TASI e IMU: le novità di fine marzo 2015

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 27 marzo 2015



segnaliamo due importanti provvedimenti inerenti la tassazione locale sugli immobili: le caratteristiche uniformi della dichiarazione TASI a livello nazionale ed i nuovi coefficienti utilizzabili per determinare il valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D

Segnaliamo due importanti provvedimenti inerenti la tassazione locale sugli immobili: le caratteristiche uniformi della dichiarazione TASI a livello nazionale ed i nuovi coefficienti utilizzabili per determinare il valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D.



1) Il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido in tutta l’Italia

Anche il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale. No a svariati modelli per ogni comune.

Lo ha precisato il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione n. 3/DF del 25 marzo 2015.

Dichiarazione TASI con modello unico

Dunque, il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale: all’interno della disciplina generale del tributo, infatti, non vi sono norme dalle quali sia possibile desumere la facoltà per i comuni di predisporre autonomamente i modelli di dichiarazione concernenti la TASI; tanto più che ciò sarebbe in conflitto con i principi di semplificazione amministrativa degli adempimenti dei contribuenti, già realizzati con l’IMU.

Il modello di dichiarazione TASI deve essere approvato con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze. È quanto si deduce dalla lettura delle norme che disciplinano la TASI. Ne deriva che non è corretta la prassi seguita da diversi comuni, che hanno emanato appositi modelli, validi nel proprio territorio, ai fini della dichiarazione relativa alla TASI.

In base alle previsioni della legge di Stabilità 2014, i soggetti passivi presentano la dichiarazione relativa alla IUC (composta da IMU, TASI e TARI) entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo.

La dichiarazione deve essere redatta “su modello messo a disposizione dal comune”.

Al comune è demandato esclusivamente l’onere di mettere a disposizione il modello ma non anche di predisporlo.

Infatti, la legge stabilisce espressamente che “ai fini della dichiarazione relativa alla TASI si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell’IMU”. A questo proposito, il D.L. n. 201/2011 prevede che la dichiarazione IMU deve essere presentata “utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23” il quale, a sua volta, stabilisce che “con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, sono approvati i modelli della dichiarazione”.

Pertanto, anche il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale né si riscontrano all’interno della disciplina generale del tributo norme dalle quali sia possibile desumere la facoltà per i comuni di predisporre autonomamente modelli di dichiarazione concernenti la TASI.

La risoluzione:

Pervengono alla Scrivente numerosi quesiti nei quali si segnala che diversi comuni hanno emanato un apposito modello, valido nel proprio territorio, ai fini della dichiarazione relativa al tributo per i servizi indivisibili (TASI). Tale scelta costringerebbe i contribuenti, soprattutto quelli che hanno immobili dislocati in più comuni, a dover informarsi presso ciascun comune circa l’adozione di eventuali modelli di dichiarazione e, in caso positivo, ad adattare le proprie procedure in relazione alle varie modalità di compilazione richieste nei diversi modelli.

In tal modo sarebbe impossibile predisporre una procedura e un software unici per assolvere gli obblighi dichiarativi.

Pertanto, al fine di superare tale criticità, è stata rappresentata la necessità di poter disporre di un unico modello di dichiarazione valevole per l’intero territorio nazionale.

Al riguardo, esaminata la fattispecie, si ritiene che, dalla lettura delle norme che disciplinano la TASI, emerge che il modello di dichiarazione deve essere approvato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

In particolare, l’art. 1, comma 639 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 stabilisce che l’imposta unica comunale (IUC) si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

Attesa la stretta interconnessione tra i menzionati tributi, il Legislatore ha previsto alcune disposizioni comuni, tra le quali, per quanto qui di interesse, figurano quelle contenute nel successivo comma 684, in base al quale i soggetti passivi presentano la dichiarazione relativa alla IUC entro il termine del 30 giugno dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo.

Il successivo comma 685 dispone che la dichiarazione deve essere redatta “su modello messo a disposizione dal comune”. Si sottolinea che dalla semplice lettura della norma in questione, emerge che al comune è demandato esclusivamente l’onere di mettere a disposizione il modello ma non anche di predisporlo.

Tanto è vero ciò, che il successivo comma 687 stabilisce espressamente che “ai fini della dichiarazione relativa alla TASI si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell'IMU”. A questo proposito, occorre ricordare che l’art. 13, comma 12-ter del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 prevede che la dichiarazione IMU deve essere presentata “utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23” il quale, a sua volta, stabilisce che “con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Associazione Nazionale Comuni Italiani, sono approvati i modelli della dichiarazione…”.

Da tale ricostruzione normativa appare evidente che anche il modello di dichiarazione TASI, emanato secondo le anzidette modalità, deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale né si riscontrano all’interno della disciplina generale del tributo norme dalle quali sia possibile desumere la facoltà per i comuni di predisporre autonomamente modelli di dichiarazione concernenti la TASI, i quali, tra l’altro, confliggerebbero con i principi di semplificazione amministrativa degli adempimenti dei contribuenti, già realizzati con l’IMU.

Si deve, infine, ricordare che la Scrivente, nelle FAQ del 3 giugno 2014, già si era espressa sull’argomento, precisando nelle risposte alle FAQ n. 20 e 21 relative agli alloggi sociali e agli immobili posseduti dai soggetti appartenenti alle Forze armate che, data la sostanziale identità delle informazioni richieste ai fini del controllo dell’esatto adempimento relativo ai tributi in oggetto “La dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI”.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, risoluzione n. 3/DF del 25 marzo 2015)



IMU/TASI: determinazione del valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D

Il MEF, Dipartimento delle Finanze, ha pubblicato il 25 marzo 2015, sul proprio sito internet, il Decreto del 25 marzo 2015 per determinare il valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D.

Aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile

Ai fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) dovuti per l’anno 2015, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure:



per l’anno 2015 = 1,01

per l’anno 2014 = 1,01

per l’anno 2013 = 1,02

per l’anno 2012 = 1,04

per l’anno 2011 = 1,07

per l’anno 2010 = 1,09

per l’anno 2009 = 1,10

per l’anno 2008 = 1,14

per l’anno 2007 = 1,18

per l’anno 2006 = 1,21

per l’anno 2005 = 1,25

per l’anno 2004 = 1,32

per l’anno 2003 = 1,36

per l’anno 2002 = 1,41

per l’anno 2001 = 1,44

per l’anno 2000 = 1,49

per l’anno 1999 = 1,51

per l’anno 1998 = 1,54

per l’anno 1997 = 1,58

per l’anno 1996 = 1,63

per l’anno 1995 = 1,67

per l’anno 1994 = 1,73

per l’anno 1993 = 1,76

per l’anno 1992 = 1,78

per l’anno 1991 = 1,81

per l’anno 1990 = 1,90

per l’anno 1989 = 1,99

per l’anno 1988 = 2,07

per l’anno 1987= 2,25

per l’anno 1986 = 2,42

per l’anno 1985 = 2,59

per l’anno 1984 = 2,76

per l’anno 1983 = 2,94

per l’anno 1982 e anni precedenti =

 

Il suddetto decreto verrà poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

 

26 marzo 2015

Vincenzo D’Andò e Luca Bianchi