Diario quotidiano del 27 aprile 2015: l’IVA non si riscuote due volte e se l’Amministrazione nega la detrazione non può rifiutare al fornitore la restituzione della stessa imposta pagata a seguito di accertamento

Pubblicato il 27 aprile 2015

prescrizione decennale per i rimborsi Iva; parte l’operazione Tfr in busta paga; schemi dei decreti attuativi della legge delega per la riforma del sistema fiscale; la residenza fiscale in Italia non comporta l’applicazione dell’IVA di tutte le cessioni; l’Iva non si riscuote due volte; presentazione istanze per la concessione degli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà; disponibili sul web delle Entrate le quotazioni immobiliari del II semestre 2014; enti locali: video-corso gratuito per revisori; DEF 2015: approvata risoluzione di maggioranza; società non quotate: il Consiglio Nazionale dei Commercialisti risponde al MEF sulla rendicontazione finanziaria

 

 Indice:

 1) Prescrizione decennale per i rimborsi Iva

 2) Parte l’operazione Tfr in busta paga

 3) Schemi dei decreti attuativi della legge delega per la riforma del sistema fiscale

 4) La residenza fiscale in Italia non comporta l’applicazione dell’IVA di tutte le cessioni

 5) L’Iva non si riscuote due volte

 6) Presentazione istanze per la concessione degli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà

7) Disponibili sul web dell  Entrate le quotazioni immobiliari del II semestre 2014

 8) Enti locali: video-corso gratuito per revisori

 9) DEF 2015: approvata risoluzione di maggioranza

10) Società non quotate: il Consiglio Nazionale dei Commercialisti risponde al MEF sulla rendicontazione   finanziaria

 

 

1) Prescrizione decennale per i rimborsi Iva

L’Agenzia delle entrate riconosce il diritto al rimborso dell’Iva ai contribuenti che, pur non avendo presentato l’apposito modello VR, abbiano presentato la richiesta entro il termine di prescrizione decennale; in considerazione del consolidamento in tal senso della giurisprudenza della Corte di cassazione, l’amministrazione abbandona dunque la tesi del termine di decadenza biennale.

Lo ha reso noto il 23 aprile 2015 il sottosegretario all’Economia e Finanze, in risposta a un’interrogazione parlamentare in commissione finanze della camera. Una buona notizia, dunque, per i molti contribuenti «distratti» che, pur avendo evidenziato il credito Iva rimborsabile, soprattutto nell’ultima dichiarazione per cessata attività, non avevano azionato la procedura di rimborso attraverso la presentazione del rituale modello VR, salvo poi sollecitare all’ufficio finanziario la restituzione del credito presentando un’istanza di rimborso «anomala». La questione, oramai superata dall’abrogazione del modello VR e dal ripristino della richiesta di rimborso all’interno della dichiarazione annuale, ha dato origine a un consistente contenzioso circa l’assoggettamento dell’istanza di rimborso «anomala» al termine di prescrizione decennale ai sensi del codice civile, oppure alla decadenza biennale prevista, in via residuale, dall’art. 21 del dlgs n. 546/92.

La Corte di cassazione, come ricorda l’esponente del governo, ha tenuto un atteggiamento altalenante, che ha fatto sfumare il credito Iva dei moltissimi sfortunati contribuenti incappati nell’orientamento a loro sfavorevole. Per i casi ancora aperti, dunque, preso atto dell’evoluzione giurisprudenziale della Corte suprema verso la tesi della prescrizione ordinaria, l’Agenzia fa sapere che si adeguerà e riconoscerà il diritto al rimborso richiesto entro il termine decennale, subordinatamente alla dimostrazione, da parte del contribuente, della sussistenza dei relativi presupposti.

Assimilazioni all’abitazione principale

Un’altra risposta al question time è relativa al problema delle possibili assimilazioni all’abitazione principale delle case in Italia degli italiani residenti all’estero.Chi non è pensionato all’estero non ha diritto all’agevolazione e dovrà pagare l’Imu e l’eventuale Tasi prevista per le seconde case.

Il sottosegretario all’Economia ha spiegato che l’autonomia dei comuni nell’estensione delle assimilazioni non può essere reintrodotta, perché avrebbe bisogno di una modifica normativa con relativa copertura finanziaria. Pertanto, l’assimilazione resta solo per l’unico immobile posseduto da italiani residenti all’estero se titolari di pensione, anche d’invalidità, nel Paese di residenza, ma non se l’assegno è erogato dallo Stato italiano.

L’agevolazione è circoscritta a un solo immobile posseduto in Italia, a titolo di proprietà o usufrutto, dai residenti all’estero iscritti all’Aire, a condizione che non sia locata o data in comodato d’uso.

Sui limiti ai contanti nessuna disparità di trattamento

Nessuna disparità di trattamento tra operatori di diversa nazionalità nelle misure di contrasto all’evasione fiscale che limitano l’uso del contante, piuttosto una maggiore tracciabilità dei movimenti finanziari. È quanto ha chiarito il sottosegretario all’Economia in Commissione Finanze nel delineare il quadro degli strumenti da adottare per combattere evasione ed elusione fiscale.

L’Agenzia delle entrate, come noto, svolge istituzionalmente attività di controllo sul fronte dell’individuazione dei fenomeni evasivi ed elusivi attraverso un’attenta analisi del rischio e selezione basata sul patrimonio informativo.

La disciplina che limita l’impiego del contante, in particolare, impedisce ai cittadini italiani di effettuare pagamenti superiori a 1.000,00 euro senza però determinare un vantaggio competitivo a favore degli stranieri.

La deroga dei pagamenti oltre i 999,99 euro e fino ai 15mila euro è fruibile solo a condizione che ci sia stata una comunicazione preventiva all’Agenzia delle entrate dove occorrerà indicare il conto che il cedente del bene o il prestatore del servizio intende utilizzare. A questo punto il commerciante o l’agenzia dovranno richiedere fotocopia del passaporto del turista unitamente ad un’autocertificazione di non possedere «la cittadinanza italiana né di uno dei paesi Ue o dello Spazio economico europeo e che non è residente in Italia».

In definitiva, nessuna disparità di trattamento tra i soggetti di diversa nazionalità, piuttosto il raggiungimento di un doppio fine:

- maggiore tracciabilità dei movimenti finanziari di capitai illeciti;

- contrasto ad evasione ed elusione fiscale.

Indeducibilità costi black list, la convenzione non basta

Gli accordi contro le doppie imposizioni al centro dei chiarimenti dell'amministrazione. L’attuale indeducibilità dei costi black list opera anche se il paese del fornitore ha stipulato con l’Italia una convenzione contro le doppie imposizioni. Gli stati contraenti possono infatti prevedere limitazioni del principio di non discriminazione sancito dall'articolo 24 del modello Ocse, quando ciò è volto a evitare comportamenti elusivi e frodi fiscali. È quanto ha precisato il sottosegretario all’Economia rispondendo il 23 aprile 2015 presso la commissione finanze della camera a un’interrogazione parlamentare.

 

 

2) Parte l’operazione Tfr in busta paga

Parte l’operazione Tfr in busta paga. Chi fa domanda entro il 30 aprile, prima scadenza utile, avrà diritto a ricevere la Quir (quota integrativa della retribuzione, cioè la quota maturanda mensile di Tfr) da maggio 2015 a giugno 2018 con erogazione sui cedolini paga degli stessi mesi. Dovranno aspettare la busta paga di agosto, invece, i dipendenti di datori di lavoro che o