Diario quotidiano del 17 marzo 2015: i termini di prescrizione del rimborso IVA

Pubblicato il 17 marzo 2015

novità dell’OIC 9: circolare della Fondazione Commercialisti; la fiscalità nel “rent to buy”: circolare della FNC; le violazioni formali non negano la detrazione IVA; omessi versamenti previdenziali: prescrizione interrotta anche per sanzioni civili; niente presunzione per i prelevamenti dal conto del lavoratore autonomo; studi di settore: é nullo l’avviso di accertamento se non è stato allegato il “prospetto”; TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di febbraio 2015; false notizie: non è vero che il Fisco controlla a casa l’operaio; registri doganali “fuori uso”; Cassazione: il diritto al rimborso dell’IVA si prescrive in 2 anni, anzi no in 10 anni

 

 Indice:

 1) Novità dell’OIC 9:  circolare della Fondazione Commercialisti

 2) La fiscalità nel “rent to buy”: circolare della FNC

 3) Le violazioni formali non negano la detrazione IVA

 4) Omessi versamenti previdenziali: prescrizione interrotta anche per sanzioni civili

 5) Niente presunzione per i prelevamenti dal conto del lavoratore autonomo

 6) Studi di settore: é nullo l’avviso di accertamento se non è stato allegato il “prospetto”

 7) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di febbraio 2015

 8) False notizie: non è vero che il Fisco controlla a casa l’operaio

 9) Registri doganali “fuori uso”

 10) Cassazione: il diritto al rimborso dell’IVA si prescrive in 2 anni, anzi no in 10 anni

 

 

 1) Novità dell’OIC 9:  circolare della Fondazione Commercialisti

Focus sulle nuove regole di applicazione dell’OIC 9 in relazione alla rilevazione contabile delle svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni tecniche. Sono interessate le piccole e medie imprese nazionali.

La Fondazione Nazionale Commercialisti, con la circolare del 15 marzo 2015, ha esaminato la sfera applicativa del nuovo OIC 9, “Svalutazioni per perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali”, che, peraltro, costituisce uno dei principi che  più ha subito modifiche tra quelli che di recente sono stati revisionati dall’Organismo italiano di contabilità.

L’OIC 9, in particolare, definisce un percorso logico-concettuale che porta alla misurazione delle eventuali riduzioni durevoli di valore delle immobilizzazioni non finanziarie.

Viene previsto che il valore contabile sia comparato con il valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso dell’immobilizzazione.

Il primo valore è dato dal valore di mercato, come definito dai principi contabili nazionali e internazionali. Il valore d’uso, invece, è rappresentato dal valore attuale dei flussi finanziari attesi dall’attività.

Le piccole e medie imprese possono quantificare il valore d’uso anche per mezzo della capacità di recupero dell’ammortamento. Tale metodo rappresenta una semplificazione facoltativa rispetto all’attualizzazione dei flussi finanziari.

La FNC si sofferma, inoltre, sulla capacità di ammortamento, considerata la rilevanza che tale tecnica può assumere per le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni.

Vengono, infine, illustrati i riflessi contabili derivanti dal trattamento fiscale delle svalutazioni, con una particolare analisi sulla rilevazione della fiscalità differita ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

La circolare conclude poi con la trattazione sulle modalità di compilazione della nota integrativa applicando la tecnica di attualizzazione dei flussi finanziari.

L’OIC 9 ha, quindi, lo scopo di disciplinare il trattamento contabile e l’informativa da fornire nella nota integrativa per le perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali. Il presente principio contabile è destinato alle società che redigono i bilanci d’esercizio in base alle disposizioni del Codice Civile.

In termini tecnico-contabili, il documento prevede – in linea con il paradigma dello IAS 36 – che il valore contabile sia comparato con il valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il fair value e il valore d’uso dell’immobilizzazione.

Il primo valore è rappresentato dal valore di mercato, come definito dai principi contabili nazionali e internazionali. Il valore d’uso, invece, è rappresentato dal valore attuale dei flussi finanziari attesi dall’attività.

Le piccole e medie imprese possono quantificare il valore d’uso anche per mezzo della capacità di recupero dell’ammortamento. Tale metodo rappresenta una semplificazione facoltativa rispetto all’attualizzazione dei flussi finanziari.

Nel quadro appena descritto, la Circolare presta particolare attenzione alla capacità di ammortamento, considerata la rilevanza che tale tecnica può assumere per le realtà aziendali di piccole e medie dimensioni.

La Circolare, inoltre, approfondisce i riflessi contabili derivanti dal trattamento fiscale delle svalutazioni, con un’approfondita analisi relativa alla rilevazione della fiscalità differita ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

Infine, la Circolare dedica un intero paragrafo alle modalità di compilazione della relativa informativa finanziaria.

730/2015: check-list dei Commercialisti

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha, inoltre, pubblicato una check-list per la raccolta e la verifica delle informazioni necessarie alla compilazione del modello 730/2015.

La FNC ha, dunque, reso disponibile sul proprio sito una check-list per la raccolta dei dati e il controllo delle informazioni necessarie alla compilazione del modello 730/2015 ordinario o precompilato, relativo al periodo d’imposta 2014.

Il documento, che si compone di 45 pagine in modalità editabile, contiene numerosi specchietti di approfondimento sulle novità del modello di quest’anno.

La check-list rappresenta uno strumento di ausilio nelle procedure di verifica della documentazione necessaria per la gestione dell’adempimento, ma anche una prova documentale sottoscritta da parte dei contribuenti, che certificano il possesso di determinati redditi, la detenzione a diverso titolo di beni, consistenze mobiliari e immobiliari, nonché l’effettuazione di trasferimenti finanziari (si pensi alla compilazione del quadro RW allegato al 730) e lo status familiare degli stessi.

 

 

2) La fiscalità nel “rent to buy”: circolare della FNC

La Fondazione Nazionale dei Commercialisti, con un documento del 15 aprile 2015, ha analizzato la fiscalità nel “rent to buy”.

Già l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 4/E del 2015, ha analizzato gli aspetti tributari dell’accordo di “rent to buy”, cioè della locazione finalizzata all’acquisto dell’immobile. Nell’ambito dell’imposizione diretta, se il concedente è imprenditore, nella fase iniziale del contratto, rileva il provento riferibile alla quota di locazione, secondo i criteri propri di tale componente positivo del reddito di impresa. Al momento in cui il conduttore esercita l’opzione di acquisto, viene in essere la cessione del bene, che darà luogo a ricavo o a plus/minusval