Diario fiscale del 16 aprile 2015:le novità fiscali del modello 730/2015 e come fare per scaricare la precompilata

Pubblicato il 16 aprile 2015



responsabilità enti: confisca per il vantaggio dal reato; cartelle esattoriali: quando è necessario prima l’invio degli avvisi bonari; società non operative: niente rimborso del credito IVA, questo per il mancato superamento dei ricavi minimi; indice di rivalutazione del TFR; é il 730 day: dal 15 aprile 20 milioni di cittadini possono consultarlo online; si va verso la fattura elettronica per tutti i contribuenti; rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-febbraio 2015; diminuito il cuneo fiscale per i lavoratori destinatari del bonus di 80 euro; le novità fiscali del modello 730/2015; dall’Inps chiarimenti sulla disoccupazione per i co.co.pro.; é nulla l’iscrizione di ipoteca non preceduta da comunicazione; niente bonus prima casa per l’acquisto ripetuto; al via la banca dati delle prestazioni sociali agevolate: partono i controlli incrociati della GdF; 730 precompilato online - Orlandi: “Già 81 mila accessi, nel 2016 anche le spese sanitarie”

 

 Indice:

 1) Responsabilità enti: confisca per il vantaggio dal reato

 2) Cartelle esattoriali: quando è necessario prima l’invio degli avvisi bonari

 3) Società non operative: niente rimborso del credito IVA, questo per il mancato superamento dei ricavi minimi  

 4) Indice di rivalutazione del TFR

 5) E’ il 730 day: dal 15 aprile 20 milioni di cittadini possono consultarlo online

 6) Si va verso la fattura elettronica per tutti i contribuenti

 7) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-febbraio 2015

 8) diminuito il cuneo fiscale per i lavoratori destinatari del bonus di 80 euro

 9) Le novità fiscali del modello 730/2015

 10) Dall’Inps chiarimenti sulla disoccupazione per i co.co.pro.

 11) E’ nulla l’iscrizione di ipoteca non preceduta da comunicazione

 12) Niente bonus prima casa per l’acquisto ripetuto

 13) Al via la banca dati delle prestazioni sociali agevolate: partono i controlli incrociati della GdF

 14) 730 precompilato online - Orlandi: “Già 81 mila accessi, nel 2016 anche le spese sanitarie”

 

 

 1) Responsabilità enti: confisca per il vantaggio dal reato

Responsabilità amministrativa degli enti: Confiscabile il valore corrispondente al vantaggio ricavato in via diretta dal reato.

Se il reato è insito nella cessione del bene, il profitto confiscabile coincide con l’unico vantaggio derivato da esso e non con l’intero corrispettivo ottenuto.

La responsabilità amministrativa degli enti fa scattare sequestri ampi. La confisca ai sensi della «231» è infatti al lordo dell’Iva e dei costi e non al netto.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 15249 del 14 aprile 2015, ha accolto il ricorso della procura di Pesaro. La terza sezione penale ha quindi annullato la decisione con la quale il Tribunale di Pesaro aveva ridotto il sequestro al netto di spese sostenute per la frode in commercio e per l’Iva. Ciò perché, ha spiegato il Collegio di legittimità il «profitto» di cui all’art. 240 c.p., non si identifica con (né si sovrappone a) l’utile d'impresa o il reddito di esercizio, sicché non si può strutturalmente scorporare il costo sostenuto per ottenerlo, soprattutto se l’investimento, in quanto cosa destinata a commettere il reato (e dunque a produrre il profitto), potrebbe essere di per sé oggetto di confisca. La definizione di «profitto» confiscabile a norma della 231, non si discosta da quella da sempre elaborata dalla giurisprudenza della Cassazione, nel senso che non può farsi ricorso a parametri valutativi di tipo aziendalistico - quali ad esempio quelli del «profitto lordo» e del «profitto netto», tanto più se l’impresa è totalmente votata all’illecito. Se l’impresa non è totalmente votata al delitto, allorquando il corrispettivo costituisca il compenso di un’attività che, ancorché acquisita illecitamente, non infici tuttavia la regolarità della prestazione resa al terzo, di esso non potrà tenersi conto nella quantificazione del profitto.

