Diario quotidiano del 28 aprile 2015: i chiarimenti su alcune deduzioni e detrazioni IRPEF

Pubblicato il 28 aprile 2015



risposte dell’Agenzia Entrate su tematiche di natura fiscale; Italia - Romania: protocollo contro le doppie imposizioni; licenziamento disciplinare e diritto alla NASpI; niente Iva sugli interessi versati per l’acquisto dell’edificio; ricorso contro il concessionario della riscossione e non contro l’Amministrazione; per i professionisti i prelievi sono sempre giustificati

 

 Indice:

 1) Risposte dell’Agenzia Entrate su tematiche di natura fiscale

 2) Italia - Romania: protocollo contro le doppie imposizioni

 3) Licenziamento disciplinare e diritto alla NASpI

 4) Niente Iva sugli interessi versati per l’acquisto dell’edificio

 5) Ricorso contro il concessionario della riscossione e non contro l’Amministrazione

 6) Per i professionisti i prelievi sono sempre giustificati

 

 

 1) Risposte dell’Agenzia Entrate su tematiche di natura fiscale

L’Agenzia delle entrate ha fornito numerose risposte su temi di stretta attualità fiscale, attraverso la pubblicazione (nella tarda serata di venerdì scorso) della circolare n. 17 del 24 aprile 2015. Tale documento è stato accompagnato dal comunicato stampa delle Entrate n. 74/2015.

A parte questo, cominciamo ad esaminare di seguito tutti contenuti del presente neo documento di prassi, sia pure in maniera sintetica.

L’oggetto della citata circolare verte sulle “Questioni interpretative in materia di IRPEF prospettate dal Coordinamento Nazionale dei Centri di Assistenza Fiscale e da altri soggetti”.

Detraibilità spese massofisioterapista

Le prestazioni rese dai massofisioterapisti sono detraibili dall’IRPEF anche senza una specifica prescrizione medica: ai fini della detrazione, nella ricevuta fiscale (o fattura) il professionista dovrà attestare il possesso del diploma di massofisioterapista con formazione triennale conseguito entro il 17 marzo 1999, nonché descrivere la prestazione resa.

Detraibilità spese per odontoiatra

Nella fattura, ai fini della detraibilità, è sufficiente che venga indicato dall’odontoiatra la dicitura “ciclo di cure mediche odontoiatriche specialistiche”.

Detraibilità spese per crioconservazione

Le spese per prestazioni di crioconservazione di ovociti rientrano tra le spese sanitarie detraibili ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c), del TUIR.

Per poter fruire della detrazione è necessario che dalla fattura del centro presso cui è eseguita la prestazione sanitaria, rientrante tra quelli autorizzati per la procreazione medicalmente assistita, risulti la descrizione della prestazione stessa.

Detraibilità spese per trasporto di disabili

E’ possibile fruire della detrazione dall’imposta lorda pari al 26% a decorrere dall’anno 2014 per le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a 2.065 euro annui (elevato a 30.000 euro a decorrere dal 2015), a favore delle ONLUS (aventi i requisiti di cui al D.Lgs. n. 460 del 1997).

Oppure gli oneri sono deducibili entro il limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque, entro il limite massimo di 70.000 euro annui. In tal caso, la detrazione non è cumulabile con “ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione e di detrazione di imposta da altre disposizioni di legge” (circ. n. 39/E del 2005).

Da tenere presente che la detraibilità è subordinata all’effettuazione dell’erogazione mediante bonifico bancario o postale, ovvero mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del D.Lgs. n. 241 del 1997 e dall’attestazione rilasciata dalla ONLUS (circ. n. 11/2014).

Infine, nel caso in cui il versamento sia effettuato alla ONLUS quale corrispettivo di un servizio di trasporto di disabili, riconducibile all’art. 15, comma, 1 lett. c), del TUIR come nel caso di trasporto in ambulanza, la spesa sarà detraibile per l’intero importo quale spesa sanitaria, fermo restando che la ONLUS deve rilasciare regolare fattura.

