Diario quotidiano del 27 marzo 2015: cinque per mille dell’IRPEF anno 2015 tutti i chiarimenti

Pubblicato il 27 marzo 2015



per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE; provvedimenti pubblicati in G.U.: dall’Imu sui terreni agricoli al bonus per le attività cinematografiche; Regione Sicilia - accise energia elettrica: si paga con dal 1° giugno 2015; chiarimenti sulla comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili del modello 730-4; pubblicato il disciplinare tecnico Isee; INAIL: comunicazione dati sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria; rivalutazione assegno per il nucleo familiare numeroso e assegno di maternità – anno 2015; esercizio abusivo della professione: ipotesi di inasprimento delle pene; banche popolari: pubblicata in G.U. la nuova disciplina c.d. “Investment Compact”; é legittima la notifica della cartella di Equitalia eseguita mediante raccomandata A/R; dirigenti assunti senza concorso: niente rischi di invalidità degli avvisi di accertamento; contributo del cinque per mille dell’IRPEF anno 2015 e successivi: circolare delle Entrate; soppressione causali contributo “CCLS” e “CCSP”; decentramento autorizzazioni ai versamenti volontari nel Fondo ex - IPOST

 

 Indice:

 1) Per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE

 2) Provvedimenti pubblicati in G.U.: dall’Imu sui terreni agricoli al bonus per le attività cinematografiche

 3) Regione Sicilia - accise energia elettrica: si paga con  F24 dal 1° giugno 2015

 4) Chiarimenti sulla comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili del   modello 730-4

 5) Pubblicato il disciplinare tecnico Isee

 6) INAIL: comunicazione dati sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria

 7) Rivalutazione assegno per il nucleo familiare numeroso e assegno di maternità – anno 2015

 8) Esercizio abusivo della professione: il CNDCEC ritiene positiva l’ipotesi di inasprimento delle pene

 9) Banche popolari: pubblicata in G.U. la nuova disciplina c.d. “Investment Compact”

 10) E’ legittima la notifica della cartella di Equitalia eseguita mediante raccomandata A/R

 11) Dirigenti assunti senza concorso: niente rischi di invalidità degli avvisi di accertamento

 12) Contributo del cinque per mille  dell’IRPEF anno 2015 e successivi: circolare delle Entrate

 13) Soppressione causali contributo “CCLS” e “CCSP”

 14) Decentramento autorizzazioni ai versamenti volontari nel Fondo ex –IPOST

 

 

1) Per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE

Per gli utili corrisposti nel 2014 occorre sempre utilizzare il modello CUPE (certificazione degli utili e dei proventi equiparati), difatti la nuova certificazione (CU2015) non ha interessato tale tipologia di redditi.

Quest’anno, la cd. CU2015 (Certificazione Unica) ha, sicuramente, accentrato le attenzioni degli “addetti ai lavori”, essendo un adempimento che ha riguardato diverse tipologie reddituali (dal lavoro dipendente e assimilato, ai compensi da lavoro autonomo abituale e non, per concludere con le provvigioni). Come noto, infatti, la Certificazione Unica ha accorpato in un unico modello ciò che prima era contenuto nel CUD, sul versante del lavoro dipendente, e ciò che prima veniva certificato in forma libera, sul versante del lavoro autonomo e/o occasionale.

Le suddette novità, tuttavia, non hanno interessato la certificazione degli utili e dei proventi equiparati (il c.d. modello CUPE) corrisposti nel 2014, per la quale si continua ad utilizzare l’attuale modello, con consegna ai singoli percipienti entro il 02.03.2015 (il 28.02.2015 è caduto di sabato). Inoltre, come specificato nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15.01.2015, tali certificazioni, al contrario della certificazione unica (CU), non devono essere trasmesse telematicamente.

Il modello CUPE deve essere rilasciato ai soggetti residenti nel territorio dello Stato che nel corso del 2014 hanno percepito utili derivanti dalla partecipazione a società, residenti e non residenti, in qualunque forma corrisposti, intendendosi tali tutti quei proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) del Tuir. Vi rientrano, ad esempio, tutti i titoli e/o strumenti finanziari, diversi dalle azioni, la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici.

I percettori degli utili utilizzano i dati contenuti nella certificazione per indicare i proventi conseguiti nella dichiarazione annuale dei redditi. In tal senso restano esclusi da certificazione, e quindi dagli obblighi dichiarativi:

Gli utili e gli altri proventi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva come, ad esempio, i dividendi provenienti da partecipazioni non qualificate.

Gli utili e gli altri proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito delle gestioni individuali di portafoglio.

La certificazione deve essere rilasciata anche ai soggetti non residenti che hanno percepito utili o altri proventi equiparati, assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta ovvero a imposta sostitutiva (anche sulla base delle convenzioni internazionali), per i quali intendono ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta per le imposte pagate in Italia.

La principale novità di quest’anno è correlata ai cambiamenti introdotti dalla D.L. n. 66/2014 in materia di tassazione dei redditi di capitale e di natura finanziaria. Si ricorda, infatti, che a decorrere dal 1° luglio 2014, la ritenuta/imposta sostitutiva su interessi, premi e ogni altro provento considerato reddito di capitale è stata aumentata al 26%, in luogo della precedente aliquota del 20%. Per i dividendi tali modifiche riguardano le sole partecipazioni non qualificate mentre per quelle qualificate il regime fiscale non è variato. L’aliquota da applicare sarà diversa a seconda dell’investimento che si intende remunerare, essendo diverso il criterio di prelievo sottostante: così, ad esempio, se per gli interessi sui conti correnti vige il criterio della maturazione, per i dividendi non qualificati, a prescindere dalla delibera assembleare che ne ha concesso l’erogazione, varrà invece il criterio di percezione.

Soggetti interessati

Dunque, i soggetti IRES, residenti e non residenti, che nel 2014 hanno corrisposto utili o proventi ad essi equiparati o compensi agli associati in partecipazione, sono tenuti a rilasciare al percettore fiscalmente residente in Italia, la relativa certificazione, utilizzando l’apposito modello “CUPE” (Certificazione Utili e Proventi Equiparati).

