Split payment e reverse charge: chiarimenti in merito all’applicazione alternata dei rispettivi regimi

di Massimo Pipino

Pubblicato il 3 marzo 2015

l'applicazione di split payment e reverse charge può creare dei dubbi: proviamo a chiarire l'alternatività fra i 2 regimi IVA

Split payment e reverse charge ad applicazione alternata. È questo quanto si desume dal disposto dell’articolo 17-ter, D.P.R. n. 633/1972, secondo il quale il meccanismo dello split paymentsi applica a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, ad eccezione delle:

  • cessioni di beni e le prestazioni di servizi per le quali i cessionari o committenti siano debitori d’imposta (reverse charge);

  • prestazioni di servizi soggette a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto (i.e. prestazioni professionali territorialmente rilevanti).



Inoltre, nel silenzio della norma, sono da ritenersi escluse dallo split payment anche le operazioni alle quali il meccanismo dello split payment non può essere concretamente applicato, in quanto, in base a disposizioni di legge, l’imposta non è distintamente evidenziata in fattura, ossia:

  • le operazioni soggette ai regimi speciali (regime del margine relativo ai beni usati, regime base da base delle agenzie di viaggio);

  • le operazioni soggette ai regimi monofase dell’articolo 74, D.P.R. n. 633/1972 (ad esempio per il settore dell’editoria);

  • operazioni non documentate da fattura ma da scontrini o ricevute fiscali.



Ciò trova conferma anche nel D.M. 23 gennaio 2015 nel quale sono stati identificati termini e modalità di versamento dell’IVA da parte delle Pubbliche Amministrazioni: al ricorrere delle