Istituti tecnici superiori - Spese di istruzione

Le tasse pagate per l’iscrizione agli Istituti tecnici superiori (Its) sono detraibili ai sensi dell’articolo 15, comma 1, lettera e, del Tuir, che riconosce il beneficio fiscale per le spese di frequenza dei corsi di istruzione secondaria e universitaria. Gli Its, infatti, sebbene abbiano una propria autonoma fisionomia, si collocano in un livello intermedio tra l’istruzione secondaria e universitaria; pertanto, i relativi costi sono riconducibili nell’ambito delle spese di istruzione agevolate dal Tuir.

Per la determinazione dell’importo ammissibile alla detrazione, viene richiamato quanto previsto nell’allegato A, punto 5, del decreto interministeriale 7 febbraio 2013, in cui è previsto che “Le Regioni stabiliscono i criteri per la determinazione dell’importo delle rette di frequenza per gli studenti da parte delle Fondazioni I.T.S.. Gli studenti degli I.T.S. versano la tassa regionale per il diritto allo studio sulla base del medesimo importo previsto per gli studenti universitari ed accedono ai medesimi benefici.”.

Istituti tecnici superiori - Canoni di locazione

Per la frequenza a tali istituti (Its) non è possibile fruire della detrazione prevista per i contratti di locazione stipulati da studenti iscritti a un corso di laurea presso un’università ubicata in una città diversa da quella di residenza e distante da quest’ultima almeno 100 km e comunque rientrante in un provincia diversa (articolo 15, comma 1, lettera i-sexies, del Tuir). Questo poiché i corsi seguiti presso gli Its non sono equiparabili a corsi di istruzione universitaria.

Recupero del patrimonio edilizio: Ordinante del bonifico diverso dal beneficiario

E’ il beneficiario che ha diritto al bonus, infatti, nel caso in cui l’ordinante del bonifico per il pagamento delle spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio sia un soggetto diverso da quello indicato quale beneficiario della detrazione, e quest’ultimo che ha diritto a fruire del bonus, sempre che, ovviamente, siano rispettati gli altri presupposti previsti dalla disciplina agevolativa.

Limiti di spesa e autonomia degli interventi di ristrutturazione

Se su un immobile già oggetto di interventi di recupero edilizio in anni precedenti viene effettuata una nuova ristrutturazione che non è mera prosecuzione dei lavori già realizzati, si può fruire di un nuovo e autonomo limite di spesa, distinto da quello previsto per i primi interventi.

Quindi, nel caso di specie, nel presupposto che l’intervento iniziato nel 2014 sia autonomo da quello riguardante i lavori effettuati dal 2008 al 2013, il contribuente potrà fruire di un nuovo e autonomo limite di spesa di 96.000 euro, distinto da quello previsto per gli interventi effettuati negli anni 2008-2013. Nel 2015, naturalmente, il limite di spesa dovrà tenere conto, trattandosi di prosecuzione di interventi iniziati nell’anno precedente, delle spese sostenute nell’anno 2014.

Trasferimento mortis causa e rate residue della detrazione

Nel momento cui la titolarità di un immobile su cui sono stati realizzati interventi di ristrutturazione sia trasferita mortis causa, la detrazione non fruita viene trasferita, per i periodi d’imposta successivi, agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Tale diritto viene perso se l’immobile viene concesso in comodato o in locazione, con possibilità, tuttavia, qualora si riprenda la detenzione materiale e diretta del bene, di beneficiare delle eventuali rate di competenza degli anni successivi al contratto di locazione o di comodato.

Spese di alloggio del coniuge separato

Gli importi stabiliti a titolo di spese per il canone di locazione e spese condominiali dell’alloggio del coniuge separato sono deducibili dal reddito complessivo, se sono disposti dal giudice quantificabili e corrisposti periodicamente all’ex-coniuge, al pari dell’assegno di mantenimento. Se l’immobile è a disposizione della moglie e dei figli, la deducibilità delle spese è limitata alla metà.