Modello da utilizzare

Lo schema di certificazione da utilizzare per attestare gli utili o i proventi corrisposti nel 2014 è quello approvato, con le relative istruzioni, con il Provvedimento 7.1.2013, in sostituzione di quello approvato con il Provvedimento 21.12.2009.

Il modello CUPE 2015, comprende quattro Sezioni (le prime tre riservate, rispettivamente, all’indicazione dei dati del soggetto emittente, dell’intermediario non residente e del percettore e la quarta destinata all’indicazione dei dati degli utili e proventi equiparati corrisposti) più le Annotazioni, vanno certificati gli utili corrisposti dall’1.1.2014 al 31.12.2014 indipendentemente dalla data della delibera, poiché si deve fare riferimento al principio di cassa.

Soggetti tenuti al rilascio

Sono tenuti al rilascio della certificazione degli utili / altri proventi equiparati corrisposti ai soggetti residenti in Italia:

- società ed enti emittenti (società ed enti indicati nell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR);

- casse incaricate del pagamento degli utili o di altri proventi equiparati;

- gli intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli S.p.A.;

- i rappresentanti fiscali in Italia degli intermediari non residenti aderenti al sistema Monte Titoli;

- S.p.A. e degli intermediari non residenti che aderiscono a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti al sistema Monte Titoli S.p.A.;

- le società fiduciarie, con esclusivo riferimento agli effettivi proprietari delle azioni o titoli ad esseintestate sulle quali siano riscossi utili o altri proventi equiparati;

- le imprese di investimento e gli agenti di cambio di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;

- ogni altro sostituto d’imposta che interviene nella riscossione di utili o proventi equiparati derivanti da azioni o titoli;

- gli associanti in relazione ai proventi erogati all’associato e derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, comma 1, lett. f) del TUIR.

A seconda del soggetto che rilascia la certificazione, nel Modello CUPE deve essere indicato nel campo “Codice del soggetto che rilascia la certificazione” rispettivamente la lettera A, B, C, D, E, F, G.

Somme da certificare

Devono essere certificate gli utili o proventi equiparati:

- soggetti a ritenuta a titolo di acconto;

- non soggetti a ritenuta;

- percepiti in occasione della distribuzione di riserve di capitale (ad esempio riserve da sovrapprezzo azioni) verificandosi la presunzione di cui all’art. 47, comma 1, del TUIR (presunzione distribuzioni utili);

- utili o riserve di utili da parte di società trasparenti ex artt. 115 e 116, TUIR, formatisi nei periodi di validità dell’opzione, che non concorrono alla formazione del reddito dei soci. Ad es., vanno certificati gli utili corrisposti nel 2014 a persone fisiche non imprenditori che detenevano partecipazioni qualificate. In tale caso, infatti, i dividendi non scontano alcuna ritenuta e concorrono alla formazione del reddito complessivo nella misura del 49,72% (40.00% se utili ante 2007).

Non devono essere certificati utili e altri proventi:

- assoggetta a ritenuta a titolo d’imposta (ex art. 27, DPR n. 600/73);

- assoggettati ad imposta sostitutiva (ex art. 27 -ter, DPR n. 600/73).

Dunque si devono certificare gli utili corrisposti nel 2014 a persone fisiche non imprenditori che detenevano partecipazioni non qualificate. In tale caso, infatti, i dividendi scontano una ritenuta a titolo di acconto del 26% se percepiti dopo il 1° luglio 2014 e del 20% se percepiti entro il 30.06.2014 (C.M. 19/E/2014).

Percipiente soggetto non residente

Come avvertono le istruzioni al Modello CUPE, la certificazione può essere rilasciata anche ai soggetti non residenti nel territorio dello Stato che hanno percepito utili o altri proventi equiparati assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta ovvero ad imposta sostitutiva, anche in misura convenzionale. I soggetti non residenti possono utilizzare la certificazione per ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta relativo alle imposte pagate in Italia.

 

 

2) Provvedimenti pubblicati in G.U.: dall’Imu sui terreni agricoli al bonus per le attività cinematografiche

Imu terreni agricoli: Sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2015 è stata pubblicata legge n. 34/2015, di conversione del D.L. n. 4/2015, recante “misure urgenti in materia di esenzione IMU” che, nel corso dell’iter parlamentare, ha raccolto la proroga dei termini concernenti l’esercizio della delega fiscale.

Un giorno prima della scadenza, originariamente fissata per il 27 marzo 2015, è entrata in vigore la proroga dei termini per l’esercizio della delega fiscale (Legge n. 23/2014): è, infatti, approdata, nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 70 del 25 marzo 2015, la Legge di conversione (n. 34/2015) del D.L. n. 4/2015, approvata in via definitiva dalla Camera lo scorso 19 marzo, che ha ridefinito i criteri di esenzione dall’IMU agricola e ha disposto la predetta proroga.

Delega fiscale: resta tempo fino al 27 giugno

L’art. 1, comma 2, della legge di conversione, intervenendo sull’art. 1 della Legge n. 23/2014, ha concesso al Governo tre mesi in più rispetto al termine originario, per l’attuazione della delega fiscale: per l’emanazione dei decreti delegati vi sarà tempo fino al 27 giugno 2015, termine che potrà slittare di ulteriori 90 giorni se i termini per l’espressione dei prescritti pareri parlamentari sui decreti di attuazione dovessero scadere nei 30 giorni che precedono la scadenza dei termini di delega ovvero successivamente (comma 7-bis inserito nell’art. 1 della legge delega).

IMU agricola: nessuna sanzione se si paga entro il 31 marzo

Oltre a confermare i criteri di esenzione dall’IMU per i terreni agricoli definiti dal Decreto n. 4/2015, la Legge di conversione n. 34/2015 ha esteso l’area di esenzione anche ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, ubicati nei Comuni delle isole minori di cui all’allegato A della legge n. 448/2001, e ha stabilito una detrazione di importo pari a 200 euro, dall’anno 2015, per i terreni ubicati nei comuni della c.d. collina svantaggiata posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Inoltre, il provvedimento ha riconosciuto il diritto al rimborso ai contribuenti che hanno versato l’imposta in base ai vecchi criteri di esenzione fissati dal D.I. 28 novembre 2014, e i cui versamenti risultano non più dovuti in base ai nuovi parametri, e ha introdotto una sanatoria per coloro che hanno mancato la scadenza per il versamento dell’imposta dovuta per l’anno 2014, fissata per il 10 febbraio scorso: a chi effettuerà il pagamento entro il 31 marzo 2015 non saranno applicate né sanzioni né interessi.

