Diario quotidiano del 13 maggio 2015: fatture false e responsabilità del consulente fiscale

Pubblicato il 13 maggio 2015

permanenza dell’agevolazione “prima casa” in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell’anno anche a titolo gratuito; A.S.D. salve: se l’associazione sportiva manca di democrazia perde solo le agevolazioni fiscali specifiche, ma non quelle generali; trattamento ai fini Iva dei contributi pubblici relativi alla formazione professionale; fatture false: consulente implicato; pubblicati in G.U. i decreti black list; fisco: Pvc interrompe prescrizione; TASI: i comuni non devono inviare i modelli precompilati; pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale; siglato l’accordo tra le Entrate e l’Enpap: gli psicologi pagano i contributi previdenziali con F24

 

 Indice:

 1) Permanenza dell’agevolazione “prima casa” in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell’anno anche a titolo gratuito

 2) A.S.D. salve: se l’associazione sportiva manca di democrazia perde solo le agevolazioni fiscali specifiche, ma non quelle generali

 3) Trattamento ai fini Iva dei contributi pubblici relativi alla formazione professionale

 4) Fatture false: consulente implicato

 5) Pubblicati in G.U. i decreti black list

 6) Fisco: Pvc interrompe prescrizione

 7) TASI: i comuni non devono inviare i modelli precompilati

 8) Pagamento dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale

 9) Siglato l’accordo tra le Entrate e l’Enpap: gli psicologi pagano i contributi previdenziali con F24

 

 

1) Permanenza dell’agevolazione “prima casa” in caso di vendita infraquinquennale e riacquisto nell’anno anche a titolo gratuito

L’agevolazione sulla prima casa spetta anche se il riacquisto è gratuito. Il Fisco si é adeguato ai principi consolidati della Corte suprema ma ribadisce che, per non perdere il bonus, il contribuente deve adibire la nuova casa a dimora abituale.

In caso di cessione infraquinquennale dell’immobile acquistato con i benefici prima casa, il riacquisto a titolo gratuito di altro immobile – entro un anno dall’alienazione – è idoneo a evitare la decadenza dall’agevolazione.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione 49/E del 11 maggio 2015, che ha recepito l’indirizzo consolidato della Corte di Cassazione.

In tema di agevolazione “prima casa”, la nota II-bis all’articolo 1 della Tariffa parte I, allegata al Dpr 131/1986, prevede che “in caso di … trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una sovrattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte”.La stessa norma prevede, tuttavia, che la decadenza dall’agevolazione non avviene qualora “…il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale”.

In altri termini, il trasferimento dell’immobile, acquistato usufruendo dell’agevolazione in argomento, prima del decorso di cinque anni dalla data dell’atto comporta la decadenza dal regime di favore fruito. La perdita del beneficio può essere impedita dal riacquisto, entro un anno dall’alienazione, di un altro immobile da adibire ad abitazione principale. Sulla questione, la Corte di cassazione, con sentenza 16077/2013, ha chiarito che “… il punto n. 4 Nota II bis Parte Prima della Tariffa allegata al d.p.r. n. 131 del 1986…espressamente riconosce l’agevolazione sia ai trasferimenti onerosi e sia a quelli gratuiti. Laddove, il medesimo punto n. 4..., in fondo, quando stabilisce che pel mantenimento dell’agevolazione debba procedersi all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale’ non dice diversamente, giacché, come noto, ‘acquisto’ è sia quello oneroso che quello gratuito” (cfr anche Cassazione. sentenza 5689/2014). Detto orientamento è stato ribadito, inoltre, con l’ordinanza 17151/2014, dove i giudici hanno evidenziato come più volte la stessa Corte di cassazione ha chiarito che “l’acquisto rilevante ai fini dell’ultima parte del quarto comma della nota II bis all’articolo 1 della Parte Prima della Tariffa allegata al T. U. Registro può anche essere a titolo gratuito (sent. n. 16077/13) (…)”. Quindi, per i giudici di legittimità, il riacquisto a titolo gratuito di altro immobile – entro un anno dall’alienazione – è idoneo a evitare la decadenza dal beneficio. Di segno opposto era la posizione dell’Agenzia che, in precedenti documenti di prassi (circolare 6/2001, risoluzione 125/2008 e circolare 18/2013), aveva chiarito che la decadenza dal beneficio poteva essere impedita solo con l’acquisto “a titolo oneroso” di altra casa di abitazione. La risoluzione odierna, dunque, prende atto dei principi affermati più volte dalla Corte di cassazione, ma ribadisce, tuttavia, la necessità – ai fini del mantenimento dell’agevolazione – che il nuovo immobile sia adibito a dimora abituale del contribuente. Questo in conformità ai chiarimenti forniti con le risoluzioni nn. 44/2004 e 30/2008. Su tale punto, la posizione dell’Amministrazione finanziaria è confortata anche dalla giurisprudenza di legittimità. Con sentenza 7338/2015, infatti la Corte di cassazione ha affermato che “le agevolazioni fiscali previste dall’art.1, comma 4, nota II bis della Tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 1