Qualora il “contributo casa” non sia stabilito direttamente dal provvedimento, lo stesso può essere determinato “per relationem”, nel caso ad esempio sia previsto l’obbligo di pagare il canone di affitto e/o le ordinarie spese condominiali per l’immobile a disposizione dell’ex coniuge. Per documentare l’onere, oltre al provvedimento dell’autorità giudiziaria, occorreranno il contratto d’affitto e/o la documentazione da cui risulti l’ammontare delle spese condominiali e la prova dell’avvenuto versamento.

Viene poi evidenziato che la deduzione di tali somme da parte del coniuge che le corrisponde comporta la tassazione del corrispondente importo in capo all’altro coniuge come reddito assimilato a quelli di lavoro dipendente.

In particolare, poiché nelle istruzioni ai modelli di dichiarazione dei redditi (modelli 730/2015 e UNICO PF/2015) non sono date specifiche indicazioni in merito, la circolare evidenzia che per l’anno d’imposta 2014:

- l’ex coniuge che corrisponde il “contributo casa dovrà indicare tale onere deducibile nel rigo E22 del modello 730/2015 o nel rigo RP22 del modello UNICOPF/2015, unitamente agli assegni periodici corrisposti all’ex coniuge;

- l’ex coniuge che percepisce il “contributo casa” dovrà indicare tale reddito assimilato a quello di lavoro dipendente nella colonna 2 dei righi C6, C7, e C8 del modello 730/2015 o nella colonna 2 dei righi RC7 e RC8 del modello UNICO PF/2015, barrando in entrambi i modelli la casella di colonna 1, unitamente agli assegni periodici percepiti all’ex coniuge.

Adozioni internazionali

La deduzione del 50% delle spese per l’espletamento della procedura di adozione internazionale, quando sostenute da entrambi i coniugi, va proporzionalmente suddivisa tra i due genitori in relazione alla spesa sostenuta da ciascuno di essi. Nel caso in cui, invece, la spesa sia stata sostenuta da un solo genitore, in quanto l’’altro coniuge è a suo carico, la deduzione spetta esclusivamente al coniuge che ha sopportato la spesa, nella misura del 50%.

Poiché però dette spese devono essere certificate dall’ente che ha seguito la procedura, rileva ciò che risulta dalla documentazione rilasciata da quel soggetto, sulla base delle dichiarazioni rese dagli interessati. Per le spese sostenute nel 2014, i coniugi possono rendere tale dichiarazione anche in occasione della presentazione della dichiarazione dei redditi, apponendola sull’originale della certificazione rilasciata dall’ente.

Erogazioni liberali a favore delle Onlus

Queste solo le tre diverse norme agevolative previste per chi effettua erogazioni liberali a favore delle Onlus:

- Deduzione non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato;

- detrazione del 26% su un importo non superiore a 2.065 euro;

- deduzione entro il limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e, comunque, entro il limite massimo di 70.000 euro annui.

La circolare si sofferma sul divieto di cumulo.

Detrazioni per familiari a carico

La madre ha il diritto di fruire delle detrazioni per il coniuge e per i figli, con precedenza rispetto al figlio, per il quale gli stessi rientrano tra gli altri familiari. Le detrazioni spetterebbero al figlio nell’ipotesi in cui la madre avesse un reddito complessivo non superiore a euro 2.840,51, e quindi fosse anch’essa da considerare altro familiare a carico del figlio (risoluzione n. 461/E del 2008).

In ogni caso le detrazioni in esame possano essere fruite dai contribuenti per i quali i familiari “a carico” rientrino tra gli “altri familiari” (comunque conviventi o per i quali siano versati assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria) di cui alla lett. d) del comma 1 dell’art. 12 del TUIR, a condizione che detti contribuenti posseggano un reddito complessivo più elevato di quello posseduto dai soggetti per i quali i familiari a carico rientrerebbero nelle lett. a), b) e c), e che detti contribuenti ne sostengano effettivamente il carico.

