Diario fiscale del 13 aprile 2015: l’applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

Pubblicato il 13 aprile 2015



enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi; esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali; isee disabili; studi di settore: nel Modello Unico 2015 previste nuove forme di correttivi, è mini rivoluzione?; revisione legale: restyling del modello di relazione sul bilancio sociale; modello 730 precompilato: con lo stesso codice Pin è possibile accedere sul web di Equitalia; spesometro: no a sanzioni sulle informazioni errate per le operazioni con San Marino, ritardo del modello; l’Agenzia delle entrate cancella 75 codici tributo nel Modello F24; gestione separata INPS/INARCASSA: iscrizione e obbligo contributivo; accesso al Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate; benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto; riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni; riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2014: indicazioni operative; applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

 

Indice:

1) Enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi

2) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali

3) Isee disabili: risposta a question time

4) Studi di settore: nel Modello Unico 2015 previste nuove forme di correttivi, è mini rivoluzione

5) Revisione legale: restyling del modello di relazione sul bilancio sociale

6) Modello 730 precompilato: con lo stesso codice Pin è possibile accedere sul web di Equitalia

7) Spesometro: no a sanzioni sulle informazioni errate per le operazioni con San Marino, ritardo del modello

8) L’Agenzia delle entrate cancella 75 codici tributo nel Modello F24

9) Gestione separata INPS/INARCASSA: iscrizione e obbligo contributivo

10) Accesso al Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate

11) Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: prorogato il termine

12) Importo massimo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto: riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni

13) Conferma della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2014: indicazioni operative

14) Applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

 

 

1) Enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi

Massima trasparenza, per gli enti non commerciali, nelle finalità (senza fini di lucro e solidaristiche) e nella gestione dell’attività (con obbligo di rendicontazione e di informazione per soci e terzi), nonché inseriti in un unico registro nazionale tenuto dal Ministero del welfare. E per il servizio civile scatta il riconoscimento del carattere «universale», aperto cioè a tutti, e su base volontaria, mentre per l’istituto del 5 per mille è in cantiere una riforma strutturale, per cambiare i criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso.

Tutto questo è contenuto nel disegno di legge delega per la revisione del terzo settore, che è stato approvato il 9 aprile 2015 in prima lettura alla Camera, con 297 voti favorevoli, 121 contrari, 50 astenuti, e andrà adesso al vaglio dei senatori. Il provvedimento, ha commentato il ministro Giuliano Poletti, conferirà al comparto «un quadro di regole certe» e consentirà di «introdurre misure per favorire la partecipazione attiva e responsabile delle persone» e stimolare la creazione di occupazione «attraverso il riordino e l'armonizzazione di incentivi e strumenti di sostegno».

Con una serie di decreti attuativi, che il governo dovrà emanare entro 12 mesi dal via libera definitivo al ddl, si punta innanzitutto a stabilire cosa s’intende per terzo settore, ovvero «il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità»; perimetro, questo, di cui non fanno parte «le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati e le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche». L’esecutivo sarà tenuto a effettuare una revisione organica della disciplina, attraverso la redazione di un codice per la raccolta e il coordinamento delle varie norme, all’insegna della semplificazione e della trasparenza, prevedendo un registro unico degli organismi del terzo settore. Inoltre, i futuri decreti delegati dovranno contenere un regime tributario di vantaggio, che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale degli enti non profit, poi si dovrà procedere al completamento della riforma strutturale della destinazione del 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi con una razionalizzazione e revisione dei criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso. E, ancora, ci saranno obblighi di pubblicità delle risorse ottenute con il 5 per mille, e verrà istituito un fondo rotativo di 50 milioni di euro per associazioni del terzo settore.

 

 

2) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali

Ecco tutti i dati sulla grande distribuzione organizzata: I punti vendita della Gdo, che sono autorizzati a non rilasciare ai clienti scontrini fiscali, sono 7.491. Questo poiché trasmettono telematicamente l’ammontare degli incassi all’Agenzia delle entrate, come consentito dalla legge n. 311/2004. Questi esercizi appartengono a 217 imprese di medio-grandi dimensioni, sottoposte a tutoraggio ovvero ad attività di analisi del rischio, a seguito delle quali sono stati notificati 236 atti di accertamento. I dati, forniti dall’Agenzia delle entrate, sono stati resi il 9 aprile 2015, dal sottosegretario all’Economia in risposta a un question time in commissione finanze della camera dei deputati. A sollecitarli, un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto di conoscere, in sostanza, un bilancio degli effetti delle speciali disposizioni dell'art. 1, commi 429 e seguenti, della legge n. 311/2004, con le quali è stato previsto che le imprese della grande distribuzione possono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle operazioni Iva effettuate, in sostituzione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali. I numeri comunicati dal governo, aggiornati alla fine del 2014, evidenziano quindi che l’utilizzazione delle disposizioni ha proporzioni importanti. Considerato infatti che le misure sono destinate specificamente alla Gdo, oltre duecento adesioni per quasi 7.500 esercizi commerciali nel territorio nazionale sono numeri di tutto rispetto. L’interpellante aveva chiesto anche di sapere le forme di controllo adottate nei confronti di questi soggetti. In proposito, l’agenzia ha fatto presente che le imprese classificabili di grandi dimensioni (fatturato superiore a 100 milioni) sono sottoposte al cosiddetto «tutoraggio» ai sensi dell’art. 27 del dl n. 185/2009. Verso gli altri soggetti, di medie dimensioni, l’agenzia svolge un’attività di analisi del rischio, a seguito della quale ha notificato, per i periodi d’imposta dal 2006 in poi, 236 accertamenti.

