Bollettini TASI precompilati: obbligo od opzione per i Comuni?

di Massimo Pipino

Pubblicato il 25 maggio 2015

l'invio del bollettino TASI precompilato ai contribuenti entro la scadenza del 16 giugno prossimo è un obbligo o una opzione per i comuni? Quali sono i problemi pratici per predisporre i bollettini corretti nei termini?

 

A meno di un mese dalla scadenza prevista per il versamento dell’acconto TASI 2015 si stanno riaccendendo polemiche e diffondendo perplessità in merito ad un adempimento che già l’anno passato aveva creato ai contribuenti ed ai professionisti che li assistono non pochi problemi.

Questa volta nell’occhio del ciclone non ci sono tanto la necessità di destreggiarsi tra le fantasiose previsioni delle delibere comunali (là dove le delibere erano state adottate per tempo, adempimento che non poche amministrazioni comunali avevano trascurato) o le difficoltà a quantificare l’ammontare del tributo quanto le modalità con cui effettuare i pagamenti e l’obbligatorietà o meno per i Comuni di assistere il contribuente nell’adempimento della propria obbligazione tributaria.

 

Ma andiamo con ordine e per farsi un quadro il più possibile chiaro iniziamo a seguire l’operato del legislatore.

Secondo quanto viene disposto dall’articolo 1, comma 689, della Legge di Stabilità 2014 “Con uno o più decreti del direttore generale del Dipartimento delle finanze del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate e sentita l'Associazione nazionale dei comuni italiani, sono stabilite le modalità di versamento, assicurando in ogni caso la massima semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati, e prevedendo, in particolare, l'invio di modelli di pagamento preventivamente compilati da parte degli enti impositori”.

Il decreto in parola esce in Gazzetta Ufficiale il 23 maggio 2014 ed istituisce il bollettino di conto corrente postale per il versamento del tributo sui servizi indivisibili. Tuttavia il decreto elaborato dai tecnici del Governo, modificando il dettato legislativo, si premura di precisare che i Comuni “possono”, e non “devono” inviare ai contribuenti interessat