Diario quotidiano del 21 aprile 2015: stop alla consegna della copia cartacea della dichiarazione d’intento

Pubblicato il 21 aprile 2015

verifica fiscale: va sempre rilasciato il processo verbale, devono poi passare almeno 60 giorni; operazione 730 precompilato: è cosi tutto semplice come sostiene l’Agenzia delle entrate? intesa sul Ccnl studi professionali; e-commerce: è fatta, decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale; bonus autotrasporto: cambiate le istruzioni per il Modello F24; stop alla consegna della copia cartacea della dichiarazione d’intento e ricevuta di presentazione agli uffici doganali; applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane: circolare Assonime; Inps: Boeri, proposta per reddito minimo over 55; affitto di ramo d’azienda: diritto alla prelazione in caso di vendita; condanna per bancarotta anche senza fallimento

 

 Indice:

 1) Verifica fiscale: va sempre rilasciato il processo verbale, devono poi passare almeno 60 giorni

 2) Operazione 730 precompilato: è cosi tutto semplice come sostiene l’Agenzia delle entrate ?

 3) E’ intesa sul Ccnl studi professionali

 4) E-commerce: è fatta, decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale

5) Bonus autotrasporto: cambiate le istruzioni per il Modello F24

 6) Stop alla consegna della copia cartacea della dichiarazione d’intento e ricevuta di presentazione agli uffici doganali

 7) Applicazione delle tassonomie XBRL alle società italiane: circolare Assonime

 8) Inps: Boeri, proposta per reddito minimo over 55

 9) Affitto di ramo d’azienda: diritto alla prelazione in caso di vendita

10) Condanna per bancarotta anche senza fallimento

 

 

1) Verifica fiscale: va sempre rilasciato il processo verbale, devono poi passare almeno 60 giorni

Senza la redazione del verbale di conclusione dell’accesso in azienda diventa illegittimo il successivo atto di rettifica poiché viola il diritto al contraddittorio.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7843/2015 del 17 aprile 2015. I giudici hanno ricordato che di ogni accesso presso la sede del contribuente deve essere redatto processo verbale da cui risultano le ispezioni e le rilevazioni eseguite. Inoltre l’art. 12 dello Statuto del contribuente (Legge n. 212/2000) impone che dopo il rilascio del verbale di chiusura devono decorrere almeno 60 giorni prima dell’emissione dell’accertamento.

Il revisore negligente risponde dei danni

Il revisore è responsabile per la sua negligenza che comporta danni alla società, ai soci e ai terzi. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7919/2015 conferma il principio e ne individua i contorni. L’attività di revisione non può essere considerata limitata al controllo formale dei dati contabili ma deve comprendere necessariamente una verifica di carattere sostanziale sulla corrispondenza delle operazioni riportate ad operazioni realmente effettuate e, viceversa, sulla corretta rappresentazione nella contabilità di ogni operazione e la presenza di documentazione bancaria contraffatta non costituisce una attenuante alla grave negligenza. Per l’esonero da responsabilità il revisore deve provare di aver agito diligentemente nell’esecuzione dell'incarico, senza che questo comporti la prova della responsabilità dei fatti in capo ad altri soggetti.

 

 

2) Operazione 730 precompilato: è cosi tutto semplice come sostiene l’Agenzia delle entrate ?

Per l’Anc, tante le ragioni per non essere ottimisti sull’operazione 730 precompilato. Il quadro ottimistico fotografato nei giorni scorsi dalle dichiarazioni della Direttrice dell’Agenzia Rossella Orlandi, nel corso del Forum organizzato dall’agenzia di stampa Ansa, non corrisponde alla situazione di “reale difficoltà” in cui versano i professionisti che si trovano a dover operare secondo la nuova normativa che regola l’invio delle dichiarazioni 730 precompilate. Lo sostiene l’ANC, secondo la quale “la natura del tutto sperimentale dell’operazione” non permette di “prevedere un sicuro successo dal punto di vista dell’eliminazione dei disagi per il contribuente e della semplificazione delle procedure”.

Le dichiarazioni trasmesse senza modifiche o integrazioni – si legge nel comunicato stampa diffuso ieri – costituiranno una percentuale verosimilmente troppo esigua per giustificare la messa in moto di una macchina tutta ancora da perfezionare. A pochi giorni dall’avvio dell’operazione – prosegue l’Associazione nazionale commercialisti – sono giunte moltissime segnalazioni e lamentele sulla difficoltà dei cittadini nel reperire i codici necessari all’accesso al modello precompilato e sulla generale disinformazione sull’utilizzo del PIN INPS.

“Noi commercialisti – ha spiegato il Presidente Marco Cuchel – siamo dalla parte della semplificazione e vorremmo che tutta questa operazione fosse veramente realizzata nell’interesse dei contribuenti; temiamo però che nei fatti le cose non stiano così e che a essere privilegiato sia stato l’elemento comunicativo rispetto a quello tecnico e operativo. In primo luogo perché tutto il lavoro preparatorio che è stato svolto non ha riguardato l’Amministrazione, bensì i professionisti, che hanno dovuto inviare, in tempi strettissimi e nella totale incertezza, le Certificazioni uniche, permettendo in questo modo all’Agenzia di incamerare semplicemente, e senza alcun controllo, i dati prodotti e trasmessi da noi. Proprio per ques