Diario quotidiano del 25 marzo 2015: si parla già di proroga per 730 ed Unico…

Pubblicato il 25 marzo 2015



pare si vada verso un rinvio delle scadenze per il modello 730 precompilato e Unico; omissione contributiva, inversione dell’onere della prova: spetta all'Inps; allo start il bonus fiscale per la digitalizzazione delle strutture ricettive; accertamenti in materia di catasto: dal 1° giugno pagamenti con l’F24; pronte le specifiche tecniche per l’invio di Unico 2015 PF; irregolarità catastali: più semplice pagare il dovuto con il modello F24; depositi Iva: circolare delle Entrate sulla sosta delle merci; completamento delle proroghe a 24 mesi dei programmi di crisi per cessazione attività; incremento del 10% per il contratto di solidarietà - anno 2015; commercialisti: portale - di fatturazione elettronica - gratuito

 Indice:

 1) Pare si vada verso un rinvio delle scadenze per il modello 730 precompilato e Unico

 2) Omissione contributiva, inversione dell’onere della prova: spetta all'Inps

 3) Allo start il bonus fiscale per la digitalizzazione delle strutture ricettive

 4) Accertamenti in materia di catasto: dal 1° giugno pagamenti con l’F24

 5) Pronte le specifiche tecniche per l’invio di Unico 2015 PF

 6) Irregolarità catastali: più semplice pagare il dovuto con il modello F24

 7) Depositi Iva: circolare delle Entrate sulla sosta delle merci

 8) Completamento delle proroghe a 24 mesi dei programmi di crisi per cessazione attività

 9) Incremento del 10% per il contratto di solidarietà - anno 2015

 10) Commercialisti: portale fatturazione elettronica gratuito

 

 

 1) Pare si vada verso un rinvio delle scadenze per il modello 730 precompilato e Unico

Si va verso un rinvio delle scadenze per il modello 730 precompilato e Unico ?. I centri di assistenza fiscale sono alle prese con un quadro di adempimenti molto complesso per cui sarà difficile rispettare la scadenza del 7 luglio e sarà necessaria qualche settimana in più. Per quanto riguarda Unico, invece, i ritardi riguardano gli aggiustamenti agli studi di settori necessari per il calcolo del versamento di giugno, che dunque dovrebbe slittare ai primi di luglio e il versamento con maggiorazione ai primi di agosto.

Sempre possibile presentare il 730 «ordinario»

L’Agenzia, con la circolare 11/2015, sottolinea che professionisti e CAF rimangono però soggetti alle nuove responsabilità per il visto infedele.

È sempre possibile continuare ad utilizzare il modello 730 “non precompilato”; la dichiarazione precompilata si considera “accettata” se è trasmessa senza modifiche dei dati indicati oppure con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta; la dichiarazione congiunta e le dichiarazioni integrative non possono essere presentate direttamente dal contribuente; il controllo formale riguarda comunque i dati delle certificazioni del sostituto d’imposta; professionisti e CAF sono soggetti alla nuova disciplina di responsabilità collegata al visto infedele anche se non è stata utilizzata la dichiarazione precompilata. Sono questi alcuni dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 11 del 23 marzo 2015, con cui sono stati analizzati i vari aspetti della nuova disciplina della dichiarazione modello 730 precompilata, nella forma della risposta a quesiti.

In relazione ai contribuenti in possesso dei requisiti per la presentazione del modello 730, l’Agenzia chiarisce che:

- è sempre possibile presentare tale dichiarazione con le ordinarie modalità, anche in forma congiunta, senza utilizzare il modello precompilato;

- il termine per la presentazione del 730 ordinario è lo stesso previsto per il modello 730 precompilato, vale a dire il 7 luglio.

Il contribuente può quindi presentare il modello 730 al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, ad un professionista abilitato o ad un CAF già direttamente compilato, oppure richiedere all’intermediario la “completa” compilazione della dichiarazione, senza avvalersi del modello precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Tale soluzione potrebbe essere opportuna per evitare la complessa procedura di delega per l’accesso alla dichiarazione precompilata. In tal caso, nel prospetto di liquidazione del modello 730 deve essere barrata la casella “Dichiarazione non Precompilata – Sostituto, CAF o professionista non delegato”.

