Diario quotidiano del 2 aprile 2015: rimborsi Iva: modello TR, dal 31 marzo 2015 é disponibile il software, tutte le novità

Pubblicato il 2 aprile 2015

Voluntary disclosure: ecco le regole per i residenti di Campione d’Italia; apertura start up facile (niente notaio); studi di settore: modifiche in G.U.; rimborsi Iva: modello TR, dal 31 marzo 2015 é disponibile il software; termini di redazione del bilancio abbreviato; incentivi per le PMI innovative: decreto in G.U.; dal 31 marzo 2015 la fattura è elettronica per tutta la PA; diritto alla disoccupazione agricola per i lavoratori assunti con contratto triennale; studi di settore: per l’accertamento fiscale occorrono “gravi incongruenze”; studi di settore: ecco le particolari condizioni che mettono al riparo i contribuenti dagli accertamenti; tasse automobilistiche: niente esenzioni per le auto storiche; 730 precompilato: assistenza e informazione a tutto campo; Fisco: accordo di collaborazione tra Italia e Vaticano; torna il reato di falso in bilancio: ecco cosa cambia; Entrate e Inps: con il pin, accesso ai servizi on line e al modello Cu; nuovo contratto per i bancari, aumento di 85 euro in 3 anni

 

 Indice:

 1) Voluntary disclosure: ecco le regole per i residenti di Campione d’Italia

 2) Apertura start up facile (niente notaio)

 3) Studi di settore: modifiche in G.U.

 4) Rimborsi Iva: modello TR, dal 31 marzo 2015 é disponibile il software

 5) Termini di redazione del bilancio abbreviato

 6) Incentivi per le PMI innovative: decreto in G.U.

 7) Dal 31 marzo 2015 la fattura è elettronica per tutta la PA

 8) Diritto alla disoccupazione agricola per i lavoratori assunti con contratto triennale

 9) Studi di settore: per l’accertamento fiscale occorrono “gravi incongruenze”

 10) Studi di settore: ecco le particolari condizioni che mettono al riparo i contribuenti dagli   accertamenti

 11) Tasse automobilistiche: niente esenzioni per le auto storiche

 12) 730 precompilato: assistenza e informazione a tutto campo

 13) Fisco: accordo di collaborazione tra Italia e Vaticano

 14) Torna il reato di falso in bilancio: ecco cosa cambia

 15) Entrate e Inps: con il pin, accesso ai servizi on line e al modello Cu

 16) Nuovo contratto per i bancari, aumento di 85 euro in 3 anni

 

 

1) Voluntary disclosure: ecco le regole per i residenti di Campione d’Italia

Per le attività detenute in Svizzera non si applica il raddoppio dei termini dell’accertamento previsto per la violazione degli obblighi sul monitoraggio fiscale.

Definite, con il provvedimento direttoriale n. 44910 del 31 marzo 2015, le regole sulla voluntary disclosure valide per gli imponibili di attività costituite o detenute in Svizzera dai residenti di Campione d’Italia. Il provvedimento è emanato in attuazione dell’articolo 5-quater, comma 6 del Dl 167/1990, che prevedeva una disposizione ad hoc per i cittadini residenti in tale comune, in considerazione della particolare collocazione geografica del comune.

I residenti nel comune di Campione d’Italia, nonostante esonerati dagli obblighi sul monitoraggio fiscale per i redditi da lavoro e pensionistici e per gli investimenti e attività finanziarie detenute presso gli istituti elvetici (compilazione del modulo RW), possono avvalersi della collaborazione volontaria per l’emersione degli imponibili relativi ad attività costituite o detenute in Svizzera.

Il provvedimento ricorda l’esclusione dall’obbligo di compilazione del modulo RW relativo ai redditi da lavoro e pensionistici prevista dall’articolo 4, comma 1, del Dl 167. Sottolinea, inoltre, che in applicazione dell’articolo 38, comma 13, del Dl 78/2010, tale esonero deve essere riferito anche agli investimenti e alle attività di natura finanziaria detenute in Svizzera da suddetti residenti.

Per i residenti nel comune di Campione, inoltre, non vale la regola che prevede, in caso di omessa dichiarazione di investimenti e attività finanziaria detenuti nei paradisi fiscali, il raddoppio dei termini a disposizione dell’Amministrazione fiscale per poter effettuare gli avvisi di accertamento ordinario (articolo 12, comma 2-bis del Dl 78/2009).

Tale disposizione, introdotta dal “decreto milleproroghe” del 2009 (Dl 194/2009), ha inasprito le misure volte a contrastare la localizzazione dei redditi nei paradisi fiscali, prevedendo che, in caso di violazione degli obblighi dichiarativi, gli avvisi di accertamento possano essere notificati entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di cui è stata presentata la dichiarazione (quarto anno, invece, secondo la disciplina ordinaria).