Delibera del Consiglio dei ministri 12 marzo 2015

Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza delle eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nel territorio della regione Emilia-Romagna nei giorni dal 4 al 7 febbraio 2015. (G.U. Serie Generale n. 70 del 25-3-2015)

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: Decreto 5 febbraio 2015

Disposizioni applicative per l'estensione ai produttori indipendenti di opere audiovisive dell'attribuzione del credito d'imposta per le attività cinematografiche. (G.U. Serie Generale n. 70 del 25-3-2015)

Presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento per le politiche della famiglia - comunicato

Rivalutazione, per l’anno 2015, della misura e dei requisiti economici dell'assegno per il nucleo familiare numeroso e dell'assegno di maternità.

(G.U. Serie Generale n. 70 del 25-3-2015):

La variazione nella media 2014 dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, calcolato con le esclusioni di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 81, da applicarsi per l'anno 2015 ai sensi dell'art. 13, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (assegno al nucleo familiare numeroso e assegno di maternità) é pari allo 0,2 per cento (comunicato ufficiale dell'ISTAT del 14 gennaio 2015). Pertanto: a) l'assegno mensile per il nucleo familiare ai sensi dell'art. 65 della legge 23 dicembre 1999, n. 449 e successive modifiche e integrazioni, da corrispondere agli aventi diritto per l'anno 2015, se spettante nella misura intera, é pari a € 141,30; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell'indicatore della situazione economica equivalente é pari a € 8.555,99; b) l'assegno mensile di maternità ai sensi dell'art. 74 della legge 26 marzo 2001, n. 151, da corrispondere agli aventi diritto per l'anno 2015, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, é pari a € 338,89; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell'indicatore della situazione economica equivalente e' pari a € 16.954,95.

 

 

3) Regione Sicilia - accise energia elettrica: si paga con il Modello F24 dal 1° giugno 2015

Dal 1° giugno 2015 il versamento dell’accisa sull’energia elettrica fornita o consumata in Sicilia viene effettuato tramite modello F24 Accise, indicando il codice tributo 2806, oppure i diversi codici tributo che saranno istituiti, secondo le istruzioni impartite dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Ciò in considerazione della necessità di razionalizzare le modalità dei versamenti dell’accisa sull’energia elettrica al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti che operano nel territorio della regione.

Versamenti con F24 Accise per l’accisa sull’energia elettrica fornita o consumata in Sicilia. Lo prevede con decorrenza dal 1° giugno 2015 il decreto MEF del 19 gennaio 2015, secondo il quale, inoltre, i rimborsi ai contribuenti saranno erogati dalla regione Siciliana, tramite l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

In proposito, è intervenuta anche l’Agenzia delle Dogane, con nota del 24 marzo 2015, ricordando che - a partire dal 1° giugno 2015 - per i versamenti dell’accisa sull’energia elettrica concernente l’attività svolta nella regione Siciliana, i soggetti obbligati del settore dovranno:

- utilizzare il modello F24, sezione “accise”, indicando il codice tributo 2806 e la provincia cui si riferisce il versamento;

- continuare a presentare le eventuali istanze di rimborso agli uffici delle dogane territorialmente competenti.

(Agenzia delle Dogane, nota n. 36659/R.U. del 24/03/2015)

 

 

4) Chiarimenti sulla comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili del modello 730-4

Chiarimenti ai sostituti d’imposta per la “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modello 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” (modello CSO). Datori di lavoro ed enti pensionistici hanno tempo fino al 15 aprile 2015 per trasmettere il modello CSO per la ricezione dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle entrate. Ancora tre settimane a disposizione dei sostituti d’imposta per comunicare la sede telematica dove ricevere i risultati contabili dei 730, necessari per svolgere le relative operazioni di conguaglio.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 33/E del 25 marzo 2015, ha fissato al 15 aprile 2015 l’ultimo giorno utile per segnalare l’indirizzo presso il quale l’Agenzia delle entrate renderà disponibili i risultati che scaturiscono dall’elaborazione dei 730.

Eventuali variazioni dei dati, invece, potranno essere comunicate entro il 25 maggio 2015; le modifiche pervenute oltre quel termine saranno prese in considerazione per le dichiarazioni presentate nel 2016.

La risoluzione ricorda che, in base al “decreto semplificazioni” (D.Lgs. 175/2014), i sostituti d’imposta, entro il 9 marzo scorso (la scadenza ordinaria del 7 cadeva di sabato), avrebbero dovuto inviare, insieme alle Certificazioni uniche, anche la comunicazione della sede telematica utilizzando il quadro CT.

L’adempimento riguardava i soli sostituti che non hanno mai presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello per la “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” e che trasmettono almeno una certificazione di redditi di lavoro dipendente.Poiché poi era possibile correggere eventuali errori od omissioni entro cinque giorni dalla scadenza originaria del 7 marzo (quindi, entro il 12 marzo), viene precisato che, nel caso di più invii, sono presi in considerazione i dati contenuti nel quadro CT dell’ultimo invio effettuato entro il 12 marzo. Le certificazioni trasmesse successivamente, invece, non sono utilizzate né per elaborare la dichiarazione precompilata né per l’eventuale comunicazione della sede telematica. Pertanto, i sostituti d’imposta che non hanno presentato il modello disponibile dal 2011, non hanno trasmesso il quadro CT o l’hanno fatto dopo il 12 marzo, possono ancora comunicare - fino al 15 aprile - la sede telematica, attraverso il modello CSO, approvato con provvedimento del 22 febbraio 2013 (va utilizzato anche dai sostituti d’imposta che devono comunicare variazioni).Nel modello bisogna riportare il numero di protocollo dell’ultimo 770 semplificato presentato nell’anno precedente a quello di invio della comunicazione e, in caso di comunicazione di variazione dei dati, il numero di protocollo attribuito alla comunicazione trasmessa che si intende cambiare. Entrambe le informazioni sono rilevabili dalle ricevute di trasmissione e disponibili nel cassetto fiscale del sostituto d’imposta. II modello CSO deve essere trasmesso tramite i servizi telematici dell’Agenzia, direttamente o tramite un intermediario abilitato.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 33/E del 25 marzo 2015)