 

 

2) Cartelle esattoriali: quando è necessario prima l’invio degli avvisi bonari

Per le cartelle emesse ai sensi degli articoli 36-bis del dpr 600/73 e 54-bis del dpr 633/72, l’omesso invio della comunicazione di irregolarità (c.d. avviso bonario) può rappresentare un motivo di nullità dell’atto di riscossione; in particolare, la predetta omissione determina la nullità della cartella nei casi in cui sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione (come ad esempio per crediti non spettanti, perché compensati), mentre risulta irrilevante quando il recupero tributario nasce dalla mera discordanza tra quanto dichiarato e quanto versato. Nella particolare situazione in cui, in una stessa cartella, siano contenute delle riprese derivanti da omessi versamenti, ed altre imputabili alla negazione di crediti esposti in dichiarazione, l'omesso invio dell'avviso bonario determina la nullità parziale dell'atto esattoriale, che è valido per la parte in cui recupera i mancati pagamenti, e nullo per la parte che concerne il recupero crediti. Sono le interessanti conclusioni che si leggono nella sentenza n. 6800/15 della Corte di Cassazione, depositata il 2 aprile 2015. Nel caso di specie, la cartella in discussione conteneva dei recuperi Iva a carattere liquidatorio, ossia derivanti dall'insufficienza delle somme versate a fronte di quelle esposte in dichiarazione, e dei recuperi inerenti l’esposizione di crediti d'imposta non spettanti (per essere stati già compensati). La sentenza rileva che, nel caso di recuperi meramente liquidatori (mancati pagamenti), l’omesso invio dell’avviso bonario non è essenziale; mentre, per il caso dei crediti esposti in dichiarazione e ritenuti non spettanti, l’invio di detto avviso è necessario (trattandosi di fattispecie in cui «sussistono incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione») e la sua omissione inficia la pretesa erariale. Il giudice tributario d’appello aveva ritenuto che il mancato invio dell'avviso bonario determinasse la nullità della cartella nella sua interezza. La sentenza di Piazza Cavour censura, invece, l’operato della Ctr di Napoli, osservando che la stessa, «alla luce della natura composita delle ragioni di credito vantate dall'Amministrazione, avrebbe dovuto limitare l’annullamento solo a quella parte della cartella (e degli importi iscritti a ruolo) inficiata dall’anzidetta omissione, senza poter intaccare anche la fondata ragione di credito il cui esercizio non può ritenersi condizionato dall'adempimento dell’onere di comunicazione».

 

 

3) Società non operative: niente rimborso del credito IVA, questo per il mancato superamento dei ricavi minimi

Rimborso Iva: la prova al contribuente. Il Fisco non è tenuto a dimostrare l’intento elusivo della società di comodo per negare il rimborso dell’Iva. Spetta invece al contribuente provare di non aver in alcun modo aggirato la norma tributaria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 7534 del 14 aprile 2015, ha accolto il secondo motivo presentato dall’Agenzia delle entrate.

La vicenda riguarda una società non operativa che aveva chiesto il rimborso dell’Iva all’Amministrazione finanziaria in relazione all’acquisto di alcuni beni strumentali.

L’Ufficio l’aveva negato intravedendo nell’azione dell’imprenditore un intento elusivo.

Il contribuente, a questo punto, aveva impugnato il rifiuto dell’Amministrazione ottenendo una vittoria in primo e secondo grado.

Ora la Suprema corte ha ribaltato il verdetto della Ctr pugliese spiegando tra l’altro che in ordine al secondo motivo presentato dall’Agenzia si concorda puntualmente con gli argomenti posti a sostegno della relazione, per avere la Ctr risolto l’esame della questione in virtù dell’erronea applicazione di un onere di prova invertito (la dimostrazione «dell’intento elusivo», che incomberebbe sull’Agenzia), così violando la prescrizione del combinato disposto degli art. 30 della legge 724/1994 e 37-bis del dpr n. 600/1973, nella parte in cui quest’ultimo prevede che le disposizioni antielusive possono essere disapplicate solo «qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie tali effetti elusivi non potevano verificarsi», così palesemente onerando la parte contribuente di fornire una dimostrazione nitida.

 

 

4) Indice di rivalutazione del TFR

Le quote di TFR, accantonate al 31 dicembre 2014, vanno rivalutate dello 0,375000%.

