Diario fiscale del 13 aprile 2015: l’applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

Pubblicato il 13 aprile 2015

enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi; esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali; isee disabili; studi di settore: nel Modello Unico 2015 previste nuove forme di correttivi, è mini rivoluzione?; revisione legale: restyling del modello di relazione sul bilancio sociale; modello 730 precompilato: con lo stesso codice Pin è possibile accedere sul web di Equitalia; spesometro: no a sanzioni sulle informazioni errate per le operazioni con San Marino, ritardo del modello; l’Agenzia delle entrate cancella 75 codici tributo nel Modello F24; gestione separata INPS/INARCASSA: iscrizione e obbligo contributivo; accesso al Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate; benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto; riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni; riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2014: indicazioni operative; applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

 

Indice:

1) Enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi

2) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali

3) Isee disabili: risposta a question time

4) Studi di settore: nel Modello Unico 2015 previste nuove forme di correttivi, è mini rivoluzione

5) Revisione legale: restyling del modello di relazione sul bilancio sociale

6) Modello 730 precompilato: con lo stesso codice Pin è possibile accedere sul web di Equitalia

7) Spesometro: no a sanzioni sulle informazioni errate per le operazioni con San Marino, ritardo del modello

8) L’Agenzia delle entrate cancella 75 codici tributo nel Modello F24

9) Gestione separata INPS/INARCASSA: iscrizione e obbligo contributivo

10) Accesso al Sistema informativo ISEE da parte degli enti erogatori di prestazioni sociali agevolate

11) Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto: prorogato il termine

12) Importo massimo complessivo del trattamento pensionistico nel sistema misto: riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni

13) Conferma della riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2014: indicazioni operative

14) Applicazione del ravvedimento operoso nei contratti di locazione

 

 

1) Enti non commerciali: obbligo di rendicontare anche ai terzi

Massima trasparenza, per gli enti non commerciali, nelle finalità (senza fini di lucro e solidaristiche) e nella gestione dell’attività (con obbligo di rendicontazione e di informazione per soci e terzi), nonché inseriti in un unico registro nazionale tenuto dal Ministero del welfare. E per il servizio civile scatta il riconoscimento del carattere «universale», aperto cioè a tutti, e su base volontaria, mentre per l’istituto del 5 per mille è in cantiere una riforma strutturale, per cambiare i criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso.

Tutto questo è contenuto nel disegno di legge delega per la revisione del terzo settore, che è stato approvato il 9 aprile 2015 in prima lettura alla Camera, con 297 voti favorevoli, 121 contrari, 50 astenuti, e andrà adesso al vaglio dei senatori. Il provvedimento, ha commentato il ministro Giuliano Poletti, conferirà al comparto «un quadro di regole certe» e consentirà di «introdurre misure per favorire la partecipazione attiva e responsabile delle persone» e stimolare la creazione di occupazione «attraverso il riordino e l'armonizzazione di incentivi e strumenti di sostegno».

Con una serie di decreti attuativi, che il governo dovrà emanare entro 12 mesi dal via libera definitivo al ddl, si punta innanzitutto a stabilire cosa s’intende per terzo settore, ovvero «il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità»; perimetro, questo, di cui non fanno parte «le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati e le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche». L’esecutivo sarà tenuto a effettuare una revisione organica della disciplina, attraverso la redazione di un codice per la raccolta e il coordinamento delle varie norme, all’insegna della semplificazione e della trasparenza, prevedendo un registro unico degli organismi del terzo settore. Inoltre, i futuri decreti delegati dovranno contenere un regime tributario di vantaggio, che tenga conto delle finalità solidaristiche e di utilità sociale degli enti non profit, poi si dovrà procedere al completamento della riforma strutturale della destinazione del 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi con una razionalizzazione e revisione dei criteri di accreditamento dei soggetti beneficiari e dei requisiti per l’accesso. E, ancora, ci saranno obblighi di pubblicità delle risorse ottenute con il 5 per mille, e verrà istituito un fondo rotativo di 50 milioni di euro per associazioni del terzo settore.