Esclusa la presentazione «diretta» della dichiarazione congiunta

La dichiarazione integrativa può essere presentata direttamente solo per correggere i dati del sostituto d’imposta.

Se i coniugi hanno presentato il modello 730/2014 in forma congiunta, la circolare n. 11/2015 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che:

- saranno predisposte due distinte dichiarazioni precompilate, una per ciascun coniuge che abbia i requisiti per rientrare nella platea dei destinatari della dichiarazione precompilata;

- se i coniugi intendono presentare la dichiarazione precompilata in forma congiunta devono rivolgersi al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, ad un professionista abilitato o ad un CAF.

 

 

2) Omissione contributiva, inversione dell’onere della prova: spetta all'Inps

Spetta agli enti previdenziali provare la fondatezza delle proprie pretese contributive. Anche il tribunale di Milano dice stop agli «inseguimenti» e alle prove diaboliche. E, soprattutto, alle «inversioni» dell’onere di provare le proprie ragioni per coloro che si vogliono difendere da indebite pretese, a titolo di contributi e premi. In tale senso, infatti, come adesso conferma anche il giudice del lavoro del capoluogo lombardo (sentenza n. 545/2015 del 26 febbraio 2015), si sta affermando un più favorevole orientamento giurisprudenziale. Per cui aziende e datori di lavoro che intendono prevenire le azioni esecutive degli istituti, anticipando i giudizi con proprie azioni di accertamento, non saranno più costretti a fornire dimostrazioni sovente molto più che complesse. Spetterà piuttosto a Inps, Inail e agli altri enti pubblici dare dimostrazione del diritto sottostante alle proprie richieste economiche. Una decisione che, dopo avere conquistato i giudici di legittimità (Cassazione n. 14965/2012), si sta ora consolidando presso quelli di merito.

 

 

3) Allo start il bonus fiscale per la digitalizzazione delle strutture ricettive

Agevolazioni: Al via il credito d’imposta per la digitalizzazione delle strutture ricettive. Con il Decreto del 12 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 23 marzo 2015, sono state individuate le disposizioni applicative per l’attribuzione del credito d’imposta per la digitalizzazione degli operatori turistici di cui all’art. 9 del D.L. 83/2014. Il decreto definisce le tipologie di spese eleggibili, le procedure per la loro ammissione al beneficio, le soglie massime di spesa eleggibile per singola voce di spesa sostenuta, nonché le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta.

L’agevolazione riguarda gli anni 2014, 2015 e 2016, e consiste in un credito d’imposta pari al 30% dei costi sostenuti per investimenti e attività di sviluppo e promozione per la digitalizzazione dei servizi turistici, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, fino ad un importo complessivo massimo di 12.500 euro nel triennio. Il bonus è “alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale”.

Chi può beneficiare dell’agevolazione

Il Decreto specifica che destinatari del beneficio sono:

- gli esercizi ricettivi singoli, cioè ad esempio strutture alberghiere a gestione unitaria, con un minimo di sette camere per il pernottamento degli ospiti, oppure strutture extra-alberghiere, come affittacamere, ostelli, case vacanze, residence, bed & breakfast;

- gli esercizi ricettivi aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, cioè strutture singole aggregate (nella forma del consorzio, delle reti d’impresa, eccetera) a soggetti che forniscono servizi accessori alla ricettività (ad esempio ristorazione, prenotazioni, trasporto);

- le agenzie di viaggio e tour operator.

Le spese agevolabili sono eleggibili al 100%, ma l’importo totale di tali spese non può superare l’importo di 41.666 euro per ciascun beneficiario, al fine di rispettare il limite massimo del credito d’imposta pari a 12.500 euro.

