Diario quotidiano del 22 aprile 2015: il ravvedimento operoso dello spesometro

Pubblicato il 22 aprile 2015

donazione di partecipazioni già rivalutate: regolarizzazione dell’imposta entro il 19 giugno 2015; società quotate: via libero definitivo alle nuove norme di comportamento del Collegio sindacale; fattura elettronica anche per i privati: decisioni del CDM; ravvedimento operoso per lo spesometro; niente agevolazioni fiscali alle Onlus che ospitano anziani a prezzi di mercato; rilascio dei certificati di circolazione delle merci per le esportazioni dell’Unione europea; a breve gli “Sportelli Mise”; conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato; falso in bilancio: Commercialisti, niente interventi punitivi generalizzati; accordo per le imprese: protocollo d’intesa Sace e Consiglio nazionale dei commercialisti; non è soggetto ad IRAP l’agente di commercio; benefici previdenziali riconosciuti a ex lavoratori occupati in particolari imprese

 

 Indice:

 1) Donazione di partecipazioni già rivalutate: regolarizzazione dell’imposta entro il 19 giugno 2015

 2) Società quotate: via libero definitivo alle nuove norme di comportamento del Collegio sindacale

 3) Fattura elettronica anche per i privati: decisioni del CDM

 4) Ravvedimento operoso per lo spesometro

 5) Niente agevolazioni fiscali alle Onlus che ospitano anziani a prezzi di mercato

6) Rilascio dei certificati di circolazione delle merci per le esportazioni dell’Unione europea

 7) A breve gli “Sportelli Mise”

 8) Conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato

 9) Falso in bilancio: Commercialisti, niente interventi punitivi generalizzati

 10) Accordo per le imprese: Protocollo d’intesa Sace e Consiglio nazionale dei Commercialisti

 11) Non è soggetto ad IRAP l’agente di commercio

 12) Benefici previdenziali riconosciuti a ex lavoratori occupati in particolari imprese

 

 

1) Donazione di partecipazioni già rivalutate: regolarizzazione dell’imposta entro il 19 giugno 2015

Il donatario che ha scomputato l’imposta versata dal donante da quella dovuta per una successiva rivalutazione può regolarizzare entro il 19 giugno 2015.

L’imposta sostitutiva versata dal donante è personale, non passa al nuovo titolare delle quote. Sessanta giorni di tempo per integrare e regolarizzare il versamento carente.

Chi ha rideterminato il valore di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati acquisite per donazione, se ha scomputato l’imposta sostitutiva versata dal donante in occasione di precedenti rivalutazioni, può mettersi in regola con un versamento integrativo maggiorato dei soli interessi legali, entro sessanta giorni dall’emanazione della risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 40/E del 20 aprile 2015.

Ciò nel rispetto del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede del contribuente (articolo 10, comma 3, Legge 212/2000), data l’incertezza interpretativa connessa alla fattispecie in esame e alle istruzioni fornite recentemente dall’Amministrazione fiscale con la risoluzione 91/E del 17 ottobre 2014.

Ai fini dell’efficacia della rivalutazione, è però necessario che il versamento sia maggiorato degli interessi corrispettivi nella misura prevista dall’articolo 2 del DM 21 maggio 2009, avente a oggetto gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo di cui all’articolo 20 del D.p.r. 602/1973.

La risoluzione 91/2014 ha precisato che i donatari, che a loro volta rideterminano il valore di acquisto di partecipazioni ricevute in donazione, non possono scomputare l’imposta sostitutiva versata in occasione di precedenti rideterminazioni effettuate dal donante.

Questo perché l’imposta sostitutiva ha natura di “imposta personale” e assolve la funzione di rideterminare il costo di acquisto della partecipazione, con l’effetto di realizzare una minore plusvalenza, in caso di cessione della partecipazione stessa, da parte del medesimo soggetto che ha posto in essere la procedura di rivalutazione.

La possibilità di scomputo dell’imposta, in caso di successive rideterminazioni, infatti, ha lo scopo di consentire il recupero dell’imposta pagata dallo stesso soggetto, che si è avvalso di ripetute procedure di rivalutazione ed evitare duplicazioni d’imposta (articolo 7, comma 2, lettera e), D.L. 70/2013). Con la risoluzione n. 40/2015, dunque, l’Agenzia delle Entrate é tornata su quanto chiarito in precedenza con la risoluzione n. 91/2014, con la quale ha affermato l’impossibilità, da parte del donatario, di scomputare l’imposta sostitutiva versata dal donante che si è avvalso di precedenti proroghe della rivalutazione delle partecipazioni non quotate ex art. 5 della L. 448/2001.