 

 

5) Pubblicato il disciplinare tecnico Isee

Pubblicato il disciplinare tecnico per la regolamentazione del trattamento dei dati e delle informazioni presenti nel Sistema informativo dell’Isee, con riferimento alle modalità di accesso, di comunicazione e di consultazione dello stesso.E’ stato approvato inoltre il nuovo schema convenzionale tra Inps e i Caf per la regolamentazione del servizio di assistenza e consulenza, svolto da questi ultimi in favore dell’utenza, per ottenere il calcolo dell’Isee.

Adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento agli incrementi della speranza di vita

A decorrere dal 1° gennaio 2016, in attuazione di quanto disposto dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 dicembre 2014, i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici sono ulteriormente incrementati di 4 mesi e i valori di età anagrafica e di anzianità di 0,3 unità.

Nella circolare 63/2015, emanata dalla Direzione Centrale Pensioni, sono riportati i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia, alla pensione anticipata e alla pensione di anzianità con il sistema delle cosiddette quote, adeguati agli incrementi alla speranza di vita previsti dal decreto ministeriale.

Istruzioni operative per poter richiedere in una unica soluzione la liquidazione ASpI e mini-ASpI

Pubblicata la circolare relativa all’indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI per poter richiedere in una unica soluzione la liquidazione anticipata degli importi non ancora percepiti con il fine di poter avviare un’attività di lavoro autonomo, in forma di auto impresa o di micro impresa o per associarsi in cooperativa.Presupposto per la richiesta dell’erogazione è il diritto attuale del richiedente alla fruizione delle prestazioni di disoccupazione. Il lavoratore deve inoltrare telematicamente all’INPS domanda entro la fine del periodo di fruizione della prestazione mensile ASpI o mini ASpI e, comunque, nei 60 giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma, parasubordinata o dell’associazione in cooperativa. Per i particolari. Si veda la circolare n. 62 del 19 marzo 2015.

(Inps, note del 26 marzo 2015)

 

 

6) INAIL: comunicazione dati sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria

Entro il 31 marzo 2015 i medici competenti devono trasmettere all’Inail, esclusivamente per via telematica, i dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Obblighi di comunicazione

Il medico competente ha l’obbligo di trasmettere ai servizi competenti per territorio i dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria (art. 40, decreto legislativo 81/2008 e s.m.i., all.3B). Le informazioni, elaborate evidenziando le differenze di genere, devono essere inviate esclusivamente per via telematica entro il primo trimestre dell’anno successivo a quello di riferimento.

Trasmissione dei dati

I contenuti e le modalità di trasmissione delle informazioni sono stati definiti con il decreto interministeriale del 9 luglio 2012 (modificato dal decreto interministeriale del 6 agosto 2013).

L’Istituto ha predisposto un applicativo web, in base all’intesa in Conferenza Unificata del 20 dicembre 2012 (atto n.153/CU), strutturato secondo modalità semplificate e standardizzate in modo tale da consentire l’inserimento dei dati così come previsto dall’allegato II (all. 3 B del decreto legislativo 81/2008) del decreto interministeriale del 9 luglio 2012.

 

 

7) Rivalutazione assegno per il nucleo familiare numeroso e assegno di maternità – anno 2015

Il Dipartimento per le politiche della Famiglia, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con un comunicato, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2015, la rivalutazione, per l’anno 2015, della misura e dei requisiti economici dell’assegno per il nucleo familiare numeroso e dell’assegno di maternità.

In particolare:

- l’assegno mensile per il nucleo familiare ai sensi dell’art. 65 della legge 23 dicembre 1999, n. 449 e successive modifiche e integrazioni, da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2015, se spettante nella misura intera, è pari a € 141,30; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a € 8.555,99;

- l’assegno mensile di maternità – ai sensi dell’art. 74 della legge 26 marzo 2001, n. 151 – da corrispondere agli aventi diritto per l’anno 2015, per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento, se spettante nella misura intera, è pari a € 338,89; per le domande relative al medesimo anno, il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente è pari a € 16.954,95.

 

 

8) Esercizio abusivo della professione: il CNDCEC ritiene positiva l’ipotesi di inasprimento delle pene

“L'ipotesi di sanzioni più severe per il delitto di esercizio abusivo della professione è coerente con la tutela dell’interesse pubblico”. E’ il giudizio dei commercialisti sulla proposta di legge in materia di esercizio abusivo di una professione. La posizione è stata espressa dal vicepresidente della categoria, Davide Di Russo, in un’audizione presso la Commissione Giustizia di Montecitorio.

“La proposta di modifica all’articolo 348 del codice penale, che introduce un inasprimento sanzionatorio del delitto di esercizio abusivo della professione risulta assolutamente coerente con l’esigenza di tutelare l’interesse pubblico”. E’ estremamente positivo il giudizio del Consiglio nazionale dei commercialisti sulla proposta di legge, già approvata al Senato e ora in discussione alla Camera, in materia di esercizio abusivo di una professione e di obblighi professionali. La posizione è stata espressa dal vicepresidente della categoria, Davide Di Russo, nel corso di un’audizione presso la Commissione Giustizia di Montecitorio.

“Modificare l’articolo 348 del codice penale, inasprendo le pene per chi esercita abusivamente la professione .- ha spiegato Di Russo – ci pare utile affinché determinate attività caratterizzanti una professione siano svolte, per la delicatezza della materia in cui si estrinsecano e la rilevanza degli interessi coinvolti, da soggetti le cui competenze siano verificate attraverso il conferimento di un’abilitazione statale”.