Le spese si considerano sostenute ai sensi dell’art. 109 del TUIR; l’effettività del sostenimento deve risultare da apposita dichiarazione rilasciata dal presidente del Collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro, o da un dottore commercialista o esperto contabile iscritto all’albo, o da un consulente del lavoro, ovvero dal responsabile del CAF.Il credito d’imposta è alternativo e non cumulabile, in relazione a medesime voci di spesa, con altre agevolazioni di natura fiscale.

Modalità di accesso

Quanto alla procedura per accedere all’agevolazione, le imprese interessate devono presentare al Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo apposita domanda per il riconoscimento del credito d’imposta, con modalità telematiche di prossima definizione.

Per le spese sostenute nel 2014, l’istanza deve essere presentata entro 60 giorni dalla definizione delle suddette modalità telematiche; successivamente, l’istanza dovrà essere presentata dal 1° gennaio al 28° febbraio dell’anno successivo a quello di effettuazione delle spese.

Nella domanda, sottoscritta dal legale rappresentante, dovrà essere specificato il costo complessivo degli interventi e l’ammontare totale delle spese eleggibili, l’attestazione di effettività delle spese sostenute, nonché l’ammontare del credito d’imposta spettante. Entro 60 giorni dal termine finale di presentazione delle domande, il Ministero comunica all’impresa il riconoscimento e l’importo del relativo credito ovvero il diniego dell’agevolazione.

Le risorse sono assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

Il credito d’imposta, riconosciuto dal Ministero, è ripartito in tre quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97.

Quali spese considerare per il credito d’imposta

Le principali voci di spesa agevolabili sono quelle inerenti gli impianti wi-fi (sempre che la struttura fornisca ai clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download), i siti web con app per la telefonia mobile, i programmi e sistemi informatici che favoriscono la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi web e pubblicità online, consulenze per la comunicazione e marketing digitale, acquisto di software per agevolare gli utenti con disabilità, la formazione del titolare e del personale dipendente all’uso dei nuovi strumenti telematici. Restano escluse le spese di intermediazione commerciale.

Spese agevolabili:

- Acquisto e installazione di modem/router;

- Dotazione hardware per la ricezione del servizio mobile terrestre (antenne terrestri, parabole, ripetitori di segnale)

- Acquisto software;

- Acquisto hardware (server, hard disk)

- Contratto di fornitura spazi web e pubblicità online

- Contratto di fornitura di prestazioni e di servizi;

- Acquisto software

- Contratto di fornitura di prestazioni e di servizi (docenza e tutoraggio)

 

 

4) Accertamenti in materia di catasto: dal 1° giugno pagamenti con l’F24

Le modalità di versamento unitario sono estese anche alla riscossione delle somme dovute per inosservanza delle disposizioni normative connesse al registro degli immobili.

Un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti che già si avvalgono dell’F24 per il pagamento di numerosi tributi arriva dall’estensione dell’utilizzo di quel modello anche per pagare gli importi dovuti in seguito alla notifica di avvisi di accertamento per inosservanza della normativa catastale.

In particolare, dispone il provvedimento del 23 marzo 2015, a partire dal 1° giugno 2015, il modello F24 potrà essere utilizzato per il pagamento di:

- tributi speciali catastali

- sanzioni amministrative, per violazioni alle disposizioni previste dall’ordinamento catastale

- interessi sui tributi speciali catastali

- imposta di bollo correlata ad adempimenti per accertamenti catastali

- recupero spese per volture

- spese di notifica di atti catastali

- oneri accessori per operazioni catastali

- altre spese per operazioni catastali.

È esclusa la possibilità di utilizzare in compensazione eventuali crediti derivanti da versamenti eccedenti.

Con una successiva risoluzione l’Agenzia delle entrate istituirà i necessari codici tributo, fornendo le istruzioni per la compilazione della delega di pagamento.

 

 

5) Pronte le specifiche tecniche per l’invio di Unico 2015 PF

Per comunicare i dati annuali Iva – relativi al 2014 – contenuti nello stesso modello dichiarativo, le procedure telematiche sono quelle già disposte lo scorso 28 gennaio.