Detraibilità interessi di mutuo e trasferimento all’estero

Il contribuente che ha acquistato l’abitazione principale contraendo un mutuo ipotecario e che poi, per motivi di lavoro, si è trasferito all’estero (acquisendo lì la residenza) e dato in locazione l’immobile posseduto in Italia, potrebbe, potenzialmente, continuare a detrarre gli interessi passivi sul mutuo se permangono le esigenze lavorative che hanno determinato lo spostamento della dimora abituale e nello Stato estero di residenza non ha acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale. Tuttavia, nel caso di specie, la circolare conclude affermando quanto segue: “Si fa presente, per completezza, che le circostanze evidenziate non consentono al contribuente di poter fruire della deduzione per l’abitazione principale, in quanto nell’art. 10, comma 3-bis, del TUIR non è prevista una deroga analoga a quella di cui all’art. 15, comma 1, lett. b) in esame”.

Detrazione per l’acquisto di mobili e successione

La detrazione delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per l’arredo di un immobile per il quale si fruisce del bonus ristrutturazioni è personale; pertanto, in caso di decesso del beneficiario, la stessa non si trasferisce agli eredi, infatti, viene affermato che in caso di decesso del contribuente non possa applicarsi la disposizione di cui al comma 8 dell’art. 16-bis del TUIR e la detrazione in esame, non utilizzata in tutto o in parte, non si trasferisca agli eredi per i rimanenti periodi di imposta.

Reddito di lavoro dipendente svolto all’estero

I redditi di lavoro dipendente percepiti all’estero devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi al netto dei contributi previdenziali obbligatori versati nello Stato estero.

Spese di riparazione degli adattamenti delle autovetture dei disabili

L’aliquota agevolata del 4% può essere applicata anche alla riparazione degli adattamenti realizzati sulle autovetture delle persone disabili e alle cessioni dei ricambi relativi agli adattamenti.

Per quanto concerne la detrazione ai fini IRPEF, l’Agenzia ha più volte chiarito che tra le spese che danno diritto alla detrazione sono comprese, oltre alle spese di acquisto dell’autovettura, anche le spese per le riparazioni che non rientrano nella ordinaria manutenzione, purché sostenute entro i quattro anni dall’acquisto del veicolo stesso. Dette spese concorrono, insieme al costo di acquisto del veicolo, al raggiungimento del limite massimo di spesa consentito di 18.075,99 euro e non possono essere rateizzate.

Credito d’imposta riacquisto della prima casa

Il contribuente ha la facoltà di scegliere la modalità di utilizzo del credito spettante e, nel caso di utilizzo solo parziale per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per l’atto in cui il credito stesso è maturato, l’importo residuo potrà essere utilizzato dal contribuente alternativamente in diminuzione dalle imposte sui redditi delle persone fisiche ovvero in compensazione delle somme dovute ai sensi del DLgs. n. 241/97.

Viene invece precluso l’utilizzo per compensare le imposte di registro, ipotecaria, catastale e dell’imposta sulle successioni e donazioni per gli atti presentati dopo la data di acquisizione del credito poiché, per tali casi, la somma deve essere utilizzata per l’intero importo. A tal fine, la circolare riporta un esempio a cui si rinvia per un eventuale approfondimento sulla tematica.

 

 

2) Italia - Romania: protocollo contro le doppie imposizioni

Tra Italia e Romania firmato il protocollo d’intesa contro le doppie imposizioni sul reddito e/o sul patrimonio.

Infatti, lo scorso 25 aprile il Ministro dell’Economia italiano ed il Ministro delle Finanze romeno hanno firmato un Protocollo di modifica della Convenzione tra la Repubblica Italiana e la Romania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali. Il precedente era stato stipulato nel 1978.

La Convenzione riguarda le imposte su redditi e patrimonio prodotti da cittadini residenti in uno degli Stati contraenti nell’altro Stato e mira ad evitare la doppia imposizione.