Per Di Russo, la previsione contenuta nella proposta di legge “è un implicito e apprezzabile riconoscimento delle garanzie connesse all’iscrizione all’Albo, che assicurano il possesso delle competenze tecniche necessarie allo svolgimento dell’attività, attraverso un percorso formativo universitario, un tirocinio, un esame di abilitazione e, poi, mediante il costante aggiornamento cui l’iscritto è obbligato”. Garanzie che, ha proseguito Di Russo, “tutelano inoltre il cliente dalle conseguenze derivanti da errore professionale, mediante l’obbligo per l’iscritto di stipulazione di polizza obbligatoria; e assicurano un’attività improntata ai principi deontologici, cui solo l’iscritto è vincolato, pena applicazione di sanzione nell’ambito del sistema disciplinare professionale”.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, auspica che la modifica dell’articolo 348 del codice penale “possa fungere anche da volano per un intervento legislativo di più ampio respiro che si traduca in un esplicito accoglimento dei principi sanciti dalle Sezioni Unite della Cassazione, così da reprimere con decisione - ha concluso Di Russo - l’esercizio delle attività caratteristiche degli iscritti all’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili da parte di soggetti non iscritti all’Albo e/o l’impiego, da parte di tali soggetti, di qualifiche e/o denominazioni e/o titoli che, seppur atipici, sono tali da generare nei terzi, in modo ingannevole, l’idea che questi stessi soggetti non iscritti all’Albo siano in possesso di competenze proprie, invece, degli iscritti”

(Consiglio Nazionale dei Commercialisti, nota del 26 marzo 2015)

 

 

9) Banche popolari: pubblicata in G.U. la nuova disciplina c.d. “Investment Compact”

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 25 marzo 2015 la legge 24 marzo 2015, n. 33 con la quale è stato convertito con modificazioni il Decreto legge 24 gennaio 2015, n. 3 (c.d. “Investment Compact”) in materia di misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti.

Con tale decreto, sono state introdotte alcune importanti modifiche alla disciplina delle Banche popolari, contenuta nel Testo Unico Bancario, tra cui in particolare:

- l’obbligo di trasformazione dell’ente in società per azioni quando il valore dell’attivo superi la soglia degli otto miliardi di euro;

- l’introduzione per tutte le Banche popolari di nuove maggioranze, non derogabili dallo statuto, per l’adozione delle delibere di trasformazione e fusione;

- l’estensione a tutte le Banche popolari della possibilità di prevedere in statuto un voto multiplo, ma non superiore a cinque, per i soci cooperatori che siano persone giuridiche;

- l’aumento da 10 a un massimo di 20 del numero delle deleghe di voto che possono essere attribuite a ciascun socio in assemblea;

- l’eliminazione dell’obbligo di scegliere la maggioranza degli amministratori tra i soci;

- la previsione della possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi;

- l’introduzione di limiti al rimborso della quota in caso di recesso applicabili anche a seguito di trasformazione della banca, morte o esclusione del socio.

La modifica di maggior rilievo introdotta in sede di conversione del decreto riguarda la previsione della facoltà per gli statuti della società per azioni risultanti dalla trasformazione o dalla fusione della banche popolari di introdurre il divieto di esercitare il diritto di voto per un quantitativo di azioni superiore al 5% del capitale, salva la possibilità per lo statuto di prevedere un limite più elevato. Questo tetto all’esercizio del diritto di voto ha natura transitoria potendo essere previsto per un termine massimo di 24 mesi dall’entrata in vigore della legge. La nuova norma prevede, inoltre, che l’inosservanza del limite eventualmente introdotto può dar luogo all’annullabilità della delibera qualora la maggioranza necessaria non sarebbe stata raggiunta in assenza della violazione. Le azioni per le quali non può essere esercitato il voto non sono computate ai fini della regolare costituzione in assemblea.

La legge di conversione prevede, infine, che le stesse maggioranze previste per l’adozione delle delibere di trasformazione e fusione introdotte dal decreto si applicano anche per l’adozione delle relative modifiche statutarie, nonché per le diverse determinazioni da adottare in caso di superamento del limite degli otto miliardi di euro di attivo.

(Assonime, nota del 26 marzo 2015)

 

 

10) E’ legittima la notifica della cartella di Equitalia eseguita mediante raccomandata A/R

Notifiche Equitalia, basta una raccomandata A/R. In tema di notifiche fatte da Equitalia, la procedura da seguire dall’agente della riscossione è semplice: basta una semplice lettera raccomandata con avviso di ricevimento “senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica”. Oltre al fatto che, irregolarità o meno, se il destinatario va a ritirare l’atto, si considera sanato ogni eventuale errore, avendo l’atto “raggiunto il suo scopo”.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5898 del 24 marzo 2015, con la quale ha annullato la sentenza di merito che dichiarava l’illegittimità della notifica eseguita mediante raccomandata A/R.

Dunque, la raccomandata è conforme alle prescrizioni di legge. In particolare, a dare il via libera alle notifiche così perfezionate, una recentissima sentenza di Cassazione, la n. 16949/2014, che le legittima in tutti i casi di notificazione a mezzo posta di cartella esattoriali emesse per la riscossione di imposte o sanzioni amministrative. Secondo gli Ermellini, infatti, tale soluzione è conforme alla previsione di cui all’art. 26, D.P.R. 602/73, che impone all’esattore di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione di notifica o “l’avviso di ricevimento”, in ragione della forma di notificazione prescelta. Esclusa la nullità se l’atto ha raggiunto il suo scopo. Come già chiarito dalle Sezioni Unite (sent. n. 19854/2004), secondo il combinato disposto degli artt. 137, 156 e 160 c.p.c., la nullità non può “mai essere pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato”, circostanza che si verifica tutte le volte che si procede al ritiro ovvero alla tempestiva impugnazione dell’atto medesimo.

Cartella valida anche se manca la sottoscrizione

In tema di riscossione delle imposte sul reddito, la mancanza della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell'atto, la cui esistenza non dipende tanto dall'apposizione del sigillo o del timbro o di una sottoscrizione leggibile, quanto dal fatto che, al di là di questi elementi formali, esso sia inequivocabilmente riferibile all'organo amministrativo titolare del potere di emetterlo.