Approvate, con provvedimento del 23 marzo, e pubblicate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle informazioni contenute in Unico 2015-Pf e nei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri e degli indicatori di normalità economica.

Per dichiarare i dati annuali Iva relativi al 2014, contenuti nello stesso modello Unico 2015-Pf-si deve far riferimento alle specifiche tecniche già pubblicate con il provvedimento dello scorso 28 gennaio.

Il suddetto provvedimento, disponibile on line sul sito dell’Agenzia, prevede che gli utenti del servizio telematico trasmettano via web i dati, contenuti nel modello di dichiarazione Unico 2015-Pf, fascicoli 1, 2 e 3, approvati con provvedimento del 30 gennaio scorso, nonché i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indicatori di normalità economica che le persone fisiche devono presentare nel 2015.

Per quanto riguarda, invece, le informazioni relative ai modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri, contenuti nel modello Unico 2015 Pf, la trasmissione deve tener conto delle specifiche tecniche riportate nel provvedimento, per gli esercenti arti e professioni, per gli esercenti attività d’impresa.

Per trasmettere, invece, i dati relativi alla dichiarazione annuale IVA 2015, si deve tener conto delle specifiche tecniche già pubblicate e approvate con provvedimento del 28 gennaio 2015.

Mentre, le specifiche tecniche per l’invio dei dati riguardanti le scelte dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef espresse dai soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione saranno indicate successivamente con un ulteriore provvedimento.

 

 

6) Irregolarità catastali: più semplice pagare il dovuto con il modello F24

Anche le spese per eventuali irregolarità catastali viaggiano con l’F24. Dal prossimo 1° giugno, infatti, le somme dovute dai contribuenti a seguito di notifica di accertamento per inosservanza della normativa catastale, fattispecie tra cui rientrano, tra le altre, le sanzioni amministrative, gli interessi sui tributi speciali catastali e il recupero delle spese per volture, saranno versate seguendo la modalità semplificata prevista per il versamento unificato tramite modello F24. A stabilirlo è il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato sul sito www.agenziaentrate.it, all’interno della sezione “Normativa e prassi”.

Spazio al versamento semplificato

L’estensione del modello di pagamento con F24 interessa i seguenti versamenti, tutti conseguenti ad accertamenti per inosservanza della normativa catastale: tributi speciali catastali, sanzioni amministrative, interessi sui tributi speciali catastali, imposta di bollo correlata ad adempimenti per accertamenti catastali, recupero spese volture, spese di notifica di atti catastali, oneri accessori e altre spese per operazioni catastali. Per il pagamento delle somme relative al procedimento di attribuzione della rendita presunta, restano invece ferme le disposizioni contenute nel provvedimento interdirigenziale del 24 febbraio 2012.

Strada chiusa per la compensazione

Resta esclusa la possibilità per il contribuente di utilizzare in compensazione eventuali crediti derivanti dai versamenti eccedenti gli importi dovuti.

L’F24, strumento di modernità ed efficienza, ovvero, semplificazione - In un’ottica di razionalizzazione dei sistemi di pagamento, l’estensione dell’utilizzo del modello F24, anche in ambito catastale, garantisce una maggiore efficienza nella gestione del sistema tributario e rappresenta, al contempo, un ulteriore passo avanti verso la semplificazione degli adempimenti fiscali dei contribuenti.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 49 del 24 marzo 2015)

 

 

7) Depositi Iva: circolare delle Entrate sulla sosta delle merci

Dai beni depositabili alle operazioni agevolate, dalle modalità d’ingresso ed estrazione dei beni dal deposito IVA, anche nel caso di commercializzazione nel nostro Paese, al calcolo dell’imponibile “sensibile” ai cali merce.

L’Agenzia delle entrate, con la con la circolare n. 12/E del 24 marzo 2015, fa il punto sulle regole dettate negli anni su questo tema, alla luce delle connessioni con i depositi doganali e della sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso luglio.