TFR: il coefficiente di rivalutazione dal 2014

anno

mese

TFR   maturato fino al periodo compreso tra

coefficiente   di rivalutazione (%)

2015

marzo

15   mar - 14 apr

0,375000

2015

febbraio

15   feb - 14 mar

0,25000

2015

gennaio

15   gen - 14 feb

0,1250  

2014

dicembre

15   dic - 14 gen 2015

1,5000

2014

novembre

15   nov - 14 dic

1,3750

2014

ottobre

15   ott - 14 nov

1,320028

2014

settembre

15   sett - 14 ott

1,125000

2014

agosto

15   ago - 14 sett

1,280112

2014

luglio

15   lug - 14 ago

1,015056

2014

giugno

15   giu - 14 lug

0,960084

2014

maggio

15   mag - 14 giu

0,765056

2014

aprile

15   apr - 14 mag

0,710084

2014

marzo

15   mar - 14 apr

 

2014

febbraio

15   feb - 14 mar

 

2014

gennaio

15   gen - 14 feb

 

 

 

5) E’ il 730 day: dal 15 aprile 20 milioni di cittadini possono consultarlo online

La precompilata in pochi minuti nel nuovo tutorial su YouTube.

Invio dal 1° maggio al 7 luglio

E’ il giorno del 730 precompilato: da stamattina per i 20 milioni di contribuenti destinatari di questa innovazione è disponibile in rete la propria dichiarazione dei redditi 2014, compilata in tutto o in parte dal Fisco. Per il lancio dell’“operazione precompilata”, un progetto ambizioso che vede la luce dopo soli 10 mesi dalla sua ideazione, l’Agenzia ha già inserito a sistema quasi 160 milioni di informazioni trasmesse dagli enti esterni, oltre ai dati già disponibili in Anagrafe tributaria. Si amplia, inoltre, il kit di assistenza con un nuovo tutorial sul canale YouTube “Entrate in video”:

una vera e propria video-simulazione per non arrivare impreparati al momento

dell’invio. Pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati, infatti, da oggi possono usare le loro chiavi di accesso ai servizi telematici delle Entrate per “aprire la porta” della propria dichiarazione e consultare i dati inseriti dal Fisco. Dal 1° maggio al 7 luglio, poi, sarà possibile accettare, integrare o modificare il modello e trasmetterlo all’Agenzia direttamente dal proprio pc o delegando il proprio sostituto d’imposta, un Caf o un professionista abilitato. Già a partire dal 15 aprile 2015, però, l’Agenzia mette a disposizione dei contribuenti coinvolti la dichiarazione precompilata, proprio per consentire loro di consultare i dati presenti e di verificarne l’esattezza e la completezza.

Quasi 160 milioni di informazioni a sistema, ecco cosa c’è nel 730 precompilato

Poco meno di 160 milioni di informazioni complessivamente trasmesse dagli enti esterni all’Agenzia delle Entrate per confluire nelle dichiarazioni, di cui oltre 100 milioni di operazioni relative ai premi assicurativi, interessi passivi sui mutui e contributi previdenziali e quasi 60 milioni di certificazioni uniche. Un immenso patrimonio informativo già a disposizione dei 20 milioni di contribuenti italiani interessati dal primo anno di avvio dell’operazione e destinato a crescere nel 2016, quando saranno presenti nella precompilata anche le spese sanitarie che danno diritto a deduzioni o detrazioni e altre spese comuni, come ad esempio le tasse universitarie.

La dichiarazione precompilata si basa, quindi, sulle certificazioni dei sostituti d'imposta per redditi di lavoro dipendente e assimilati, pensioni e compensi per attività occasionali di lavoro autonomo.

Nel nuovo 730, inoltre, sono disponibili anche i dati di alcuni oneri trasmessi da altri soggetti: per quest’anno interessi passivi sui mutui, premi assicurativi e contributi previdenziali.

Oltre ai dati comunicati dagli enti esterni, per il 2015 sono state utilizzate anche le informazioni presenti in Anagrafe tributaria: spese di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico derivanti dalla dichiarazione dell’anno precedente, versamenti e compensazioni effettuate con il modello F24, compravendite immobiliari, contratti di locazione registrati e altri dati ricavati dalla dichiarazione dei redditi dell'anno precedente.

