La programmazione aziendale è importante


 

Le piccole imprese italiane, vuoi per dimensione, vuoi per scarsa attitudine all’innovazione informatica e gestionale, da sempre ignorano o quasi i benefici connessi ad una corretta e puntuale programmazione produttiva.

 

Vero è che se si vuole programmare quali sono i fabbisogni futuri di materia prima, occorre affiancarsi ad una gestione di magazzino che, seppur semplice, sia efficace nell’amministrare le scorte di ogni codice evidenziando la corretta giacenza e riducendo al minimo gli errori. Scorta minima, scorta di sicurezza e lead time oramai vengono agevolmente gestiti anche dai programmi per PC più economici presenti sul mercato. In funzione di questi aspetti la programmazione assume un ruolo chiave nella vita aziendale di tutti i giorni, a prescindere da quella che possa essere la dimensione di un’attività, il suo fatturato o il numero di dipendenti. Tuttavia per poter programmare o, più semplicemente, per poter conoscere perlomeno i fabbisogni di materia prima necessari alla realizzazione delle commesse in portafoglio (sia esse caratterizzate da prodotti standardizzabili che da lavori unici ed irripetibili) è necessario aver definito i quantitativi di materia standard compresi in ogni codice prodotto finito.

A quel punto è possibile “esplodere” i fabbisogni di materia prima in modo da conoscere innanzitutto le quantità corrette da utilizzare in produzione, osservare se le quantità richieste siano presenti in magazzino ed infine conoscere il fabbisogno monetario al quale si andrà incontro rispetto le quantità non presenti e quindi ordinabili (ferme restando le dilazioni di pagamento riconosciute dai propri fornitori). L’utilità della programmazione produttiva risiede nel fatto che, già a primo acchito, il piccolo imprenditore può conoscere il giusto numero di unità necessarie alla realizzazione del portafoglio prodotti ad esempio della settimana o del mese successivo. Questa conoscenza lo porta a meglio gestire l’approvvigionamento di quelle materie che, ad esempio, richiedono un periodo più o meno lungo di consegna da parte del fornitore o dei fornitori abituali; difatti una delle cause più frequenti di perdite di tempo lungo i reparti produttivi riguarda la mancanza di componenti o materie che potrebbe essere agevolmente evitata proprio grazie alla consapevolezza, con un giusto anticipo, di ciò che manca e ciò che invece è presente e disponibile in azienda.

 

Di contro una delle cause di maggiore difficoltà monetaria è sempre più spesso una gestione delle scorte grossolana, caratterizzata da materia prima che spesso si “sedimenta” all’interno dei magazzini creando slow moving (codici a lento rigiro) o addirittura obsoleto. Ciò è dovuto ad una scarsa consapevolezza di ciò che realmente serve in produzione, approvvigionandosi quindi solo al fine di andare a ripristinare livelli di scorte minime magari non più idonei a supportare le esigenze produttive aziendali. La programmazione produttiva riveste un ruolo strategico nella vita di un’azienda, con essa è possibile realizzare il primo passo verso la lean production (produzione snella), che regge le proprie basi sul concetto di “acquistare quando è necessario produrre”, limitando al minimo le giacenze presenti in magazzino e soprattutto, avere la disponibilità del proprio acquisto il giorno prima dell’utilizzo in produzione.

Facendo un passo oltre, la programmazione può essere agevolmente estesa anche ad una corretta gestione dei monte ore dei reparti. Grazie alla presenza delle distinte base si è in grado di conoscere le ore standard richieste per reparto così da paragonarle ai monte ore dei reparti stessi ed evitare/gestire sottosaturazioni o antipatiche sovrasaturazioni. È facile immaginare come un’altra causa frequente di scarsa produttività sia dovuta alla cattiva gestione delle risorse umane lungo i reparti ed ai relativi colli di bottiglia che ne derivano. Nel terzo millennio, la scusa della piccola dimensione o della produzione artigianale non regge più. Una corretta gestione aziendale prescinde dal numero di dipendenti o dai fatturati realizzati, una corretta gestione aziendale dev’essere implementata semplicemente perché si è presenti sul mercato.

 

Se poi le dimensioni non permettono assunzioni di personale qualificato, ecco che nascono interessanti opportunità anche per i commercialisti.

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18 marzo 2015

Commercialista telematico


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