Le esclusioni da IRAP: rassegna mensile di giurisprudenza

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 aprile 2015

in vista della presentazione di Unico 2015 segnaliamo i principali aggiornamenti della giurisprudenza tributaria in tema di debenza o meno dell'IRAP da parte dei piccoli professionisti o imprenditori

Premessa

Nell’approssimarsi del periodo delle dichiarazioni dei redditi, ci sembra utile tornare su un argomento che è già stato oggetto in passato delle nostre rassegne tributarie, ma che è ancora oggi, purtroppo, di estrema attualità. L’uso del termine “purtroppo” è dovuto alla circostanza che, nonostante i numerosi interventi legislativi in materia, nessuno di questi ha riguardato l’ambito di applicazione dell’imposta nota come IRAP.

L’illustrazione delle sentenze partirà dal 2013, anno in cui sono state emanate le ormai note sentenza della Suprema Corte che ha escluso l’automatico assoggettamento ad irap di chi abbia un dipendente (qui commentate a suo tempo); dall’anno 2013 arriveremo poi via via all’anno in corso.

 

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Il compenso al familiare non configura l’autonoma organizzazione

Avvalersi di collaboratori familiari nello svolgimento di un’attività di lavoro autonomo, gestita in regime di impresa familiare o azienda coniugale, non integra il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione. I compensi riconosciuti al collaboratore familiare o al coniuge non rappresentano dei costi, essendo mera ripartizione percentuale degli utili prodotti, mentre la compresenza di più partecipanti all’attività non incide sulla natura “individuale” e non collettiva da attribuirsi all’azienda. Ne deriva che, tanto nell’impresa familiare quanto nell’azienda coniugale, la collaborazione dei familiari non costituisce necessariamente un’autonoma organizzazione.

Ciò in quanto: a) come precisato nella Risoluzione dell’agenzia delle entrate 176/E del 28.04.2008, l’impresa familiar