“Operazione precompilata”, la cronistoria

Bastano 10 mesi a racchiudere le tappe salienti di un progetto ambizioso realizzato in tempi da record. E’ il 20 giugno 2014 quando il Consiglio dei Ministri approva lo schema di decreto recante Disposizioni in materia di semplificazioni fiscali. Il decreto legislativo n.175/2014, che prevede l’avvio sperimentale della dichiarazione dei redditi precompilata, entra in vigore il 13 dicembre e soltanto tre giorni dopo l’Agenzia delle Entrate emana alcuni provvedimenti che definiscono il contenuto e le modalità di trasmissione dei dati provenienti dagli enti esterni e destinati a confluire nelle dichiarazioni precompilate. Il nuovo anno inizia nel segno dell’operatività: il 15 gennaio vengono approvati e pubblicati il modello 730 2015 e quello di Certificazione Unica 2015; il 27 gennaio comincia la formazione interna per gli operatori addetti all’assistenza. Il 23 febbraio il direttore delle Entrate emana, d’intesa con l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, il provvedimento che disciplina le modalità di accesso alla dichiarazione precompilata da parte del contribuente e degli altri soggetti delegati. I primi di marzo l’Agenzia è già in possesso di più di 100 milioni di dati inviati da soggetti terzi e di quasi 19 milioni di Certificazioni Uniche. Il 23 dello stesso mese lancia il sito internet dedicato all’assistenza sul 730 precompilato e il primo video tutorial sul canale YouTube, pubblica inoltre la circolare (n. 11/E) che fornisce le risposte alle principali domande in tema di precompilata. Il 13 aprile viene aperto il canale per l’invio delle richieste delle dichiarazioni precompilate per Caf, professionisti e sostituti d’imposta, oggi il 730 precompilato è messo a disposizione dei cittadini sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

“Come fare per”, tutti gli step in un tutorial sul canale “Entrate in video”

In attesa del 1° maggio, quando si potrà effettivamente intervenire sulla propria dichiarazione, le Entrate rafforzano il pacchetto di assistenza per aiutare i contribuenti a prepararsi all’appuntamento. Un nuovo video, che si aggiunge a quello già online, accompagna i cittadini passo dopo passo simulando per loro tutte le operazioni che è possibile compiere sulla propria dichiarazione. In particolare il tutorial si concentra sul caso in cui il contribuente desideri integrare e apportare alcune modifiche al proprio 730 precompilato, guidando, quindi, fino al momento dell’invio anche i cittadini che decidono di non accettare semplicemente la propria dichiarazione così come compilata dal Fisco.

Dove trovare le “chiavi” di accesso

Per accedere alla precompilata è necessario utilizzare le credenziali di abilitazione a Fisconline rilasciate dall’Agenzia o usare la Carta Nazionale dei Servizi. Inoltre, è possibile autenticarsi tramite il portale dell’Inps, inserendo le credenziali dispositive rilasciate dall’ente previdenziale.

I contribuenti che non hanno ancora chiesto la password e il pin personali Fisconline possono farlo presso un qualsiasi ufficio delle Entrate (anche tramite delegato), sul sito dell’Agenzia o per telefono. Se la richiesta è effettuata allo sportello dal diretto interessato, vengono subito rilasciati la prima parte del codice pin e la password di primo accesso. La seconda parte del pin sarà in questo caso immediatamente fornita al contribuente via internet. Se la richiesta è invece effettuata online, per telefono, o tramite un soggetto delegato, la prima parte del pin viene rilasciata immediatamente, mentre la seconda parte e la password di primo accesso saranno inviate, a garanzia del contribuente, per posta al domicilio registrato in Anagrafe tributaria.

Chi non usa il pc non perde i vantaggi

Non perdono le opportunità offerte dalla precompilata i contribuenti meno avvezzi all’uso degli strumenti informatici. Chi non possiede un pc o non ha dimestichezza con internet, infatti, può sempre rivolgersi al proprio sostituto d’imposta, a un Caf o a un professionista abilitato. Questi soggetti possono accedere alla dichiarazione precompilata del contribuente acquisendo un’apposita delega, insieme alla copia di un documento di identità del contribuente interessato. Chi presenta la dichiarazione tramite Caf o intermediari, così come chi la accetta direttamente senza modifiche, è da quest’anno al riparo dai controlli.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 68 del 15 aprile 2015)

 

 

6) Si va verso la fattura elettronica per tutti i contribuenti

Il governo pare intenda allargare la fattura elettronica a tutti i contribuenti. Non verrebbe prevista la forma obbligatoria, ma soltanto l’uso facoltativo, dietro rilascio di incentivi sotto forma di semplificazione degli adempimenti fiscali.

Per cui, chi aderisce si vedrebbe tolto l’obbligo dell’invio dello spesometro, della registrazione delle fatture nei registri tenuti ai fini Iva, e cosi via.

Allo stesso tempo verrebbe introdotto un sistema di tutoraggio fiscale nei confronti delle medie e piccole imprese, con conseguente snellimento burocratico per la tenuta delle scritture contabili.

Un’ultima mossa per invogliare gli operatori alla fatturazione elettronica passerebbe dalla riduzione da quattro a tre anni dei termini per accertamenti e rettifiche.

Dulcis in fundo, verrebbe introdotto un rimborso accelerato dei crediti Iva.

Vedremo che succederà, meglio, dal prossimo consiglio dei ministri.

