La correzione degli errori in un bilancio già approvato

Premessa generale
La norma civilistica non disciplina il trattamento contabile da tenere in presenza di errori nella redazione del bilancio d’esercizio compiuti negli esercizi precedenti.
L’errore contabile consiste nella impropria o mancata applicazione di un principio contabile se, al momento in cui viene commesso, le informazioni ed i dati necessari per la sua corretta applicazione sono disponibili.
 
Il nuovo principio contabile OIC n. 29
Il nuovo principio contabile 29 “Cambiamenti di principi, di stime contabili, correzione di errori” precisa che un errore consiste nella impropria o nella mancata applicazione di un principio contabile, qualora, al momento in cui esso viene commesso, siano disponibili le informazioni e i dati necessari per il suo corretto trattamento.
Prima della revisione del 2014, gli errori a causa di sbagli , interpretazioni di fatti, disattenzione nel raccogliere le informazioni e i dati disponibili per un corretto trattamento contabile, potevano distinguersi in errori determinanti ovvero in errori non determinanti in base all’effetto che avevano sui bilanci mentre il nuovo principio sottolinea la ”esigenza” di non confondere gli stessi con i cambiamenti di stima o con la variazione dei principi contabili specificando che non costituiscono errori:
a) le variazioni successivamente dimostratesi necessarie nelle valutazioni e nelle stime;
b) l’adozione di criteri contabili fatta in base ad informazioni e dati disponibili al momento della redazione di quel bilancio e che poi si sono dimostrati diversi da quelli assunti a base della scelta operata.
 
L’errore inoltre deve essere valutato ai fini della sua significatività/rilevanza che ha avuto nella redazione del bilancio (errori marginali e errori che arrecano pregiudizio alla conformità del bilancio al postulato della rappresentazione veritiera e corretta).
Dal punto di vista contabile il trattamento degli errori prevede la rettifica patrimoniale della voce che a suo tempo è stata interessata dall’errore con la contropartita del conto economico, poste straordinarie, vale a dire alla voce “E) Proventi ed oneri straordinari”, rispettivamente le voci E20) ed E21).
Nella Nota integrativa sarà poi data indicazionedella natura dell’errore commesso, dell’ammontare della correzione operata nell’esercizio in cui si è individuato l’errore e dell’ammontare della stessa correzione facendo riferimento agli esercizi precedenti che sono stati inficiati dall’errore;dell’importo corretto della voce corrispondente nel conto economico e nello stato patrimoniale nei precedenti esercizi.
Nota
Si ricorda che l’errore commesso potrebbe determinare la nullità o l’annullabilità della delibera assembleare che a suo tempo aveva approvato il bilancio.
 
COME RILEVARE UN ERRORE IN BILANCIO
La correzione degli errori si effettua rettificando la voce patrimoniale che a suo tempo è stata interessata dall’errore, imputando la correzione dell’errore al conto economico dell’esercizio in corso, alla voce “proventi e oneri straordinari” – componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti (E20 e E21) creando la sottovoce “componenti di reddito relativi ad esercizi precedenti”.
 
QUANDO CORREGGERE UN ERRORE:
L’errore va corretto non appena si individui la non corretta rappresentazione di un dato in bilancio oppure di un’informazione resa in nota integrativa e al contempo siano disponibili le informazioni ed i dati per il suo corretto trattamento.
Per correggere l’errore occorre rettificare la voce patrimoniale a suo tempo interessata dall’errore, imputando in contropartita la voce:
▪ E 20) Proventi straordinari
▪ E 21) Oneri straordinari
Nota bene
Nel caso di correzione di errori commessi nel rilevare fatti che non hanno mai influenzato…

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