 

 

3) Isee disabili: risposta a question time

Il nuovo Isee non penalizza i disabili. L’inclusione nell’indicatore delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento è più che compensato dalle agevolazioni previste: sia con l’introduzione di franchigie «di per sé già superiori alla gran parte dei trattamenti» sia con la possibilità di detrarre totalmente l’ammontare percepito «se utilizzato per spese di assistenza personale o per collaboratori domestici». Per questo il governo impugnerà in Consiglio di stato le sentenze nn. 2454, 2458 e 2459 del 2015 del Tar Lazio, che hanno bocciato parzialmente il dpcm n. 159/2013 (cioè il regolamento del nuovo Isee). È quanto ha affermato il 9 aprile 2015 il sottosegretario all’Economia rispondendo in commissione finanze alla camera a un’interrogazione presentata da Forza Italia. Veniva chiesto al governo quali iniziative fossero in cantiere per rafforzare gli strumenti fiscali in favore dei soggetti portatori di disabilità e delle loro famiglie, anche alla luce delle pronunce del Tar.

Fondi europei e Iva

Il fatto che determinati beni o servizi siano acquistati con contributi europei erogati a fondo perduto non pregiudica la detraibilità dell’Iva. Per i beneficiari dei fondi resta confermata la regola generale disposta dall’articolo 19 del dpr n. 633/1972: l’imposta è detraibile nella misura in cui il soggetto passivo utilizza detti beni e servizi per l’effettuazione di operazioni soggette a Iva. Non spetta alcuna detrazione, pertanto, se il percipiente realizza esclusivamente operazioni fuori campo come i servizi di formazione. È quanto precisa il ministero dell’Economia rispondendo all’interrogazione di un esponente del Pd, che chiedeva chiarimenti sulla qualificazione ai fini Iva dei contributi erogati dal Fondo sociale europeo a favore degli organismi di formazione professionale.

Tax gap

Il decreto che istituisce la commissione per la predisposizione del rapporto annuale sull’evasione fiscale sarà emanato entro il termine previsto per l’attuazione della delega. Cioè entro il 26 settembre 2015. Questa la risposta del Mef ad un ulteriore quesito.

 

 

4) Studi di settore: nel Modello Unico 2015 previste nuove forme di correttivi, è mini rivoluzione

Nel Modello Unico 2015 debutteranno nuove generazioni di correttivi basati sull’utilizzo dei modelli lineari misti per stimare l’effetto della crisi economica sui ricavi/compensi dei 204 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2014. Dopo il via libera del 9 aprile 2015 ai nuovi correttivi da parte della Commissione degli esperti è già tempo di porre però sul tavolo il rischio di uno slittamento in avanti dei termini di versamento di Unico 2015.

Il varo dei correttivi anticrisi si è reso necessario dopo aver effettuato un’indagine su una platea di più di circa 2,1 milioni di contribuenti che hanno applicato gli studi di settore nell’arco temporale 2010-2013. Lo scenario macroeconomico del periodo d’imposta 2014 segna ancora crisi per le imprese e le attività professionali costringendo dunque la commissione degli esperti a varare gli appositi correttivi congiunturali per sterilizzare i risultati degli studi di settore. L’andamento e la profondità della crisi in atto è stata misurata, settore per settore, sulla base dei dati contenuti nelle comunicazioni e nelle dichiarazioni annuali Iva trasmesse dai contribuenti entro lo scorso 28 febbraio.

Rivoluzione in tema di correttivi

Dunque, con la suddetta riunione della Commissione degli Esperti, si è compiuta una sorta di mini rivoluzione in tema di correttivi anticrisi agli studi di settore.Sono infatti stati approvati i correttivi anticrisi per 204 studi di settore del 2014 e, rispetto alle abitudini degli operatori del settore negli anni passati, il nuovo GE.RI.CO. applicabile al periodo d’imposta 2014 porterà con sé rilevanti novità sul tema, il cui impatto in termini di risultato pratico per i contribuenti é al momento difficile da valutare.

Si ricorda che, fin dal periodo d’imposta 2009, gli studi di settore sono stati oggetto di rettifiche “dell’ultimo minuto” per tenere in considerazione la situazione di crisi vissuta dai diversi settori dell’economia.

Tra i correttivi la parte del leone veniva giocata generalmente dal correttivo di settore, applicato a tutti i soggetti non congrui dello specifico settore in crisi.

I correttivi individuali, viceversa, applicabili solo laddove il correttivo di settore non cogliesse la peculiare situazione di crisi del singolo contribuente, scattavano in presenza di una contrazione dell’attività. Tale contrazione fu nel primo anno valutata attraverso il calo del fatturato rispetto al biennio precedente e poi attraverso il calo dei costi variabili.

Con l’esercizio 2014, questo quadro viene del tutto innovato. I dati sembrano mostrare un certo miglioramento della situazione economica rispetto agli anni passati. In questo rinnovato quadro, gli statistici della SOSE hanno ritenuto di dover dare maggior preminenza agli indicatori individuali rispetto a quelli di settore.Nell’ambito dello stesso settore esiste infatti, in questa nuova e diversa fase economica, maggiore variabilità della redditività delle imprese. Per conseguenza, i vecchi correttivi, fondati prioritariamente sul correttivo di settore, non si sono più mostrati adatti a cogliere le peculiarità dei singoli operatori.