In merito, l’Agenzia osserva che la disposizione contenuta nell’art. 7, comma 2, lett. ee) del DL 70/2011, che ha introdotto la possibilità di scomputo dell’imposta nel caso di successive rideterminazioni del costo, è volta al recupero dell’imposta pagata dal medesimo soggetto che si è avvalso di ripetute procedure di rideterminazione al fine di evitare duplicazioni d’imposta.

L’imposta sostitutiva corrisposta dal donante, invece, trattandosi di un’imposta personale, assolve la funzione di rideterminare il costo di acquisto della partecipazione con l’effetto di realizzare una minore plusvalenza in caso di cessione della partecipazione stessa da parte del medesimo soggetto che ha posto in essere la procedura di rideterminazione.

Per conseguenza, non si ammette che l’imposta versata dal donante sia scomputabile dall’importo successivamente dovuto dal donatario.

Versamento integrativo senza sanzioni

Pertanto, ai soggetti che, nelle more delle istruzioni fornite dall’Agenzia, abbiano scomputato l’imposta sostitutiva versata in occasione di precedenti rideterminazioni del costo della partecipazione effettuate dal donante, viene consentito di regolarizzare il minore versamento entro 60 giorni dall’emanazione della risoluzione n. 40/2015.

In sostanza, i donatari che hanno scomputato l’imposta sostitutiva versata dal donante (secondo l’Agenzia indebitamente) da quella dovuta per una successiva rivalutazione delle partecipazioni non quotate avranno la possibilità di versare all’Erario tale imposta entro il prossimo 19 giugno.

A questi fini, si dovrebbe procedere al versamento tramite modello F24:- continuando ad utilizzare il codice tributo “8055” esposto nella sezione “Erario”;- indicando, nel campo “Anno di riferimento”, l’anno di possesso della partecipazione per la quale è stata scomputata l’imposta precedentemente versata dal donante.

In applicazione del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede del contribuente espresso dall’art. 10, comma 3 della L. 212/2000 non saranno dovute sanzioni, ma dovranno essere versati gli interessi nella misura del 4% annuo, ai sensi dell’art. 2 del DM 21 maggio 2009.

La neo risoluzione non fornisce indicazioni sull’eventualità di integrare il modello UNICO relativo all’anno in cui è stata rivalutata nuovamente la partecipazione ricevuta in donazione.

Tuttavia, pare che il contribuente sia comunque tenuto a ripresentare la dichiarazione dei redditi, eliminando l’indicazione dell’imposta versata dal donante nel caso in cui fosse stata riportata all’interno del quadro RT per calcolare il saldo dell’imposta sostitutiva dovuta.

 

 

2) Società quotate: via libero definitivo alle nuove norme di comportamento del Collegio sindacale

Il Consiglio nazionale ha definitivamente approvato le nuove norme di comportamento del Collegio sindacale delle società quotate, che nei mesi scorsi erano state poste in pubblica consultazione. Saranno in vigore dal prossimo 30 settembre 2015

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha definitivamente approvato le nuove norme di comportamento del Collegio sindacale delle società quotate, che nei mesi scorsi erano state poste in pubblica consultazione. Le norme, che nella versione finale recepiscono le osservazioni giunte al Consiglio nazionale proprio nel corso della pubblica consultazione, saranno applicabili dal prossimo 30 settembre 2015.

“Questo nuovo testo - afferma Raffaele Marcello, consigliere nazionale dei commercialisti delegato ai Principi di revisione e Sistema dei controlli - giunge dopo un periodo troppo lungo nel quale i colleghi sono stati costretti ad operare in assenza di punti di riferimento definitivi. Le nuove Norme sostituiscono i vecchi principi di comportamento per le società quotate, che erano stati emanati oltre un decennio fa dai due Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri e recepiscono le novità normative e di prassi consolidatesi in questi ultimi anni. A partire da questa circostanza - prosegue Marcello – abbiamo adottato il metodo del confronto permanente sul testo con gli Ordini territoriali. Metodo che stiamo utilizzando anche per la consultazione pubblica sulle norme di comportamento delle non quotate, che si chiuderà domani, 21 aprile, e che caratterizzerà anch