 

 

7) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-febbraio 2015

E’ disponibile sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-febbraio 2015, redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).GENNAIO - FEBBRAIO 2015

Le entrate tributarie e contributive del primo bimestre 2015 evidenziano nel complesso un significativo aumento del 3% (+3.000 milioni di euro), rispetto ai primi due mesi dell’anno precedente.

Il dato tiene conto della flessione del gettito tributario pari a -1,1% (-688 milioni di euro) e della sostanziale crescita, in termini di cassa, delle entrate contributive del 9,7% (+3.692 milioni di euro), dovuta agli incassi della prima rata del premio assicurativo INAIL, che nel 2014 era invece slittata al mese di maggio. L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra quello già diffuso con la nota del 5 aprile scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-febbraio 2015, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna*.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 88 del 15/04/2015)

 

 

8) L’OCSE pubblica il rapporto Taxing Wages: diminuito il cuneo fiscale per i lavoratori destinatari del bonus di 80 euro

L’OCSE ha pubblicato oggi il rapporto Taxing Wages, che analizza il livello e la dinamica del carico fiscale sul lavoro dipendente nei Paesi Membri dell’OCSE. Il volume presenta una serie di indicatori del carico fiscale complessivo (tributario e contributivo) gravante, in base alla normativa vigente nei diversi Paesi, su alcune figure tipo di lavoratori. Le figure tipo individuate si basano sulla retribuzione media di un lavoratore dipendente, in base alla quale viene simulato il carico fiscale per diverse figure tipo, a reddito basso, medio o alto e per diverse composizioni del nucleo familiare (soggetto single, coniugato, con due figli, coniugato senza figli).

L'indicatore più importante è il Tax Wedge (cuneo fiscale) che esprime la differenza, in percentuale, tra il costo del lavoro per l'impresa ed il reddito netto del lavoratore (net take-home pay).

I dati del rapporto possono essere consultati sul sito delle statistiche OCSE. In particolare è possibile apprezzare l'effetto della riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti destinatari del bonus di 80 euro selezionando nella variabile Family Type le categorie che includono i destinatari della misura: "Single person at 67% of average earnings, no child" e "Two-earner married couple, one at 100% of average earnings and the other at 67%, 2 children".

Riduzione del cuneo fiscale in Italia nel 2014

I dati dell'OCSE mostrano per l'Italia nel 2014 rispetto al 2013 una diminuzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti a basso reddito (con retribuzione al 67% della retribuzione media) di 2,5 punti percentuali per il lavoratore senza figli (attualmente al 42,4%).

(Ministero dell'Economia e delle Finanze, nota del 14 aprile 2015)

 

 

9) Le novità fiscali del modello 730/2015

Ricordiamo di seguito le novità fiscali contenute nel modello 730/2015:

- A partire dal mese di maggio 2014, il datore di lavoro ha riconosciuto in busta paga un credito, denominato “bonus IRPEF” pari a 80 euro mensili, ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 24.000 euro e, in funzione decrescente fino ad azzerarsi, per i redditi complessivi tra 24.000 e 26.000 euro;

- é stata resa obbligatoria l’indicazione delle somme percepite per incremento della produttività, poiché tale informazione va assunta ai fini della verifica della capienza IRPEF e quindi concorre alla determinazione della spettanza del bonus;

- sono state variate in aumento le detrazioni spettanti per i redditi di lavoro dipendente e assimilati;

- nel quadro B è stata soppressa la colonna relativa all’indicazione dell’importo IMU per ciascun fabbricato;

- sostegno alla cultura con l’art bonus con il riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate con modalità tracciabile. Il credito spetta nel limite del 15% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali di pari importo. La parte della quota annuale non utilizzata è fruibile negli anni successivi;

- l’imposta sostitutiva, in caso di opzione per la cedolare secca, è ridotta dal 15% al 10%, per il quadriennio 2014/2017, per quanto concerne i contratti di locazione a canone concordato nei Comuni ad alta densità abitativa;

- l’opzione per la cedolare secca può essere esercitata anche per le unità immobiliari abitative locate nei confronti delle cooperative edilizie per la locazione o enti senza scopo di lucro, purché sublocate a studenti universitari e date a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione o assegnazione;

- agli assegnatari di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale spetta una detrazione pari a 900 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro, e a 450 euro, se il reddito complessivo non supera 30.987,41 euro;

