Diario fiscale del 5 marzo 2015: le novità in tema di definizione di area edificabile e tanti altri aggiornamenti sulla fiscalità immobiliare

Pubblicato il 5 marzo 2015

Cassazione: il Commercialista non deve l’IRAP; é fruibile il “bonus musica”; per determinare l’area edificabile rileva il piano regolatore; da Equitalia nuova chance per chi ha perso la possibilità di rateizzare: online i moduli per fare richiesta; scorporo terreno-fabbricati: chiarimenti dalla Fondazione Nazionale Commercialisti; a breve partono le “max” compensazioni Iva; falso in bilancio: ecco gli emendamenti del governo; nuovo termine per la presentazione all’INAIL delle denunce retributive annuali; trasferimento di immobili espropriati: l’imposta ipotecaria per l’annotazione si calcola sul prezzo di aggiudicazione; si all’Irap sui contributi pubblici

 

 Indice:

 1) Cassazione: il Commercialista non deve l’IRAP

 2) E’ fruibile il cd. “bonus musica”

 3) Per determinare l’area edificabile rileva il piano regolatore

 4) Da Equitalia nuova chance per chi ha perso la possibilità di rateizzare: online i moduli per fare richiesta

5) Scorporo terreno-fabbricati: chiarimenti dalla Fondazione Nazionale Commercialisti

 6) A breve partono le “max” compensazioni Iva

 7) Falso in bilancio: ecco gli emendamenti del governo

 8) Nuovo termine per la presentazione all’INAIL delle denunce retributive annuali

 9) Trasferimento di immobili espropriati: l’imposta ipotecaria per l’annotazione si calcola sul prezzo di   aggiudicazione

 10) Si all’Irap sui contributi pubblici

 

 

 1) Cassazione: il Commercialista non deve l’IRAP

Non versa l’Irap il Commercialista con ufficio contiguo ad altro professionista. Ai fini dell’applicazione dell’IRAP nei confronti del professionista, non costituiscono indici rilevanti e decisivi per la sussistenza del requisito di autonoma organizzazione, l’esistenza di un ufficio contiguo organizzato per l’esercizio di un’altra attività professionale, né l’esercizio promiscuo dell’attività di Commercialista e di amministratore unico di società di capitali, in un immobile concesso in comodato.

E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4060 del 2015, con la quale, ha annullato la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che, invece, aveva dato ragione al Fisco, avendo ritenuto legittimo il silenzio-rifiuto dell’Amministrazione finanziaria alle istanze di rimborso dell’IRAP versata dal professionista, sulla base di “elementi confessori” ritenuti idonei a configurare il requisito dell’autonoma organizzazione.

Peraltro, dalla documentazione allegata dal professionista è risultata la sua qualità di amministratore unico di una società di capitali, comodataria dell’immobile concessole in godimento dallo studio legale associato dei propri genitori, presso il quale ha stabilito sia la sede della società, sia la sede dell’attività professionale di commercialista.

Secondo, la tesi (poi rivelatasi) errata dei giudici di appello, la concomitanza dei suddetti elementi avrebbe realizzato, di fatto, una “complessa organizzazione” a disposizione del professionista, che concretizza il requisito di autonoma organizzazione rilevante ai fini IRAP.

La Corte di Cassazione ha, invece, ricordato che secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza l’esercizio delle attività di lavoro autonomo professionale, è escluso dall’applicazione dell’IRAP solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata ed il requisito della autonoma organizzazione - il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità solo se congruamente motivato - ricorre quando il contribuente impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui.Avuto poi riguardo allo specifico all’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che configurano l’esistenza di un’autonoma organizzazione, viene ritenuto soggetto ad Irap il professionista che, per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività, eroga elevati compensi a terzi, a nulla rilevando il mancato impiego da parte del contribuente di personale dipendente. In particolare, ciò che rileva, agli effetti impositivi Irap, “è la sussistenza di una organizzazione imprenditoriale, restando indifferente il mezzo giuridico col quale quest’ultima è attuata (dipendenti ovvero società di servizi ovvero associazione professionale) e che rende possibile lo svolgimento (complesso) della attività (complessa) dei professionisti”.

Nel caso di specie, secondo i giudici della Suprema Corte, gli elementi posti a base della ritenuta sussistenza dell’autonoma organizzazione, per come evidenziati, non soddisfano i principi affermati dalla giurisprudenza di legittimità, anzi costituiscono indici non rilevanti e decisivi ai fini dell’applicazione dell’IRAP nei confronti del professionista.

Dunque, il professionista non può essere ritenuto soggetto ad Irap esclusivamente sulla base dei seguenti elementi: Esistenza di un contiguo ufficio organizzato per l’esercizio dell’attività professionale, forense, da parte dei genitori e l’esercizio promiscuo, da parte del contribuente, dell’attività di Commercialista e di amministratore unico di società di capitali, in un immobile concesso in comodato.

 

 

2) E’ fruibile il cd. “bonus musica”

Bonus musica: in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo. Sono state definite le modalità di fruizione del cosiddetto “bonus musica”, ovvero dell’agevolazione, introdotta dall’art. 7 del D.L. n. 91/2013, finalizzata a promuovere la musica e i nuovi talenti.

Tale agevolazione é riconosciuta sotto forma di credito d’imposta, nella misura del 30% dei costi sostenuti dall’1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, per attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali, che siano opere prime o seconde di nuovi talenti.

Il D.M. del 2 dicembre 2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 febbraio 2015, ha indicato quali sono le condizioni per la fruizione di tale bonus.

Le imprese interessate dall’agevolazione sono le seguenti:

- imprese produttrici di fonogrammi di cui all’art. 78 della Legge n. 633/41 e di videogrammi musicali;

- imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo.

Tali imprese dovranno essere già costituite alla data del 1° gennaio 2012.

Sono ammessi al beneficio, ai fini della determinazione del credito d’imposta, i seguenti costi:

- i compensi relativi allo sviluppo dell’opera, quelli spettanti agli artisti-interpreti o esecutori, al produttore artistico, all’ingegnere del suono e ai tecnici utilizzati dall’impresa per la sua realizzazione, nonché le spese per la formazione e l’apprendistato effettuate nelle varie fasi di detto sviluppo;

- le spese relative all’utilizzo e al nolo degli studi di registrazione;

- le spese per il noleggio e il trasporto di materiali e strumenti;

- le spese di post-p