneficiario), verranno rilevati sulla contabilità di Direzione generale al conto di interferenza in uso GPA55180, da parte della procedura automatizzata che gestisce i riaccrediti da Banca d’Italia.

La chiusura del conto di interferenza, sulla struttura interessata, avverrà in contropartita del conto esistente GPA10031, assistito da partitario contabile, con l’indicazione del seguente nuovo codice bilancio:

“03140 – Somme non riscosse dai beneficiari – piccoli prestiti – INA.

Non essendo ammessa la riemissione in pagamento dei prestiti in parola, le somme riaccreditate a tale titolo saranno imputate, in via automatizzata, in entrata del capitolo finanziario 3E2114022 – “Prestiti non riscossi dai beneficiari iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e della Gestione per l’assistenza magistrale”, del quale è stata proposta la ridenominazione, in sede di 1ª nota di variazione al Bilancio di previsione 2015.

Per le necessità di contabilizzazione di tali reintroiti, si istituisce nell’ambito della pertinente gestione contabile INA (Gestione per l’assistenza magistrale), il seguente nuovo conto:

INA80131 – Piccoli prestiti non riscossi dai beneficiari.

Le partite aperte al conto GPA10031, da parte della procedura dei riaccrediti accentrati, per somme non riscosse dai beneficiari, verranno chiuse in automatico in contropartita del nuovo conto INA80131 e di eventuali ulteriori conti, imputati al momento dell’erogazione (trattenute e/o rimborsi ad altro titolo), in sezione inversa.

I movimenti contabili di avvenuto reintroito bloccano l’avvio del piano di ammortamento previsto.

L’operazione di riaccredito è completamente automatizzata e, pertanto, non è necessaria alcuna azione di annullamento a carico degli operatori di sede.

Al termine del suddetto processo automatico di riaccredito, la pratica ritorna nello stato di liquidazione per poter essere poi manualmente aggregata ad una nuova proposta di pagamento.

L’aggiornamento delle consistenze dei cespiti, conseguente ai reintroiti in questione, resta a cura della Direzione generale.

In relazione alle partite riaccreditate, gli operatori SIN dovranno, eventualmente, procedere all’aggiornamento dei dati errati, al fine di sanare le cause che hanno determinato il riaccredito della somma concessa.

(Inps, circolare n. 99 del 15/05/2015)

 

 

6) Fallimentare: definiti i sottogruppi della commissione di studio del CNDCEC

Lavoreranno su insolvenza transfrontaliera e disciplina comunitaria, diritto societario della crisi, crisi dei gruppi, liquidazione concorsuale, procedure conservative e risanamento, aspetti penali e processuali, limitazione dei diritti dei creditori, procedure di allerta

Insolvenza transfrontaliera e disciplina comunitaria, diritto societario della crisi, crisi dei gruppi, liquidazione concorsuale, procedure conservative e risanamento, aspetti penali e processuali, limitazione dei diritti dei creditori, procedure di allerta. Sono i temi di cui si occuperanno gli otto sottogruppi in cui è stata articolata la commissione di studio sulla legge fallimentare, insediatasi nelle scorse settimane presso il Consiglio Nazionale dei commercialisti.

La commissione si pone due fondamentali obiettivi: esaminare il testo vigente della legge fallimentare individuandone profili di criticità rispetto a cui intervenire con proposte migliorative; predisporre, in una prospettiva de jure condendo, schemi di articolati su tematiche di rilevante interesse ma ignorate dall’attuale legge fallimentare o trattate in modo superficiale, il tutto con l’auspicio di poter contribuire in modo proficuo all’impegnativo compito affidato alla commissione nominata presso il Ministero della Giustizia e istituita per elaborare proposte di interventi di riforma e di riordino della disciplina delle procedure concorsuali.

Della Commissione fanno parte, oltre al Presidente del Consiglio Nazionale, Gerardo Longobardi e ai Consiglieri Nazionali delegati allo studio della materia, Felice Ruscetta e Maria Rachele Vigani illustri studiosi, magistrati e professionisti: Sido Bonfatti, Marco Costantini, Alessandro Danovi, Filippo D’Aquino, Stanislao De Matteis, Lorenzo Del Federico, Fabrizio Di Marzio, Luigi D’Orazio, Giuseppe Fauceglia, Giovanni Fiori, Roberto Fontana, Fabrizio Franchi, Gianluca Guerrieri, Alberto Guiotto, Giovanni La Croce, Antonino La Malfa, Enrico Laghi, Roberto Marrani, Nicoletta Mazzagardi, Michele Monteleone, Alessandro Nigro, Alida Paluchowski, Antonio Passantino, Benedetto Paternò Raddusa, Marcello Pollio, Riccardo Ranalli, Pietro Raucci, Marina Scandurra, Lorenzo Stanghellini, Daniele Vattermoli, Mauro Vitiello, e per la Fondazione Nazionale dei Commercialisti Cristina Bauco e Paola Rossi.

