Split Payment: obbligo di annotazione della fattura in modo distinto

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 15 aprile 2015

la prima applicazione dello split payment ai rapporti fra la Pubblica Amministrazione ed i fornitori sta generando molta prassi tributaria: ecco un riassunto dell'ultima circolare dell'Agenzia delle entrate

 

Il fornitore deve registrare in modo distinto la fattura emessa in regime di scissione contabile (ad es. in un’apposita colonna ovvero mediante appositi codici nel registro Iva).

Split Payment Iva in una circolare nuove indicazione dalle Entrate. Il meccanismo della scissione dei pagamenti Iva trova nuovi chiarimenti. L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 15/E del 13 aprile 2015, infatti, mette a fuoco la platea delle Pa che devono applicare lo split payment, definisce in modo più chiaro i soggetti esclusi e illustra le interconnessioni della disciplina con quelle del reverse charge e della fatturazione elettronica.

I primi chiarimenti sulla disciplina dello split payment, introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 nel Dpr n. 633/1972 (art. 17-ter), sono stati forniti dall’Agenzia con le circolari n. 1/E del 9 febbraio e n. 6/E del 19 febbraio 2015. Con il neo documento di prassi, invece, le Entrate forniscono ulteriori indicazioni a Pubbliche amministrazioni e fornitori in materia di adempimenti, rimborsi e sanzioni.


Chi è dentro e chi resta fuori

Con la circolare dell’Amministrazione finanziaria di oggi, entrano in gioco nel meccanismo dello split payment i soggetti pubblici che, seppure non rientranti tra quelli espressamente elencati nell’art. 17-ter del Dpr n. 633/1972, ne sono loro immediata e diretta espre