Infine, riguardo le regole generali e le modalità di accesso alla procedura di collaborazione volontaria, viene fatto rinvio al precedente provvedimento del 30 gennaio 2015.

 

 

2) Apertura start up facile (niente notaio)

Start-up innovative, costituzione e successive modifiche possono avvenire senza notaio.

Possono, quindi, essere evitate dalle nuove imprese le spese notarili, che vanno da € 1.000 a € 2.500 circa, possono essere evitate dalle nuove imprese.

Un sito del ministero dello sviluppo economico, appositamente dedicato permetterà alle stesse di ricercare agevolazioni. Sono queste le novità principali dell’Investment compact per le start-up innovative. Grazie a quanto introdotto dall’art. 10-bis della legge n. 33 del 24 marzo 2015, per le Pmi è possibile eliminare il passaggio dal notaio. Per farlo, l’atto costitutivo e le successive modificazioni dovranno essere redatti secondo un modello uniforme che sarà adottato con decreto del ministro dello sviluppo economico.

L’operatività della nuova norma è subordinata, a questo punto, solo alla messa a disposizione del modello. Una volta disponibile, dovrà essere compilato e firmato digitalmente dai soci. Poi, a cura degli stessi, dovrà essere trasmesso al competente ufficio del registro delle imprese. Resta comunque la possibilità per le imprese di passare dal notaio se ritenuto opportuno e di inserire condizioni particolari negli atti costitutivi.

Secondo quanto dispone l’art. 10-bis della legge 24 marzo 2015 «l’atto costitutivo e le successive modificazioni di start-up innovative sono redatti per atto pubblico ovvero per atto sottoscritto con le modalità previste dall’articolo 24 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82». Inoltre, dall’art. 24, relativo alla firma digitale, al punto 2 emerge la specifica che l’apposizione di firma digitale integra e sostituisce l’apposizione di sigilli, punzoni, timbri, contrassegni e marchi di qualsiasi genere a ogni fine previsto dalla normativa vigente.

La possibilità di costituire start up innovative senza notaio ha generato malcontento nella categoria notarile.

PMI innovative

L’articolo 4 del Decreto legge introduce la nuova categoria delle “Piccole e medie imprese innovative”. Queste imprese possono accedere a semplificazioni ed agevolazioni che per ora sono riservate solo alle start up innovative.

Requisiti per essere considerate PMI innovative

Le piccole e medie imprese innovative sono imprese residenti in Italia, costituite come società di capitali che occupano meno di 250 dipendenti ed il cui fatturato non supera i 50 milioni di euro (o in alternativa il cui totale di bilancio non supera i 43 milioni di euro).

Possiedono almeno due dei seguenti requisiti:

- sostenimento di spese in ricerca e sviluppo alle quali si affiancano quelle relative all’innovazione che possono essere ad esempio spese per l’acquisto di tecnologia ad alto contenuto innovativo;

- impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;

- sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Resta da capire se le PMI potranno accedere alle agevolazioni concesse alle start up innovative in materia di esonero da bolli e diritti camerali e per quanto concerne la disciplina in materia di lavoro per le assunzioni dei lavoratori.

Start up innovative senza notaio

Nello specifico:

- viene ampliato il requisito relativo alla costituzione della start up innovativa che se prima doveva essere costituita da non più di 48 mesi, adesso lo deve essere da non più di 60 mesi;

- si estende fino al quinto anno (prima era il quarto) dopo l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese l’esonero dal pagamento dell’imposta di bollo, dei diritti di segreteria e dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle Camere di commercio.

Al comma 10-bis sono introdotti alcuni requisiti di forma per l’atto costitutivo delle start up innovative cioé la possibilità di costituire queste società con la sola firma digitale non autenticata su un modello standard. I soci potrebbero quindi usare le proprie firme digitali per firmare l’atto costitutivo senza ricorrere al notaio per l’atto pubblico.

Da qui la protesta del Notariato sulla mancanza di controlli di legalità preventivi come quello antiriciclaggio che avvengono per gli atti di costituzione delle società siglati con la sola firma digitale.

Secondo il Notariato, le disposizioni di legge sarebbero in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva del Parlamento e del Consiglio d’Europa 16 settembre 2009, n. 2009/101/CE che prevede la forma di atto pubblico quando non è previsto, come in questo caso, un controllo giudiziario, né un controllo amministrativo.

 

 

3) Studi di settore: modifiche in G.U.

Accertamento da studi di settore: sono apparse nella G.U. le modifiche per il periodo d’imposta 2014, difatti, il DM 30 marzo 2015 individua le integrazioni sulla base di una serie di note tecni