- debutta il “buy to rent” con il riconoscimento di una deduzione dal reddito complessivo pari al 20% delle spese sostenute, fino ad un massimo di 300.000 euro da ripartire in otto quote annuali, a favore dei contribuenti persone fisiche che acquistano unità immobiliari di nuova costruzione/ ristrutturazione da destinare alla locazione per una durata complessiva non inferiore a otto anni;

- novità anche per i premi assicurativi dove si prevedono due limiti di detraibilità: se l’assicurazione copre il rischio morte o invalidità permanente, ovvero il rischio infortuni per le sole polizze contratte entro il 31.12.2000, il limite detraibile è pari a Euro 530,00; se l’assicurazione copre il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, il limite detraibile sarà pari a Euro 1.291,14. Le due tipologie di premi coesistono tra loro e possono essere fruite nella misura massima dal contribuente;

- agevolazioni anche per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai 35 anni ai quali spetta una detrazione pari al 19% delle spese sostenute per i canoni di affitto dei terreni agricoli, entro il limite di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto e fino a un massimo di 1.200 euro annui;

- per l’anno 2014 è in corso la proroga per la detrazione del 50%: per le spese relative a interventi di recupero del patrimonio edilizio; per le spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro;

- per l’anno 2014 è in corso anche la proroga per la detrazione del 65%: per le spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici; per gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità;

- il SSN compreso nel premio RC auto non risulta tra gli oneri deducibili;

- le erogazioni liberali in favore dei partiti politici e le Onlus sono elevate dal 24% al 26%;

- unica scheda per la destinazione dell’otto, cinque e due per mille dell’Irpef. Se la dichiarazione è presentata in forma congiunta le schede con le scelte sono inserite dai coniugi in due distinte buste;

- in caso di compensazione di un credito derivante dal modello 730 con altri tributi è il caso di ricordare le nuove regole in vigore dal 1° ottobre 2014 che non consentono al contribuente di presentare il modello di pagamento F24 alla banca o all’ufficio postale; il contribuente pertanto deve utilizzare, direttamente o tramite un intermediario abilitato, esclusivamente i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, nei casi in cui il saldo finale è uguale a zero;

é necessario indicare il codice fiscale anche per i figli a carico residenti all’estero nel prospetto dei familiari a carico;

- è stata uniformata al 1° gennaio la data di riferimento del domicilio fiscale per il calcolo delle addizionali regionali e comunali;

- da quest’anno nel frontespizio non va più indicato lo stato civile del contribuente.

 

 

10) Dall’Inps chiarimenti sulla disoccupazione per i co.co.pro.

Indennità ai co.co.pro.: chiarimenti su calcolo e periodo di disoccupazione. L’Istituto previdenziale è intervenuto sciogliendo alcuni dubbi in merito al calcolo della prestazione spettante a tali lavoratori, nonché requisito del periodo di disoccupazione pari ad almeno due mesi ininterrotti nell’anno precedente.

L’Inps, con messaggio n. 2516 del 10 aprile 2015, ha esaminato la questione della spettanza e del calcolo dell’indennità ai co.co.pro. che, pur in presenza di uno stato di disoccupazione nell’anno precedente a quello di riferimento, avevano copertura contributiva per l’intero anno in questione.

Come noto, a decorrere dall'anno 2013, era riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata Inps, un'indennità a sostegno del reddito (art. 2, commi da 51 a 56, L. n. 92/2012). L’indennità era erogata a patto che i collaboratori soddisfacessero in via congiunta diverse condizioni, tra cui:

- aver conseguito, in qualità di collaboratore coordinato e continuativo a progetto, nell'anno precedente, un reddito lordo complessivo soggetto a imposizione fiscale non superiore ad un limite annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT, pari a 20.000 euro per l’anno 2012 e a 20.220 euro per il 2013;

- avere accreditate nell'anno precedente almeno 3 mensilità presso la predetta Gestione;- aver avuto un periodo di disoccupazione ininterrotta di almeno 2 mesi nell’anno precedente, comprovato dalla presentazione dell’interessato presso il Servizio competente.

Dunque, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata l’accredito dei contributi si basa sul minimale di reddito di cui all'articolo 1, comma 3, della Legge n. 233/1990 (pari per l'anno 2013 ad euro 15.357,00). In sostanza, i lavoratori per cui si applicava l’aliquota del 27,72% (per l’anno 2013) avevano accreditato l’intero anno solo con il versamento di un contributo annuo pari ad euro 4.256,96 (di cui 4.146,39 ai fini pensionistici); diversamente, vi sarebbe stata una contrazione dei mesi accreditati in proporzione al contributo versato.