Pertanto, i correttivi individuali scatteranno in ogni caso e in aggiunta a quelli di settore; cambiano però le modalità di funzionamento: requisiti infatti per accedervi saranno, da un lato, la non congruità in relazione agli studi di settore “ordinari” e, dall’altro, un calo in termini di “efficienza produttiva”, accompagnato dalla normalità degli indicatori relativi ai beni strumentali.

Cambia, dunque, il quadro T degli studi di settore

L’efficienza produttiva verrà valutata con un modello econometrico fondato su una funzione di produzione Cobb-Douglas (per chi ricorda la microeconomia neoclassica). In altri termini, per ogni cluster verrà costruito un modello di analisi fondato essenzialmente su lavoro e capitale impiegati.

Le imprese che mostreranno un calo di efficienza, perché ad esempio hanno impiegato più personale o effettuato investimenti in beni strumentali senza per questo averne beneficiato in termini di maggiori ricavi, oppure che a parità di dipendenti e beni strumentali hanno visto contrarre il fatturato, potranno beneficiare del correttivo.

In termini pratici, questo comporterà un radicale cambiamento del quadro T degli studi di settore. Non verranno più richiesti i dati dei costi del biennio precedente, ma i dati dei dipendenti (quadro A), dei beni strumentali (rigo F29), oltre che dei ricavi (dichiarati e stimati dallo studio di settore) del triennio precedente.

 

 

5) Revisione legale: restyling del modello di relazione sul bilancio sociale

Assirevi, con il documento n. 190/2015, ha fornito gli aggiornamenti del modello di relazione di revisione sul bilancio sociale (o di sostenibilità) ed il relativo modello di lettera di attestazione da utilizzare in tali circostanze. Viene, preliminarmente, evidenziato come il bilancio sociale rappresenti una comunicazione sociale, non obbligatoria, per la quale gli amministratori hanno una responsabilità in merito all’attendibilità delle affermazioni in esso riportate che risulta essere autonoma e indipendente rispetto al bilancio di esercizio e al bilancio consolidato.

Viene specificato che per le attività di verifica dei bilanci sociali è necessario fare riferimento al principio “International Standards on Assurance Engagements 3000: Assurance Engagements other than Audits or Reviews of Historical Financial Information”, emanato dall’International Auditing and Assurance Standard Board (IAASB) dell’International Federation of Accountants (IFAC).

Tenuto conto che per la redazione dei bilanci sociali esistono limitate disposizioni normative e che gli stessi sono caratterizzati dalla presenza di un’elevata quantità di informazioni di carattere qualitativo, nella maggioranza dei casi il revisore condurrà un esame limitato (limited assurance engagement) con conseguente formulazione delle conclusioni in “forma negativa” come nell’esempio di seguito riportato: “sulla base del lavoro svolto, non sono pervenuti alla nostra attenzione elementi che ci facciano ritenere che il bilancio di sostenibilità della ABC S.p.A. al 31.12.2014 non sia stato redatto, in tutti gli aspetti significativi, in conformità alle linee guida «G4 Sustainability Reporting Guidelines» definite nel 2013 dal GRI - Global Reporting Initiative come descritto nel paragrafo ... del bilancio di sostenibilità”.

Il modello di relazione allegato al documento è strutturato in sezioni:

- responsabilità degli amministratori per il bilancio di sostenibilità;

- responsabilità del revisore;

- conclusioni;

- eventuali richiami di informativa;

- altri eventuali aspetti da commentare.

In particolare, nella sezione dedicata alle responsabilità del revisore, vengono riassunte le principali procedure svolte sul bilancio di sostenibilità, quali:- comparazione tra i dati e le informazioni di carattere economico-finanziario riportati nel bilancio di sostenibilità e quelli inclusi nel bilancio d’esercizio;- analisi, tramite interviste, del sistema di governo e del processo di gestione dei temi connessi allo sviluppo sostenibile inerenti la strategia e l’operatività della società;

- analisi del processo di definizione degli aspetti significativi rendicontati nel bilancio di sostenibilità (con particolare riferimento alle modalità di identificazione in termini di loro priorità per le diverse categorie di stakeholder e alla validazione interna delle risultanze del processo);

- esame delle modalità di funzionamento dei processi volti alla generazione, rilevazione e gestione dei dati quantitativi inclusi nel bilancio di sostenibilità;

- verifica della conformità e della coerenza interna delle informazioni qualitative riportate nel bilancio di sostenibilità rispetto alle linee guida identificate nel paragrafo “Responsabilità degli Amministratori per il bilancio di sostenibilità” della relazione;

- esame del processo di coinvolgimento degli stakeholder;

- ottenimento della lettera di attestazione, sottoscritta dal legale rappresentante della società.

Sempre in tale sezione viene sottolineato come l’esame ha comportato un’estensione di lavoro inferiore a quello da svolgere per un esame completo secondo l’ISAE 3000 (cosiddetto “reasonable assurance engagement”) e, conseguentemente, lo stesso non consente al revisore di avere la sicurezza di essere venuto a conoscenza di tutti i fatti e le circostanze significativi che potrebbero essere identificati con lo svolgimento di tale esame.

 

 

6) Modello 730 precompilato: con lo stesso codice Pin è possibile accedere sul web di Equitalia

Con il Pin del 730 precompilato viene consentito l’accesso anche alle pratiche di Equitalia.

La società di riscossione ha reso disponibile una nuova area riservata sul sito per controllare cartelle e avvisi di pagamento, pagare e rateizzare.