(CNDCEC, nota del 15 maggio 2015)

 

 

7) Contenzioso tributario 2014: continua il calo dei ricorsi (-7%)

Due volte su tre l’esito definitivo delle liti è a favore delle Entrate. Il 68% delle sentenze divenute definitive nel 2014 in materia di imposte dirette, Iva, Irap, imposta di registro ed altri tributi indiretti è risultato favorevole all’Agenzia delle entrate, con un incremento del 3% rispetto al 2013.

Continua il trend positivo per quanto riguarda il numero dei ricorsi presentati dai contribuenti in primo grado, che nel 2014 è sceso del 7% rispetto a quelli presentati nell’anno precedente. In totale, i nuovi ricorsi del 2014 sono stati 90mila contro i 171mila del 2011, anno di introduzione dell’istituto della mediazione tributaria, con un calo di quasi la metà (-47,5%).

Inoltre, su 97mila istanze di mediazione, più di 52mila (pari al 54%) sono state definite positivamente, vale a dire senza la successiva instaurazione del giudizio.

Questi alcuni dei dati contenuti nel Book della mediazione e del contenzioso, pubblicato oggi sul sito www.agenziaentrate.it, in cui viene presentato il bilancio 2014 delle attività svolte dalle Entrate in questo settore.

Indici di vittoria, numerico e per valore – In generale, nel 2014, all’Agenzia è stata data ragione nel 68% dei giudizi conclusi con sentenza definitiva. Nel dettaglio dei vari gradi di giudizio, l’Agenzia ha ottenuto esiti favorevoli nel 71,4% dei casi in Commissione tributaria provinciale (Ctp), nel 57,9% in Commissione tributaria regionale (Ctr) e nel 73,6% in Cassazione; quest’ultima percentuale sale quando a ricorrere in Cassazione è il contribuente: in questi casi il contribuente perde nove volte su dieci (89,4%). Per quanto riguarda l’indice di vittoria per valore, relativo agli importi decisi dai giudici a favore delle Entrate rispetto a quelli contestati dai contribuenti, invece, la percentuale dell’anno è stata del 75%.

Il calo dei ricorsi tocca quota meno 7%

Rispetto all’anno precedente, i ricorsi depositati nel 2014 nei tre gradi di giudizio sono scesi da 149mila a quasi 139mila (-7%). In particolare, i ricorsi presentati in Ctp sono scesi dell’11%, confermando il trend degli ultimi tre anni. Nel complesso, il numero dei ricorsi presentati nel 2014 è stato pari a 90mila in Ctp, 40mila in Ctr e 9mila in Cassazione.

La mediazione prende il largo

Nel corso del 2014 sono state presentate 113mila istanze di mediazione, comprese quelle inammissibili o improponibili. Delle 97mila istanze risultate ammissibili, più di 52mila (pari al 54%) sono state definite positivamente evitando l’instaurazione del giudizio.

La riduzione del contenzioso registrata nel 2014 risulta ancora più marcata se si analizzano le liti sotto i 20mila euro, che si sono ridotte di quasi il 60% rispetto all’anno di introduzione della mediazione tributaria (2011). Questo risultato ha consentito ai giudici tributari di dedicare maggiori energie alle controversie di valore più elevato. Infatti, mentre nel 2011 i ricorsi sotto i 20 mila euro rappresentavano oltre i tre quarti dei ricorsi presentati in Ctp, nel 2014 sono scesi al di sotto del 50%.

Confermato, inoltre, che gli Uffici dell’Agenzia concludono il procedimento di mediazione fornendo sempre una risposta tempestiva ai contribuenti.

Aumentano le conciliazioni – Un altro indice positivo di riduzione della litigiosità è dato dalle conciliazioni giudiziali, che sono aumentate. Infatti, nel 2014 sono state perfezionate oltre 4.700 conciliazioni (+4% rispetto all’anno precedente).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 91 del 15/05/2015)

 

 

8) Assemblea di bilancio: approfondimento sul termine di seconda convocazione

La diffusa prassi societaria di fare slittare la seconda convocazione dell’assemblea di bilancio oltre il termine di 120 (o 180) giorni, che appare provenire da una lettura coordinata degli artt. 2364 e 2369 cod. civ., non può tuttavia esimere gli interpreti dall’interrogarsi sulla liceità o meno della stessa.

In altre parole, è legittimo prevedere e/o spostare la seconda convocazione dell'assemblea di bilancio oltre il termine di 120 (oppure se previsto dallo statuto, 180) giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale ?.

Un documento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti del 15 maggio 2015 approfondisce tale tematica.

In altre parole, è legittimo prevedere e/o spostare la seconda convocazione dell’assemblea di bilancio oltre il termine di 120 (o, se previsto dallo statuto, 180) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale ?.

Sul tema si registra una certa divergenza di opinioni che ha dato vita a due diversi orientamenti, generando contrasti, anche sul piano operativo, su una questione che non è di certo trascurabile, considerando il ruolo fondamentale che l’approvazione del bilancio assume nella vita di una società.

In proposito la FNC ritiene che entro il termine di 120 (o 180) giorni debba effettuarsi solo la prima convocazione, potendo la seconda avvenire anche oltre il predetto termine, purché entro 30 giorni dalla prima.