 

 

2) Esonero dall’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali

Ecco tutti i dati sulla grande distribuzione organizzata: I punti vendita della Gdo, che sono autorizzati a non rilasciare ai clienti scontrini fiscali, sono 7.491. Questo poiché trasmettono telematicamente l’ammontare degli incassi all’Agenzia delle entrate, come consentito dalla legge n. 311/2004. Questi esercizi appartengono a 217 imprese di medio-grandi dimensioni, sottoposte a tutoraggio ovvero ad attività di analisi del rischio, a seguito delle quali sono stati notificati 236 atti di accertamento. I dati, forniti dall’Agenzia delle entrate, sono stati resi il 9 aprile 2015, dal sottosegretario all’Economia in risposta a un question time in commissione finanze della camera dei deputati. A sollecitarli, un’interrogazione del Movimento 5 Stelle, che aveva chiesto di conoscere, in sostanza, un bilancio degli effetti delle speciali disposizioni dell'art. 1, commi 429 e seguenti, della legge n. 311/2004, con le quali è stato previsto che le imprese della grande distribuzione possono trasmettere telematicamente all’Agenzia delle entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri delle operazioni Iva effettuate, in sostituzione dell’obbligo di certificazione dei corrispettivi mediante rilascio di scontrini e ricevute fiscali. I numeri comunicati dal governo, aggiornati alla fine del 2014, evidenziano quindi che l’utilizzazione delle disposizioni ha proporzioni importanti. Considerato infatti che le misure sono destinate specificamente alla Gdo, oltre duecento adesioni per quasi 7.500 esercizi commerciali nel territorio nazionale sono numeri di tutto rispetto. L’interpellante aveva chiesto anche di sapere le forme di controllo adottate nei confronti di questi soggetti. In proposito, l’agenzia ha fatto presente che le imprese classificabili di grandi dimensioni (fatturato superiore a 100 milioni) sono sottoposte al cosiddetto «tutoraggio» ai sensi dell’art. 27 del dl n. 185/2009. Verso gli altri soggetti, di medie dimensioni, l’agenzia svolge un’attività di analisi del rischio, a seguito della quale ha notificato, per i periodi d’imposta dal 2006 in poi, 236 accertamenti.

 

 

3) Isee disabili: risposta a question time

Il nuovo Isee non penalizza i disabili. L’inclusione nell’indicatore delle pensioni di invalidità e delle indennità di accompagnamento è più che compensato dalle agevolazioni previste: sia con l’introduzione di franchigie «di per sé già superiori alla gran parte dei trattamenti» sia con la possibilità di detrarre totalmente l’ammontare percepito «se utilizzato per spese di assistenza personale o per collaboratori domestici». Per questo il governo impugnerà in Consiglio di stato le sentenze nn. 2454, 2458 e 2459 del 2015 del Tar Lazio, che hanno bocciato parzialmente il dpcm n. 159/2013 (cioè il regolamento del nuovo Isee). È quanto ha affermato il 9 aprile 2015 il sottosegretario all’Economia rispondendo in commissione finanze alla camera a un’interrogazione presentata da Forza Italia. Veniva chiesto al governo quali iniziative fossero in cantiere per rafforzare gli strumenti fiscali in favore dei soggetti portatori di disabilità e delle loro famiglie, anche alla luce delle pronunce del Tar.

Fondi europei e Iva

Il fatto che determinati beni o servizi siano acquistati con contributi europei erogati a fondo perduto non pregiudica la detraibilità dell’Iva. Per i beneficiari dei fondi resta confermata la regola generale disposta dall’articolo 19 del dpr n. 633/1972: l’imposta è detraibile nella misura in cui il soggetto passivo utilizza detti beni e servizi per l’effettuazione di operazioni soggette a Iva. Non spetta alcuna detrazione, pertanto, se il percipiente realizza esclusivamente operazioni fuori campo come i servizi di formazione. È quanto precisa il ministero dell’Economia rispondendo all’interrogazione di un esponente del Pd, che chiedeva chiarimenti sulla qualificazione ai fini Iva dei contributi erogati dal Fondo sociale europeo a favore degli organismi di formazione professionale.

Tax gap

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