Diario quotidiano del 7 aprile 2015, società cessate: l’Amministrazione finanziaria ha 5 anni di tempo per contestare i gravami fiscali ma questo non vale per il passato…

Pubblicato il 7 aprile 2015

società estinte: stop alla “resurrezione” fiscale retroattiva; ecobonus 2015: è già operativo; statistiche sulle dichiarazioni dei redditi: gli autonomi meglio degli imprenditori; slot machine: 200 milioni di euro da pagare entro il 30 aprile 2015; anno di imposta 2014: approvate le specifiche tecniche per l’invio dei dati presenti nelle schede per la scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF; false valutazioni in bilancio punibili solo in presenza di dolo; agevolazioni fiscali e contributive ZFU: non applicabilità dei limiti di fruizione; welfare: CIG in deroga anche negli studi professionali; i soggetti mensili devono inviare lo spesometro 2014 entro il 10 aprile 2015; solo dopo l’avvenuta definizione dell’accertamento fiscale, l’Inps può rivendicare la propria pretesa; convenzione tra Inail e Inps per l’erogazione della indennità nei casi di dubbia competenza; crisi economica: commercialisti, la ripresa ancora non c’è; nuovo IFRS 11: circolare di Assonime sulla determinazione dell’imponibile IRES ed IRAP; assonime: novità sul credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi;circolare di Assonime sulle nuove deduzioni Irap

 

 Indice:

 1) Società estinte: stop alla   “resurrezione” fiscale retroattiva

 2) Ecobonus 2015: è già operativo

 3) Statistiche sulle dichiarazioni   dei redditi: gli autonomi meglio degli imprenditori

 4) Slot machine: 200 milioni di   euro da pagare entro il 30 aprile 2015

 5) Anno di imposta 2014: approvate   le specifiche tecniche per l’invio dei dati presenti nelle schede per la   scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF

 6) False valutazioni in bilancio   punibili solo in presenza di dolo

 7) Agevolazioni fiscali e   contributive ZFU: non applicabilità dei limiti di fruizione

 8) Welfare: CIG in deroga anche   negli studi professionali

 9) I soggetti mensili devono   inviare lo spesometro 2014 entro il 10 aprile 2015

 10) Solo dopo l’avvenuta   definizione dell’accertamento fiscale, l’Inps può rivendicare la propria   pretesa

 11) Convenzione tra Inail e Inps   per l’erogazione della indennità nei casi di dubbia competenza

 12) Crisi economica:   commercialisti, la ripresa ancora non c’è

 13) Nuovo IFRS 11: circolare di   Assonime sulla determinazione dell’imponibile IRES ed IRAP

 14) Assonime: novità sul credito di   imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

 15) Circolare di Assonime sulle   nuove deduzioni Irap

 

 

1) Società estinte: stop alla “resurrezione” fiscale retroattiva

L’Amministrazione finanziaria ha 5 anni di tempo per contestare i gravami fiscali alle società chiuse. Ma questo non vale per il passato.

Così sostanzialmente si è espressa la Corte di Cassazione, respingendo, così, la tesi interpretativa portata avanti dall’Agenzia delle entrate.

In sostanza, occorre che l’istanza di cancellazione sia pervenuta dopo il 13 dicembre 2014. Dunque, la norma (al contrario di quanto sostenuto dall’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 6/2015) non è retroattiva essendo una disposizione di natura «sostanziale» e non «procedimentale».

È quanto sancisce la Suprema Corte con la sentenza n. 6743 del 2 aprile 2015, che fissa un primo importante e molto atteso paletto sul decreto semplificazioni.

Insomma, dopo aver attentamente esaminato la norma e le sue contraddizioni, i Supremi giudici scrivono che «il comma 4 dell'art. 28 del dlgs n. 175 del 2014, recante disposizioni di natura sostanziale sulla capacità della società cancellata dal registro delle imprese, non ha efficacia retroattiva e, pertanto, il differimento quinquennale (operante nei soli confronti dell'amministrazione finanziaria e degli altri enti creditori o di riscossione, indicati nello stesso comma, con riguardo a tributi o contributi) degli effetti dell’estinzione della società derivanti dall'art. 2495, secondo comma, cod. civ. si applica esclusivamente ai casi in cui la richiesta di cancellazione della società dal registro delle imprese (richiesta che costituisce il presupposto di tale differimento) sia presentata nella vigenza di detto decreto legislativo (cioè il 13 dicembre 2014 o successivamente)».