Sul sito di Equitalia (www.gruppoequitalia.it), i contribuenti possono gestire in modo sicuro le pratiche, senza passaggi allo sportello. Con un comunicato stampa del 9 aprile 2015, la società di riscossione ha infatti reso noto che è disponibile una nuova area riservata, accedendo alla quale è possibile verificare in tempo reale cartelle e avvisi di pagamento, pagare, rateizzare e controllare l’eventuale attivazione di procedure di riscossione.

Per accedere, spiega Equitalia, è sufficiente collegarsi alla home page del sito, cliccare sull’icona “area riservata” e successivamente su “accedi al servizio”. A questo punto basterà inserire le credenziali personali, le stesse che si utilizzano per scaricare il modello 730 precompilato (nome utente e password fornite dall’Agenzia o dall’INPS oppure avvalendosi della Carta Nazionale dei Servizi).

L’utilizzo delle credenziali di accesso permette il riconoscimento del soggetto che si autentica (persona fisica, rappresentante legale o intermediario).

 

 

7) Spesometro: no a sanzioni sulle informazioni errate per le operazioni con San Marino, ritardo del modello

Spesometro/San Marino, il Cndcec sottolinea il ritardo del modello. Il consigliere Cndcec alla fiscalità, Luigi Mandolesi, chiede all'Amministrazione finanziaria di non sanzionare i professionisti che dovessero inviare modelli polivalenti, ai fini dello spesometro, con errori sulle informazioni inerenti le operazioni effettuate a San Marino.

La motivazione della richiesta è il ritardo, ad un giorno dalla scadenza, con cui è stata resa disponibile online la versione aggiornata del modello polivalente.

L’aggiornamento del software di compilazione e della procedura di controllo tiene conto dell'uscita dalla Black list della Repubblica di San Marino nel 2014.

 

 

8) L’Agenzia delle entrate cancella 75 codici tributo nel Modello F24

L’Agenzia delle entrate, nell’ottica della semplificazione degli adempimenti a carico dei contribuenti, con la risoluzione n. 37/E del 10 aprile 2015, ha disposto la soppressione di 75 codici tributo relativi ai modelli di pagamento F24 e F24 Enti Pubblici: a partire dal prossimo 27 aprile non sarà più possibile utilizzarli per compilare i modelli.

Ecco di seguito i codici tributo soppressi:

- “1063” denominato “Ritenuta su interessi versata dal sostituto d’imposta – articolo 23, comma 4, D.L. n. 98/2011”;

- “1124” denominato “Imposta sui contributi affluiti ai fondi pensione”;

- “113E” denominato “Imposta sui contributi affluiti ai fondi pensione”;

- “1616” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionale e comunale, derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila, trattenuta a seguito di assistenza fiscale – articolo 2 comma 228 legge n.191/2009”;

- “144E” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionale e comunale, derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila,

trattenuta a seguito di assistenza fiscale - articolo 2 comma 228 Legge 191/2009”;

- “1650” denominato “Recupero da parte dei sostituti d'imposta delle somme erogate ai sensi dell’articolo 44, commi 1 e 2, del decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito nella legge 29 novembre 2007, n. 222”;

- “1664” denominato “Recupero da parte dei sostituti di imposta delle somme erogate a titolo di bonus straordinario 2009 alle famiglie, di cui all’articolo 1, D.L. n. 185/2008”;

- “1670” denominato “Imposta sostitutiva delle maggiorazioni di conguaglio”;

- “1675” denominato “Imposta sostitutiva sui fondi in sospensione di imposta e soggetti a maggiorazione di conguaglio”;

- “1676” denominato “Imposta sostitutiva IRPEG ILOR IVA”;

- “1677” denominato “Imposta sostitutiva assegnazione agevolata dei beni ai soci”;

- “1803” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF dovuta dai lavoratori per la regolarizzazione dei loro redditi di lavoro emersi”;

- “1805” denominato “Contribuzione sostitutiva dei debiti fiscali e previdenziali dovuta dai lavoratori per l’emersione del lavoro irregolare prestato in anni pregressi”;

- “1808” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati”;

- “1809” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con la destinazione agricola”;

- “1827” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle attività rimpatriate e/o regolarizzate detenute all’estero. Articolo 1, comma 2-bis, D.L. n. 12 del 22/2/2002”;

- “1828” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle relative addizionali regionale e comunale, derivante dalla locazione di immobili ad uso abitativo ubicati nella provincia dell’Aquila – versamento in autotassazione – articolo 2, comma 228, legge 23 dicembre 2009, n. 191”;

- “1832” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi di cui all’articolo 32, comma 4-bis, del D.L. n. 78/2010 – Partecipante”;

- “1833” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi di cui all’articolo 32, comma 4-bis, del D.L. n. 78/2010 – SGR/ Intermediario”;

- “2021” denominato “Somme del 20% per fusioni o scissioni societarie”;

- “2724” denominato “Imposta sostitutiva sulle plusvalenze”;

- “3000” denominato “ILOR Persone Giuridiche”;

- “3300” denominato “ILOR Società di persone e soggetti equiparati”;

- “3331” denominato “ILOR a saldo trattenuta dal sostituto di imposta Sicilia impianti fuori della Regione”;

- “3350” denominato “ILOR Persone Fisiche”;

- “3631” denominato “ILOR a saldo trattenuta dal sostituto di imposta impianti Sicilia”;

- “3731” denominato “ILOR a saldo trattenuta dal sostituto di imposta”;

- “3837” denominato “Addizionale regionale all’IRPEF oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “3839” denominato “IRAP oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “3840” denominato “Addizionale regionale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “3841” denominato “Addizionale all’IRPEF enti locali trattenuta dal sostituto d’imposta oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “3849” denominato “Addizionale comunale all’IRPEF oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali”;