Ma ciò ha evidenziato, per alcune specifiche situazioni reddituali dei lavoratori, una irragionevolezza nell’applicazione della tutela. Infatti, pur in presenza di periodi di disoccupazione, si poteva verificare l’ipotesi di una copertura contributiva piena per tutto l’anno in esame. Ciò, naturalmente, comportava che, pur in presenza di tutti i requisiti, l’ammontare dell’indennità fosse pari a zero, perché il calcolo prevedeva l’erogazione di un’indennità di importo pari al 5% (7% per gli anni dal 2013) del minimale annuo di reddito, moltiplicato per il minor numero tra le mensilità accreditate l’anno precedente e quelle non coperte da contribuzione.

Pertanto, sulla base di un apposito parere espresso dal Ministero del lavoro, l’Inps comunica la spettanza dell’indennità ai collaboratori a progetto che abbiano conseguito nell’anno precedente un reddito lordo compreso tra il minimale annuo di reddito e la soglia normativamente prevista, in presenza di tutti i requisiti richiesti dalla legge e, in particolare, con almeno “due mesi effettivi di disoccupazione ininterrotta” (ed una prestazione lavorativa non superiore, quindi, a 10 mesi). Solo in tale ipotesi, l’importo della prestazione è pari al 5% (7% per gli anni da 2013) del minimale annuo di reddito, moltiplicato per il minor numero tra i mesi di effettiva occupazione e i mesi di effettiva disoccupazione dell’anno precedente.

Ne consegue che, a decorrere dalle domande con anno di riferimento 2014 e per periodi di disoccupazione verificatisi nel precedente anno 2013, il modello di domanda CoCoPro 2014 (SR140) è stato modificato per consentire la dichiarazione da parte del lavoratore di tale status, che peraltro deve essere attestato dal Centro per l’impiego. A tal proposito, costituisce una valida prova la dichiarazione fornita al Servizio competente dal soggetto richiedente che attesti lo status di disoccupazione non solo per l’anno in corso ma anche per periodi pregressi.

Le indicazioni rappresentano una interpretazione della norma istitutiva dell’indennità ai co.co.pro. e pertanto possono essere applicate in autotutela e in via retroattiva, salvo i rapporti ormai irreversibilmente esauriti per effetto di intervenuto giudicato oppure per effetto dell’avveramento della prescrizione estintiva o della decadenza sostanziale riconducibili all’inerzia del titolare del relativo diritto.

 

 

11) E’ nulla l’iscrizione di ipoteca non preceduta da comunicazione

L’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione è nulla. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7438 del 13 aprile 2015.

L’omessa comunicazione preventiva prevista dall’art. 77, comma 2 bis, D.P.R. n. 602/1973, determina inesorabilmente l’annullamento dell’iscrizione ipotecaria eseguita da Equitalia per i crediti tributari vantati nei confronti del contribuente. A prescindere dalla data dell’iscrizione, che sia intervenuta prima o dopo l’entrata in vigore dell’obbligo della menzionata comunicazione preventiva.

La vicenda non è nuova, già la Suprema Corte, a sezioni unite, con la sentenza n. 19667/2014, aveva deciso che l’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione è nulla, “in ragione della violazione dell’obbligo che incombe all’amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale”. Attivazione che avviene mediante la preventiva comunicazione al contribuente della prevista adozione di un atto, o provvedimento, che incide negativamente sui suoi diritti e interessi, determinandone una lesione.

Annullate anche le iscrizioni antecedenti all’obbligo di comunicazione preventiva

A finire annullate, tutte le iscrizioni, anche quelle anteriori all’introduzione del menzionato comma 2 bis dell’art. 77 (avvenuta ad opera del D.L. n. 70/2011): si deve ritenere, infatti, che, anche nel regime antecedente, l’Amministrazione fosse obbligata a comunicare preventivamente l’iscrizione al contribuente, concedendogli un termine, fissato in trenta giorni dalle Sezioni Unite, a garanzia dell’esercizio del diritto di difesa.

 

 

12) Niente bonus prima casa per l’acquisto ripetuto

Dichiarare nei vari atti con cui si vende e riacquista (per due volte) la propria “prima casa”, di volerla adibire a propria abitazione principale, non basta per mantenere l’agevolazione che la legge ricollega al primo acquisto.

Neppure se si è rispettato il limite di tempo massimo tra la vendita e il consecutivo riacquisto, ovvero l’anno. Per conservare il bonus, deve essere trasferita la residenza anagrafica nell’immobile acquistato dopo la rivendita del primo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7338 del 10 aprile scorso, negando definitivamente l’agevolazione prima casa al contribuente che acquistava e rivendeva per due volte consecutive.