Qualora l’atto costitutivo preveda le modalità della consultazione scritta o del consenso espresso per iscritto, entro il termine di 120 (o 180) giorni gli amministratori saranno tenuti ad avviare, relativamente alla proposta di approvazione del bilancio, le procedure alternative; laddove, invece, la s.r.l. abbia optato per il metodo assembleare “tradizionale”, gli amministratori, sempre nello stesso termine, dovranno convocare l’assemblea avente all’ordine del giorno detta proposta di approvazione.

In tale ultima ipotesi, il termine di 120 giorni, analogamente a quanto previsto nella disciplina delle s.p.a., dovrebbe riferirsi alla prima convocazione, anche perché, nelle s.r.l., la possibilità di una seconda, eventuale, convocazione dell’assemblea deve essere espressamente prevista dall’atto costituivo.

Check list imposte 2015 (IRAP e IRES)

Il 15 maggio 2015, inoltre, la FNC ha pubblicato in “Strumenti di Lavoro” uno strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali. Si compone di 36 pagine.

 

 

9) La nuova contabilità integrata delle amministrazioni pubbliche territoriali: il ruolo del piano dei conti integrato

La Legge n. 196/2009, e per mezzo di essa la legge n. 42/2009, introducono nell’ordinamento contabile nazionale il piano dei conti integrato.

Il piano dei conti è uno strumento classificatorio unitario, comune a tutte le amministrazioni pubbliche italiane in contabilità finanziaria, che consente attraverso un sistema di rilevazione contabile in partita doppia di rilevare le fattispecie di bilancio finanziario ed economico-patrimoniali. La FNC, con un documento del 15 maggio 2015, ha illustrato i profili innovativi di tale strumento, cardine di tutto il processo di armonizzazione, evidenziando come esso rappresenti, tra le altre cose, l’elemento in grado di fare dialogare i bilanci delle amministrazioni in contabilità finanziaria con quelli delle amministrazioni in contabilità civilistica rispondendo, al contempo, agli obblighi in materia di trasmissione dei dati della finanza pubblica nazionale agli organismi sovranazionali.

L’assetto dei controlli e le norme di comportamento

Il Convegno di Rimini della FNC ha fornito l’occasione per tornare a meditare sugli aspetti controversi dell’attuale sistema dei controlli delle società di capitali ed in particolare, la specificità della funzione svolta dall’organo di controllo nella sua composizione collegiale.

Quanto emerso dal dibattito consente di affermare che, anche nelle S.r.l. maggiormente strutturate o in quelle che fruiscono di particolari sovvenzioni pubbliche, sarebbe opportuno riconsiderare un sistema dei controlli incentrato su un organo composto da più professionisti che svolga anche la funzione di revisione legale.

Primo Rapporto sulla composizione dei collegi sindacali - 2015

Su 221.498 cariche di sindaco nei Collegi sindacali delle società di capitali italiane, 169.574, il 77%, sono le cariche ricoperte da Commercialisti. E' il primo dato che emerge dal Rapporto sulla composizione dei Collegi sindacali curato dalla Fondazione Nazionale Commercialisti che, per la prima volta, ha incrociato i dati dell'archivio Unioncamere con il database degli iscritti all’Albo. Sono 45.956 i Commercialisti con cariche in almeno un Collegio sindacale e in media ogni Commercialista ha 3,7 cariche.

 

 

10) Pochi giorni al via del microcredito MISE

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con i decreti del 24 dicembre 2014 e del 18 marzo 2015, ha integrato le Disposizioni Operative del Fondo di Garanzia per le PMI ex L. 662/1996, introducendo criteri di accesso significativamente semplificati per l'ottenimento della garanzia pubblica, in relazione a operazioni di microcredito a favore di microimprese e professionisti in possesso di determinati requisiti.

Entro 15 giorni a partire dall'11 maggio 2015 (data di pubblicazione del D.M. 18 marzo 2015), il Gestore del Fondo dovrà emanare un’apposita circolare applicativa, che darà ufficialmente il via alla fase di prenotazione on-line della garanzia. Lo rileva un documento del 15 maggio 2015 della Fondazione Nazionale Commercialisti, che spiega la tematica.

 

Deposito IVA: la circolare del 2015 dell’Agenzia delle entrate: Aspetti sanzionatori

Sanzioni non adeguate al contesto normativo. Un documento del 15 maggio 2015 della FNC analizza la circolare dell’Agenzia delle entrate sulla disciplina dei depositi IVA emessa dall'Ufficio per prendere posizione sulle conseguenze sanzionatorie della mancata introduzione fisica dei beni nei magazzini soggetti a questo particolare regime sospensivo.

Alla luce delle precisazioni espresse dai giudici europei, secondo la FNC appare ovvio che la legittimità della sanzione del 30% sostenuta dall’Agenzia delle entrate e dall’Agenzia delle Dogane risulta non conforme ai principi e inadeguata, nonché in contrasto con lo Statuto del contribuente, secondo cui (art. 10, comma 3): “le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito d’imposta”.

 

Vincenzo D’Andò