Diario quotidiano del 20 marzo 2015: gli ammortizzatori sociali negli studi professionali

Pubblicato il 20 marzo 2015

IFRS 11: consolidamento proporzionale non rileva fiscalmente; non punibilità dei reati fiscali: decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale; ammortizzatori negli studi professionali; Iva: la nomina irregolare del rappresentante non fa perdere la detrazione; rimpatrio giuridico morbido; studio di settore si applica anche senza grave incongruenza; valutazione dei crediti in bilancio rigida; area con benefici tributari: niente abuso del diritto; le sanzioni fiscali sono di esclusiva competenza del curatore fallimentare; aggiornamento controlli software Uniemens; lavoro autonomo: istruzioni operative per la liquidazione anticipata ASpI e mini-ASpI; recupero record per l’evasione fiscale: 14,2 miliardi di euro incassati

 Indice:

 1) IFRS 11: consolidamento proporzionale non rileva fiscalmente

 2) Non punibilità dei reati fiscali: decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale

 3) Ammortizzatori negli studi professionali

 4) Iva: la nomina irregolare del rappresentante non fa perdere la detrazione

 5) Rimpatrio giuridico morbido

 6) Studi di settore si applica anche senza grave incongruenza

 7) Valutazione dei crediti in bilancio rigida

 8) Area con benefici tributari: niente abuso del diritto

 9) Le sanzioni fiscali sono di esclusiva competenza del curatore fallimentare

 10) Aggiornamento controlli software Uniemens

 11) Lavoro autonomo: istruzioni operative per la liquidazione anticipata ASpI e mini-ASpI

 12) Recupero record per l’evasione fiscale: 14,2 miliardi di euro incassati

 

 

1) IFRS 11: consolidamento proporzionale non rileva fiscalmente

L’Amministrazione finanziaria ha escluso la rilevanza fiscale nell’ambito del principio contabile. Dunque, per i soggetti IAS adopter che pongono in essere joint operations, la rilevanza fiscale del consolidamento proporzionale imposto dall’IFRS 11 viene esclusa, dovendosi, invece, dare rilievo alla partecipazione detenuta nella società veicolo, ritenuta fiscalmente rilevante.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 29/E del 18 marzo 2015, emessa a seguito di una istanza di interpello.

La società istante aveva stipulato con una società di diritto turco un accordo (Joint Agreement) per la costruzione e gestione di un’autostrada, accordo che, in applicazione del principio contabile IFRS 11, risultava qualificabile come joint operation su cui le parti contrattuali esercitano un “controllo congiunto”. La società veicolo costituita tra le due società per l’esecuzione delle attività previste dal Joint Agreement, risultava, in virtù della predetta qualificazione, trasparente, sotto il profilo contabile, rispetto alla società istante: nelle scritture contabili e nel bilancio separato dell’istante non era rilevata né la partecipazione al capitale della società veicolo, né i componenti positivi e negativi di reddito derivanti dalla stessa, mentre risultavano contabilizzate le attività, le passività, i ricavi e i costi della società veicolo per la parte corrispondente alla percentuale di partecipazione dell'istante alla joint operation.

Riguardo agli effetti fiscali delle modalità di rilevazione contabile della joint operation ai sensi dell’IFRS 11, l’istante riteneva, ai fini IRES, di dover qualificare le partecipazioni al capitale della società veicolo come azioni e di dover dare rilievo ai componenti positivi e negativi di reddito derivanti da tali partecipazioni e non, invece, ai componenti positivi/negativi di reddito rilevati per effetto dell’imputazione contabile delle attività, passività, ricavi e costi della società veicolo corrispondenti alla percentuale di partecipazione dell'istante alla joint operation.

Su tale problematica, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che, nel caso di specie, va esclusa la rilevanza fiscale ai fini IRES del consolidamento proporzionale imposto dall’IFRS 11 e che, in deroga al principio di derivazione rafforzata di cui all’art. 83 T.U.I.R., vada attribuito rilievo fiscale alla partecipazione detenuta dall’istante nella società veicolo.

L’Agenzia, ha, quindi, accolto la soluzione prospettata dalla società istante, volta al riconoscimento fiscale della partecipazione detenuta da Alfa nella società veicolo Gamma secondo la sua configurazione giuridica e non sulla base della titolarità pro-quota dei beni sottostanti.

Anche in applicazione dell’articolo 3 del Dm 48 del 2009, l’Agenzia rileva che l’operazione in esame deve essere riqualificata sulla base della sua natura giuridico-formale e che può essere disattesa, quindi, la rappresentazione contabile prevista dall’Ifrs 11.

Stessa conclusione con riferimento all’Irap. La rilevazione nel conto economico di Alfa dei componenti di reddito della società Gamma non comporta la riconducibilità ad Alfa di costi/ricavi effettivamente sostenuti, che generano, quindi, capacità impositiva. Anche ai fini Irap, dunque, conclude l’Agenzia, i costi e i ricavi della società veicolo non assumono rilevanza fiscale. In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che nel caso in cui una società (Alfa) che adotta i principi contabili internazionali la quale ha stipulato con una società estera (Beta) un accordo di joint venture per la costruzione di un’autostrada e la società veicolo (Gamma) costituita per l’esecuzione dell’opera risulta trasparente rispetto alla società partecipante (Alfa), la soluzione più corretta, ai fini di evitare fenomeni di doppia imposizione, sia quella di escludere la rilevanza fiscale del consolidamento proporzionale imposto dall’IFRS 11, ritenendo più corretto cont