La mancanza della sottoscrizione della cartella di pagamento da parte del funzionario competente non comporta l’invalidità dell'atto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 5985 del 2015.

Rischia chi emette fatture senza poi procedere alle azioni esecutive di riscossione

Dichiarazione fraudolenta per chi emette fatture passive false per compensare mancati incassi. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 12531 del 25 marzo 2015), l’imprenditore che utilizza in dichiarazione fatture false, anche se per compensare fatture attive mai incassate, commette il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture e altri documenti per operazioni inesistenti. Infatti, il legislatore prevede meccanismi di recupero dell’imposta successivamente rivelatasi inesigibile per il mancato pagamento del corrispettivo fatturato, sia pure ancorandoli a dati oggettivi e incontrovertibili come l’infruttuoso esperimento di procedure esecutive che, a loro volta, presuppongono l’avvenuto esercizio dell’azione civile per la tutela giudiziaria del credito. Il contribuente può e deve, dunque, utilizzare tali leciti strumenti.

 

 

11) Dirigenti assunti senza concorso: niente rischi di invalidità degli avvisi di accertamento

L’incostituzionalità della norma “salva dirigenti”, decisa dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 37 del 2015, non pregiudica la funzionalità delle Agenzie fiscali. Non si intravedono, pertanto, rischi di invalidità degli avvisi di accertamento e delle cartelle esattoriali emessi. Quanto a future iniziative, il Ministro dell’Economia ha ribadito che si stanno valutando le possibili soluzioni.

E’ questa la risposta data dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel corso di un question time alla Camera del 25 marzo 2015..

Come è noto, la Corte costituzionale con la sentenza n. 37 del 17 marzo 2015, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma in base alla quale l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno attribuito incarichi dirigenziali a tempo determinato a propri funzionari, all’esito di procedure di interpello e nelle more dell’espletamento delle procedure concorsuali, allo scopo di assicurare la migliore funzionalità operativa delle proprie strutture, volta a garantire una efficace attuazione delle misure di contrasto all’evasione.

Sulle conseguenze della declaratoria d’illegittimità da parte della Corte costituzionale delle norme sul conferimento di incarichi dirigenziali senza pubblico concorso presso le Agenzie fiscali, è, quindi, intervenuto il ministro dell'Economia e Finanze Pier Carlo Padoan nel corso del question time alla Camera.

L’intervento della Corte costituzionale - ha ribadito il Ministro - non pregiudica la funzionalità delle Agenzie che, come affermato dalla stessa Corte, non è condizionata dalla validità degli incarichi dirigenziali previsti dalla disposizione censurata e che è assicurata, quanto alla validità degli atti, da regole organizzative interne che prevedono la possibilità di ricorrere all’Istituto della delega anche a funzionari, per l’adozione di atti a competenza dirigenziale.

A conforto, la Corte costituzionale richiama la consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione che giudica sufficiente, ai fini del riconoscimento della validità dell’atto tributario, la provenienza dell’atto dall’ufficio in quanto idoneo ad esprimerne all’esterno la volontà.

Non si intravedono, pertanto, rischi di invalidità degli avvisi di accertamento e delle cartelle esattoriali emessi. Tantomeno possono ipotizzarsi vuoti di potere. Quanto a future iniziative, conclude il Ministero dell’Economia, ferma la necessità di tenere conto delle indicazioni emerse dalla sentenza della Corte Costituzionale, si stanno valutando le soluzioni possibili per assicurare piena funzionalità all’operato delle Agenzie.

Anagrafe tributaria e tutela della privacy: ruolo del Garante è centrale

La crescente esigenza di condivisione delle informazioni di natura fiscale e tributaria accresce la complessità dei rapporti e dei flussi informativi con un conseguente aumento dei rischi di possibili abusi e di violazioni delle banche dati. A sottolinearlo il Garante per la privacy nel corso di un’audizione presso la Commissione di vigilanza parlamentare per l’Anagrafe tributaria.

Il Garante per la privacy, intervenendo nel corso di un’audizione alla Camera, ha posto l’attenzione sul costante aumento dei rischi di abuso nell’accesso alle banche dati di natura fiscale e tributaria.

Tali violazioni, osserva il Garante, sono in grado di provocare danni ingenti considerata la qualità e, soprattutto, la quantità dei dati archiviati, con il duplice effetto di violare la vita privata (potenzialmente) di milioni di cittadini e di compromettere gli interessi pubblici ai quali le predette banche dati sono appunto funzionali.

In un contesto sempre più complesso ed in continua evoluzione per lo sviluppo dei sistemi informatici, il ruolo del Garante – la cui impegnativa ed intensa attività non sempre è adeguatamente percepita – appare oggi sempre più rilevante ed importante per assicurare elevati standard di sicurezza dei dati e dei sistemi.

Il Garante ha poi ricordato come nel corso degli anni la propria attività di vigilanza si è articolata nella verifica e prescrizione di tutte le misure di sicurezza, relative ai sistemi di archiviazione, ai flussi dei dati, alle interoperabilità delle diverse banche dati detenute e condivise tra le amministrazioni dello Stato al fine di assicurare al trattamento dei dati dei contribuenti un'elevata protezione che da tutela di un diritto individuale è ormai diventata strategica per l’intero sistema Paese.

E’ questo il caso, ad esempio, del recente parere del 19 febbraio 2015 riferito al modello 730 precompilato che (in attuazione del D.Lgs. 175/2014), si inserisce nell’ottica di una maggiore semplificazioni fiscale che inverte i rapporti tra Fisco e cittadino, considerata come uno strumento necessario per la modernizzazione del Paese.

Di particolare importanza è stato anche il ruolo svolto dal Garante, nell’ambito di una richiesta di verifica preliminare sul nuovo redditometro (parere del 21 novembre 2013) con riferimento all’utilizzo delle spese correnti ISTAT.

I provvedimenti richiamati, ha concluso il Garante, dimostrano come la collaborazione tra le Amministrazioni interessate e l’Autorità abbia effettivamente rappresentato un metodo efficace per coniugare protezione dei dati personali ed efficienza dell'azione di contrasto all'evasione fiscale, ovvero di semplificazione dei rapporti tra contribuente e fisco.