Il profilo dei depositi Iva agli occhi del Fisco

I depositi Iva sono luoghi fisici, situati nel nostro Paese, al cui interno la merce entra, staziona poi viene estratta. Per determinate operazioni, questi magazzini consentono che l’Iva, laddove dovuta, sia assolta dall’acquirente finale solo al momento dell’estrazione dei beni, con il meccanismo del reverse charge (inversione contabile). Rientrano tra i depositi Iva anche quelli già autorizzati dall’autorità doganale, come per esempio i magazzini generali, i depositi franchi e i punti franchi gestiti dalle imprese autorizzate, i depositi fiscali per i prodotti soggetti ad accisa, i depositi doganali, compresi quelli per la custodia e la lavorazione di lane.

Deposito virtuale, eccezione alla regola generale

Gli effetti fiscali del deposito Iva sono ammessi anche senza transito fisico delle merci solo per i beni “fuori magazzino” che devono essere lavorati. In tutti gli altri casi, la merce deve entrare fisicamente nel deposito per beneficiare della disciplina agevolata. In base alle novità introdotte dal D.L. 179/2012, infatti, il regime di deposito Iva, cioè lo slittamento del pagamento dell’imposta all’estrazione dei beni, vale anche nel caso in cui le merci siano custodite in spazi limitrofi al magazzino per poter subire delle lavorazioni. La circolare precisa che i beni, una volta lavorati, non devono essere necessariamente introdotti nel deposito, purché la relativa movimentazione sia registrata. Si considerano così soddisfatte, infatti, le funzioni di stoccaggio e custodia da parte del depositario.

Fattura unica per acquisto ed estrazione beni in giornata

In un’ottica di semplificazione, nel caso di beni estratti dal deposito per essere commercializzati in Italia, se l’acquisto delle merci e la loro uscita dal magazzino avviene nello stesso giorno, queste due operazioni possono essere ricomprese in un’unica fattura riepilogativa giornaliera.

Calcolo dell’imponibile Iva influenzato dai cali merce

La circolare chiarisce che se l’estrazione del bene in deposito avviene per la commercializzazione in Italia, in linea di principio l’imponibile è dato dal corrispettivo - oppure, se manca, dal valore dell’operazione - non soggetto a Iva in conseguenza dell’introduzione nel deposito. Nel caso in cui i beni, durante il periodo di giacenza, siano stati oggetto di più cessioni, la base su cui determinare l’Iva è determinata dal corrispettivo o dal valore dell’ultima transazione. Inoltre, il documento di prassi precisa che se la merce subisce dei cali fisici e tecnici in fase di stoccaggio, la base imponibile all’estrazione del bene va determinata al netto del valore del calo. Il concetto di calo è infatti ricondotto a quello dei beni distrutti, dal momento che avviene per cause naturali e indipendenti dalla volontà del soggetto Iva. In altre parole, nel calcolo dell’imponibile il contribuente può riferirsi alle quantità effettivamente estratte dal deposito, a patto che siano calcolate su basi oggettive e riscontrabili.

La sentenza della Corte di Giustizia

Il documento di prassi fa riferimento, infine, alla sentenza della Corte di Giustizia europea del 17 luglio 2014, causa C-272/13 in relazione all’introduzione fisica delle merci nel deposito Iva. Secondo la Corte l’obbligo di introduzione fisica della merce importata nel deposito Iva può essere previsto dalla normativa nazionale Iva, in quanto costituisce atto idoneo a garantire la riscossione dell’imposta. Per quanto riguarda le sanzioni, secondo la Corte, in assenza di frode, la violazione dell’obbligo di introduzione fisica dei beni nel deposito Iva e il pagamento dell’imposta attraverso il reverse charge all’atto dell’estrazione, rilevano un’infrazione formale, che si esplica in un tardivo versamento dell’Iva.