- “3854” denominato “Addizionale comunale all’IRPEF trattenuta dal sostituto d’imposta oggetto di sospensione d’imposta a causa di eventi eccezionali”;

- “4006” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’ILOR sulle plusvalenze indicate analiticamente in dichiarazione”;

- “4026” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEF per i soggetti che si avvalgono del regime agevolato delle attività marginali”;

- “4057” denominato “IRPEF ammontare agevolato redditi d’impresa persone fisiche e soci di società di persone”;

- “4691” denominato “Tributo straordinario dovuto dai soggetti passivi dell’IRPEF”;

- “4720” denominato “Maggiore imposta dovuta per domanda di esonero contributo diretto lavorativo respinta e relativi interessi”;

- “5001” denominato “IVA oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5002” denominato “IRPEF oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5003” denominato “IRPEG oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5004” denominato “Ritenute alla fonte oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5005” denominato “Ritenute alla fonte per impianti in Sicilia oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5006” denominato “Ritenute alla fonte per impianti in Sardegna oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5007” denominato “Ritenute alla fonte per impianti in Valle d’Aosta oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5008” denominato “Ritenute alla fonte in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta per impianti fuori regione oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5009” denominato “Acconto IRPEF sui redditi soggetti a tassazione separata oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5010” denominato “Imposta dovuta sui proventi derivanti da depositi a garanzia di finanziamenti oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RM del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5011” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi di capitale di fonte estera oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RM del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5012” denominato “Imposta sostitutiva su interessi premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RM del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5013” denominato “Imposta sostitutiva sulle plusvalenze indicate in dichiarazione oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (Quadro RT del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5014” denominato “Imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cessione di partecipazioni oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RT del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5015” denominato “Imposta dovuta sul reddito assoggettabile ad aliquota ridotta DIT oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RJ del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5016” denominato “Imposte sostitutive su plusvalenze da riorganizzazione aziendale e da conferimenti a favore di centri di assistenza fiscale (CAF) oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RQ del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5017” denominato “Imposta sostitutiva sulla rivalutazione dei beni di impresa oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RY del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5018” denominato “Imposta sostitutiva dell’IRPEG e dell’IRAP sui maggiori valori derivanti da conferimenti oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali (quadro RY del modello di dichiarazione) operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5019” denominato “Imposta sostitutiva sui redditi derivanti dalle rivalutazioni del TFR dovuta dal sostituto d’imposta oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali operativo dal 16 maggio 2002”;

- “5020” denominato “Altri tributi oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “5021” denominato “IVA oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “5022” denominato “IRPEF oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “5023” denominato “IRPEG oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “5024” denominato “Ritenute alla fonte oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “5025” denominato “ILOR oggetto di sospensione a causa di eventi eccezionali – sisma del 13 e 16 dicembre 1990”;

- “6601” denominato “Credito d'imposta agevolazione per la manutenzione protezione e restauro del patrimonio archeologico di Pompei”;

- “6603” denominato “Agevolazioni incentivi in forma automatica per le piccole e medie imprese”;

- “6605” denominato “Credito d'imposta ai fini della continuità territoriale per la Sardegna”;

- “6719” denominato “Credito d'imposta per venditori di strumenti informatici per cessioni ad istituzioni scolastiche”;

- “8051” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati - articolo 2, decreto legge del 24 dicembre 2002, n. 282”;

- “8052” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola - articolo 2, decreto legge del 24 dicembre 2002, n. 282”;

- “8053” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto di partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati”;

- “8054” denominato “Imposta sostitutiva delle imposte sui redditi per la rideterminazione dei valori di acquisto dei terreni edificabili e con

destinazione agricola - articolo 6 bis, decreto legge del 24 dicembre 2003, n. 355”;

- “8107” denominato “Imposta straordinaria attività finanziarie e patrimoniali rimpatriate – articolo 13-bis, D.L. 1/7/2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3/8/2009, n. 102”;

- “8108” denominato “Imposta straordinaria attività finanziarie e patrimoniali regolarizzate – articolo 13-bis, D.L. 1/7/2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3/8/2009, n. 102”;

- “8903” denominato “Sanzione pecuniaria addizionale comunale all’IRPEF”;

- “8917” denominato “Sanzione pecuniaria addizionale comunale all’IRPEF rettifica modello 730”.

L’efficacia operativa della soppressione dei predetti codici tributo decorre, quindi, dal 27 aprile 2015.

 

 

9) Gestione separata INPS/INARCASSA: iscrizione e obbligo contributivo

L’Inps, con la circolare n. 72 del 10 aprile 2015, fornisce, di concerto con il Ministero del lavoro ed alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale, i criteri generali per la corretta individuazione dell’ente competente in materia di previdenza, per i liberi professionisti che svolgono attività professionale di ingegnere od architetto.

I soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, le attività di lavoro autonomo di cui all’art. 53, co. 1 del TUIR, sono destinatari dell’obbligo contributivo alla Gestione separata INPS nel caso in cui svolgano attività il cui esercizio non è subordinato all’iscrizione ad apposito albo professionale, oppure allorquando il reddito prodotto non risulti assoggettato a contribuzione previdenziale obbligatoria presso l’Ente previdenziale di categoria secondo il rispettivo statuto o regolamento.

