Diario quotidiano del 27 marzo 2015: cinque per mille dell’IRPEF anno 2015 tutti i chiarimenti

Pubblicato il 27 marzo 2015

per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE; provvedimenti pubblicati in G.U.: dall’Imu sui terreni agricoli al bonus per le attività cinematografiche; Regione Sicilia - accise energia elettrica: si paga con dal 1° giugno 2015; chiarimenti sulla comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili del modello 730-4; pubblicato il disciplinare tecnico Isee; INAIL: comunicazione dati sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria; rivalutazione assegno per il nucleo familiare numeroso e assegno di maternità – anno 2015; esercizio abusivo della professione: ipotesi di inasprimento delle pene; banche popolari: pubblicata in G.U. la nuova disciplina c.d. “Investment Compact”; é legittima la notifica della cartella di Equitalia eseguita mediante raccomandata A/R; dirigenti assunti senza concorso: niente rischi di invalidità degli avvisi di accertamento; contributo del cinque per mille dell’IRPEF anno 2015 e successivi: circolare delle Entrate; soppressione causali contributo “CCLS” e “CCSP”; decentramento autorizzazioni ai versamenti volontari nel Fondo ex - IPOST

 

 Indice:

 1) Per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE

 2) Provvedimenti pubblicati in G.U.: dall’Imu sui terreni agricoli al bonus per le attività cinematografiche

 3) Regione Sicilia - accise energia elettrica: si paga con  F24 dal 1° giugno 2015

 4) Chiarimenti sulla comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili del   modello 730-4

 5) Pubblicato il disciplinare tecnico Isee

 6) INAIL: comunicazione dati sanitari dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria

 7) Rivalutazione assegno per il nucleo familiare numeroso e assegno di maternità – anno 2015

 8) Esercizio abusivo della professione: il CNDCEC ritiene positiva l’ipotesi di inasprimento delle pene

 9) Banche popolari: pubblicata in G.U. la nuova disciplina c.d. “Investment Compact”

 10) E’ legittima la notifica della cartella di Equitalia eseguita mediante raccomandata A/R

 11) Dirigenti assunti senza concorso: niente rischi di invalidità degli avvisi di accertamento

 12) Contributo del cinque per mille  dell’IRPEF anno 2015 e successivi: circolare delle Entrate

 13) Soppressione causali contributo “CCLS” e “CCSP”

 14) Decentramento autorizzazioni ai versamenti volontari nel Fondo ex –IPOST

 

 

1) Per gli utili corrisposti nel 2014 si continua ad utilizzare il modello CUPE

Per gli utili corrisposti nel 2014 occorre sempre utilizzare il modello CUPE (certificazione degli utili e dei proventi equiparati), difatti la nuova certificazione (CU2015) non ha interessato tale tipologia di redditi.

Quest’anno, la cd. CU2015 (Certificazione Unica) ha, sicuramente, accentrato le attenzioni degli “addetti ai lavori”, essendo un adempimento che ha riguardato diverse tipologie reddituali (dal lavoro dipendente e assimilato, ai compensi da lavoro autonomo abituale e non, per concludere con le provvigioni). Come noto, infatti, la Certificazione Unica ha accorpato in un unico modello ciò che prima era contenuto nel CUD, sul versante del lavoro dipendente, e ciò che prima veniva certificato in forma libera, sul versante del lavoro autonomo e/o occasionale.

Le suddette novità, tuttavia, non hanno interessato la certificazione degli utili e dei proventi equiparati (il c.d. modello CUPE) corrisposti nel 2014, per la quale si continua ad utilizzare l’attuale modello, con consegna ai singoli percipienti entro il 02.03.2015 (il 28.02.2015 è caduto di sabato). Inoltre, come specificato nel Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15.01.2015, tali certificazioni, al contrario della certificazione unica (CU), non devono essere trasmesse telematicamente.

Il modello CUPE deve essere rilasciato ai soggetti residenti nel territorio dello Stato che nel corso del 2014 hanno percepito utili derivanti dalla partecipazione a società, residenti e non residenti, in qualunque forma corrisposti, intendendosi tali tutti quei proventi derivanti da titoli e strumenti finanziari assimilati alle azioni di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) del Tuir. Vi rientrano, ad esempio, tutti i titoli e/o strumenti finanziari, diversi dalle azioni, la cui remunerazione è costituita totalmente dalla partecipazione ai risultati economici.

I percettori degli utili utilizzano i dati contenuti nella certificazione per indicare i proventi conseguiti nella dichiarazione annuale dei redditi. In tal senso restano esclusi da certificazione, e quindi dagli obblighi dichiarativi:

Gli utili e gli altri proventi assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva come, ad esempio, i dividendi provenienti da partecipazioni non qualificate.

