Bollettini TASI precompilati: obbligo od opzione per i Comuni?

 
A meno di un mese dalla scadenza prevista per il versamento dell’acconto TASI 2015 si stanno riaccendendo polemiche e diffondendo perplessità in merito ad un adempimento che già l’anno passato aveva creato ai contribuenti ed ai professionisti che li assistono non pochi problemi.
Questa volta nell’occhio del ciclone non ci sono tanto la necessità di destreggiarsi tra le fantasiose previsioni delle delibere comunali (là dove le delibere erano state adottate per tempo, adempimento che non poche amministrazioni comunali avevano trascurato) o le difficoltà a quantificare l’ammontare del tributo quanto le modalità con cui effettuare i pagamenti e l’obbligatorietà o meno per i Comuni di assistere il contribuente nell’adempimento della propria obbligazione tributaria.
 
Ma andiamo con ordine e per farsi un quadro il più possibile chiaro iniziamo a seguire l’operato del legislatore.
Secondo quanto viene disposto dall’articolo 1, comma 689, della Legge di Stabilità 2014 “Con uno o più decreti del direttore generale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle entrate e sentita l’Associazione nazionale dei comuni italiani, sono stabilite le modalità di versamento, assicurando in ogni caso la massima semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati, e prevedendo, in particolare, l’invio di modelli di pagamento preventivamente compilati da parte degli enti impositori”.
Il decreto in parola esce in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio 2014 ed istituisce il bollettino di conto corrente postale per il versamento del tributo sui servizi indivisibili. Tuttavia il decreto elaborato dai tecnici del Governo, modificando il dettato legislativo, si premura di precisare che i Comuni “possono”, e non “devono” inviare ai contribuenti interessati i bollettini postali, contribuenti che, in mancanza dei citati bollettini, sono comunque tenuti al versamento del tributo utilizzando il Modello unificato F24. La conseguenza di questo tira e molla legislativo è stata, come ben noto, che sono stati pochissimi i Comuni che l’anno scorso hanno provveduto ad inviare i bollettini ai contribuenti ed in diversi casi sarebbe stato meglio se non lo avessero fatto.
A suscitare ulteriori perplessità è però arrivato l’articolo 4, comma 12-quater, primo periodo della Legge n. 89 del 2014, di conversione del Decreto-Legge 24 aprile 2014, n. 66 che, modificando il comma 688 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, istitutiva della TASI, prevedeva che, a decorrere dal 2015, i Comuni avrebbero dovuto garantire ai contribuenti la massima semplificazione degli adempimenti, rendendo disponibili i modelli precompilati su loro richiesta, ovvero procedendo in maniera autonoma all’invio degli stessi modelli (testualmente in Gazzetta Ufficiale si legge: “Al comma 688 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, gli ultimi tre periodi sono sostituiti dai seguenti: “A decorrere dall’anno 2015, i comuni assicurano la massima semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro richiesta, ovvero procedendo autonomamente all’invio degli stessi modelli….”). In poche parole, stando alla norma, se il contribuente dovesse chiedere al Comune il bollettino TASI precompilato il Comune sarebbe obbligato a fornirlo.
Più o meno nulla accade sino al 12 scorso quando l’IFEL, Istituto per la Finanza e l’Economia Locale, diffonde un comunicato il cui incipit è tutto un programma: “La lettura superficiale del comma 689 della Legge di stabilità per il 2014 (l. n. 147 del 2013) ha portato alcuni commentatori a ritenere che sussista un…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it