Nello svolgimento dell’attività di accertamento dell’Istituto, in particolare nella verifica incrociata con le dichiarazioni reddituali (c.d. operazione Poseidone), nel corso della quale sono stati iscritti d’ufficio anche professionisti appartenenti ad Albi professionali dotati di una propria Cassa previdenziale, sono emerse problematiche di applicazione - tra quanto disciplinato dai regolamenti delle Casse previdenziali stesse, di cui ai D. lgs. 509/94 e 103/96, e quanto previsto dalla normativa generale contenuta nella Legge 335/95 e nel relativo decreto attuativo D.M. 281/1996 - su cui ha avuto modo di pronunciarsi anche la Suprema Corte di Cassazione.

Con la presente circolare, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si forniscono, anche alla luce dell’evoluzione giurisprudenziale, i criteri generali per la corretta individuazione dell’ente competente in materia di previdenza, per i liberi professionisti che svolgono attività professionale di ingegnere od architetto.

A titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, si riporta una tabella nella quale sono individuate le attività che sono attratte alla professione di ingegnere ed architetto, anche qualora svolte in virtù di un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero di un contratto a progetto.

La conformità dell’inquadramento previdenziale delle attività concretamente svolte allo schema presentato evidenzia la correttezza degli adempimenti contributivi conseguenti.

Tabella

Tipologia   attività svolta (da soggetti iscritti all’Albo degli Ingegneri e/o   Architetti)

Ente   previdenziale di riferimento

 

Gestione   separata INPS

INARCASSA

Ingegnere   perito balistico

 

x

Consulente   commerciale per società che vende computers

x

 

Procacciatore   d'affari e consulente commerciale

x

 

Ingegnere   consulente gestionale

 

x

Amministratore   di condominio

 

x

Consulente   e programmatore informatico

 

x

Orientatore   professionale

x

 

Consulente   bancario e finanziario

x

 

Imprenditore   individuale che svolge attività di certificazione dei prodotti farmaceutici

x

 

Consulente   ambientale

 

x

Amministratori   e componenti dei Consigli di Amministrazione, di società che svolgono   attività di natura tecnica e/o tecnologica connesse con la specifica cultura   che gli deriva dalla formazione tipica propria della sua professione (ad es.   società operanti nel settore dei trasporti, nel settore dell’energia,   dell’edilizia, ecc.)

 

x

Project   manager nel settore ICT - telefonia mobile

 

x

Consulente   commerciale (attività finalizzata alle vendite)

x

 

Consulente   della movimentazione e trasporto di merci pericolose; assistente al RSPP

 

x

Partecipanti   ai Consigli nazionali od Ordini territoriali della categoria di appartenenza,   o degli Enti di previdenza privati/privatizzati

 

x

Per entrambe le forme assicurative suddette vale la “regola dell’esclusività”, nel senso che per la stessa attività l’iscrizione all’INARCASSA esclude l’iscrizione alla Gestione separata INPS e viceversa (si veda in tal senso già l’interpello del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 35 del 15 ottobre 2010).

Si conferma, infine, quanto indicato nel messaggio n. 010172 del 6 maggio 2009, con particolare riguardo all’ipotesi in cui, nel medesimo anno solare, l’ingegnere o l’architetto eserciti, in via non esclusiva, la libera professione e sia quindi assoggettato per la corrispondente parte dell’anno ad altra forma di previdenza obbligatoria. In tal caso, infatti, l’imponibile contributivo, derivante dallo svolgimento dell’attività professionale, dovrà essere frazionato in rapporto al periodo di iscrizione alle diverse gestioni. Ne consegue che la contribuzione dovuta alla Gestione separata INPS ed all’INARCASSA dovrà essere commisurata ai mesi di effettiva iscrizione ai relativi Enti.

 

 

10) Accesso al Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate

L’Inps, con la circolare n. 73 del 10 aprile 2015, fornisce nuove istruzioni operative in merito Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate.

La tipologia di informazioni del SII accessibile dagli Enti erogatori.

L’Ente presso il quale sia stata presentata specifica domanda di prestazioni sociali agevolate, ai fini dell’accertamento dei requisiti necessari per il riconoscimento della stessa in capo al richiedente, sempreché questi o altro componente il suo nucleo familiare abbiano già presentato la DSU, può acquisire il valore ISEE e la composizione del nucleo familiare, nonché, ove necessario, le informazioni della DSU pertinenti e non eccedenti per le medesime finalità.

L’Ente può richiedere all’INPS anche le informazioni contenute nella DSU quando procede all’accertamento dei requisiti per il mantenimento dei trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, da esso erogati a qualunque titolo (art. 11, comma 10).

L’Ente può, altresì, richiedere le informazioni contenute nella DSU ai fini dei controlli sulle informazioni auto-dichiarate dal dichiarante. In questa ultima ipotesi, qualora accerti la non veridicità dei dati, provvede a dare comunicazione all’INPS di eventuali dichiarazioni mendaci (art. 11, commi 6 e 10).

Si precisa che l’Ente è titolare del trattamento dei dati relativi ai richiedenti delle prestazioni da esso erogate, compresi l’ISEE e le informazioni analitiche contenute nella DSU acquisite dall’INPS.

 

 

11) Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: prorogato il termine

L’Inps, con il messaggio n. 2489 del 10 aprile 2015, informa che la presentazione delle domande all’Istituto previdenziale, per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione all’amianto si è realizzata, è stata prorogata al 30 giugno 2015.

