Diario quotidiano del 30 aprile 2015: la Lista Falciani è prova legittima ed ammissibile

Pubblicato il 30 aprile 2015

è legittimo l’utilizzo della lista Falciani; imposta di bollo sui documenti informatici: acconto scomputabile; come accertare l’omissione di ritenute ed IVA; 730 precompilato: consulenti del lavoro in audizione presso la Commissione di vigilanza dell’anagrafe tributaria; disponibile sul web delle Entrate il software Parametri 2015 per il calcolo di ricavi e compensi; ricorsi per prestazioni a carico del Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo e gli Sportivi; approvazione bilanci: i rappresentanti legali delle STP possono esprimere il loro voto individuale se iscritti nell’Ordine dei Commercialisti; l’iscrizione ipotecaria dell’immobile deve essere preventivamente comunicata al contribuente; DEF 2015 inviato alla Commissione europea; stabilizzazione del bonus di 80 euro: contano le nuove prestazioni NASPI e DIS-COLL

 

 Indice:

 1) E’ giusto l’uso della lista Falciani

 2) Imposta di bollo sui documenti informatici: acconto scomputabile

 3) Come accertare l’omissione di ritenute ed IVA

 4) 730 precompilato: consulenti del lavoro in audizione presso la Commissione di vigilanza dell’anagrafe tributaria

 5) Disponibile sul web delle Entrate il software Parametri 2015 per il calcolo di ricavi e compensi

 6) Ricorsi per prestazioni a carico del Fondo Pensioni per i Lavoratori dello Spettacolo e gli Sportivi

 7) Approvazione bilanci: i rappresentanti legali delle STP possono esprimere il loro voto individuale se   iscritti nell’Ordine dei Commercialisti

 8) L’iscrizione ipotecaria dell’immobile deve essere preventivamente comunicata al contribuente

 9) DEF 2015 inviato alla Commissione europea

 10) Stabilizzazione del bonus di 80 euro: contano le nuove prestazioni NASPI e DIS-COLL

 

 

1) E’ giusto l’uso della lista Falciani

E’ legittimo l’utilizzo della lista Falciani. Per contrastare l’evasione fiscale il Fisco può avvvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario. Dunque, i dati della lista Falciani possono essere utilizzati nell’accertamento tributario.

Lo ha stabilito, il 28 aprile 2015, la Corte di Cassazione, con due ordinanze (nn. 8605 e 8606 del 2015). I giudici di legittimità della sezione tributaria hanno motivato la pronuncia affermando che l’Amministrazione finanziaria ha ricevuto i nominativi in modo rituale, attraverso i canali comunitari senza dunque ledere i diritti costituzionalmente garantiti del contribuente.

Dunque, la lista Falciani è utilizzabile dall’Agenzia delle entrate. I valori collegati al diritto alla riservatezza e al segreto bancario «sono sicuramente recessivi di fronte a quelli riferibili al dovere inderogabile imposto a ogni contribuente dall'articolo 53 della Costituzione». Ossia l’obbligo di pagare le tasse secondo la propria capacità contributiva. E non rileva nemmeno il fatto che i dati siano stati originariamente trafugati da un ex dipendente della banca Hsbc, poiché l’Amministrazione finanziaria italiana li ha ricevuti dalle autorità francesi a seguito di corretta applicazione della vecchia direttiva sullo scambio di informazioni (direttiva 77/799/Cee) e della convenzione bilaterale: l’eventuale responsabilità penale dell’autore materiale del furto di dati rileverà semmai nel paese di commissione dell’illecito, mentre in Italia è compito del giudice nazionale stabilire se la lista è utilizzabile o meno.

 

 

2) Imposta di bollo sui documenti informatici: acconto scomputabile

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 43/E del 28 aprile 2015, ha precisato che entro il 30 aprile 2015 va pagato, con il Modello F24, l’imposta di bollo dovuta sui documenti informatici formati nel 2014. L’Amministrazione finanziaria ha precisato che dall’importo dovuto è scomputabile quanto versato a titolo di acconto nel mese di gennaio 2014 con il Modello F23, seguendo la normativa applicabile fino al 26 giugno 2014. I contribuenti che a titolo di acconto hanno corrisposto un maggior importo, rispetto a quanto dovuto, potranno chiedere il rimborso. La norma che ha istituito il nuovo metodo di pagamento dell’imposta di bollo sui documenti informatici non ha previsto, però, alcuna disciplina transitoria quindi i versamenti effettuati in acconto potranno essere scomputati dall’imposta di bollo da versare entro il 30 aprile.

L’Agenzia ricorda, in primo luogo, le disposizioni introdotte dal Dm 17 giugno 2014. Secondo l’attuale disciplina, l’imposta di bollo su fatture, atti e documenti informatici deve essere versata in un’unica soluzione, in modalità telematica, tramite il modello F24, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Le fatture elettroniche per le quali è obbligatorio l’assolvimento dell’imposta di bollo, inoltre, devono riportare specifica annotazione di assolvimento dell’imposta ai sensi del Dm 17 giugno 2014. Analogamente a quanto prevedeva il primo decreto, l’imposta sui libri e sui registri, tenuti in modalità informatica, è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse. Il Dm 17 giugno 2014, infine, nel prevedere l’abrogazione del decreto 23 gennaio 2004, nulla ha disposto nei confronti dei contribuenti che, per l’anno 2014, avevano già versato l’acconto secondo le vecchie regole.

L’Agenzia delle entrate accoglie la soluzione prospettata dal contribuente precisando che, in assenza di una disposizione transitoria, i contribuenti che alla data di entrata in vigore della nuova disciplina avevano già versato l’acconto a gennaio 2014 con il modello F23, possono scomputare tale importo dal pagamento dell’imposta totale, da effettuare in unica soluzione con F24 entro il 30 aprile 2015. Se l’acconto supera l’imposta totale dovuta, la differenza può essere chiesta a rimborso.

 

 

3) Come accertare l’omissione di ritenute