Diario quotidiano del 19 marzo 2015: non va bene la norma che “salva” i dirigenti delle Entrate senza concorso: accertamenti a rischio di nullità

Pubblicato il 19 marzo 2015

due per mille ai partiti politici: elenco degli ammessi al beneficio 2015; il curatore non si può opporre alla confisca; a rischio la cessione di quote pignorate; niente contributo unificato sui giudizi in opposizione; é anticostituzionale la norma che fa rivivere le società per il Fisco, non solo é anche contraria ai principi dello statuto del contribuente; Consulta, non va bene la norma che “salva” i dirigenti delle Entrate senza concorso: accertamenti a rischio di nullità?; come determinare i compensi dovuti nell’ambito del processo tributario; regolarizzazione scommesse: istituiti codici tributo per il pagamento delle somme dovuta con F24 accise; rent to buy, la nota del Consiglio Nazionale Notariato sui chiarimenti dell’Agenzia delle entrate; dal 2015 nuova indennità di disoccupazione a favore dei collaboratori

 

 Indice:

 1) Due per mille ai partiti politici: ecco l’elenco degli ammessi al beneficio 2015

 2) Il curatore non si può opporre alla confisca

 3) A rischio la cessione di quote pignorate

4) Niente contributo unificato sui giudizi in opposizione

 5) E’ anticostituzionale la norma che fa rivivere le società per il Fisco, non solo é anche contraria ai principi dello statuto del contribuente

 6) Consulta, non va bene la norma che “salva” i dirigenti delle Entrate senza concorso: accertamenti a rischio di nullità ?

 7) Come determinare i compensi dovuti nell’ambito del processo tributario

 8) Regolarizzazione scommesse: istituiti codici tributo per il pagamento delle somme dovuta con F24 accise

 9) Rent to buy, la nota del Consiglio Nazionale Notariato sui chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

 10) Dal 2015 nuova indennità di disoccupazione a favore dei collaboratori

 

 

1) Due per mille ai partiti politici: ecco l’elenco degli ammessi al beneficio 2015

E’ stata resa nota la lista dei partiti ammessi al 2 per mille per l’anno 2015, con riferimento ai redditi 2014. L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 27/E del 17 marzo 2015, ha, infatti,  diffuso l’elenco dei beneficiari, trasmesso dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, e spiega come esprimere la propria scelta utilizzando la scheda dedicata.

La scelta del contribuente, a favore di uno solo dei possibili destinatari, avverrà apponendo sulla scheda la propria firma in corrispondenza della formazione che intende sostenere.

Pronto l’elenco dei partiti politici cui è possibile destinare volontariamente il due per mille della propria Irpef relativa ai redditi 2014.

La lista, trasmessa all’Agenzia delle entrate dalla Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici, è, dunque, contenuta nella citata risoluzione.

La scelta, esercitabile a favore di un unico partito politico, potrà essere effettuata utilizzando la scheda contenuta nei modelli di dichiarazione dei redditi 730 e Unico Persone fisiche 2015, disponibile in formato elettronico sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per indicare la propria preferenza, il contribuente dovrà firmare il riquadro “Scelta per la destinazione del due per mille dell’Irpef” presente nelle schede per la scelta della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’Irpef, indicando il codice del partito prescelto. In caso di esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, è possibile trasmettere la scheda entro il 30 settembre 2015, direttamente, servendosi dei servizi telematici dell’Agenzia oppure presentarla in busta chiusa presso uno sportello postale o a un intermediario abilitato (professionisti, Caf).

Partito politico

Codice

Centro Democratico

A10

Die Freiheitlichen

B11

Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

C12

Lega Nord per l’Indipendenza della Padania

D13

Movimento Associativo Italiani all’Estero – MAIE

E14

Movimento Politico Forza Italia

F15

Movimento Stella Alpina

G16

Nuovo Centrodestra

H17

PATT - Partito Autonomista Trentino Tirolese

K18

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

L19

Partito Democratico

M20

Partito Liberale Italiano

N21

Partito Socialista Italiano

R22

Popolari per l’Italia

S23

Scelta Civica

T24

Sinistra Ecologia Libertà

U25

SVP - Südtiroler Volkspartei

W26

Union Valdôtaine

Y27

Unione per il Trentino

Z28

 

 

2) Il curatore non si può opporre alla confisca

E’ stretta sulla responsabilità amministrativa delle società che poi falliscono. Infatti, il curatore non ha alcun titolo per opporsi alla confisca adottata ai sensi della «231». Sono fatti salvi i diritti dei terzi in buona fede, e come tali non possono essere considerati i creditori della procedura concorsuale, che possono essere fatti valere davanti al giudice penale.

È quanto stabilito dalle Sezioni unite penali della Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 11170 del 17 marzo 2015, hanno risolto un «annoso» contrasto di giurisprudenza.

Con una lunghissima motivazione il Massimo consesso di Piazza Cavour ha affermato il principio secondo cui «il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell'art. 19 del dlgs n. 231 del 2001». La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertarne la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare».

Ciò perché, hanno spiegato i Supremi giudici, il creditore che non abbia ancora ottenuto l'assegnazione del bene a conclusione della procedura concorsuale non può assolutamente essere considerato terzo titolare di un diritto acquisito in buona fede perché prima di tale momento il creditore vanta una semplice pretesa, ma non certo la titolarità di un diritto reale su un bene.

Allo stesso modo il curatore fallimentare, che è certamente terzo rispetto al procedimento sequestro/confisca dei beni già appartenuti alla fallita società, non può agire in rappresentanza dei creditori per opporsi al sequestro e alla confisca.

 

 

3) A rischio la cessione di quote pignorate

Srl: é elusivo vendere quote a pignoramento ignoto. La Suprema Corte sottolinea che, per l’integrazione della fattispecie di cui all’art. 388 c.p., è sufficiente la sola notifica del pignoramento a debitore e società.

Commette, dunque, elusione del provvedimento del giudice il titolare di quote della Srl che le vende anche se il pignoramento non gli è stato ancora notificato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 11302 del 17 marzo 2015, ha accolto il ricorso presentato dal