Vale a dire l’Amministrazione finanziaria ha più tempo per riscuotere i suoi crediti solo nei confronti di società, di capitali e di persone, il cui liquidatore ha fatto istanza di cancellazione dopo il 13 dicembre 2014, giorno di entrata in vigore della nuova norma.

In altre parole in base al comma 4 dell'art. 28, gli effetti dell’estinzione della società, qualora derivi però da una cancellazione dal registro delle imprese disposta su richiesta, sono differiti per cinque anni, decorrenti dalla richiesta di cancellazione, con spostamento limitato al settore tributario e contributivo. Ciò nel senso che l’estinzione intervenuta durante tale periodo non fa venir meno la «validità» e l'«efficacia» sia degli atti di liquidazione, di accertamento, di riscossione relativi a tributi e contributi, sanzioni e interessi, sia degli atti processuali afferenti a giudizi concernenti detti tributi e contributi, sanzioni e interessi. In più, spiega ancora la Cassazione, il differimento degli effetti dell’estinzione non opera necessariamente per un quinquennio, ma per l'eventuale minor periodo che risulta al netto dello scarto temporale tra la richiesta di cancellazione e l'estinzione.

La norma è stata oggetto anche della circolare dell’Agenzia delle entrate n. 31/E del 2014 che ha sostenuto la tesi della possibilità di riscuotere i crediti delle società estinte per cinque anni anche nel caso di istanza presentata prima del 13 dicembre 2014. Per l’amministrazione, dunque, il decreto semplificazioni estenderebbe la possibilità del fisco di recuperare i suoi crediti dalle aziende cancellate tout court, a prescindere dalla data di estinzione. Nella circolare si legge che «sempre nell’ambito della semplificazione fiscale, il comma 4 dell’art. 28 del decreto stabilisce che - ai soli fini della liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi – l’estinzione della società, disciplinata dall'art. 2495 del codice civile, produce effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese. Trattandosi di norma procedurale, si ritiene che la stessa trova applicazione anche per attività di controllo fiscale riferite a società che hanno già chiesto la cancellazione dal registro delle imprese o già cancellate dallo stesso registro prima della data di entrata in vigore del decreto in commento». Ma la decisione della Cassazione del 2 aprile 2015 viene incontro alle esigenze delle imprese.

 

 

2) Ecobonus 2015: è già operativo

Dal mese di aprile, è possibile inviare on line, sul portale ENEA (finanziaria2015.enea.it), la documentazione per richiedere le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, ultimati entro il 31 dicembre 2015.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha infatti fatto sapere il 2 aprile 2015 di “proseguire nell’attuazione delle misure volute dal Governo per la promozione di interventi di risparmio ed efficienza energetica che rappresentano un importante volano di sviluppo per l’economia nazionale”.

In questo ambito, ha spiegato il MISE, si inserisce la piena operatività dell’ecobonus 2015: come anticipato, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha pubblicato, su indicazione dello stesso Ministero, la documentazione per richiedere le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi che verranno realizzati nel corso del 2015.In questo modo, il Ministero ha voluto assicurare immediata operatività alle norme previste nella legge di stabilità 2015, che ha esteso il meccanismo delle detrazioni fiscali all’acquisto e posa in opera di schermature solari e all’istallazione di impianti dotati di generatore di calore alimentati a biomasse combustibili.

Sul sito www.efficienzaenergetica.enea.it sono comunque reperibili tutte le informazioni necessarie ai cittadini che hanno già avviato o intendono avviare i lavori, per i quali è previsto il meccanismo delle detrazioni fiscali.

 

 

3) Statistiche sulle dichiarazioni dei redditi: gli autonomi meglio degli imprenditori

I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 35.660 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 17.650 euro.

Il Dipartimento delle Finanze ha, infatti, pubblicato, il 2 aprile 2015, le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative all’anno d'imposta 2013, a sei mesi dal termine di presentazione (30 settembre 2014).

L’accelerazione impressa negli ultimi anni dal Dipartimento delle Finanze alle procedure di validazione statistica ed il continuo miglioramento delle attività di ricezione e trattamento delle dichiarazioni