Gli utili e gli altri proventi relativi a partecipazioni detenute nell’ambito delle gestioni individuali di portafoglio.

La certificazione deve essere rilasciata anche ai soggetti non residenti che hanno percepito utili o altri proventi equiparati, assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta ovvero a imposta sostitutiva (anche sulla base delle convenzioni internazionali), per i quali intendono ottenere nel Paese di residenza, ove previsto, il credito d’imposta per le imposte pagate in Italia.

La principale novità di quest’anno è correlata ai cambiamenti introdotti dalla D.L. n. 66/2014 in materia di tassazione dei redditi di capitale e di natura finanziaria. Si ricorda, infatti, che a decorrere dal 1° luglio 2014, la ritenuta/imposta sostitutiva su interessi, premi e ogni altro provento considerato reddito di capitale è stata aumentata al 26%, in luogo della precedente aliquota del 20%. Per i dividendi tali modifiche riguardano le sole partecipazioni non qualificate mentre per quelle qualificate il regime fiscale non è variato. L’aliquota da applicare sarà diversa a seconda dell’investimento che si intende remunerare, essendo diverso il criterio di prelievo sottostante: così, ad esempio, se per gli interessi sui conti correnti vige il criterio della maturazione, per i dividendi non qualificati, a prescindere dalla delibera assembleare che ne ha concesso l’erogazione, varrà invece il criterio di percezione.

Soggetti interessati

Dunque, i soggetti IRES, residenti e non residenti, che nel 2014 hanno corrisposto utili o proventi ad essi equiparati o compensi agli associati in partecipazione, sono tenuti a rilasciare al percettore fiscalmente residente in Italia, la relativa certificazione, utilizzando l’apposito modello “CUPE” (Certificazione Utili e Proventi Equiparati).

Modello da utilizzare

Lo schema di certificazione da utilizzare per attestare gli utili o i proventi corrisposti nel 2014 è quello approvato, con le relative istruzioni, con il Provvedimento 7.1.2013, in sostituzione di quello approvato con il Provvedimento 21.12.2009.

Il modello CUPE 2015, comprende quattro Sezioni (le prime tre riservate, rispettivamente, all’indicazione dei dati del soggetto emittente, dell’intermediario non residente e del percettore e la quarta destinata all’indicazione dei dati degli utili e proventi equiparati corrisposti) più le Annotazioni, vanno certificati gli utili corrisposti dall’1.1.2014 al 31.12.2014 indipendentemente dalla data della delibera, poiché si deve fare riferimento al principio di cassa.

Soggetti tenuti al rilascio

Sono tenuti al rilascio della certificazione degli utili / altri proventi equiparati corrisposti ai soggetti residenti in Italia:

- società ed enti emittenti (società ed enti indicati nell’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR);

- casse incaricate del pagamento degli utili o di altri proventi equiparati;

- gli intermediari aderenti al sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli S.p.A.;

- i rappresentanti fiscali in Italia degli intermediari non residenti aderenti al sistema Monte Titoli;

- S.p.A. e degli intermediari non residenti che aderiscono a sistemi esteri di deposito accentrato aderenti al sistema Monte Titoli S.p.A.;

- le società fiduciarie, con esclusivo riferimento agli effettivi proprietari delle azioni o titoli ad esseintestate sulle quali siano riscossi utili o altri proventi equiparati;

- le imprese di investimento e gli agenti di cambio di cui al D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58;

- ogni altro sostituto d’imposta che interviene nella riscossione di utili o proventi equiparati derivanti da azioni o titoli;

- gli associanti in relazione ai proventi erogati all’associato e derivanti da contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza di cui all’art. 44, comma 1, lett. f) del TUIR.

A seconda del soggetto che rilascia la certificazione, nel Modello CUPE deve essere indicato nel campo “Codice del soggetto che rilascia la certificazione” rispettivamente la lettera A, B, C, D, E, F, G.

Somme da certificare

Devono essere certificate gli utili o proventi equiparati:

- soggetti a ritenuta a titolo di acconto;

- non soggetti a ritenuta;

- percepiti in occasione della distribuzione di riserve di capitale (ad esempio riserve da sovrapprezzo azioni) verificandosi la presunzione di cui all’art. 47, comma 1, del TUIR (presunzione distribuzioni utili);

- utili o riserve di utili da parte di società trasparenti ex artt. 115 e 116, TUIR, formatisi nei periodi di