Rientrano nel campo di applicazione della Convenzione tutte le imposte sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall'alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull'ammontare complessivo degli stipendi o dei salari corrisposti dalle imprese nonché le imposte sulle plusvalenze.

 

 

3) Licenziamento disciplinare e diritto alla NASpI

Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 13 del 24 aprile 2015, ha risposto ad un quesito della CISL, in merito alla corretta interpretazione dell’art. 3 del D.Lgs. 2272015, riguardante il diritto alla Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI).

In particolare, è stato chiesto se la nuova indennità di disoccupazione possa essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e se sia possibile ricomprendere, tra le ipotesi per le quali viene concessa la NASpI, anche i casi di accettazione daparte del lavoratore licenziato dell’offerta economica propostagli dal datore nella c.d. “conciliazione agevolata” ex art. 6, D.Lgs. n. 23/2015.

Su tale problematica il Ministero ritiene che possano essere ammessi alla fruizione del trattamento indennitario di cui alla NASpI sia i lavoratori licenziati per motivi disciplinari, sia quelli che abbiano accettato l’offerta economica del datore di lavoro nella ipotesi disciplinata dall’art. 6 del D.Lgs 23/2015.

 

 

4) Niente Iva sugli interessi versati per l’acquisto dell’edificio

Gli interessi versati non rilevano sul costo d’acquisto dell’immobile. La Corte di giustizia Ue si è pronunciata sull’interpretazione dell’articolo 11 della sesta direttiva 77/388/CEE. In particolare, la sentenza 23 aprile 2015, causa C-16/14, verte sul calcolo ai fini Iva della base imponibile per la destinazione di un immobile che un soggetto passivo ha fatto costruire ma non acquistato.

La Corte Ue ritiene che l’articolo 11, parte A, paragrafo 1, lettera b), della sesta direttiva vada interpretato nel senso che, nel caso di specie, la base imponibile per il calcolo dell’Iva su una destinazione, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 7, lettera b), di tale direttiva, di un immobile che il soggetto passivo ha fatto costruire, è costituita dal prezzo d’acquisto, al momento di tale destinazione, di immobili la cui situazione, dimensione e altre caratteristiche essenziali siano simili a quelle dell’immobile di cui trattasi. È irrilevante a tal proposito la questione se una parte di tale prezzo d’acquisto sia sorta dal pagamento di interessi intercalari.

 

 

5) Ricorso contro il concessionario della riscossione e non contro l’Amministrazione

Non va bene il ricorso proposto solo nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, se manca poi l’integrazione del contraddittorio nei confronti del concessionario.

È, dunque, inammissibile il ricorso notificato all’ufficio delle Entrate e non all’agente della riscossione quando l’oggetto della controversia è l’impugnazione di atti viziati da errori imputabili al solo concessionario. Per cui, a causa del carattere impugnatorio del processo tributario, il contribuente non può più sanare l’errore commesso, proponendo un’altra impugnazione (questa volta chiamando in causa Equitalia) per far valere i propri diritti e la pretesa erariale diventa definitiva.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 8370 del 24 aprile 2015)

 

 

6) Per i professionisti i prelievi sono sempre giustificati

Ai professionisti non si applica la presunzione bancaria sui prelievi. Non vale, dunque, la presunzione legale secondo la quale il prelievo bancario che non trova riscontro nelle scritture contabili e non è giustificato corrisponde ad un costo a sua volta produttivo di un ricavo non dichiarato. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4585 del 2015.

Si ricorda coma già la Corte Costituzionale con la sentenza n. 228 del 2014 abbia affermato l’illegittimità costituzionale della presunzione legale (di cui all’art. 32, del DPR n. 600/73), nella parte in cui estende ai compensi dei lavoratori autonomi la presunzione in forza della quale, anche in relazione a tali soggetti, il prelevamento dal conto bancario corrisponderebbe ad un costo a sua volta produttivo di un ricavo.

 

Vincenzo D’Andò