 

 

12) Contributo del cinque per mille dell’IRPEF anno 2015 e successivi: circolare delle Entrate

Cinque per mille: via alle domande di iscrizione online a partire dal 26 marzo 2015. L’Agenzia delle entrate ha reso noto il calendario degli adempimenti necessari per l’ammissione al beneficio degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche.

Tutto pronto per l’avvio della campagna cinque per mille 2015. L’istituto è stato messo a regime dalla Stabilità 2015 (articolo 1, comma 154, legge 190/2014), trasformandosi da beneficio provvisorio, riproposto di anno in anno da specifiche norme, in una forma permanente di finanziamento di settori di rilevanza sociale.

Dal 26 marzo 2015 si é aperto il canale telematico messo a disposizione dalle Entrate per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche, che avranno tempo fino al 7 maggio per inviare la domanda di iscrizione.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 13/E del 26 marzo 2015, ha fornito agli interessati le necessarie informazioni, per l’anno in corso e per i successivi, su cosa, come e quando fare per accedere al riparto del cinque per mille.

Per la finalità, la legge di stabilità 2015 ha previsto una spesa di 500 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2015, stabilendo che “somme non utilizzate entro il 31 dicembre di ciascun anno possono esserlo nell’esercizio successivo” e lasciando invariate le finalità e le tipologie dei beneficiari, le modalità di accesso al contributo e quelle di pubblicazione degli elenchi degli enti iscritti, ammessi o esclusi, e i criteri per l’erogazione delle somme attribuite.

Novità, invece, in merito alla rendicontazione e al recupero delle somme attribuite: un Dpcm dovrà definire “le modalità di redazione del rendiconto, dal quale risulti in modo chiaro e trasparente la destinazione di tutte le somme erogate ai soggetti beneficiari, le modalità di recupero delle stesse somme per violazione degli obblighi di rendicontazione, le modalità di pubblicazione nel sito web di ciascuna amministrazione erogatrice degli elenchi dei soggetti ai quali è stato erogato il contributo, con l’indicazione del relativo importo, nonché le modalità di pubblicazione nello stesso sito dei rendiconti trasmessi”.

La neo circolare, nel sottolineare che le istruzioni fornite valgono anche per gli esercizi successivi, ribadisce l’efficacia dei chiarimenti forniti con le precedenti circolari (9/2011, 10/2012 e 6/2013), con la sola eccezione di quanto previsto per la rendicontazione che verrà rinnovata dal Dpcm di prossima emanazione.

Enti del volontariato e associazioni sportive dilettantistiche

A proposito di enti del volontariato, viene ricordato che – come già chiarito dalla risoluzione 22/2015 – le organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 49/1987, che fino all’esercizio 2014 sono state incluse tra i destinatari del cinque per mille in quanto Onlus di diritto, per mantenere la qualifica a seguito delle mutate disposizioni normative (e, quindi, continuare, tra l’altro, ad accedere al beneficio del cinque per mille), devono presentare istanza di iscrizione all’Anagrafe delle Onlus, senza necessità di adeguare gli statuti o gli atti costitutivi ai requisiti previsti dall’articolo 10 del Dlgs 460/1997. È comunque previsto che le Ong già riconosciute idonee alla data del 29 agosto 2014 e inserite nell’elenco tenuto dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale potranno continuare ad accedere al beneficio del cinque per mille anche prima dell’iscrizione nell’Anagrafe; l’erogazione del contributo avverrà una volta accertata l’avvenuta iscrizione.

Queste le categorie degli enti del volontariato destinatari del cinque per mille:

- organizzazioni non lucrative di utilità sociale iscritte nell’Anagrafe delle Onlus, compresi gli enti che svolgono attività nel settore della cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale;

- enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal ministero dell’Interno, iscritti all’Anagrafe come Onlus parziali, limitatamente cioè alle attività svolte con finalità di solidarietà sociale;

- organizzazioni di volontariato iscritte nei registri previsti dalla legge 266/1991

organizzazioni non governative già riconosciute idonee alla data del 29 agosto 2014 e inserite nell’elenco tenuto dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale;

- cooperative sociali iscritte all’albo nazionale delle società cooperative e consorzi di cooperative con base sociale formata al 100% dalle stesse cooperative sociali;

- associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali;

- associazioni e fondazioni di diritto privato, iscritte nel registro delle persone giuridiche, che operano senza fine di lucro nei settori di attività delle Onlus (articolo 10, comma 1), lettera a), Dlgs 460/1997).

Riguardo, invece, le associazioni sportive dilettantistiche, le stesse, per essere ammesse al beneficio, devono: essersi costituite ai sensi dell’articolo 90 della legge 289/2002; possedere il riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal Coni; essere affiliate a una federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o a un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni; avere un settore giovanile; svolgere prevalentemente attività di avviamento e formazione allo sport di giovani con meno di 18 anni, persone ultrasessantenni o soggetti svantaggiati.

Accesso al 5 per mille

Confermati i termini per i diversi adempimenti

Gli enti interessati all’ammissione al beneficio devono presentare ogni anno la domanda di iscrizione (reperibile sul sito delle Entrate con le istruzioni) e la relativa dichiarazione sostitutiva. In particolare, gli enti del volontariato e le associazione sportive dilettantistiche, per i quali la procedura di iscrizione è gestita dall’Agenzia delle Entrate, devono trasmettere la domanda, esclusivamente per via telematica, a partire dal 26 marzo e fino alla data di chiusura del canale telematico, fissata al 7 maggio.

La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà per attestare il possesso dei requisiti che danno diritto al contributo, corredata da una fotocopia del documento d’identità del rappresentante legale che sottoscrive la domanda di iscrizione, va trasmessa entro il 30 giugno: gli enti del volontariato possono trasmetterla alla competente Dr delle Entrate con raccomandata a.r. o tramite posta elettronica certificata. Per facilitarne la predisposizione, la procedura telematica fornisce un modello in parte già precompilato con le informazioni contenute nella domanda di iscrizione.