Entro il 30 giugno 2015 gli assicurati all’assicurazione generale obbligatoria, gestita dall’INPS, e all’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, gestita dall’INAIL, dipendenti da aziende che hanno collocato tutti i dipendenti in mobilità per cessazione dell’attività lavorativa, i quali abbiano ottenuto in via giudiziale definitiva l’accertamento dell’avvenuta esposizione all’ amianto per un periodo superiore a dieci anni e in quantità superiore ai limiti di legge e che, avendo presentato domanda successivamente al 2 ottobre 2003, abbiano conseguentemente ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali di cui all’articolo 47 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, possono presentare domanda all’INPS per il riconoscimento della maggiorazione secondo il regime vigente al tempo in cui l’esposizione si è realizzata ai sensi dell’articolo 13, comma 8, della legge 27 marzo 1992, n. 257, e successive modificazioni.

 

 

12) Importo massimo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto: riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni

L’importo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. n. 201 del 2011, computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l’anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.

Alle pensioni anticipate nel sistema misto aventi decorrenza dal 1° gennaio 2015, liquidate in favore dei soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017, non si applica la riduzione percentuale prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni

(Inps, circolare n. 74 del 10 aprile 2015)

 

 

13) Conferma della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2014: indicazioni operative

Con Decreto del 5 dicembre 2014, il Ministero del lavoro ha confermato - per il 2014 - la riduzione contributiva prevista dall’articolo 29 del D.L. 244/1995 e successive modifiche e integrazioni, per gli operai a tempo pieno del settore edile. Si forniscono le indicazioni operative per l’ammissione ed il godimento del regime agevolato.

Il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 5 dicembre 2014 (allegato 1), assunto di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze - pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 53 del 5 marzo 2015 – ha confermato per l’anno 2014, nella misura dell’11,50 %, la riduzione contributiva a favore delle imprese edili, introdotta dall’articolo 29 del decreto legge n. 244 del 23 giugno 1995, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1995, n. 341, e successive modifiche e integrazioni.

Con la presente circolare si riepiloga la normativa che regola la materia, nonché l’insieme delle modalità operative.

Il beneficio consiste in una riduzione sui contributi dovuti – nella misura dell’11,50% – per le assicurazioni sociali diverse da quella pensionistica e si applica ai soli operai occupati 40 ore a settimana. Non spetta, quindi, per i lavoratori a tempo parziale.

Hanno diritto all’agevolazione contributiva i datori di lavori classificati nel settore industria con i codici statistici contributivi 11301, 11302, 11303, 11304 e 11305 e nel settore dell’artigianato con i codici statistici contributivi 41301, 41302, 41303, 41304 e 41305, nonché caratterizzati dai codici Ateco 2007 da 412000 a 439909.

Si ricorda che non costituiscono attività edili in senso stretto – pertanto sono escluse dalla riduzione contributiva in oggetto – le opere di installazione di impianti elettrici, idraulici ed altri lavori simili, contraddistinte dai codici Ateco 2007 da 432101 a 432909 e dai codici statistici contributivi 11306, 11307, 11308, 41306, 41307, 41308, sempre accompagnati dai codici di autorizzazione 3N e 3P.

Si osserva, inoltre, che l’agevolazione:

compete per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2014;

non trova applicazione sul contributo previsto dall’articolo 25, comma 4 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, destinato al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua e versato dai datori di lavoro, fino al 31 dicembre 2014, unitamente alla contribuzione a copertura della disoccupazione involontaria;

è subordinata al rispetto delle condizioni previste dall’art. 6, commi da 9 a 13, del d.l. 9 ottobre 1989 n. 338, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389, nonché da quelle dettate dall’art. 1, comma 1, del medesimo decreto, in materia di retribuzione imponibile.

Si osserva, inoltre, che la riduzione contributiva non spetta per quei lavoratori per i quali sono previste specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo (ad esempio, assunzione dalle liste di mobilità ai sensi della l. 223/1991).

Si ricorda altresì che in base all’art. 36 bis, comma 8, del decreto legge 223/2006, i datori di lavoro:

devono essere in possesso dei requisiti per il rilascio della certificazione di regolarità contributiva anche da parte delle casse edili;

non devono aver riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro nel quinquennio antecedente alla data di applicazione dell’agevolazione.

Le citate disposizioni, specifiche per il settore edile, si affiancano a quelle previste in via generale dall’art. 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, che impongono a tutti i datori di lavoro, che intendano fruire dei benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e di legislazione sociale, l’obbligo del rispetto del contratto collettivo, nonché il possesso dei requisiti di regolarità contributiva attestata tramite il documento unico di regolarità contributiva.

Si osserva al riguardo che, nel caso in cui venga accertata la non veridicità della dichiarazione, le sedi territorialmente competenti dell’Inps – oltre alla dovuta attivazione nei riguardi dell’autorità giudiziaria – procederanno al recupero delle somme indebitamente fruite.

Nei casi di omessa denuncia od omesso versamento delle somme dovute alle casse edili, continuerà inoltre a trovare applicazione la disposizione di cui all’art. 29, comma 3, del d.l. 244/1995, convertito con legge 341/1995.

Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda alle precisazioni già fornite, da ultimo, con il messaggio numero 6534 del 11 agosto 2014.

Modalità operative. Invio e gestione delle istanze e compilazione del flusso UniEmens.

Le istanze finalizzate all’applicazione della riduzione contributiva relativamente all’anno 2014 devono essere inviate esclusivamente in via telematica avvalendosi del modulo “Rid-Edil”, disponibile all’interno del cassetto previdenziale aziende del sito internet dell’Inps, nella sezione “comunicazioni on-line”, funzionalità “invio nuova comunicazione”.