Al primo acquisto dell’immobile, risalente al 2004, ne seguiva la vendita nel 2006 e il successivo riacquisto di un’altra casa da ristrutturare e adibire a propria abitazione nel 2007. Anche quest’ultima veniva rivenduta e, nel medesimo giorno, veniva acquistato un altro immobile nel quale il contribuente andava a risiedere. Emessi e impugnati gli avvisi che revocavano l’agevolazione, la CTR confermava gli atti impositivi per essere stata rivenduta entro il quinquennio la prima (o meglio, primissima) casa acquistata e non esser stato acquistato un nuovo immobile entro l’anno dalla vendita.

 

 

13) Al via la banca dati delle prestazioni sociali agevolate: partono i controlli incrociati della GdF

E’ partita dal 15 aprile 2015 la Banca dati delle prestazioni sociali agevolate, la prima sezione del Casellario dell’Assistenza.

Lo comunica l’Inps, con la nota del 15 aprile 2015.

Il servizio, disponibile on line, consente alle Regioni, Province autonome, comuni e altri enti, erogatori di prestazioni sociali agevolate, di trasmettere le informazioni utili per ampliare la Banca Dati.

Si tratta di un grande contenitore nel quale confluiranno tutti i dati, sulle prestazioni sociali agevolate, condizionate all’ISEE, e sui beneficiari delle stesse.

Alla banca dati avranno accesso anche l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per controlli di natura fiscale.

Con tali informazioni sarà possibile monitorare la spesa sociale a livello locale e nazionale ed effettuare controlli sulla legittimità delle prestazioni erogate.

 

 

14) 730 precompilato online - Orlandi: “Già 81 mila accessi, nel 2016 anche le spese sanitarie”

“Giornata storica, è un cambio di cultura”. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ospite al Forum dell’Ansa.

La partenza del 730 precompilato "è una giornata storica per il Paese" e a poche ore dalla disponibilità del modello di dichiarazione dei redditi online "sono già 81mila gli utenti che si sono collegati, e penso che a fine giornata supereremo i 100mila utenti". Così il direttore dell'Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi al forum ANSA.

Il 730 precompilato è il primo passo di "un cambio di filosofia: c'è un cambio di cultura, si passa da un'amministrazione che dice tu compila e portami poi, io controllo, ad una che dice io ti metto a disposizione tutte le informazioni che ho e sono io che mi prendo la responsabilità".Nel 730 precompilato del 2016 si troverà "la maggior parte delle spese sanitarie, quelle contenute "nel sistema tessera sanitaria". Orlandi sottolinea che questa sarà la principale integrazione quest'anno, visto che "rappresentano il 70% delle spese inserite".

"Ci aspettiamo che circa 2,5-3 milioni accettino direttamente online la dichiarazione precompilata senza alcuna integrazione, ma forse potrebbero essere di più", ha spiegato Orlandi. Nei primi due mesi dell'anno le entrate da lotta all'evasione sono aumentate del 32%, "lo dico incredibilmente, anche se il dato di due mesi non è mai significativo". "Noi lavoriamo sull'arco dell'anno, ma è comunque un risultato molto importante", sottolinea il direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Sul rientro dei capitali "c'è forte attenzione ma i numeri per ora non sono altissimi. Stiamo lavorando, siamo in una fase iniziale" di un lavoro "complesso" e "completamente diversa da qualsiasi sanatoria o rientro che ci sia mai stato". Orlandi spiega che "non si tratta di una dichiarazione ma di una istanza che si presenta una volta sola e completamente corredata di documenti e chiarimenti. I contribuenti in questa fase stanno costruendo i dati"."Il mio stipendio è quanto stabilito per legge, circa 240.000 euro lordi, e non ho nessun altro incarico, non ho accettato neanche la presidenza di Equitalia. Ho sempre ed esclusivamente lavorato all'Agenzia delle Entrate da quando avevo 24 anni", afferma Orlandi.

Il sistema italiano di detrazioni e deduzioni "è complicato da un numero infinito di voci" e "ci sono detrazioni di cui usufruiscono poche decine di persone". Orlandi sottolinea che andrebbe fatta "una valutazione della proporzionalità, anche dell'onere per lo Stato" per gestirle anche in sede di dichiarazioni dei redditi, "rispetto a un numero di soggetti che se ne avvale estremamente limitato".

(Ansa, nota del 15 aprile 2015)

 

Vincenzo D’Andò