Le associazioni sportive dilettantistiche devono trasmettere la dichiarazione sostitutiva all’ufficio del Coni nel cui ambito si trova la sede legale.

Anche il termine per regolarizzare la domanda di iscrizione e la dichiarazione sostitutiva resta fissato al 30 settembre. Entro quel termine, l’ente, purché in possesso dei necessari requisiti alla data originaria di scadenza, può sanare le irregolarità, versando con F24 (codice tributo 8115) una sanzione di 258 euro.

Pubblicazione degli elenchi

L’Agenzia delle Entrate pubblica sul proprio sito tutti gli elenchi riguardanti la ripartizione del cinque per mille. Quindi, oltre a quello degli enti del volontariato che gestisce direttamente, anche quelli curati dal ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca scientifica, dal ministero della Salute, dal Coni, dal ministero dell’Interno e dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.

In particolare, vengono messi on line:

- gli elenchi di tutti gli iscritti, distinti per categoria;

- l’elenco degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche iscritti, aggiornato in seguito a eventuali correzioni anagrafiche;

- gli elenchi, distinti per tipologia, degli enti iscritti in seguito alle regolarizzazioni;

- gli elenchi di tutti gli ammessi e esclusi per ciascuna categoria, con indicazione delle scelte attribuite e dei relativi importi.

Inoltre, per garantire una maggiore trasparenza delle informazioni, verrà pubblicato l’elenco generale di tutti gli enti ammessi, con indicazione, per ciascuno di essi, della categoria (o delle categorie) per la quale è stato ammesso al beneficio, la somma delle scelte ricevute in ciascuna categoria, il totale dell’importo spettante.

Il calendario

Dopo la scadenza del 7 maggio per presentare le domande di ammissione, queste le altre date da tener presenti:

- entro il 14 maggio l’Agenzia delle Entrate pubblica l’elenco degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche iscritti;

- gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche hanno tempo fino al 20 maggio per chiedere la correzione di eventuali errori riscontrati;

- l’elenco aggiornato viene ripubblicato entro il 25 maggio;

- entro il 30 giugno gli enti del volontariato inviano le dichiarazioni sostitutive;

- il 30 settembre è la data ultima per regolarizzare domanda di iscrizione e/o integrazione documentale.

 

 

13) Soppressione causali contributo “CCLS” e “CCSP”

Con la convenzione del 9 gennaio 2008 e successivi rinnovi stipulata tra l’Agenzia delle entrate e l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale (di seguito INPS) è stato regolato il servizio di riscossione, mediante il modello F24, per il versamento dei contributi di spettanza dell’INPS, nonché di quelli previsti dalla legge 4 giugno 1973, n. 311.

L’INPS, con nota prot. n. 11402 del 10 marzo 2015, ha chiesto la soppressione delle causali contributo “CCLS” e “CCSP”, già in uso dall’ex ENPALS, come di seguito _ “CCLS” denominata “Contributi Correnti Lavoratori Spettacolo”;

_ “CCSP” denominata “Contributi Correnti Sportivi Professionisti”.

Si precisa che l’efficacia operativa della soppressione di tali causali contributo

decorre dal quinto giorno lavorativo successivo alla data di pubblicazione della presente risoluzione.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 34/E del 26 marzo 2015)

 

 

14) Decentramento autorizzazioni ai versamenti volontari nel Fondo ex –IPOST

Come noto, in seguito alla soppressione dell’Istituto Postelegrafonici, disposta dall’art. 7, cc. 2 e 3, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010, n.122, sono state trasferite all’INPS le funzioni già assegnate al soppresso Ipost.

La circolare n. 100 del 28 luglio 2011 ha illustrato l’assetto organizzativo del Fondo di Quiescenza Poste e disposto la costituzione del Polo specialistico presso la Filiale di coordinamento di Roma EUR, per la gestione dei flussi informativi e per le attività inerenti alla gestione della posizione assicurativa degli iscritti.

Al Polo Specialistico della Filiale di Coordinamento di Roma Eur sono state accentrate, fra l’altro, le attività connesse all’istruttoria e alla definizione delle domande di autorizzazione alla prosecuzione volontaria.

Considerato che, con circolare n. 72 del 23 maggio 2012, sono stati illustrati i criteri di applicazione al Fondo IPOST del D.Lgs. n. 184/1997 in materia di versamenti volontari e che, con messaggio n. 19636 del 29/11/2012, sono state rilasciate le funzionalità di calcolo automatizzato per la definizione delle istanze di autorizzazione alla prosecuzione volontaria nel fondo Ex- Ipost, si ritiene opportuno, anche in coerenza con la posizione assunta dall’Istituto rispetto al decentramento delle altre linee di prodotto, procedere con il decentramento della gestione delle domande di autorizzazione ai versamenti volontari Ex- Ipost presso le Sedi competenti in base alla residenza del prosecutore.

Il decentramento sarà operativo a partire dal 1° aprile 2015 e riguarderà tutte le istanze di autorizzazione ai versamenti volontari presentate dagli iscritti al Fondo. A tal proposito, è stata modificata la procedura di invio delle domande telematiche per consentire la canalizzazione alle Sedi competenti delle istanze presentate dal 1° aprile 2015.

Inoltre, saranno attribuite alle Sedi sopra citate le domande, già presenti in procedura, presentate al Polo specialistico e non ancora definite.

Il decentramento faciliterà gli utenti che potranno rivolgersi, anche per eventuali richieste di informazioni, alla struttura più vicina al luogo di residenza.

Restano in capo al Polo specialistico le richieste di riesame delle domande di autorizzazione alla prosecuzione volontaria rilasciate dall’Ex-Ipost, nonché la gestione dei versamenti volontari relativi a periodi non definiti attraverso le specifiche procedure automatizzate e non registrati nell’estratto conto del Fondo.

Eventuali richieste di chiarimenti amministrativi potranno essere indirizzate via e-mail a:

Richieste di chiarimenti e segnalazioni di problemi tecnici potranno essere comunicate via @mail all’indirizzo:

(Inps, messaggio n. 2190 del 26 marzo 2015)

 

Vincenzo D’Andò