Le domande presentate saranno sottoposte a controllo automatizzato da parte dei sistemi informativi centrali dell’Istituto e definite entro il giorno successivo. In caso di esito positivo, verrà aggiornata la posizione contributiva del datore di lavoro, al fine di consentire il godimento del beneficio; a tal fine verrà attribuito il Codice Autorizzazione 7N. L’esito sarà visualizzabile all’interno del cassetto.

I sistemi informativi centrali - in caso di esito positivo – attribuiranno alla posizione contributiva interessata il Codice Autorizzazione 7N per il periodo agosto 2014 – maggio 2015; per quanto concerne le istanze già inviate, la cui elaborazione ha determinato l’attribuzione del CA 7N fino a dicembre 2014, i sistemi informativi centrali provvederanno automaticamente a prolungarne la validità fino a maggio 2015.

In ogni caso lo sgravio si riferisce al periodo che va da gennaio a dicembre 2014.

Le aziende autorizzate potranno esporre lo sgravio nel flusso UniEmens, utilizzando le denunce contributive relative ai mesi di marzo, aprile e maggio 2015.

Trattandosi di riduzione contributiva riferita al 2014, va esposto il codice causale “L207”, che si riferisce al recupero di arretrati, nell’elemento <AltrePartiteACredito> di <DenunciaAziendale>.

Il codice causale “L206”, nell’elemento <AltreACredito> di <DatiRetributivi>, che si riferisce al beneficio corrente, non può viceversa essere esposto.

Nei casi di matricole sospese o cessate, il datore di lavoro, che deve recuperare lo sgravio per i mesi antecedenti la sospensione o la cessazione, inoltrerà l’istanza avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziendale, allegando una dichiarazione conforme al fac-simile allegato alla presente circolare (allegato n. 2); la sede Inps competente, verificata la spettanza del beneficio, attribuirà il codice “7N” relativamente all’ultimo mese in cui la matricola era attiva.

I datori di lavoro autorizzati alla riduzione contributiva secondo la modalità sopra descritta, ai fini della fruizione del beneficio spettante, dovranno avvalersi della procedura delle regolarizzazioni contributive (UniEmens/vig).

Per gli operai non più in forza, i datori di lavoro potranno fruire del beneficio valorizzando nella sezione individuale del primo flusso UniEmens utile gli stessi elementi previsti per gli operai ancora in forza; ovviamente non saranno valorizzate le settimane, i giorni retribuiti ed il calendario giornaliero.

Sarà invece valorizzato l’elemento <TipoLavStat> con il codice “NFOR”, che contraddistingue appunto gli operai non più in carico presso l’azienda.

Il beneficio può essere fruito entro il 16 giugno 2015, avvalendosi delle denunce contributive UniEmens con competenza fino al mese di maggio 2015.

I datori di lavoro possono inviare le domande per l’applicazione della riduzione contributiva relativa al 2014 fino al 15 giugno 2015.

(Inps, circolare n. 75 del 10 aprile 2015)

 

 

14) Applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

Come è noto, la legge di stabilità 2015 ha modificato l’istituto del ravvedimento operoso, ecco di seguito cosa più interessa nei riguardi dei contratti di locazione.

Ravvedimento prima registrazione

Per correggere un’eventuale omessa registrazione di un contratto di locazione (registrazione dell’atto dopo i trenta giorni), si applicano le seguenti sanzioni ridotte:

- se la correzione avviene entro 30 giorni, la sanzione da applicare sarà pari al 12% dell’imposta di registro da versare (1/10 di 120%);

- se la correzione avviene entro 90 giorni, la sanzione é pari al 13,33% dell’imposta di registro da versare (1/9 di 120%);

- se la correzione avviene entro 12 mesi, ovvero 365 giorni, la sanzione da applicare é pari al 15% dell’imposta di registro da versare (1/8 di 120%);

- se la correzione avviene entro due anni, la sanzione da applicare é al 17,14% dell’imposta di registro da versare (1/7 di 120%);

- se la correzione avviene oltre i due anni, la sanzione da applicare é al 20% dell’imposta di registro da versare (1/6 di 120%).

Ravvedimento per annualità successive

Per adempiere alla correzione di un mancato/omesso versamento per tutti gli adempimenti successivi (annualità successive, proroghe, cessioni, risoluzioni) le sanzioni da applicare sono le seguenti:

- se la correzione avviene entro 30 giorni, la sanzione da applicare é pari al 3% dell’imposta di registro da versare (1/10 di 30%);

- se la correzione avviene entro 90 giorni, la sanzione da applicare é pari al 3,33% dell’imposta di registro da versare (1/9 di 30%);

- se la correzione avviene entro 12 mesi, ovvero 365 giorni, la sanzione da applicare é pari al 3,75% dell’imposta di registro da versare (1/8 di 30%);

- se la correzione avviene entro due anni, la sanzione da applicare é pari al 4,29% dell’imposta di registro da versare (1/7 di 30%);

- se la correzione avviene oltre due anni, la sanzione da applicare sarà pari al 5% dell’imposta di registro da versare (1/6 di 30%).

Compilazione del Modello F24 Elide

Nel modello F24 Elide occorre riportare, oltre ai dati di coloro che procedono ad effettuare il versamento, del contribuente e del coobbligato (in questo caso locatore e conduttore), anche i nuovi codici tributo:

1507: Sanzioni da ravvedimento per tardiva prima registrazione;

1508: Interessi da ravvedimento per tardiva prima registrazione;

1509: Sanzioni da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi;

1510: Interessi da ravvedimento per tardivo versamento di annualità e adempimenti successivi.

 

Vincenzo D’Andò