TASI e IMU: le novità di fine marzo 2015

Segnaliamo due importanti provvedimenti inerenti la tassazione locale sugli immobili: le caratteristiche uniformi della dichiarazione TASI a livello nazionale ed i nuovi coefficienti utilizzabili per determinare il valore dei fabbricati classificabili nel gruppo catastale D.

1) Il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido in tutta l’Italia

Anche il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale. No a svariati modelli per ogni comune.

Lo ha precisato il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione n. 3/DF del 25 marzo 2015.

Dichiarazione TASI con modello unico

Dunque, il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale: all’interno della disciplina generale del tributo, infatti, non vi sono norme dalle quali sia possibile desumere la facoltà per i comuni di predisporre autonomamente i modelli di dichiarazione concernenti la TASI; tanto più che ciò sarebbe in conflitto con i principi di semplificazione amministrativa degli adempimenti dei contribuenti, già realizzati con l’IMU.

Il modello di dichiarazione TASI deve essere approvato con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze. È quanto si deduce dalla lettura delle norme che disciplinano la TASI. Ne deriva che non è corretta la prassi seguita da diversi comuni, che hanno emanato appositi modelli, validi nel proprio territorio, ai fini della dichiarazione relativa alla TASI.

In base alle previsioni della legge di Stabilità 2014, i soggetti passivi presentano la dichiarazione relativa alla IUC (composta da IMU, TASI e TARI) entro il termine del 30 giugno dell’anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo.

La dichiarazione deve essere redatta “su modello messo a disposizione dal comune”.

Al comune è demandato esclusivamente l’onere di mettere a disposizione il modello ma non anche di predisporlo.

Infatti, la legge stabilisce espressamente che “ai fini della dichiarazione relativa alla TASI si applicano le disposizioni concernenti la presentazione della dichiarazione dell’IMU”. A questo proposito, il D.L. n. 201/2011 prevede che la dichiarazione IMU deve essere presentata “utilizzando il modello approvato con il decreto di cui all’articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23” il quale, a sua volta, stabilisce che “con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, sono approvati i modelli della dichiarazione”.

Pertanto, anche il modello di dichiarazione TASI deve essere unico e valido su tutto il territorio nazionale né si riscontrano all’interno della disciplina generale del tributo norme dalle quali sia possibile desumere la facoltà per i comuni di predisporre autonomamente modelli di dichiarazione concernenti la TASI.

La risoluzione:

Pervengono alla Scrivente numerosi quesiti nei quali si segnala che diversi comuni hanno emanato un apposito modello, valido nel proprio territorio, ai fini della dichiarazione relativa al tributo per i servizi indivisibili (TASI). Tale scelta costringerebbe i contribuenti, soprattutto quelli che hanno immobili dislocati in più comuni, a dover informarsi presso ciascun comune circa l’adozione di eventuali modelli di dichiarazione e, in caso positivo, ad adattare le proprie procedure in relazione alle varie modalità di compilazione richieste nei diversi modelli.

In tal modo sarebbe impossibile predisporre una procedura e un software unici per assolvere gli obblighi dichiarativi.

Pertanto, al fine di superare tale criticità, è stata rappresentata la necessità di poter disporre di un unico modello di dichiarazione valevole per l’intero territorio nazionale.

Al riguardo, esaminata la fattispecie, si ritiene che, dalla lettura delle norme che disciplinano la TASI, emerge che il modello di dichiarazione deve essere approvato con decreto del Ministro…

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