 

8) Completamento delle proroghe a 24 mesi dei programmi di crisi per cessazione attività

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 9 del 20 marzo 2015, informa che, al fine di consentire il completamento dei piani di gestione degli esuberi a 24 mesi già concordati con accordi sottoscritti in sede ministeriale, possono essere autorizzati i trattamenti relativi al secondo anno di crisi per cessazione di attività che hanno inizio nel corso dell’anno 2015 e fino a concorrenza delle contingentate risorse finanziarie (60 milioni di euro).

In considerazione di ciò, il Ministero dovrà emanare decreti di autorizzazione del trattamento straordinario di integrazione salariale fino a concorrenza del limite di risorse finanziarie stanziate (60 milioni di euro).

 

 

9) Incremento del 10% per il contratto di solidarietà - anno 2015

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 8 del 20 marzo 2015, informa che, in applicazione dell’articolo 2 bis del Decreto Legge n. 192/2014 (convertito con modifiche dalla Legge n. 11/2015), è stato disposto l’aumento dell’ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà (di cui all’articolo 1 del Decreto Legge n. 726/1984, convertito con la Legge n. 863/1984) nella misura del 10% della retribuzione persa a seguito di riduzione di orario.

Per l’annualità 2015 ed entro il limite di spesa di 50 milioni di euro, l’Inps è autorizzato ad erogare il trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori destinatari, nella misura complessiva del 70% della retribuzione persa a seguito della riduzione dell’orario di lavoro.

Ai fini dell’accesso al beneficio dell’incremento del trattamento, le risorse stanziate sono destinate in via prioritaria al trattamento dovuti nell’anno 2015 in forza di contratti di solidarietà, anche di proroga, stipulati nell’anno 2014. L’Inps dovrà tenere conto dell’ordine cronologico di stipula degli accordi di solidarietà allegati ai decreti ministeriali di autorizzazione al trattamento di integrazione salariale.

L’Inps al raggiungimento del limite di spesa (50 milioni di euro) dovrà interrompere le erogazioni ulteriori.

INAIL: domande OT 24 - definizione delle domande in procedura GRA

L’Inail, con la nota n. 2059 del 19 marzo 2015, comunica che, in attesa dell’emanazione del decreto ministeriale di approvazione alla Determina del Presidente n. 286 del 26.09.2014, per l’anno 2015 continuano a trovare applicazione le percentuali di riduzione del tasso medio di tariffa previste dal D.M. 3 dicembre 2010.

Con successiva nota saranno illustrate le implementazioni procedurali introdotte per la definizione delle istanze relative all’anno 2015.

 

 

10) Commercialisti: portale fatturazione elettronica gratuito

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, gratuitamente, mette a disposizione il portale per gestire automaticamente il processo di fatturazione elettronica.

E’ quanto si evince dalla nota informativa del CNDCEC n. 19 del 23 marzo 2015.

Il suddetto Consiglio Nazionale invierà, sulla casella di posta elettronica certificata, ad ogni Iscritto all’Albo, la richiesta di conferma a voler attivare il servizio di fatturazione elettronica e di conservazione sostitutiva. Con la richiesta di conferma l’iscritto accederà al portale web di fatturazione elettronica messo a disposizione gratuitamente dal Consiglio Nazionale e, per effetto dell’accordo stipulato, potrà visualizzare il contratto di servizio da sottoscrivere per conferire mandato a SIA ad operare quale intermediario per la conservazione sostitutiva delle fatture emesse.

La sottoscrizione di tale contratto non comporterà oneri per l’iscritto e sarà valido anche per altre emissioni di fatture oltre le 12 gratuite, conferendo continuità di servizio.

Il portale consentirà agli Ordini territoriali di:

- ricevere le fatture dal Sistema di Interscambio SDI - Sogei;

- Verificare le fatture accettare o rifiutare le fatture;

- Monitorare tutti i flussi e i processi di accettazione;

- Ricercare e stampare documenti visualizzati con un foglio di stile;

- Emettere, tramite digitazione manuale, o importare dai software gestionale

inviarle allo SDI- Sogei;

- Conservare digitalmente le fatture per 10 anni.

 

Vincenzo D’Andò